Meeting Minutes serale

Meeting Minutes serale

“……devo abbandonarmi completamente e devo avere fiducia…”
Etty Hillesum

Colui che cerca il propriuo onore, non cerca più Dio e il prossimo
Dietrich Bonhoeffer


Buon compleanno

Buon compleanno, Henry David Thoreau (12 luglio 1817-6 maggio 1862)! #Abolizionista. Resistente delle tasse di guerra. Poeta. Filosofo. Naturalista. Ambiente. Avvocato della vita semplice. Autore di ′′ Sulla disobbedienza civile ′′ (1849) e ′′ Walden ′′ (1854), tra le altre opere. Nato e morto a Concord, Massachusetts. Seppellito nel cimitero Sleepy Hollow, Concord, Massachusetts.
~ La serie Heroes di Marginal Mennonite Society.


La nota di Mauro Pesce, biblista di Bologna

La antica chiesa di santa Sofia a Istanbul torna a essere moschea, com’era stata prima della rivoluzione di Atatürk. Erdogan si conquista così la parte estrema dell’Islàm turco. L’Islàm ha molto spesso praticato il principio secondo il quale la chiesa principale o Sinagoga di un paese conquistato militarmente dovesse essere trasformato in Moschea. Molte furono le chiese trasformate in moschea in Spagna o nell’attuale territorio turco o nei territori dell’impero ottomano, ecc. I cristiani, una volta liberati dal dominio islamico ritrasformavano in chiesa quelle che erano state usate come moschee.
Anche i cristiani per secoli distrussero o trasformarono in chiese centinaia di templi greci. Distrussero i teatri e chiusero le scuole di filosofia e le accademie rabbiniche. Trasformarono sinagoghe in chiese, cercarono di limitare al minimo il numero delle sinagoghe, ne ostacolarono la ristrutturazione e l’abbellimento. Limitarono quanto più possibile i diritti degli Ebrei tanto che dal XVI secolo gli ebrei trovarono maggiori condizioni di libertà sotto l’Islàm che sotto il cristianesimo.
Il principio del Cristianesimo e dell’Islàm è chiaro: il dominio della propria religione deve essere totale. Non solo religioso, ma anche politico e culturale.

Le cose cambiarono nei paesi cristiani con l’illuminismo, con le dichiarazioni dei diritti dell’ultimo quarto del Settecento. Da allora si diffusero i principi di libertà, dello statio laico e della distinzione tra politica e religione. Le religioni possono esistere, ma senza dominare politicamente e senza trasformare chiese in moschee, templi in chiese e sinagoghe in chiese. Libertà! Si, l’illuminismo è libertà. Proprio quell’illuminismo che il periodo oscuro di Giovanni Paolo II e di Ratzinger hanno considerato erroneamente un male.

L’illuminismo non è anti-religioso, ma un movimento dialettico verso la cultura cristiana. È l’Illuminismo che ci ha permesso di riscoprire la figura storica di Gesù ebreo prima della trasformazione dei vangeli, la natura delle chiese primitive prima della trasformazione della chiesa dei quattro concili.

Poesia

GOD’S PRESENCE

I feel God’s presence

Every day

For God is never

Far away

David Herr LA PRESENZA DI DIO

Sento la presenza di Dio

Ogni giorno

Perché Dio non è mai

Lontano

David Herr

NOVITA’ ALLA FRONTIERA FRANCESE

Francia, il Consiglio di Stato: illegali i respingimenti alla frontiera con l’Italia

10.07.2020 – Riccardo Noury

Francia, il Consiglio di Stato: illegali i respingimenti alla frontiera con l’Italia
Il confine tra Italia e Francia a Ventimiglia (Foto di Pixabay)

L’8 luglio il Consiglio di Stato, il più alto organo di giustizia amministrativa francese, ha stabilito che, rifiutando di registrare la domanda d’asilo e di esaminarla con le garanzie previste dalla legge, le autorità di confine dipendenti dal Ministero dell’Interno hanno compiuto una violazione “grave e manifestamente illegale del diritto d’asilo, che costituisce una libertà fondamentale”.

