Festeggiamo le 1.389 visite di ieri con 1029 visitatori unici e 1,33 pagine lette su quaccheri.it : un risultato storico di ogni epoca in Italia con…

Prima parte

Questo è un elenco di persone importanti associate alla Società religiosa degli amici , nota anche come Quaccheri, che hanno un articolo su Wikipedia. La prima parte è costituita da individui noti per essere o essere stati Quaccheri continuamente da un certo punto della loro vita. La seconda parte è costituita da individui i cui genitori erano quaccheri o che erano essi stessi quaccheri una volta nella loro vita, ma poi si sono convertiti a un’altra religione, o che formalmente o informalmente si sono allontanati dalla Società degli amici, o che sono stati rinnegati dal loro incontro di amici . Elenco dei quaccheri – https://it.qaz.wiki/wiki/List_of_Quakers

UN

Elisabeth Abegg (1882–1974), educatrice tedesca che ha salvato gli ebrei durante l’Olocausto

Damon Albarn ( nato nel 1968), musicista, cantautore e produttore discografico inglese

Harry Albright (vivente), ex redattore canadese di origine svizzera di The Friend , consulente per le comunicazioni per FWCC

Thomas Aldham (c. 1616-1660), inglese Quaker strumentale nella creazione del primo incontro nella Doncaster zona Horace Alexander (1889–1989), scrittore inglese sull’India e amico di Gandhi

William Allen (1770–1843), scienziato inglese, filantropo e abolizionista

Edgar Anderson (1897–1969), botanico americano

Charlotte Anley (1796–1893), romanziera e scrittrice inglese

Elizabeth Ashbridge (1713–1755), predicatrice e memoirist inglese quacchera

Ann Austin (XVII secolo), prima missionaria quacchera inglese

Iwao Ayusawa (鮎 沢 巌, 1894–1972), diplomatico giapponese

B

Edmund Backhouse (1824–1906), banchiere inglese e parlamentare per Darlington

James Backhouse (1794–1869), botanico e missionario australiano nato nel Regno Unito

Edmund Bacon (1910-2005), architetto americano Ernest Bader (1890–1982), uomo d’affari e filantropo inglese nato in Svizzera

Joan Baez (nata nel 1941), cantante folk americana e attivista per la pace

Eric Baker (1920–1976), cofondatore inglese di Amnesty International e della Campagna per il disarmo nucleare

Emily Greene Balch (1867-1961), vincitrice del premio Nobel per la pace americano

Chris Barber (1921–2012), uomo d’affari inglese e presidente di Oxfam

Robert Barclay (1648–1690), teologo scozzese

John Henry Barlow (1855-1924), statista quacchero inglese

Geoffrey Barraclough (1908-1984), storico inglese Florence

Mary Barrow (1876–1964), cooperante e attivista per la riforma abitativa

Bernard Barton (1784–1849), poeta inglese

John Barton (1755–1789), abolizionista inglese

John Bartram (1699–1777), botanico americano

William Bates (morto nel 1700), uno dei fondatori della Newton Colony, la terza colonia inglese nel West Jersey

Helen Bayes (nata nel 1944), attivista australiana per i diritti dei bambini nata nel Regno Unito

Joel Bean (1825-1914), ministro quacchero americano

Anthony Benezet (1713–1784), educatore americano, abolizionista Caleb P. Bennett (1758–1836), soldato e politico americano

Douglas C. Bennett (nato nel 1946), accademico americano, presidente dell’Earlham College

Lewis Benson (1906-1986), stampatore americano, esperto di primo quaccherismo, in particolare George Fox Hester Biddle (1629–1697 circa), scrittore di pamphlet e predicatore inglese Albert Bigelow (1906-1993), manifestante americano per le armi nucleari

J. Brent Bill (nato nel 1951), ministro americano e scrittore di religione

George Birkbeck (1776-1841), uno dei fondatori inglesi del London Mechanics Institute, ora Birkbeck, University of London Sarah Blackborow (fl. 1650-1660), tractarian inglese prominente nella discussione del ruolo delle donne nella società e delle questioni sociali

Barbara Blaugdone (c. 1609–1705), autobiografa e ministro inglese

Taylor A. Borradaile (1885–1977), chimico e uno dei quattro fondatori e primo presidente della confraternita Phi Kappa Tau ; due dei principi fondanti di Phi Kappa Tau sono anche due delle testimonianze quacchere : Integrity and Equality

Geoffrey Barraclough (1908-1984), storico inglese Florence Mary Barrow (1876–1964), cooperante e attivista per la riforma abitativa

Bernard Barton (1784–1849), poeta inglese

John Barton (1755–1789), abolizionista inglese

John Bartram (1699–1777), botanico americano

William Bates (morto nel 1700), uno dei fondatori della Newton Colony, la terza colonia inglese nel West Jersey

Helen Bayes (nata nel 1944), attivista australiana per i diritti dei bambini nata nel Regno Unito

Joel Bean (1825-1914), ministro quacchero americano

Anthony Benezet (1713–1784), educatore americano, abolizionista

Segue domani ancora la lettera B

5 marzo: giornata di sciopero dai social verso l’8 marzo

Informo i miei lettori che per contrastare la presenza militare nella Sanità di Draghi non mi iscrivo al Movimento Nonviolento, che costa 50 euro che non ho, ma al Movimento politico “Potere al Popolo” se accettano la presenza di un quacchero dichiarato, ben inteso… Qui a Varese contano poco ma nel Sud molto di più con De Magistris ecc

5 marzo: giornata di sciopero dai social verso l’8 marzo

Perché uno sciopero dai social?

