Manifestazione antifascista a Londra

09.12.2018 Tony Robinson

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Manifestazione antifascista a Londra
(Foto di Tony Robinson)

Oggi, domenica 9 dicembre, si è svolta a Londra una mobilitazione contro un movimento fascista in crescita e sempre più esplicito, un fenomeno visibile anche in tutta Europa e negli Stati Uniti.

Mentre il paese è sempre più polarizzato in previsione di una settimana di eventi politici di un’importanza  per il suo futuro quale forse non si è mai vista dall’inizio della seconda guerra mondiale, una settimana in cui il Parlamento deciderà se accettare o meno l’accordo di Theresa May sulla Brexit, gli elementi peggiori del fascismo come il razzismo, la xenofobia, l’islamofobia e le fobie di ogni tipo si stanno diffondendo. Invece di ignorare tale violenza, i media mainstream danno spazio a queste espressioni di fanatismo e odio.

Il fulcro della marcia antifascista di oggi è un personaggio molto sgradevole che si chiama Tommy Robinson, ma il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon.  Robinson è stato recentemente rilasciato dal carcere, mentre una condanna per oltraggio alla giustizia per aver interferito in un processo arriverà alla corte d’appello.  Robinson è stato ripreso mentre definiva  i musulmani britannici “combattenti nemici che vogliono ucciderti, mutilarti e distruggerti”.  Le sue fonti di finanziamento comprendono Steve Bannon e altri nazionalisti di estrema destra. Si presenta come un salvatore del paese e per i suoi sforzi è diventato di recente un consigliere dell’UK Independence Party, una formazione apertamente anti-europea.

Secondo gli organizzatori dell’evento “è più urgente che mai combattere contro la Fortezza Gran Bretagna, contro l’ambiente ostile ai migranti, i raid, i centri di detenzione e le deportazioni. Dobbiamo lottare insieme perché tutte le persone possano vivere, migrare e lavorare dove vogliono e per migliorare i salari, i servizi e la vita.

Tommy Robinson, il cui vero nome è Stephen Yaxley-Lennon, fa parte di una rete di odio finanziata da amici di Steve Bannon. La loro politica di estrema destra si sta insinuando nel Partito Conservatore attraverso Boris Johnson e altri personaggi vicini all’UKIP.

La vita è dura per milioni di noi. Grazie al credito universale e alle sanzioni sulle prestazioni, milioni di famiglie sopravvivono ormai solo grazie ai banchi alimentari. Molti di noi non possono permettersi un posto decente in cui vivere. L’inverno è alle porte e migliaia di anziani moriranno a causa del costo del riscaldamento. Il nostro servizio sanitario è stato deliberatamente demolito per poi poterlo svendere.

Non possiamo permettere che l’estrema destra fornisca soluzioni razziste alla crisi in cui ci troviamo. Abbiamo bisogno di costruire un futuro in cui l’accesso a una sanità, a un’istruzione e a un alloggio dignitosi sia una realtà e non un sogno. Questo inizia con la lotta contro il razzismo e il sessismo dell’estrema destra”.

La marcia, con una partecipazione prevista di oltre 5.000 persone, è iniziata vicino alla trafficata Oxford Street e si è spostata lentamente verso Whitehall, il cuore del governo britannico.  Oltre 30 organizzazioni hanno partecipato alla promozione dell’evento.

Ecco una selezione di foto scattate durante la giornata.

8 dicembre: 9a Giornata Internazionale contro le Grandi Opere Inutili e Imposte e per la Difesa del Pianeta

07.12.2018 PresidioEuropa No TAV

8 dicembre:  9a Giornata Internazionale  contro le Grandi Opere Inutili e Imposte  e per la Difesa del Pianeta
(Foto di Flickr)

Manifestazione Nazionale Diffusa

Sono oltre cento le associazioni ed i movimenti coinvolti sul territorio che hanno condiviso l’Appello “SI’ – AMO LA TERRA!”, per manifestare a livello nazionale in coincidenza della COP 24 sul clima che si svolgerà a Katowice, in Polonia, dal 3 al 14 Dicembre per tentare di contenere il riscaldamento climatico al di sotto della soglia di 1,5°C rispetto ai livelli pre industriali.

L’8 Dicembre, celebrato come la Giornata Internazionale contro le Grandi Opere Inutili ed Imposte, è stata proposta fin dal 2010 dal Movimento No TAV.