Al Consiglio di Stato si erano rivolte alcune organizzazioni per i diritti umani, riguardo al respingimento verso l’Italia, avvenuto a maggio, di una donna e di suo figlio di cinque anni nonostante avessero espresso l’intenzione di presentare domanda d’asilo al momento del loro arrivo in Francia.

Si tratta di una pratica sistematica che avviene alla frontiera franco-italiana e totalmente accettata dal Ministero dell’Interno.  Soltanto in due giorni, lunedì 6 e martedì 7 luglio, sono stati accertati 83 respingimenti dalla Francia verso l’Italia.

Meeting Minutes : shabbat shalom

Meeting Minutes: shabbat shalom

Ci opprime il pensiero  che lo stato d’emergenza sanitaria nazionale slitti ancora fino a fine anno e non si circoscritto alle sole zone a rischio. Un abuso di potere.


Preghiera
Signore tu consoli ogni nostra afflizione come un padre ed una madre misericordiosi.
Tu non sei il Dio nell’alto dei cieli.
Sei il Dio fattosi uomo che vive nelle favelas della nostre esistenze e conosci ogni nostra gioia, afflizione e speranza.
Conosci la povertà dell’essere umano come la sua nobiltà.
Eppure Signore non disdegni la nostra compagnia, ci prendi per mano e cammini con noi.
Avendo fede in te, Signore, riempi il nostro cuore di giustizia
e fa che la nostra voce annunzi la tua Speranza in attesa della venuta del Regno.
Anche dove la distretta ha circondato l’essere umano e giudizi implacabili si sono presentati come orizzonte.
Nel nome di Gesù. Amen.


Buon compleanno

Buon 95° compleanno, Ann Fagan Ginger (nata il 11 luglio 1925)! Attivista per i diritti civili. Attivista per i diritti umani. Avvocato. Maestro. Scrittore. Fondatore del Meiklejohn Civil Liberties Institute di Berkeley, California. Autore di ′′ La guerra fredda contro il lavoro ′′ (1987), ′′ Le armi nucleari sono illegali: l’opinione storica della Corte Mondiale e come sarà applicato ′′ (1998), e ′′ Le violazioni dei diritti umani degli Stati Uniti dal 9/11 ′′ (2005).
~ La serie Heroes di Marginal Mennonite Society.

Buon compleanno Olga Havlova (11 luglio 1933-gennaio. 27, 1996)! Dissidente ceco. Attivista nella ′′ Rivoluzione Velluto ′′ non violenta del 1989. First Lady della Cecoslovacchia. Più tardi, First Lady della Repubblica Ceca. Olga incontrò Vaclav Havel al Cafè Slavia a Praga negli anni 1950 Si sono sposati nel 1964. Negli anni Vaclav era in prigione, Olga divenne la sua voce verso il mondo esterno. Co-fondatore (con Vaclav) del Comitato per la difesa degli ingiustamente oppressi nel 1979. Nato a Zizkov, Cecoslovacchia. Morto a Praga, Repubblica Ceca. Sepolta nel cimitero di Vinohradsky, Praga, accanto al marito.
~ La serie Heroes di Marginal Mennonite Society.

STAZIONI SULLA VIA VERSO LA LIBERTA’

(Dietrich Bonhoeffer)

Disciplina

Se tu parti alla ricerca della verità, impara soprattutto

la disciplina dei sensi e dell’anima, affinché i desideri

e le tue membra non ti portino ora qui ora là.

Casti siano il tuo spirito e il tuo corpo, a te pienamente sottomessi

ed ubbidienti, nel cercare la meta che è loro assegnata.

Nessuno apprende il segreto della libertà, se non attraverso la disciplina.

Azione

Fare ed osare non una cosa qualsiasi, ma il giusto

non ondeggiare nelle possibilità, ma afferrare coraggiosamente il reale

non nella fuga dei pensieri, solo nell’azione è la libertà.