A causa del covid 19 le contraddizioni della vita online, già presenti da anni nelle nostre vite, sono diventate ancora più lampanti determinando uno smisurato abuso delle piattaforme social, oltreché un conseguente smisurato arricchimento dei colossi digitali, in nessun modo redistribuito alla società tutta.

Soprattutto per le donne il multitasking fisico e virtuale che ci è stato richiesto ha generato una iperconnessione dalle conseguenze devastanti sul nostro benessere psicofisico: l’homeworking utilizzato al posto del welfare per per “occupandarsi in contemporanea della famiglia”, la dad, le chat dei genitori, le chat con collegh*, le call a tutte le ore, lo straordinario perenne senza pausa pranzo, i messaggi vocali di 5 minuti l’uno, il male agli occhi la sera da non voler fare neppure più una call con le amiche, la testa che scoppia, sono diventate ordinaria amministrazione delle nostre giornate, restringendo ancora di più i tempi di vita a nostra disposizione.

Le mille chat in cui siamo inserite*, inoltre, sono diventate uno spazio di relazione sostitutivo alla relazione fisica a causa del distanziamento sociale, in un eterno ping pong di messaggi, commenti sull’attualità, reactions, senza nessuna possibilità di sottrarsi, pena l’isolamento.

Dopo un anno così, sentiamo che sia giunto il momento di dire basta e di affermare che è stato raggiunto il limite. Chiudiamo lo smartphone e riprendiamoci spazi di vita, di lotta, di benessere offline!

Verso lo sciopero femminista e transfemminista dell’8 marzo vogliamo lanciare una giornata di disconnessione generale dai social network, un momento simbolico, un atto politico ed un atto di benessere per noi stess*, riappropriandoci del nostro tempo almeno per un giorno.

Sappiamo che questo non sarà possibile a tutt* poiché anche potersi disconnettere dai social è un privilegio nell’attuale mondo del lavoro.

Immaginiamo, però, che questa possa essere una giornata messa a disposizione di tutt* in forme svariate ed in base alle proprie condizioni personali.

Proponiamo infatti che ognun* possa decidere modi e tempi di adesione liberamente: per la giornata intera o anche solo per il dopo lavoro, allo scopo di far emergere proprio queste contraddizioni e per non lasciare a queste “bolle” autoreferenziali un minuto di più del nostro tempo.

Vogliamo che questa pratica simbolica sia l’inizio di una riflessione politica comune sulle nostre vite, sulla cura e sulle relazioni, poiché né il digitale né la pandemia sono una straordinarietà, ma qualcosa con cui convivere; vogliamo interrogarci insieme sul nostro benessere, ma anche iniziare a discutere di modalità con cui mettere in discussione i monopoli ed i profitti del capitalismo digitale, conscie* che serva molto più di una giornata del genere per riuscirci.

Non vediamo l’ora di incontrarci di nuovo nelle lotte e in strada! L’8 marzo, con i nostri corpi riuniti in piazza, parleremo di tutto questo e non solo: questo è solo l’inizio!
Intanto per il 5, se ti va di raggiungerci, ci trovi come tutti i venerdì dalle 17.30 in piazza Castello contro tutti i femminicidi!

NON ACCETTIAMO LE LINEE PRO MILITARI DEL GOVERNO DRAGHI NELLA SANITA’

LE TRUPPE DEL GENERALE

Non ho niente contro il signor Francesco Paolo Figliuolo. Anzi, sono sicuro che sia una brava persona, preparata, competente. Non ho niente nemmeno contro i generali in quanto tali. Ve ne sono sicuramente tanti di eccellenti e capaci. Da antimilitarista e nonviolento non ce l’ho con i militari. Ce l’ho con il militarismo. Ed è questo che mi preoccupa nella scelta del generale Figliuolo come commissario straordinario all’emergenza Covid. Egli viene scelto come comandante nel campo della logistica militare e per aver riorganizzato la “sanità con le stellette” con task force mobili e ospedali da campo. In buona sostanza il governo militarizza il piano vaccinale, riconoscendo alle forze armate maggior efficacia rispetto alla protezione civile, cui istituzionalmente dovrebbero essere affidati compiti primari di tutela della comunità nazionale: “previsione e prevenzione dei grandi rischi, previsione e prevenzione dei rischi naturali e antropici”.

A questo punto mi chiedo cosa paghiamo a fare la Protezione Civile, se quello che dovrebbe fare viene poi appaltato ai militari. I compiti affidati al commissario all’emergenza Covid dovrebbero essere svolti dal Dipartimento della Protezione Civile, riorganizzato proprio il primo febbraio 2021, e che da pochi giorni ha un nuovo Capo, Fabrizio Curcio.

La spiegazione è molto semplice: il Bilancio del Ministero della Difesa è di oltre 26 miliardi; il bilancio del Dipartimento della Protezione civile è di soli 6 miliardi. Con 20 miliardi in più all’anno non è difficile capire perché il sistema militare prevalga (non solo nel settore delle “armi”, sua prerogativa specifica, ma anche nelle funzioni “civili”, sua funzione secondaria).

Mi verrebbe da dire che sarebbe meglio far funzionare bene le strutture civili che già abbiamo, anziché affidarle ai militari che hanno un’altra missione. Sottotraccia c’è l’idea che la logistica affidata alla catena civile (Governo, Regioni, Comuni) non funzioni, mentre affidata al sistema militare (per definizione non democratico) sia più efficiente. Ma qui sorge un problema non da poco se a pensarlo è il presidente del consiglio … (i militari costituzionalmente sono al servizio del paese, non al comando).