Domani sarà dunque una giornata di convergenza delle opposizioni su temi che si intrecciano strettamente: la difesa dei territori contro le Grandi Opere Inutili e Imposte e per assicurare il futuro del Pianeta a dimensione umana.

È noto che il clima è già in estrema crisi oggi e l’ultimo rapporto IPCC indica che le emissioni vanno ridotte subito, altrimenti nel 2030 avremo già superato la soglia di sicurezza del riscaldamento globale di 1,5°C.

Gli eventi climatici estremi anche in queste settimane impongono anche ai più scettici, con la forza della devastazione, dal Nord al Sud Italia, l’evidenza degli sconvolgimenti climatici che da anni caratterizzano diverse regioni del Pianeta con conseguenze enormi per la desertificazione, per le carestie, per l’incremento esponenziale dell’inquinamento atmosferico, e per le migrazioni.

In occasione dell’8 Dicembre 2018 abbiamo tutte/i la responsabilità di organizzare una mobilitazione adeguata nei contenuti e nei messaggi programmatici, con la consapevolezza di agire in contemporanea con gli altri movimenti che si battono nelle diverse Regioni con piattaforme ed obiettivi analoghi, per chiedere rispetto e salvaguardia della salute e dei territori, più democrazia, nonché una chiara svolta nelle scelte energetiche fondate sul contenimento della quantità prodotta e sull’uso più efficiente di energia, sulla riconversione dal fossile alle rinnovabili pulite su modello diffuso, decentrato e socialmente partecipato.

Si chiede un cambio di rotta rispetto ad un paradigma energetico e produttivo, per il diritto al clima ed alla giustizia climatica, per favorire cooperazione e convivenza sociale.

Si chiede il diritto all’acqua pubblica, una nuova Strategia Energetica Nazionale riscritta senza interessi delle lobbies, in grado di superare la mistificazione della centralitàdel gas, la messa a soluzione delle scorie nucleari, per le bonifiche e per la messa in sicurezza del territorio, per una conversione economica a fini sociali degli investimenti destinati alle grandi opere inutili e dannose e alle spese militari, il disarmo nucleare.

Su tutto il territorio nazionale, dove maggiore è il radicamento dell’iniziativa dei movimenti di opposizione sociale alle Grandi Opere Inutili e Imposte, verranno organizzati momenti di lotta e di sensibilizzazione per favorire l’accelerazione verso lo STOP alle devastanti emissioni climalteranti.

Questo appello è un invito affinché la popolazione partecipi alle manifestazioni che saranno organizzate l’8 dicembre 2018 in molte piazze d’Italia da decine di associazioni nella convinzione che

LE RESISTENZE NEI TERRITORI RILANCIANO IL BEL PAESE E DIFENDONO IL FUTURO DEL PIANETA

Ad oggi hanno aderito all’appello:

Movimento No Muos ,”Legalità per il clima: rete di difesa legale del clima e analisi ecologica del diritto”, WILPF Italia,  No Tav Torino e Cintura, Presidio Europa No Tav, Osservatorio Antimafie di Monza e Brianza, Coordinamento Nazionale No Triv, Movimento No Tap, Comitato Umbro Acqua Pubblica, Associazione RASPA, Associazione Bianca Guidetti Serra, NO Tunnel TAV di Firenze, Disarmisti Esigenti, Associazione “Fuoritempo” (Marche), Abruzzo Beni Comuni, “A Sud Onlus” (Roma), No Eolico Selvaggio, Comitato No Tav Bagnaria – Bassa friulana,  laboratorio perUnaltracittà-Firenze, Pro Natura Piemonte , ALterPiana, Firenze/Prato/ Pistoia, Comitato Difensori della Toscana, Associazione “Vivere in Valdisieve” , Associazione Valdisieve, Movimento No Tav Terzo Valico Valpolcevera e Valverde,  Presidio contro le Nocività, Mondeggi bene comune, perUnaltracittà, Comitato ex Manifattura Tabacchi, Rete dei Comitati per la Difesa del territorio, Italia Nostra (nazionale), Italia Nostra Toscana, Italia Nostra Basilicata, Centro Sociale “làbas” e Centro Sociale “tpo” (Bologna), Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, Medicina Democratica, CUB (Confederazione Unitaria di Base) nazionale, CUB Basilicata, Cobas Confederazione dei Comitati di Base, Coordinamento No Triv  Basilicata, Comitato No Triv Bella, Comitato NoTriv Brindisi  Montagna, Assemblea Permanente NoTriv Rionero in Vulture, Coordinamento Regionale Acqua Pubblica di Basilicata, WWF Basilicata ed Aree Interne, Cobas Scuola Basilicata, Libera Basilicata, Liberiamo la Basilicata, Associazione Ehpa, No Eolico Selvaggio Bisaccia (AV), Comitato Piani del Mattino contro eolico selvaggio, Comitato per la salute del Fiume Noce, Osservatorio popolare della Val d’Agri, NoScorie International, Con.Pro.Bio. Lucano – Consorzio Produttori Biologici e Biodinamici, Venosa Pensa, Associazione VOLA Basilicata, PCI Basilicata, Associazione ANTIGONE Oppido Lucano, AIAB BASILICATA, USB Basilicata, Centro di Documentazione Associazione MIchele Mancino – Osservatorio Migranti Basilicata, Potere al Popolo Basilicata, Biblioteca Invenduti e Malvenduti (Palazzo S. Gervasio), Gruppo Volontari per l’Ambiente – Matera, Associazione Città Plurale – Matera, Cattolici per la Vita dellaValle (TO), Cooperativa olearia Barile (PZ), Centro Sociale Rialzo, Associazione Solidarietà e Partecipazione Castrovillari, Organizzazione no-profit Alto Ionio Cosentino, Potere al Popolo Calabria, Spa Arrow Organizzazione comunitaria · Rende, Sinistra anticapitalista Calabria, CAI – Club Alpino Italiano Sezione di Siena, Circolo Legambiente Siena, Italia Nostra Siena, Coordinamento Merse, Comitato Amici del Crevole, Comitato per la valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente di Buonconvento, GAS il Melograno, Associazione Mosca Club, WWF Siena e cittadini di Siena e provincia, Associazione R.A.D.A.R., Comitato No Triv Grassano, AIEA VBA (Associazione Italiana Esposti Amianto), Medicina Democratica, Sinistra Italiana Basilicata, PSI Basilicata, Comitato Diritto alla Salute Lavello, Osservatorio Antinucleare Ambientalista Nova Siri, Movimento per la Decrescita Felice, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, Coordinamento No Hub del Gas, TerreJoniche, Altragricoltura, Commissione Globalizzazione e Ambiente della Federazione chiese evangeliche in Italia, Forum Democratico Bernalda,  coordinamento no gasdotto SNAM, ISDE (Medici per l’Ambiente),  …  in continuo aggiornamento.

Ad oggi sono segnalate le seguenti iniziative:

Abruzzo

2 Dicembre – Giulianova (TE) Abruzzo Beni Comuni, CNNT

9 Dicembre – Roseto degli Abruzzi (TE) Abruzzo Beni Comuni, CNNT

8 Dicembre Pescara (sit-in ore 11 “Per il clima, contro le grandi opere!”) ore 16.30 punto sulle lotte abruzzesi e presentazione del libro “VelEni” con l’autore Fabio Amendolara.

8 Dicembre Sulmona (presidio/volantinaggio “NO SNAM”)

Basilicata

8 Dicembre Venosa (corteo) Coord. No Triv Basilicata

Calabria

8 Dicembre Trebisacce (presidio) Associazione RASPA

Emilia Romagna

8 Dicembre iniziativa in difesa del bosco dei prati di Caprara

Friuli

8 dicembre (presidio) Udine

Lazio

8 Dicembre Cittareale (presidio No Gasdotto SNAM)     

Lombardia

30 Novembre 2018 Mantova

1° Dicembre Bordolano (CR)

2 Dicembre 2018 Crema (CR) (presidio)

(da definire entro 7 Dicembre) Soncino (CR) – assemblea pubblica (Comitati ambientalisti lombardi, CNNT)

6 dicembre – ore 18.00 c/o LOC, via Pichi 1 – gruppo di lavoro sulla bio-occupazione (100 miliardi dalle opere nocive in investimenti ambientalmente e socialmente utili)

7 dicembre – ore 18.00 c/o Casa delle associazioni, via Marsala 8 – Assemblea sul contrasto alla minaccia climatica e nucleare, con contributo musicale