Lascia il pavido esitare ed entra nella tempesta degli eventi

sostenuto solo dal comandamento di Dio e dalla tua fede

e la libertà accoglierà giubilando il tuo spirito.

Sofferenza

Straordinaria trasformazione. Le tue forti, attive mani

sono legate. Impotente, solo, vedi la fine

della tua azione. Ma tu prendi fiato, e ciò che è giusto poni

silenzioso e consolato, in mani più forti, e sei contento.

Solo un istante attingi beato la felicità

e poi la consegni a Dio, che le dia splendido compimento.

Morte

Vieni, ora, festa suprema sulla via verso la libertà

morte, rompi le gravose catene e le mura

del nostro effimero corpo e della nostra anima accecata.

perché finalmente vediamo, ciò che qui c’è invidiato di vedere.

Libertà, a lungo ti cercammo nella disciplina, nell’azione e nella sofferenza.

Morendo, te riconosciamo ora nel volto di Dio.

Non dimentichiamo nei nostri cuori le lotte contro il totalitarismo comunista cinese a Hong Kong, in Tibet e altrove. I giovani manifestanti hanno la nostra solidarietà contro la violenza brutale della Polizia. In quei luoghi come negli USA contro gli afroamericani, i nativi e altre minoranze.

30 anni di export militare italiano: quasi 100 miliardi di vendite

30 anni di export militare italiano: quasi 100 miliardi di vendite

L’esportazione di armi italiane continua a crescere. 44 miliardi di euro di autorizzazioni negli ultimi 5 anni, pari a quelle dei 15 anni precedentiDi Agenzia NEV -10 Luglio 2020

Roma (NEV), 10 luglio 2020 – Quasi 100 miliardi di euro in export militare. Questi i dati emersi nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri a Roma e promossa da Rete italiana per il disarmo, di cui fa parte anche la Commissione globalizzazione ambiente (GLAM) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), insieme a Rete della pace.

La conferenza si è svolta in occasione del trentesimo anniversario del voto di approvazione della Legge 185/90 che regola l’export militare (denominata “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”).

“In questi 30 anni sono state autorizzate esportazioni dall’Italia per materiali d’armamento per un controvalore di 97,75 miliardi di euro a valori correnti (che diventano 109,67 miliardi di euro con il ricalcolo a valori costanti 2019)” scrivono i promotori dell’iniziativa, che ritengono la Legge 185/90 “una legge avanzata e innovativa nei principi e nei meccanismi, ma che ha perso molta della propria efficacia a causa di modifiche e applicazioni non corrette”.

La situazione di distanza tra i principi della Legge e la sua applicazione, scrive ancora la Rete italiana disarmo, è ben delineata dai dati. Sul divieto ad esportare armi verso Paesi in stato di conflitto armato, sotto embargo internazionale, con politiche in contrasto con l’articolo 11 della nostra Costituzione, con gravi violazioni dei diritti umani, si presenta questa situazione: “Dopo un paio di decenni di applicazione abbastanza rigorosa, i Governi hanno iniziato ad avere come obiettivo il sostegno all’export militare e non il suo controllo. Nel solo lustro 2015-19 le autorizzazioni (a valori correnti) sono state di poco superiori a quelle totali dei quindici anni precedenti (44 miliardi contro 43,5 e situazione di sostanziale pareggio anche considerando valori costanti al 2019). […] Gli ultimi cinque anni hanno poi accentuato la tendenza ad esportare al di fuori delle principali alleanze politico-militari dell’Italia (cioè verso Paesi non appartenenti all’UE o alla Nato): ben il 56% cioè 24,8 miliardi contro 19,2 miliardi. Possiamo quindi affermare che in tutto il corso di applicazione della Legge più della metà dell’export sia stato autorizzato al di fuori della naturale area di azione internazionale dell’Italia: un dato preoccupante se si considera che – secondo il testo della norma – le esportazioni di armamenti «devono essere conformi alla politica estera e di difesa dell’Italia».