Da tempo come nonviolenti chiediamo, con la nostra Campagna “Un’altra difesa è possibile”, che venga istituito e finanziato un Dipartimento per la Difesa civile non armata e nonviolenta, con fondi adeguati per coordinare tutte le politiche di difesa civile della popolazione, pandemie comprese.

Ora, forse, si capisce meglio il senso politico, l’attualità e l’urgenza della nostra proposta.

Affidare un piano di emergenza civile ad un generale dell’esercito, per gestire la sanità pubblica con la logica della sanità militare, è una visione politica mascherata da scelta tecnica. Non mi piace.

Mao Valpiana

presidente del

Movimento Nonviolento

Zaki, altri 45 giorni di carcere: un crudele accanimento

01.03.2021 – Riccardo Noury

Zaki, altri 45 giorni di carcere: un crudele accanimento
(Foto di https://www.facebook.com/Patrick-Libero)

Il gioco è ormai scoperto: le autorità giudiziarie egiziane stanno giocando con i sentimenti e con la vita stessa di Patrick Zaki. Vogliono prolungare fino al massimo consentito la detenzione senza processo, far passare a Patrick un altro anno in carcere.

Questo accanimento è sempre più crudele e la strategia dei giudici egiziani è palesemente quella di creare false aspettative: la volta scorsa, un’udienza a ridosso dell’anniversario dell’arresto aveva fatto sperare che 12 mesi di detenzione arbitraria, illegale e senza possibilità di difendersi avrebbero potuto bastare.

Questa volta, un’udienza fissata in anticipo rispetto alla scadenza dei 45 giorni disposti a inizio febbraio, col padre di Patrick ricoverato in ospedale, avevano fatto credere in un gesto, se non di giustizia, almeno di umanità.

La risposta delle autorità egiziane è stata chiara: altri 45 giorni di carcere. Che ora devono essere riempiti, da parte del governo e delle altre istituzioni italiane, di azioni serie e concrete nei confronti del governo del Cairo. Dire “aspettiamo la prossima udienza e speriamo bene” non è più possibile.

Meeting Minutes

Meeting Minutes

Da un lato la repressione militare bel sud est asiatico e dall’altro il dolore per la detenzione che continua per Patrick Zaki.

Domani leggiamo i Salmi di Bonhoeffer.

“Quello che non poté guarire la ragione, l’ha spesso guarito il tempo.”

Potrebbe essere un'illustrazione raffigurante una o più persone

Seneca

L’omofobia è una forma di apartheid.
Com’è possibile lottare contro il razzismo e
non contro l’omofobia?

  • 1985 Sudafrica: Desmond Tutu è il primo vescovo anglicano nero.
  • 1998 A Cavalese (Trento), un aereo militare americano trancia un cavo della funivia del Cermis. Muoiono 20 persone.
    Ieri è iniziato il periodo di digiuno Bahai
  • 1928 nasce a S. Biagio della Cima (Imperia) Francesco Biamonti, scrittore italiano
    “Gesù , nella croce , ha fatto pace per noi con i nostri nemici: questa pace dobbiamo testimoniarla davanti ad ogni uomo.”
    Dietrich Bonhoeffer

′′ Quello che Gesù, Geremia e Isaia hanno in comune è un’enfasi sui cadaveri alla fine dell’età, gettati in una valle letterale a sud della città vecchia di Gerusalemme — la valle di Hinnom (vedi Geremia &: 30-34; Isaia 66:24-25). Questa orribile immagine include vermi che divorano corpi in decadimento e un incendio continuo che consumano i detriti e la spazzatura in esso. …La gehenna non è l’eterno incendio della tradizione cristiana / musulmana, è l’immagine di essere cacciata fuori dalla città, esclusa dalla compagnia di chi è seduto a tavola con Abramo e tutti i redento. Si tratta di essere lasciati non seppelliti e marcire in una discarica, divorati da predatori e vermi randagi e con un fuoco sempre acceso che consuma il rifiuto.”

Buon primo compleanno, Pat Arrowsmith (nato il 2 marzo 1930). Pacifista. Socialista. Attivista anti-guerra. Attivista per i diritti umani. Attivista anti-nucleare. Attivista per i diritti dei gay. Scrittore. Nata da genitori missionari a Leamington Spa, Inghilterra. Membro di lunga data della campagna per il disarmo nucleare (CND). Pat ha scontato più condanne carcerarie per le sue attività politiche nel corso degli anni.~ La serie degli Eroi della Società Mennonita Marginale

Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante 1 persona, in piedi e spazio al chiuso

Buon compleanno, Inez Haynes Irwin (2 marzo 1873-sett. 30, 1970). Femminista. Suffragista. Scrittore. Giornalista. (Spesso pubblicava con il nome di Inez Haynes Gillmore) membro del Partito Nazionale delle Donne. Aveva una reputazione di ′′ donna ribelle e audace,” ma si è definita come ′′ la più timida degli esseri creati.” Presidente della Gilda degli Autori. Redattore di narrativa della rivista ′′ The Masses Autore di ′′ Angel Island ′′ (1914), una fantasia femminista su un gruppo di uomini bloccati su un’isola occupata da donne alate. Autore di ′′ Angeli e Amazzoni: Cent’anni di donne americane ′′ (1933), tra molte altre opere. Nata a Rio de Janeiro, Brasile. Morta a Scituate, Massachusetts all’età di 97. anni.~The Marginal Mennonite Society Heroes Series