8 dicembre – ore 18.00 c/o Casa delle associazioni, via Marsala 8  – proiezione di film su Stanislav Petrov e discussione su “La follia del nucleare”

Marche

7 Dicembre Assemblea pubblica a Mondolfo – Associazione “Fuoritempo” – CNNT

Piemonte

8 Dicembre Torino (corteo) No TavPuglia

8 Dicembre Melendugno (corteo) Movimento No Tap

Toscana

8 Dicembre (corteo) Firenze

8 Dicembre (presidio Piazza Posterla) Coord per la Difesa dei Fiumi Naturali in terre di Siena

Sicilia

8 Dicembre Niscemi (corteo) Movimento No Muos

Veneto

8 Dicembre (manifestazione regionale) Padova In Marcia per il Clima

Gaza: La grande marcia, oggi, ha reso omaggio alla prima Intifada

07.12.2018 Patrizia Cecconi

Gaza: La grande marcia, oggi, ha reso omaggio alla prima Intifada

Lentamente – secondo gli accordi più o meno sotterranei tra Hamas e Israele con mediatori vari, Egitto in primis – la grande marcia va volgendo al termine. Niente più aquiloni o fastidiosi palloncini con la coda fiammeggiante, niente più tentativi di taglio simbolico della rete, meno folla lungo il border a gridare il diritto al ritorno e la fine dell’assedio. Qualche promessa lusinghiera e qualche leggero miglioramento delle condizioni di vita nella Striscia stanno accompagnando la chiusura della Grande marcia prevista per la fine del mese.

mayaddin gaza

Ma i conti non vanno fatti solo con chi governa la Striscia, ma anche con lo zoccolo duro dei gazawi che nel rispetto dei numerosi martiri e dei numerosissimi invalidi colpiti in questi mesi non si fermeranno. Non si fermeranno pur sapendo che l’eventuale imposizione di Hamas sarà un serio problema che li porrà tra l’incudine di Israele e il martello della prigione gazawa per disobbedienza all’Autorità che governa la Striscia.

Intanto ancora oggi, con la parola d’ordine “ricordando la grande rivolta delle pietre“, la marcia è proseguita. Al momento si contano 33 feriti. I cecchini hanno sparato e colpito alle gambe e alla testa. Il Ministero della Salute comunica che un ragazzo a est di Khan Younis, ferito alla testa, è grave. E’ stato anche preso di mira un ospedale da campo con lancio di tear gas che hanno provocato diversi casi di intossicazione tra il personale sanitario. Tutti crimini di maggiore o minore intensità che seguiteranno a restare impuniti! Ma il “popolo delle tende” è ostinato e tornerà il prossimo venerdì. E ancora sotto un’unica bandiera, come simbolo del superamento delle divisioni interne.

L’insegnamento che “il popolo delle tende” seguita a dare è proprio in quel marciare sotto un’unica bandiera, la bandiera della Palestina, che oggi era presente in formato gigante al border a Nord, più o meno nell’area in cui ebbe inizio la Grande rivolta delle pietre, ovvero la prima intifada, iniziata a Jabalia l’8 dicembre del 1987 e di fatto stroncata 6 anni dopo dagli accordi di Oslo, la trappola tesa ad Arafat che seguita a produrre i suoi malefici effetti per i palestinesi tutti.

Saranno nuovi accordi a stroncare anche la Grande marcia rendendo vano il sacrificio di tanti martiri e di tanti invalidi? Questa domanda se la stanno ponendo i militanti del Coordinamento organizzatore delle manifestazioni e da quel che si sa non sembrano intenzionati ad abbandonare le loro rivendicazioni e, con esse, i martiri cui è stata rubata la vita, senza raggiungere l’obiettivo per cui hanno iniziato a marciare: la fine dell’assedio e il riconoscimento del Diritto al ritorno come sancito dall’Onu nel lontano dicembre del 1948.