Gli Stati del Medio Oriente negli ultimi 5 anni hanno raddoppiato la loro quota media arrivando al 45,9% del totale delle licenze individuali (poco meno di 19 miliardi di euro). Nello stesso periodo i primi 20 Paesi della classifica (su un totale di circa 90 destinatari) hanno tutti ricevuto oltre 300 milioni di euro di autorizzazioni nel corso dell’ultimo lustro. “In testa troviamo due Stati autoritari mediorientali come Kuwait e Qatar (per le maxi-commesse di aerei e navi) – spiega Rete disarmo –seguiti da vicino da Regno Unito e Germania (soprattutto per la cooperazione Eurofighter) e ad una distanza maggiore da Francia, Stati Uniti d’America e Spagna. Subito dietro, grazie ad una serie di copiose licenze negli anni più recenti, altri Paesi problematici come Pakistan, Egitto, Turchia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. A completare la “Top15” troviamo Norvegia, Australia e Turkmenistan”.

La presentazione di questi dati è stata anche occasione di confronto con le Istituzioni (dal Governo al Parlamento) e con organizzazioni della società civile italiana fra cui Amnesty International Italia e Save the Children Italia. Sia alla Camera sia al Senato si discute proprio in questi giorni sul rapporto governativo relativo all’export 2019: “non accadeva da anni ed è dunque segno di una rinnovata attenzione a questa delicata tematica”.

Rete Italiana per il Disarmo e Rete della Pace chiedono di essere audite dal Parlamento per portare il proprio contributo al dibattito, anche in nome della “continua e crescente perdita di trasparenza” in materia.

Il controllo dell’export militare è, secondo i promotori, “fondamentale per la nostra politica estera, per la responsabilità dell’Italia nei confitti armati e per poter realmente ambire alla promozione i della Pace a livello internazionale”. Tra le richieste delle due Reti, l’inserimento di codici identificativi e della data di ciascuna licenza, valutazioni sui Paesi destinatari, un fondo per la riconversione dell’industria militare.

Nel chiedere piena e rigorosa attuazione della Legge 185/90, Rete italiana disarmo e Rete per la pace concludono: “Continueremo a denunciare ogni manomissione, disapplicazione, aggiramento” soprattutto sottolineando le ingenti forniture di sistemi militari ai tiranni di mezzo mondo. Rilanciando le azioni di mobilitazione su questo tema (tra cui la Campagna ‘banche armate’)”.

Qui l’analisi dei dati di export militare dei primi 30 anni di 185/90 nel documento “30 anni della Legge 185/90 sull’export militare: dati ed analisi di tre decenni di vendita di armi italiane”scaricabile in PDF

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 10/7/2020

” E così la vita ti scorre dentro in una corrente ininterrotta di momenti, ognuno dei quali ha il suo posto nel giorno “
Etty Hillesum


Nell’ubbidienza l’uomo segue i precetti divini, nella libertà l’uomo ne cre di nuovi
Dietrich Bonhoeffer


Un ponte per Anna Frank

“Cara Kitty, camminavamo così, sotto la pioggia scrosciante, papà, la mamma e io, ognuno con una cartella e una borsa della spesa, piene zeppe delle cose più svariate. Gli operai che andavano presto al lavoro ci guardavano impietositi; gli si leggeva in faccia che erano dispiaciuti di non poterci offrire nessun mezzo di trasporto, la vistosa stella gialla parlava da sé.” – ANNE FRANK, giovedì 9 luglio 1942.

– –
L’alloggio scelto per nascondersi si trova in una zona ricca di piccole imprese. A sinistra c’è un’agenzia per la vendita del tè e a destra un mobilificio.
È una zona particolare perché il nascondiglio si trova in una sezione non utilizzata della ditta di Otto Frank. L’indirizzo è Prinsengracht 263. Si tratta di una sistemazione abbastanza grande, con due piani, pensata per nascondere due famiglie.

Infatti i Frank non sono gli unici a trovare rifugio al numero 263 di Prinsengracht. Con loro ci sono la coppia Hermann ed Auguste van Pels e il figlio Peter.
Il nascondiglio si trova al piano di sopra della ditta. Miep Gieps, dipendente della ditta dal 1933, e cara amica dei Frank, li aiuta a nascondersi.