′′ Siamo pacifisti radicali, nella tradizione di Vincent e Rosemarie Harding, Bayard Rustin, A.J. Muste, Dorothy Day, Wally e Juanita Nelson, Kees e Betty Boeke, Crystal Eastman, Lucretia e James Mott, Leo Tolstoj, i non violenti Anabattisti e certo Gesù.”~ Dalla Dichiarazione del Marginal Mennonite Society

Buon 94° compleanno, Harry Belafonte (nato il 1 marzo 1927). Cantante. Cantautore. Attore. Attivista per i diritti civili. Attivista anti-apartheid. Avvocato della giustizia sociale ed economica. Blacklist durante l’era McCarthy. Aiutato a finanziare i Freedom Rides nei primi anni ‘ 1960 Aiutato ad organizzare la marcia a Washington nel 1963. Critico di lunga data della politica estera e militare degli Stati Uniti. Sostenitore dei diritti gay e dell’uguaglianza matrimoniale. Nato ad Harlem, New York City.~ La serie degli Eroi della Società Mennonita Marginale

Il grande divorzio del secolo

28.02.2021 – Stati Uniti – David Andersson

Il grande divorzio del secolo
Foto pubblicitaria di Charlie Chaplin per il film Tempi moderni (1936) (Foto di United Artists /CC)

La pandemia di COVID ha spinto la stretta relazione tra lavoro e denaro verso un amaro divorzio.

Milioni di persone hanno perso il loro lavoro e i loro soldi, alcuni hanno mantenuto il lavoro e i soldi, e altri hanno ottenuto ancora più soldi senza fare molto. Questa situazione non è iniziata con la pandemia, ma è diventata più evidente e ha creato un disastro sociale, con ore di fila ai banchi alimentari.

Solo negli Stati Uniti, 20 milioni di persone hanno perso l’impiego quasi da un giorno all’altro. Se lavoravi in un ristorante, un’istituzione culturale, un club o un teatro, eri sfortunato, disoccupato e senza reddito. Se invece avevi un posto che permetteva di lavorare a distanza, potevi continuare a lavorare e i soldi continuavano ad arrivare. Come si è scoperto, molte delle persone con un lavoro a basso salario lo hanno perso, mentre la maggior parte di coloro che avevano salari più alti lo hanno mantenuto e, in alcuni casi, hanno persino visto i loro redditi aumentare durante la pandemia. Dov’è l’equità in questo? Nessuna società moderna dovrebbe essere sviluppata con questo tipo di struttura.

Oltre a questo, abbiamo ancora un sistema folle in cui l’assicurazione sanitaria della maggior parte delle persone è legata al loro lavoro. Così, nel mezzo di una delle peggiori crisi sanitarie del secolo, molti dei 20 milioni che hanno perso il posto hanno anche perso l’accesso all’assicurazione sanitaria.

Per secoli il lavoro è stato accettato come il principale distributore di ricchezza, sia come compenso per il tempo lavorato che attraverso il pagamento di beni prodotti. Oggi è chiaro però che il lavoro non ha la forza né la capacità di ridistribuire realmente la crescente concentrazione di capitale. I redditi delle famiglie sono cresciuti solo modestamente in questo secolo e la loro ricchezza non è tornata ai livelli pre-recessione. L’ineguaglianza economica, sia misurata attraverso i divari di reddito sia di ricchezza tra le famiglie più ricche e quelle più povere, continua ad allargarsi e si prevede che l’economia post-pandemia non farà che esacerbare questa tendenza (che viene descritta come a forma di K – la metà superiore continuerà a salire mentre la metà inferiore tenderà a scendere). La crescita del reddito negli ultimi decenni è stata costantemente indirizzata verso le famiglie a reddito alto: circa l’82% del denaro generato nel 2017, secondo Oxfam, è andato all’1% più ricco della popolazione globale, mentre la metà più povera non ha visto alcun aumento. Qui negli Stati Uniti la classe media, che una volta comprendeva la netta maggioranza degli americani, si sta rapidamente riducendo.

La risposta a questo, ci viene detto, è investire di più. Tuttavia, durante la crisi del 2008 milioni di persone che avevano lavorato duramente per decenni hanno visto le loro pensioni e i loro risparmi svanire da un giorno all’altro nel mercato azionario. Il lavoro era stato svolto, ma i soldi erano spariti.

Eppure ascoltate qualsiasi politico medio, sia esso democratico, repubblicano o anche indipendente, e sentirete il mantra popolare di “lavoro, lavoro, lavoro”, come se questa fosse la soluzione a tutto. Gli permette, dopo essere stati eletti, di giustificare l’aumento delle spese militari, le fabbriche inquinanti e le oscene agevolazioni fiscali per le imprese, tutto in nome della “creazione di posti di lavoro”. Questa è la tattica usata contro i nativi americani per spingerli fuori dalle loro terre sacre, in modo da poter costruire oleodotti. E per tutti i loro discorsi sull’importanza del lavoro, questi politici fanno poco in nome dei diritti dei lavoratori, che vengono erosi anno dopo anno e permettono invece alle corporazioni di avere sempre più influenza sulla politica del lavoro.

