pensiero del 20 del settimo mese

20 del settimo mese

La vita autentica non è fuggevole, non è leggera e non viene mai meno.

Ogni vita vissuta con magnanimità lascia fili intrecciati con le cose del mondo e in questo modo si accresce vieppiù la potenza dell’umanità, con sane radici e rami che sempore più si spingono verso il cielo

John Ruskin

Caro Gentiloni,Yemen,185/90: no armi a chi va contro principi dell’ articolo 11. E questo non lo giudicano ONU o UE

19.07.2017 Marco Palombo

Caro Gentiloni,Yemen,185/90: no armi a chi va contro principi dell’ articolo 11. E questo non lo giudicano ONU o UE

Alcuni rapporti di esperti e alcune ONG internazionali hanno denunciato all’ ONU violazioni del diritto internazionale umanitario da parte dell’Arabia Saudita nel suo intervento militare in Yemen.
Il Parlamento Europeo ha votato una mozione dove invita l’Unione Europea a vietare la vendita di armi all’ Arabia Saudita a causa della sua violazione del diritto internazionale umanitario nella guerra yemenita.

Il sottosegretario del Ministero degli esteri ha dovuto quindi ammettere nel dibattito alla Camera dei Deputati sulla guerra in Yemen : “Siamo consapevoli del moltiplicarsi delle notizie di vittime tra la popolazione civile e di infrastrutture di base prese di mira dalle azioni militari di tutte le parti coinvolte nel conflitto; notizie che, peraltro, trovano riscontro nei rapporti delle organizzazioni internazionali umanitarie”.

Tuttavia dopo aver ribadito che la vendita di armi italiane all’Arabia Saudita avviene nel rispetto delle leggi vigenti ha aggiunto che: “Naturalmente, ove in sede di Nazioni Unite o Unione europea fossero accertate eventuali violazioni, l’Italia si adeguerebbe immediatamente a prescrizioni”.

Pero’, come lo stesso Amendola ha spiegato, la vendita di armi e’ regolata anche dalla legge italiana 185/90, la quale vieta, e questo il sottosegretario non l’ha detto,  la vendita di armi a paesi che agiscono in contrasto con i principi delll’ articolo 11 della nostra Costituzione.

Infatti nella legge 185/90 troviamo:
Articolo 6) l’ esportazione ed il transito di materiali di armamento sono altresì vietati:
b) verso Paesi la cui politica contrasti con i principi dell’articolo 11 della Costituzione.

Ebbene, questa condizione non può essere giudicata ne’ dall’ONU ne’ dall’Unione Europea, può essere valutata solo da istituzioni italiane e viste le “molteplici” accuse riferite anche all’Arabia Saudita sarebbe il caso che qualcuno esaminasse la questione e si pronunciasse su eventuali azioni di guerra dell’Arabia Saudita in contrasto con i principi dell’ articolo 11 della Costituzione.

E assolutamente vero quindi che,
– l’Italia non deve solo adeguarsi a eventuali decisioni di istituzioni internazionali
– ma dovrebbe autonomamente giudicare se la vendita di armi italiane contrasti con le leggi italiane.

Infine una domanda su un episodio di fine giugno:

In base a quale legge il Ministero della difesa ha chiesto alla Moby Lines il trasporto di un carico di esplosivi per l’Arabia Saudita da Olbia a Piombino?

Il governo italiano dovrebbe infatti spiegare in base a quale legge ha chiesto alla Moby Lines il trasporto di esplosivi destinati all’esercito dell’Arabia Saudita il 29 giugno 2017 dal porto di Olbia a quello di Piombino. La richiesta del Ministero della Difesa e’ stata resa nota da un comunicato della Moby Lines, ripreso anche dall’ agenzia di stampa Adnkronos il 1 luglio 2017, con queste parole: trasporto “su precisa richiesta del Ministero della Difesa”.

pensiero del 19 del settimo mese

19 del settimo mese

Comportatevi bene con la gente facendo conto di ricevere vantaggio dalla sua riconoscenza, e non riceverete il minimo ricambio per la vostra presunta bontà; comportatevi invece bene  senza prospettarvi alcun profitto egoistico e ne troverete vantaggio. E’ così in tutte le cose : “Chi vuol risparmiare la sua anima la perderà, chi perde la sua anima per me , la risparmierà”

John Ruskin

“L’Italia ratifichi il Trattato per la proibizione delle armi nucleari accogliendo il diritto dell’Umanità alla sopravvivenza”