E’ mattina quando Miep accompagna Margot in bicicletta verso il nascondiglio. Anne, Otto ed Edith raggiungeranno il nascondiglio a piedi, lasciando la loro casa di Merwedeplein. Tutti quanti indossano numerosi strati di vestiti, per portarsi appresso più vestiario possibile. Anne, tra le varie cose, riesce a portare via anche il suo diario, ma non la sua amata gattina Moortje, che sarà accolta dai vicini.

Diluvia quando Anne e i suoi genitori s’incamminano.
« Così », racconta Anna nel diario, « ce n’andammo sotto una pioggia scrosciante… ciascuno con una borsa da scuola e da spesa, piene di oggetti ficcati dentro alla rinfusa… Strada facendo papà e mamma mi svelarono con un racconto spezzettato la storia del nascondiglio… ».

Tutti i dipendenti della ditta sono a conoscenza del nascondiglio, poiché il personale è poco numeroso. Oltre a Miep vi sono il signor Kugler, Kleiman e anche Bep Voskuijl, stenodattilografa di 23 anni. Durante le ore in cui il piano di sotto è occupato, Anne e gli altri devono fare molta attenzione. Anche solo un piccolo rumore potrebbe rovinare ogni cosa e potrebbe far insospettire qualcuno, persone esterne, ad esempio gli operai, i magazzinieri o dei clienti.
Silenzio, finestre chiuse, attesa e ore e ore seduta, spesso in balia della paura. Questa diventa la nuova vita di Anne.
Lei però non si lascia scoraggiare e si ritiene molto fortunata nell’aver trovato rifugio in un ambiente non solo spazioso, ma anche sicuro. Moltissimi ebrei infatti nel mentre sono catturati e portati via dai nazisti.

Presto l’accesso all’Alloggio Segreto viene nascosto da una libreria girevole, ma questo non è l’unico cambiamento. Nel giro di poco, il 16 novembre 1942, un nuovo clandestino si unisce ai Frank e ai Van Pels. Si tratta di un dentista ebreo di nome Fritz Pfeffer.
Passano le ore, i giorni e i mesi, e quella vita fuori dal mondo diventa una realtà sempre più presente. Nessuno sa quando finirà la guerra e quando potranno lasciare il nascondiglio.

Poesia

GUIDING LIGHT

God is with us

Day and night

In darkness

Our guiding light

David Herr LUCE DI GUIDA

Dio è con noi

Giorno e notte

Nell’oscurità

La nostra luce guida

David Herr

In memoria

Ad integrazione di ieri:
In questa data nel 1551 (9 luglio), Hans van Overdam e Jannijn Buefkijn (ovvero Hansken Keeskooper) sono stati bruciati sul rogo di #Gand, Belgio. Erano #Anabaptisti. (Lo specchio dei martiri dà erroneamente l’anno come 1550.) Hans era di Gand. Era stato ribattezzato da Gillis van Aken (giustiziato ad Anversa nel 1557). Jannijn era di Werwik, Fiandre occidentali (circa 60 km a sud-ovest). Lo specchio dei martiri include le lettere scritte da Hans e Jannijn. Vedi pagina 486-494.
~ La serie Anabaptist Executions di Marginal Mennonite Society.

Di oggi:

In questa data nel 1557 (10 luglio), Gillis van Aken è stato giustiziato dalla decapitazione ad #Anversa, Belgio. Era un vescovo #Anabaptista. Deve essere stato molto attivo poiché il suo nome è stato menzionato da molti Anabaptisti come la persona che li ha ribattezzati.