In realtà, la nozione di lavoro è tutta una questione di controllo.  Riguarda il controllo di te e del tuo comportamento, cosa puoi fare e cosa non puoi fare, a che ora iniziare e quando finire, cosa puoi indossare, quando puoi fare una pausa o andare in vacanza. In alcuni luoghi, ogni pochi anni si aspettano che ti sposti, da città a città o da paese a paese.  E ora in questa nuova “gig economy” puoi essere il capo di te stesso, senza capitale, senza clienti e senza strategia, solo un servitore precario di una società giorno per giorno – senza “essere impiegato”.

In una società libera le persone dovrebbero essere in grado di spendere il proprio tempo e la propria energia facendo qualcosa che abbia un significato per loro. Dovrebbero impegnarsi a lavorare insieme per costruire il tipo di società a cui tutti aspiriamo. Se siete veramente interessati a far progredire il nostro mondo, interessati ad aiutare lo sviluppo dell’essere umano, questo è il vostro problema. Anche se pochi vogliono toccare l’argomento, dobbiamo andare oltre questa relazione debilitante tra lavoro e denaro. Questo divorzio avrà enormi conseguenze per le nostre vite e per la società in generale. immaginate di non dover aspettare la pensione per 30 o più anni prima di poter iniziare a vivere.

Dobbiamo rompere il condizionamento di base di nascita, istruzione, lavoro e pensione. Non c’è nessuna legge naturale alla base di questo ciclo. Il nostro contributo a questo mondo inizia nel momento della nascita, quando diventiamo un Essere Umano. Se vogliamo che la società si evolva, non possiamo continuare a spendere la maggior parte del nostro tempo, della nostra energia e delle nostre emozioni facendo qualcosa che non ha senso. Dovremmo essere in grado di offrire ciò che abbiamo, sviluppare le nostre migliori qualità e aprirci per imparare, amare, costruire, scoprire, condividere e immaginare un nuovo mondo.

Dovremo ridefinire quasi tutto. Qual è il senso della vita, cos’è la libertà, cos’è l’educazione? Immaginate di passare 15 anni a scuola imparando a rispondere a una sola domanda: qual è il contributo che voglio veramente dare a questo mondo?

Vi lascio con questa domanda e per favore non preoccupatevi così tanto dei soldi.

Traduzione dall’inglese di Thomas Schmid. Revisione di Anna Polo.

1 marzo, giornata contro la discriminazione

01.03.2021 – Fabrizio Maffioletti

1 marzo, giornata contro la discriminazione
(Foto di repertorio di Fabrizio Maffioletti)

La discriminazione è considerare qualcuno o una “categoria” di esseri viventi fuori da un perimetro di “uguali”

Segna un confine tra chi è uguale e chi no lo è, determinando di fatto una supremazia dell’insieme degli uguali.

Questa supremazia crea lo strumento più culturalmente violento che le società sono in grado di esprimere: lo stigma.

Lo stigma accompagnato al fenomeno del “branco” crea conflitto, violenza. Gli individui del “branco” tendono a rifugiarsi nel fenomeno delle echo chambers, ovvero ambienti nei quali trovano conferma del loro pensiero, trovano rassicurazione, questo meccanismo è, ad esempio, alla base della determinazione delle sette.

Esiste un “dentro” e un “fuori”, un perimetro in cui si riconosce rispetto agli individui che ne fanno parte e al di fuori del quale il rispetto non è più un atto dovuto.

La discriminazione è la piaga delle nostre società, si scatena verso le donne, etnie, gruppi religiosi o sociali, disabilità, trans, omosessuali, gli animali, gli elementi che compongono il nostro pianeta.

Qualunque essere vivente vuole vivere, qualunque elemento del pianeta oppone resistenza ad un cambiamento forzato: ad esempio una montagna oppone una enorme resistenza ad essere bucata, l’uomo è costretto a costruire macchinari complessi e costosi in grado di avanzare solo qualche centimetro al giorno per creare gallerie.

La negazione di un diritto, aspetto discriminante verso gli elementi a cui si sta negando il diritto stesso, non è mai isolato, ma è solo l’inizio di una catena.

Ad esempio la negazione del diritto alla libera circolazione delle persone, e lo stiamo vedendo in particolare ai confini della nostra “civilissima” Europa, ne crea immancabilmente altri.

Le persone migrano lasciando il conosciuto per l’ignoto a causa problemi legati alle condizioni economiche: negazione del diritto al lavoro; per motivi di salute: negazione del diritto alla salute; per motivi di studio: negazione del diritto allo studio; per motivi legati a guerre o persecuzioni: negazione del diritto alla sopravvivenza.

Gli allevamenti intesivi, effetto dell’eugenetica, veri e propri lager di sofferenza, sono tra le maggiori cause di produzione di CO2 e incubatori di malattie come ad esempio molti studi sulla Sars-Cov-2 stanno dimostrando e questa violentissima negazione del diritto alla vita degli animali, trattati come schiavi, causa un’altra negazione: il diritto alla salute.

Ove la negazione del diritto sia istituzionalizzata, le Istituzioni creano delle barriere alla libertà di stampa, ai giornalisti viene impedito di documentare: questo non è un problema di testate, quelle vanno e vengono come i giornalisti: è una negazione del diritto all’informazione dei cittadini.

La discriminazione crea meccanismi antidemocratici, conflitti, violenze.

Ecco perché è importante l’intersezionalità: parola “difficile” coniata per la prima volta nel 1989 da Kimberlé Crenshaw: in estrema sintesi solo laddove si rispetti ogni diritto s’interrompe la “pandemia” delle negazioni dei diritti che immancabilmente finiscono con l’essere espletate con azioni forzate, violente.