18.07.2017 Alfonso Navarra

“L’Italia ratifichi il Trattato per la proibizione delle armi nucleari accogliendo il diritto dell’Umanità alla sopravvivenza”
(Foto di Ralf Schlesener per ICAN)

“L’Italia ratifichi il Trattato per la proibizione delle armi nucleari accogliendo il diritto dell’Umanità alla sopravvivenza”

Il Senato, con il dibattito tenuto stamattina, 18 luglio 2017, e con il voto che ha respinto le mozioni, primi firmatari Roberto Cotti l’una (M5S), Loredana De Petris (Sinistra Italiana) l’altra (ce n’è poi anche una terza, non ancora votata, di Federico Fornaro del MDP – vedi testi sotto riportati), presentate per l’adozione del Trattato del 7 luglio 2017, trattato giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti alla loro totale eliminazione (A/CONF.229/2017/L.3/Rev.1), ha perso un’ occasione storica.

Le forze politiche principali del Parlamento italiano rifiutano di seguire quanto hanno già accolto positivamente nel Parlamento europeo (ottobre 2016) Popolari e Socialisti: dovrebbero ritenere la proibizione delle armi nucleari non “divisiva”, come è invece l’attuale posizione del governo Gentiloni, bensì un contributo fondamentale che spinge all’attuazione dell’art.VI del Trattato di non proliferazione nucleare. Vale a dire: trattative in buona fede per arrivare ad un effettivo disarmo nucleare totale.

Noi Disarmisti Esigenti, coalizione operativa formatasi in Italia aderendo all’appello di Stéphane Hessel ad “esigere un disarmo nucleare totale”, non demordiamo comunque: continueremo a lavorare perché l’Italia partecipi alla Conferenza di alto livello dell’ONU, stabilita in New York per il 2018 (data ancora da precisare) per mediare realmente tra le potenze nucleari “recalcitranti” e i 122 Stati non nucleari. Vale a dire i “ribelli” che, in nome di tutta l’ONU, ai sensi della Convenzione di Vienna, il 7 luglio a New York hanno aperto veramente la strada ad un mondo senza atomiche. Il Trattato del 7 luglio può essere firmato e ratificato dal 20 settembre 2017 in poi.

Mediare significa, a nostro parere, che sta nel solco della strategia seguita dalla società civile internazionale che ha spinto decisivamente per il risultato del 7 luglio a New York, considerare il Nuovo Trattato la cornice giuridica generale (metaforicamente: il codice) in cui può collocarsi l’aspetto positivo del TNP (una legge particolare da inglobare nel codice), tradito da quelle interpretazioni di comodo che ne fanno la base per la legittimazione dell’oligopolio atomico delle potenze rappresentate in modo permanente nel Consiglio di Sicurezza. E per essere credibili in questo ruolo occorrerebbe da subito ritirarsi, con decisione autonoma, dalla “condivisione nucleare NATO” che ci fa ospitare le atomiche USA a Ghedi ed Aviano e forse in transito negli 11 porti a rischio nucleare di cui usufruisce la VI Flotta USA.

La nostra posizione di movimenti di base, espressa ufficialmente alla Conferenza di New York, condivisa da componenti del movimento internazionale, è molto chiara: il diritto internazionale ambientale , con gli sviluppi quasi universalmente accettati che l’Italia riconosce (avendo sottoscritto e ratificato gli accordi di Parigi del dicembre 2015 contro il riscaldamento climatico globale), può, con i suoi nuovi principi, fornire una base politica e culturale risolutiva in senso positivo e costruttivo al conflitto che si va ad aprire tra la “rivoluzione disarmista” oggi possibile ed il vecchio, mortalmente pericoloso, disordine atomico. Si tratta di limitare la sovranità degli Stati in nome di una esigenza comune dell’Umanità ad essere liberata dalle minacce che pendono sulla sua sopravvivenza.

In mancanza del numero legale la discussione in aula al Senato è stata rinviata nel pomeriggio. Grasso alle 16.30 ha fatto riprendere con all’odg il tema dei vaccini.

Con questo spirito e con questi contenuti saremo presenti con una nostra delegazione, accreditata dalla WILPF internazionale, alla COP 23 di Bonn indetta dall’ONU dal 6 al 17 novembre 2017 per l’attuazione degli accordi di Parigi sul clima globale.

 

pensiero del 18 del settimo mese

18 del settimo mese

Affrettati a fare il bene, anche se insignificante , e rifuggi da ogni peccato; perché ogni cosa buona ne attira un’altra , e un peccato che genera un altro; il premio della virtù è la virtù, il premio del vizio, il vizio.