Gillis fu ordinato anziano da Menno Simons nel 1542 a Goch, Germania, insieme ad Adam Pastor e Antonio di Colonia. Dieci anni dopo, nel 1552, fu messo sotto il divieto di adulterio da Menno. Dopo aver confessato il suo peccato, fu reintegrato nel 1554. Nel 1557 fu catturato dalle autorità e immediatamente ritrattato. Sperava che la collaborazione con i sacerdoti lo salvasse dal rogo. Purtroppo gli ha dato solo la ′′ frase minore ′′ della decapitazione. Poiché ha ritrattato, non è stato incluso nello specchio dei martiri.

(Foto: Grote Markt, Anversa, Belgio. Il sito di molte esecuzioni anabaptiste. Il mio amico è il mio amico

~ La serie Anabaptist Executions di Marginal Mennonite Society.



In questa data nel 1535 (10 luglio), Jacob van Campen è stato giustiziato dalla decapitazione ad #Amsterdam, Paesi Bassi. Era un vescovo #Anabaptista, un taglio di stoffa per commercio. Da IJsselmuiden (circa 100 km a est). Fu ribattezzato e ordinato vescovo da Pieter de Houtzager (giustiziato nel 1534 ad Haarlem).

Nel 1533, Jacob è stato uno dei 12 ′′ apostoli ′′ inviati da Amsterdam da Jan Matthys van Haarlem. All’inizio della sua carriera si associava ai rivoluzionari, ma alla fine si oppose ai Munsteriti e all’uso della violenza. Circa 30 anni al momento della sua esecuzione.


Buon compleanno

Buon compleanno Mary McLeod Bethune (10 luglio 1875 maggio 1955)! Attivista per i diritti civili. Attivista per i diritti delle donne. Attivista della temperatura. Alunno dell’Istituto Moody Bible. Educatrice. Fondatore del Consiglio Nazionale delle Donne Negro. Fondatore nel 1904 della Scuola di formazione educativa e industriale di Daytona (ora Bethune-Cookman University). Nato a Mayesville, South Carolina. Morto a Daytona Beach, Florida. Seppellito nel campus della Betune-Cookman University, Daytona Beach, Florida.
~ La serie Heroes di Marginal Mennonite Society.


Noi vediamo sempre solo due vie
scappare o la vendetta
farsi umiliare o rendersi grande
essere presi a calci o prendere a calci.

Gesù, hai percorso una via diversa
hai combattuto, ma senza armi
hai sofferto, ma senza confermare l’ingiustizia
sei stato contro la violenza non usando violenza per combatterla.

Noi vediamo sempre solo due vie,
essere senza fiato o strangolare un altro
avere paura o spargere paura
essere preso a botte o prendere a botte.

Tu hai tentato una terza via
e i tuoi amici l’hanno portato avanti
si sono fatti incarcerare
hanno fatto sciopero di fame
hanno allargato lo spazio d’azione.

Noi percorriamo sempre solo le vie già sperimentate
ci adattiamo ai metodi di questo mondo
essere derisi e poi deridere
prima gli altri e poi noi stessi.

Cerchiamo una nuova via
abbiamo bisogno di più fantasia di quella di un esperto dell’industria bellica
abbiamo bisogno di più furbizia di quella di un mercante di armi
sfruttiamo l’effetto sorpresa per una via mai conosciuta prima
e la vergogna che si nasconde in ognuno di noi.

(Dorothee Soelle)

L’orrore nel Congo, anche fra i quaccheri

Il 52% dei quaccheri mondiali (tutti cristiani tra l’altro e nessun liberale, e molti fra di loro “evangelici”) si concentra da decenni nel Centro Africa (Kenia in primis ma sparsi ovunque anche in RDC): non possiamo dirci che preoccupati della situazione che si sta creamdo per le loro vite. Iniziamo a pensare in primis che Londra ormai conta poco fra di noi… Poi preghiamo perchè finisca quanto prima il clima di odio, scontri, stragi….

RDC, la Repubblica dell’orrore

RDC, la Repubblica dell’orrore
(Foto di Monusco/Abel Kavanagh)

Innumerevoli sono i casi di violazioni dei diritti umani in Congo. Oltre 1200 ammontano le uccisioni di civili (1.154), di cui in gran parte donne (235) – vittime di stupri – e bambini (166). A dichiararlo sono fonti dell’Ufficio congiunto per i diritti umani delle Nazioni Unite (UNJHRO), in un rapporto – datato settembre 2019 ma quanto mai, drammaticamente, attuale – elaborato insieme alla Missione di stabilizzazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) e all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR).