Impossibile parlare di pace e disarmo senza avere ben presente il concetto di intersezionalità.

Impossibile parlare di nondiscriminazione e intersezionalità senza superare il concetto di “diversità”: non c’è nulla di prezioso nella diversità, la diversità segna il confine tra chi è uguale e chi è diverso, serve uguaglianza, di diritti, di opportunità.

Non c’è nessuna attinenza tra diversità e il rispetto di culture altre.

La lotta in assoluto più intersezionale è la lotta ambientalista.

Ovviamente ogni attivista lotta in base alla propria maggior sensibilità rispetto ad un problema, ma è importante farlo cercando di approfondire il concetto di intersezionalità, o se preferiamo di “bene comune”, senza aver ben presente la “complessità” c’è il concreto rischio di cercare di risolvere un problema contribuendo a livello personale a crearne altri.

Mentre la discriminazione delle destre è lineare, riconoscibile, palese, la discriminazione delle sinistre è subdola, supponente, ammantata di ipocrisia, ma anche negli ambienti delle sinistre esiste la logica del “branco”, la “fistolizzazione” (espulsione, n.d.r.)  di chi è “diverso”, è semplicemente più sfumata, meno individuabile, oppure violenta come negli ambienti delle “autonomie”.

Per non discriminare occorre varcare il confine, entrare nel non conosciuto, “vestire i panni” di coloro che sono, e immancabilmente si sentono, discriminati.

Occorre cambiare linguaggio, smettere di usare parole per le quali le persone percepiscono di essere stigmatizzate come ricchione, zingaro, negro, clochard, storpio, ecc… per citare degli esempi.

Noi pensiamo “parlando”: un italiano pensa in italiano ecc… , pensiero e linguaggio sono strettamente correlati, un linguaggio discriminante crea un pensiero discriminate e viceversa.

Occorre non cadere nella trappola dialettica dell’affermazione “io tratto tutti nello stesso modo, se trattassi un negro, ricchione, zingaro, musulmano, clochard, ecc…, diversamente allora sì che sarei discriminante”: questo discorso non funziona, perché non varca il confine, è all’interno del perimetro di coloro che siedono con le terga al caldo della loro condizione di “più uguali”, sguazzando nei loro privilegi, ben lontani dal volerci rinunciare per condividerli.

Meeting Minutes al femminile, ricordando la madre del quaccherismo

Margaret Fell.jpg

La moglie di George Fox

′′ Lasciate che i tempi e gli anni passati testimoniano quanti sono stati uccisi e uccisi, nei secoli e nelle generazioni passate, ogni religione e professione uccidendo e uccidendo l’un l’altro che non si unirono all’altro. E così lo Spirito di Verità e la potenza del Signore Gesù Cristo si sono persi tra loro che hanno fatto questo ′′Oggi ricordiamo la ′′ Madre del Quakerismo ′′ Margaret Fell, co-fondatrice e co-leader del primo movimento quacchero al fianco di George Fox e James Nayler.Margaret Fell (nata Margaret Askew) potrebbe essere stata discendente dalla poetessa, predicatrice, protofemminista e martire Anne Askew, ma questo non è confermato. A 18 anni ha sposato un avvocato che divenne giudice, parlamentare e sostenitore della causa parlamentare guidata da Oliver Cromwell. Hanno avuto nove figli insieme e hanno vissuto alla Swarthmore Hall di Ulversston.Le guerre di religione si stavano diffondendo in Europa, compresa la guerra dei vescovi tra Inghilterra e Scozia, combattendo tra protestanti e cattolici in Irlanda, e la guerra civile in Inghilterra e Galles che ha causato 180,000 morti.La ‘ data di nascita ‘ del quaccherismo è solitamente risalita al 1652 quando Margaret Fell – a quel punto alla fine dei 30 anni – incontrò George Fox, un pensatore e predicatore itinerante ancora sui vent’anni che aveva trascorso gli anni precedenti viaggiando per l’Inghilterra esplorando idee di pace e verità e chi era venuto a credere che Dio potesse insegnare direttamente attraverso il cuore della gente.Hanno iniziato a ospitare i precursori agli incontri odierni Quaccheri a casa di Margaret Fell, dove donne e uomini hanno partecipato come uguali. La Sala divenne poi una base da cui la gente spargeva la voce su questo nuovo modo di fare le cose in tutto il mondo.Predicare l’uguaglianza era un lavoro pericoloso, e Fell ha dovuto agire più volte per cercare di liberare le persone dalla prigione. Lei è stata anche arrestata per aver permesso ai Quaker Meetings di svolgersi nella sua abitazione. In prigione ha scritto ′′ Donne che parlano giustificato un lavoro pionieristico di teologia femminista. Questa era una delle tante lettere e tratti scritti da Fell, inviati in tutto il mondo. Uno dei suoi corrispondenti ad Amsterdam era un giovane Baruch de Spinoza, che si pensa fosse stato il traduttore di alcune sue opere in ebraico. Fell è stato anche fondamentale per confermare la testimonianza di pace del Quacchero. Fino al 1660 c’erano stati diversi quaccheri assume pace e guerra, ma quando Carlo II salì al trono, Caduto a Londra per dichiarare ′′ Siamo un popolo che combatte per la pace, l’amore e l’unità e combatte contro la guerra e l’avidità. Ci rifiutiamo di mentire o tramare contro chiunque sulla terra “. La più famosa espressione scritta della Testimonianza di pace quacchera è arrivata dopo.Gestire l’ufficio che ha sostenuto i Quakers in Gran Bretagna Fell per certi versi ha prefigurato ruoli odierni come BYM Recording Clerk e Segretario Generale FWCC Le comunità meno egualitarie avrebbero potuto indicarla come equivalente a un ′′ Chief Executive ′′ o ′′ Chief Operting Officer Anche se evitiamo tali nomi di ruolo gerarchici, potremmo fare di più per ricordare che Fell è stato fondamentale per la nascita del Quakerismo come George Fox, che spesso viene chiamato fondatore e leader del movimento, senza riferimento a Fell. È ora che cambi!Fonti: Isabel Ross ′′ Margaret Fell, Madre del quaccherismo Thomas D Hamm (ed. ), ′′ Quaccher Writings anthology Fede quacchera e pratica.Immagine di Margaret Fell che si rivolge a Carlo II di Marcela Teràn / Opera di Liberazione https://liberationworks.co.uk