Talmud

Senza la decisione , nel vostro cuore, di fare il bene , fino a che la vostra mano destra non cada per la stanchezza, e di farlo senza badare se questo vi porti la vita o la morte, è impossibile qualsiasi vita degna di questo nome.

John Ruskim

Lettera Aperta: “Fermare l’attracco della nave di Generazione Identitaria al porto di Catania”

17.07.2017 Redazione Italia

Lettera Aperta: “Fermare l’attracco della nave di Generazione Identitaria al porto di Catania”
(Foto di https://www.facebook.com/Rete-Antirazzista-Catanese-468545723307207/)

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,

Al Presidente della Regione Siciliana,

Al Prefetto di Catania,

Al Questore di Catania,

Al Presidente dell’Autorità Portuale di Catania,

Al Comandante della Capitaneria di Porto di Catania,

Al Sindaco di Catania

 

Intorno a martedì 18 luglio 2017, come reso noto dagli organi di stampa, è previsto l’arrivo al porto di Catania della nave C-Star, lunga 40 metri, costruita nel 1975, battente bandiera dello stato africano di Gibuti. Tale imbarcazione è stata noleggiata dal gruppo dichiaratamente razzista e xenofobo “Generazione Identitaria” per respingere, attraverso azioni paramilitari, i migranti che tentano di attraversare il Mar Mediterraneo, intralciando così i preziosi salvataggi delle ONG delle navi umanitarie, sempre più criminalizzate.

La sosta nel porto di Catania o di altri porti siciliani sarebbe funzionale all’imbarco delle provviste necessarie alla “missione” e all’imbarco di “volontari” arruolati nell’operazione paramilitare.

Le seguenti associazioni firmatarie chiedono alle Autorità in indirizzo di impedire l’utilizzo delle infrastrutture portuali alla nave C-Star attualmente nella disponibilità dell’organizzazione “Generazione Identitaria” e di prendere posizione in tal senso verso le autorità competenti. Sarebbe infatti a nostro avviso assai grave che si concedesse l’attracco e l’utilizzo delle infrastrutture pubbliche a organizzazioni che hanno l’intento di compiere azioni paramilitari nel Mar Mediterraneo, intercettando imbarcazioni di migranti e arrogandosi il diritto di intervenire consegnando i naufraghi alla guardia costiera libica e violando di fatto l’obbligo di legge che vuole l’accompagnamento verso il porto più sicuro, che non è certo quello libico.

Temiamo inoltre che la presenza di una nave non coordinata con la Guardia costiera possa ostacolare le operazioni di salvataggio con grave pericolo per i naufraghi e per il personale operante in mare. Si tratta di un’operazione razzista alimentata da una propaganda falsa e tendenziosa, che non possiamo avallare con alcun tipo di supporto logistico o silenzio istituzionale”.

Nella notte del 12 maggio, all’interno del porto di Catania, quattro fascisti di “Generazione Identitaria” a bordo di un gommone hanno tentato di fermare la nave “Aquarius” di SOS Mediterranèe in partenza per un’operazione di soccorso. Successivamente la stessa organizzazione ha iniziato da Catania “Defend Europe”, una odiosa campagna criminale che si pone apertamente l’obiettivo di impedire i salvataggi in mare con azioni paramilitari per il blocco delle navi umanitarie. Alla conferenza, che si è svolta in un rinomato albergo della scogliera catanese, hanno partecipato appena una ventina di individui, un vero e proprio flop, nonostante la diffusione capillare sul web del vergognoso evento.

Rete Antirazzista Catanese, Comitato NoMuos/NoSigonella, Catania Bene Comune, USB fed.Ct, Città Felice, La RagnaTela, Cobas Scuola-Ct, PRC- Ct, PCI fed.Ct, ARCI-Ct

Per aderire alla “Lettera Aperta” e per informazioni scrivere a catanianofrontex@gmail.com

pensiero del 17 del settimo mese

17 del settimo mese

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi e io vi darò riposo.

Prendete il giogo su di voi, e imparate da me, che sono mite e umile di cuoire e troverete quiete per le vostre anime. Perché il mio giogo è buono e il mio peso leggero.

Matteo 11, 28-30

Se, oppresso da cose sgradevoli, senti approssimarsi un accesso di collera o di sdegno , affrettati a rientrare in te stesso e non abbandonarti ad emozioni capaci di privarti del dominio di te stesso. Quanto più ti eserciti a tornare con la forza della volontà ad una calma disposizione d’animo, tanto più accresce la capacità di mantenere la tranquillità di spirito.

Marco Aurelio