Le proposte del Ministero dell’Interno in tema di rifiuti: un salto nel passato

06.12.2018 Redazione Italia

Le proposte del Ministero dell’Interno in tema di rifiuti: un salto nel passato
(Foto di italiachecambia.org)

Non c’è che dire, la recente sortita del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, sul problema dei rifiuti in Campania, ci riporta indietro di decine di anni. Si tratta di un vero e proprio “ritorno al passato” nel quale sembra che, a fronte di un consistente immobilismo delle amministrazioni locali e nazionali su questioni cruciali per la sopravvivenza ambientale della regione – quella dei rifiuti tossici in prima istanza – vengano riproposte nuovamente soluzioni industriali vecchie e fuori contesto, intimamente correlate al famigerato e fallimentare “ciclo dei rifiuti”, il cui passaggio finale porta inevitabilmente a discariche ed inceneritori.
Per Salvini la paventata crisi dei rifiuti campani, conseguente all’ormai prossimo fermo per manutenzione di 2 dei 3  forni dell’inceneritore di  Acerra, potrà essere risolta solo “costruendo un inceneritore per provincia”, risolvendo così, a suo dire, anche definitivamente la questione dei rifiuti “in mano alla camorra”. Appare evidente quanto affermazioni del genere dimostrino un dilettantismo “del fare” ed un pressapochismo di idee a dir poco desolanti.

Già esaminando i numeri ufficiali della raccolta differenziata in regione, che, pur condotta in alcuni Comuni nel peggiore dei modi, ha ormai superato percentuali del 50%, pare più che evidente quanto la soluzione di un inceneritore per provincia servirebbe solo alla costruzione di impianti inutili e nocivi, che per di più non si riuscirebbe neppure ad alimentare, a meno di non importare rifiuti da fuori Regione.
Quello che piuttosto manca del tutto alla Campania, in termini di una gestione dei rifiuti ordinari basata sul riciclo totale della materia, è la costruzione di impianti di compostaggio (aerobico), di cui gran parte della regione è ancora priva. Tali impianti risolverebbero il determinante problema dell’umido, una ricchezza trasformata oggi in “problema percolato”, e spazzerebbero via gli interessi industriali di chi fiuta l’affare dei finanziamenti pubblici con certificati verdi per la costruzione dei biodigestori, utili sollo all’impoverimento di materia che, invece di ridiventare ammendante, viene trasformata in energia. Al compostaggio aerobico, declinato in tutte le sue forme, andrebbe poi affiancato un sistema di incentivi alla raccolta differenziata, recuperando il “porta a porta”, oggi spesso abbandonato a favore della fallimentare idea della raccolta stradale, che in alcune amministrazioni locali, inclusa quella napoletana, ha dimostrato la sua totale inefficienza. Impianti di compostaggio ed incentivi alla raccolta differenziata porta a porta segnerebbero la sconfitta definitiva della termodistruzione della materia da rifiuti, su cui ancora oggi piovono indecorosi finanziamenti pagati dai cittadini con le loro bollette di energia elettrica, senza i quali questi ecomostri sarebbero economicamente ingestibili.

Quanto al problema dei rifiuti tossici viene da chiedersi cosa intendano fare Stato e Regione, oltre ai proclami propagandistici degni di un’indecorosa e perenne campagna elettorale, per risolvere il problema del recupero di territori devastati dallo sversamento illegale o dall’incendio di tali rifiuti. Per citare un caso clamoroso, i consulenti piemontesi della Corte d’Assise d’appello di Napoli hanno confermato ad inizio 2018, in senso peggiorativo, le drammatiche analisi del geologo Giovanni Balestri, commissionate dalla Procura della Repubblica di Napoli, sull’invaso delle ecomafie a Giugliano che sta contaminando in maniera irreversibile le falde di un territorio su cui già insiste da anni il deposito di milioni di ecoballe. Per queste ultime non si è oltretutto ad oggi ancora trovata alcuna soluzione scientificamente compatibile con quella di un territorio abbandonato alla sua sofferenza totale.
Quand’è che invece di parlare di nuovi inceneritori si affronterà con un minimo di serietà il problema delle ecomafie, su cui si basa da anni una economia sommersa che attraversa l’intero territorio nazionale?
Quand’è poi che si inizierà a parlare in maniera seria di bonifiche e messa in sicurezza del territoriospostando ad esempio voci di uscita folli da settori finalizzati solo a generare altre morti, come quello militare, al tema del recupero ambientale di una regione Campania ormai al collasso?