Black Lives Matter in piazza a Roma e nel resto del mondo per l’azzeramento delle discriminazioni

28.02.2021 – Olivier Turquet

Black Lives Matter in piazza a Roma e nel resto del mondo per l’azzeramento delle discriminazioni

Dal 28 febbraio al 1° aprile, a Roma e in numerose città d’Italia e del resto del mondo, i movimenti attivi sul fronte della giustizia sociale e dei diritti civili e ambientali, cresciuti in questi ultimi mesi nonostante i forti limiti imposti alle attività presenziali dalla gestione dell’emergenza sanitaria, organizzeranno numerose iniziative di coinvolgimento della cittadinanza mondiale e di partecipazione politica a tutti i livelli.

Il primo appuntamento è quello di domenica 28 febbraio 2021 dove, a Roma in piazza del Popolo e in numerose altre città tra le giornate di domenica e lunedì, il movimento internazionale «Black Lives Matter» che proprio a Roma ha lanciato anche un manifesto lo scorso 10 ottobre, ha promosso insieme a un’ampia rete di organizzazioni della società civile e di artisti, una manifestazione in vista del “Zero Discrimination Day” del 1° marzo, ovvero la “Giornata mondiale contro tutte le Discriminazioni” che opprimono il pianeta.

Proprio a Piazza del Popolo sono già convogliate negli ultimi mesi le voci di migliaia di attivisti/e e realtà sociali per inginocchiarsi contro la violenza e il razzismo in memoria di George Floyd per gli 8 minuti e 46 secondi che rievocano la sua morte sotto il ginocchio di un agente della polizia a Minneapolis, poi le battaglie per la crisi climatica in corso condotte dal movimento globale “Fridays for Future” e quelle di numerosi collettivi transfemministi riuniti intorno alle proteste internazionali al grido di «Non una di meno» e che a Roma si sono ritrovate lo scorso 25 novembre in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Movimenti, quelli citati, che saranno protagonisti anche della manifestazione odierna e del mese di mobilitazioni contro tutte le discriminazioni che si sta per aprire.

La grande giornata di mobilitazione di domenica 28 febbraio ha l’obiettivo di “denunciare e contrastare con forza la molteplice pervasività delle discriminazioni che colpiscono le società contemporanee a tutti i livelli e in tutti gli ambiti”. La protesta e le attività continuative di sensibilizzazione si rivolgono nei confronti di tutte quelle istituzioni, politiche, misure e singole azioni che “opprimono e marginalizzano quantə vivono l’esperienza dell’esclusione sociale, della privazione dei diritti, primo fra tutti quello di cittadinanza, ed ogni altra stigmatizzazione associate via del colore della pelle, dell’identità di genere, dell’orientamento sessuale, della condizione socioeconomica, del credo religioso, delle disabilità e delle diversità tutte”.

La Giornata internazionale contro la Discriminazione è promossa a livello mondiale dal programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV (UNAIDS) per richiamare l’impegno e il dovere da parte degli Stati membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) di contrastare e rimuovere tutte le discriminazioni in ambito sanitario e lavorativo. L’edizione del 2021 è dedicata al tema delle disuguaglianze, ulteriormente amplificate dalla gestione discriminante dell’emergenza sanitaria da parte degli Stati e dei Governi, in particolare in relazione al a reddito, all’età, allo stato di salute, all’occupazione, alla disabilità, all’orientamento sessuale, all’uso di droghe, alla classe sociale, all’etnia e all’orientamento religioso che continuano a persistere in tutto il mondo.

La discriminazione e le disuguaglianze sono strettamente intrecciate. L’intersezione di forme di discriminazione, sia strutturale che sociale, contro individui e gruppi sociali continua a determinare e amplificare le disuguaglianze, ad esempio in termini di reddito, risultati scolastici, salute e occupazione e relativi accessi ai diritti, sia a livello locale che sul piano internazionale.

L’appuntamento a Roma il 28 febbraio è alle 15:00 e sarà preceduto dall’attività partecipativa “Privilege Walk” dalle ore 14:00 alle ore 14:30 dedicata alla consapevolezza dei privilegi ovvero “un esercizio importante” – come racconta Kwanza Musi Dos Santos, una delle promotrici e organizzatrici – “che aiuta chiunque a rendersi conto di quanto le strutture sociali siano determinanti e di quanto influiscano sulla nostra vita e su quella delle altre persone senza che quasi ci si renda conto delle condizioni favorevoli nelle quali è possibile agire grazie ai privilegi”.