Salvaguardia Ambiente Campania
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#Indivisibili Rom, Sinti e Caminanti Gallarate: manifestazione permanente per il rispetto degli accordi di inclusione

05.12.2018 Redazione Italia

#Indivisibili Rom, Sinti e Caminanti Gallarate: manifestazione permanente per il rispetto degli accordi di inclusione

Stamattina Marcello Zuinisi, legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom (ANR) ha spedito una lettera formale al Comitato per l’Ordine e la Sicurezza della Provincia di Varese, al  Sindaco di Gallarate Andrea Cassani, al Sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria, al Direttore del Grand Hotel Milano Malpensa, al Prefetto Enrico Ricci, al Colonnello Claudio Cappello, al Questore Giovanni Pepè, al Generale Marco Lainati, ai rappresentanti della Regione Lombardia, Giovanni Bocchieri,  Federica Marzuoli, Andrea Massari e ai rappresentanti delle Istituzioni Nazionali ed Europee e dei Rom, Sinti, Caminanti (RSC).

Questo il testo della lettera, con la quale si annuncia una mobilitazione permanente per il rispetto degli Accordi di Inclusione dei RSC:

Il 30 novembre 2018 si è tenuto un incontro tra una rappresentanza dei RSC di Gallarate e il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica della Provincia di Varese, al quale hanno partecipato, ANR, Terry Ferrari e Giuliano Casagrande in rappresentanza delle famiglie Sinti, il Sindaco Andrea Cassani, il Prefetto Enrico Ricci, il Questore Giovanni Pepè, il Comando Provinciale dei Carabinieri rappresentato dal Colonnello Claudio Cappelli, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza rappresentata dal Generale Marco Lainati e l’Avvocato Pietro Romano.

Durante l’incontro sono state prese due decisioni: 1) supporto e sostegno immediato alle famiglie con fragilità con conseguente trasferimento in strutture di accoglienza 2) convocazione di un incontro c/o il Comune di Gallarate  con le Autorità di Gestione dei Fondi Strutturali Europei stanziati c/o la Regione Lombardia per programmare percorsi di inclusione duratura per tutte le famiglie sgomberate;

Il Sindaco di Gallarate Andrea Cassani si sta rendendo protagonista di autentica irresponsabilità istituzionale e violazioni di legge.

Le famiglie di cittadinanza italiana ed etnia Sinti sono state trasferite, nella stessa serata del 30 novembre, al Grand Hotel di Somma Lombardo in Via Lazzaretto 1, dove è arrivato un ordine di sistemazione a firma del dirigente Michele Colombo del Comune di Gallarate, con pernottamento, colazione e cena, sino al 7 gennaio 2019.

Secondo quanto diffuso dagli organi di informazione nella giornata di ieri il Sindaco Andrea Cassani e il Comune di Gallarate rifiutano di adempiere ad accordi contrattuali e sottoscritti dagli stessi con il Grand Hotel: la questione prefigura il reato di truffa ai danni della struttura recettiva e delle famiglie di etnia Sinti.

Coerentemente con gli impegni assunti nell’incontro, come riportato dal Tg3 della Lombardia e dalle emittenti locali, ANR ha contattato le Autorità di Gestione dei Fondi Strutturali Europei c/o la Regione Lombardia: Giovanni Bocchieri Adg Fse 2014 – 2020, Federica Marzuoli Adg Fesr 2014 – 2020 , Andrea Massari Adg Feasr 2014 – 2020 di cui ho fornito numeri telefonici, cellulari ed indirizzi email.

Le segreteria delle Adg dei Fondi Strutturali Europei c/o la Regione Lombardia hanno riferito di non aver ancora ricevuto, ad oggi, alcuna telefonata o lettera da parte del Sindaco Andrea Cassani: l’impegno della massima autorità amministrativa del Comune di Gallarate, assunto davanti all’intero Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, non è stato ad oggi rispettato.

La questione prefigura il reato di falso ideologico e materiale, in quanto l’impegno del Sindaco Andrea Cassani è stato preso durante una riunione istituzionale con il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza.

Con la presente siamo quindi a sollecitare urgentemente il Comune di Gallarate ed il Sindaco Andrea Cassani a mantenere celermente gli impegni e le responsabilità assunte.

In mancanza di rispetto degli accordi presi, annunciamo, sin da ora una serie di iniziative pubbliche, in Piazza della Libertà e Via Verdi 2, sede del Comune di Gallarate a partire da lunedì 10 dicembre 2018, dove verrà convocata una manifestazione permanente in difesa degli accordi presi c/o il comitato per l’ordine e la sicurezza della provincia di Varese ed in difesa degli accordi quadro strutturali europei di inclusione dei Rom, Sinti e Caminanti.

In piazza porteremo le ragioni degli #INDIVISIBILI, un coordinamento di 459 associazioni, partiti, sindacati, centro sociali, realtà autodeterminate che hanno manifestato a Roma, il 10 novembre 2018, uniti e solidali contro governo, razzismo ed il decreto Salvini.

Associazione Nazione Rom

Per contatti: tel +39 3281962409.  Email nazione.rom@gmail.com

A Verona la prima Agorà degli abitanti della Terra

03.12.2018 Redazione Italia

A Verona la prima Agorà degli abitanti della Terra 
Sono previste 200 persone da tutto il mondo. L’incontro veronese si situa nell’ambito della campagna “L’audacia nel nome dell’umanità”. L’obiettivo è quello di redigere la Carta dell’Umanità per dare fondamento giuridico all’umanità e a un nuovo soggetto di diritto: l’abitante della Terra.
Tanti i protagonisti e i testimoni.
Meno di un mese alla prima Agorà degli abitanti della Terra. Un programma denso di tre giornate che vedrà la partecipazione di circa 200 persone da varie parti del mondo, che da oltre un anno lavorano per la campagna “L’Audacia nel nome dell’Umanità”, lanciata dall’economista italo-belga Riccardo Petrella.

Saranno presenti anche volti noti dell’impegno sociale e culturale, come l’attore Moni Ovadia, il vescovo della Patagonia cilena Luis Infanti de la Mora, il teologo della liberazione latino-americana Marcelo Barros, il filosofo Roberto Mancini, la coordinatrice del Global Justice Network Francine Mestrum, nonché testimoni del Sud, come la mediatrice camerunense Marguerite Lottin, il medico indianoSiddhartha Mukherjee e Isoke Aikpitanyi, che si è liberata dal racket della prostituzione nigeriana e vincitrice del premio Donna dell’anno 2018.

L’evento “Agorà degli abitanti della Terra” è in realtà solo il primo passo di una iniziativa più ampia che ha come obiettivo il riconoscimento dell’Umanità come attore principale nella regolazione politica, sociale ed economica a livello globale. La sfida ambiziosa di stilare la Carta dell’Umanità, si pone come reazione costruttiva alle attuali spinte disgregatrici e divisive, che stanno rapidamente allontanando le persone dal riconoscersi parte della stessa “comunità umana” e dello stesso pianeta. Spinte che hanno portato nel tempo alla mercificazione di ogni forma di vita, alla privatizzazione dei beni comuni, alla monetizzazione della natura e ad un sistema finanziario predatorio, per citarne alcune.
Ecco allora che si è creato un nuovo spazio di dialogo e confronto, dove i gruppi promotori provenienti da Italia, Belgio, Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Tunisia, Canada, Cile, Brasile e Argentina, presenteranno i loro lavori e si confronteranno su nuove proposte, in sessioni plenarie e parallele, presso il Monastero del Bene Comune di Sezano, sulle colline veronesi.

L’altro ambito di lavoro di questi giorni veronesi sarà l’istituzione (per il momento simbolica) di una “Carta d’identità mondiale degli abitanti della terra”. I Comuni potranno riconoscere che tutti gli esseri umani, radicati nei loro innumerevoli luoghi di vita  sono abitanti di una stessa “comunità di vita” prima di essere cittadini di singoli stati. Finora i Comuni che hanno formalmente aderito sono: San Lorenzo (Argentina), Fumane e Canegrate (Italia), La Marsa (Tunisia), Palau Sacerdera (Catalonia) oltre alla rete dei Comuni solidali (Recosol) e l’associazione nazionale dei Comuni virtuosi.

I temi previsti sono le diseguaglianze, l’impoverimento e l’esclusione sociale, il disarmo del sistema finanziario, la messa al bando delle armi, i beni comuni come l’acqua, il ripensare ad una collaborazione tra cittadini e organizzazioni non governative, e nuove visioni sul cammino dell’Umanità in questa fase di transizione.

Ufficio stampa
Monastero del Bene Comune – Sezano (VR)
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