#DIVERSƏDACHİ è l’hashtag proposto per la giornata con l’uso del genere neutro “schwa” per promuovere l’inclusività del linguaggio.

Il comitato organizzativo ha realizzato un opportuno vademecum per la partecipazione in piena sicurezza rispettando le norme per il contenimento della diffusione della pandemia. 

#diversədachi #ZeroDiscrimination

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/264634838591713/

Meeting Minutes

Meeting Minutes

Punti di fede quacchera solo cristiana

A volte è difficile ricordare che l’amore è un dono dello Spirito divino e non semplicemente un’emozione umana. Come esseri umani imperfetti, non sempre è possibile sentirci amorevoli l’uno verso l’altro, ma aprendoci alla Luce dentro, possiamo ricevere e dare amore oltre le nostre capacità umane. Quando siamo in conflitto con gli altri, coltiviamo uno spirito perdonatore? Guardiamo a Dio in noi stessi e cerchiamo di rivolgerci a Dio in coloro con cui non siamo d’accordo ?Da Consigli e Query, 4-Iowa Meeting annuale (Conservative)

“Bisogna trovare, in mezzo ai piccoli pensieri che ci danno fastidio, la strada dei grandi pensieri che ci danno forza”.

Dietrich Bonheffer

Lettera di Seneca a Lucilio“Comportati così, Lucilio mio, rivendica il tuo diritto su te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto, raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto.Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore. Vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va.Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire”Sembra incredibile come un testo che risale in realtà alla metà del I secolo d.C. possa essere, ancora oggi, di estrema attualità e importanza. Non a caso reputo Seneca il più grande pensatore dell’antichità romana! Sono passati duemila anni e le cose che ha scritto valevano per loro così come valgono per noi oggi. Come per dire che “niente è cambiato”, ma forse tutto potrebbe cambiare se imparassimo ad ascoltare meglio le sagge parole lasciateci da chi ci ha preceduto, fosse anche duemila anni fa.Seneca in questa lettera invita il suo amico Lucilio (e noi lettori!) ad abbandonare le preoccupazioni e far proprio il tempo, a non perdere di vista ciò che è importante. In primo luogo, Seneca invita a individuare proprio ciò che conta nella nostra esistenza quotidiana! E ciò che conta, come spesso ho sottolineato in questo blog – e nel mio mio libro “Schiavi del Tempo” – non sono gli oggetti: possedere un bene non serve a niente se non si è pronti a perderlo, reclama Seneca, ma dobbiamo fare nostro il tempo e tutti i minuti che lo compongono.È una verità che non si può contraddire quella di Seneca, perché nemmeno l’uomo più ricco del mondo può fermare le lancette di un orologio. Eppure, ad ognuno di noi, ogni giorno, viene “regalato” lo stesso ammontare di tempo: 1440 minuti. Non uno in più, non uno in meno. Come spendiamo questo tempo è una nostra scelta e prendere consapevolezza che “moriamo ogni giorno” significa riappropriarsi del proprio tempo. Ovvero, la più alta forma di libertà a cui ognuno di noi può e deve aspirare.Domani sarà uguale a oggi, a meno che tu non decida che sarà diverso. Se vuoi più tempo libero, devi andartelo a prendere. Le cose non piovono dall’alto, le cose vanno prese, afferrate, strette al cuore e coltivate. Non ci sono alternative. Vai a riprenderti il tempo che ti hanno rubato e poi difendilo coi denti.”

Cairo: conclusa l’udienza sulla custodia cautelare di Patrick Zaki, l’esito martedì

Anticipata di 15 giorni rispetto al previsto. Per farlo scarcerare i legali dello studente dell’Università di Bologna puntano sul ricovero del padre

Cairo: conclusa l’udienza sulla custodia cautelare di Patrick Zaki, l'esito martedì

Buon compleanno, Ralph Waldo Ellison (1 marzo 1914-16 aprile 1994) romanziere. Critico letterario. Professore. Autore di ′′ Uomo invisibile ′′ (1952), tra le altre opere. Nato a Oklahoma City, Oklahoma. Morto a New York City Seppellito al Trinity Church Cemetery, Washington Heights, New York City.~ La serie degli Eroi della Società Mennonita Marginale

Buon compleanno, Johann Conrad Beissel (1 marzo 1691-6 luglio 1768). Mistico. Pacifista. Comunitario. Stampante. Editore. Avvocato per il semplice stile di vita. Nato a Eberbach, Germania. Immigrato in America nel 1720.Nel 1732 Beissel fondò la comunità del Chiostro Ephrata nella Contea di Lancaster, Pennsylvania. La stampa Ephrata ha prodotto la prima edizione di ′′ Mirror dei martiri ′′ in America (in tedesco). La storia di come la comunità di Beissel sia stata affidata dai Mennoniti con la stampa di ′′ Mirror dei Martiri ′′ è raccontata nel libro di David Weaver-Zercher, ′′ Mirrors Mirror: A Social History ′′ (2016).La comunità divenne un centro industriale, dotato di un proprio mulino, una segheria, una cartiera, una conceria, una tessitura e una fabbrica di ceramica. Alla sua altezza, comprendeva circa 80 uomini e donne casti e circa 200 persone sposate.I palazzi sono ancora in piedi e i terreni sono aperti al pubblico. Beissel è sepolto nel Cimitero del Chiostro di Efrata.~ La serie degli Eroi della Società Mennonita Marginale