Il rapporto, prendendo in esame l’arco temporale che va dal 1°gennaio 2019 al 31 gennaio 2020, documenta le gravi violazioni (397) del diritto internazionale umanitario ad opera delle Forze alleate democratiche (ADF), membri delle Forze di difesa della Repubblica Democratica del Congo (FARDC), agenti della Polizia nazionale congolese (PNC): proprio coloro che dovrebbero maggiormente tutelare queste terre ed i loro abitanti.

L’area, infatti, è da anni teatro di violenze a carattere settario: le province del Nord Kivu, Ituri (Djugu,  Mahagi), Irumu e Mambasa i territori più colpiti, da tempo a questa parte. Attacchi di milizie ribelli, rapimenti, espansioni territoriali, rappresaglie contro le popolazioni civili.

Un clima terroristico – ulteriormente aggravato dall’epidemia di ebola, solo di recente scongiurata – instauratosi per il controllo delle terre, dal momento in cui la regione è ricca di risorse minerarie. Non mancano, inoltre, tensioni tra le diverse etnie stanziate in questi luoghi fin dall’antichità. Si pensi al conflitto dell’Ituri, tra appartenenti alla comunità dei Lendu (agricoltori) e quella degli Hema (pastori): nonostante la battaglia abbia attraversato molteplici fasi, è in anni recenti (dicembre 2017 -settembre 2019) che vi è stato un aggravarsi armato che non ha fatto altro che diffondere atrocità in nome della logica del profitto e di una presunta proprietà ancestrale.

«La barbarie che caratterizza gli attacchi, come la decapitazione di donne e bambini con machete, lo smembramento e la rimozione di parti del corpo delle vittime esposte come trofei di guerra, riflette il desiderio degli aggressori di infliggere traumi duraturi alle comunità Hema e di costringerli a fuggire dai loro villaggi» afferma ancora il rapporto dell’UNJHRO.

Corpi mutilati, smembrati, dissacrati per il controllo delle enormi risorse naturali dell’area. Profanazioni al diritto alla vita, all’integrità fisica, alla libertà ed alla sicurezza della persona, al diritto di proprietà sembrano all’ordine del giorno nella Repubblica democratica del Congo. E ancora, sempre stando al rapporto: arruolamento di minori, lavori forzati, incendi di scuole, villaggi, ospedali. Atti pienamente ascrivibili a gravi violazioni non solo del diritto internazionale umanitario, ma dei diritti umani tout court.

Ed è proprio su questo punto che l’Organizzazione congolese per la difesa dei diritti umani CEPADHO si è espressa, asserendo che più che «crimini di guerra e crimini contro l’umanità» fosse giusto che l’ONU parlasse di terrorismo, in modo da sollevare una mobilitazione massiccia da parte degli altri Stati del mondo per «porre fine alle azioni delle ADF attraverso azioni militari e giudiziarie».

Chi più di tutti paga le conseguenze di questi atti delittuosi contro l’umanità sono le donne e i bambini, vittime silenti di abusi sessuali e stupri. Non tutti ricevono le cure necessarie da parte degli aiuti umanitari, non tutti hanno potuto o avuto il coraggio di denunciare l’orrore. Soprattutto per le madri, figlie e mogli congolesi la sofferenza reca con sé i segni – fisici ma soprattutto psicologici – della violenza carnale, dell’onta, giacché la brutalità impatta anche la sfera della socialità (famiglie, comunità) e va ad acuire la cultura della violenza. Questi dati sono emersi dall’appello alle autorità dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) affinché la presenza delle forze militari venga rafforzata con il supporto della Missione ONU per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO).

In Congo, dunque, tra barbarie interetniche ed operazioni militari, appare sempre più urgente la necessità di un intervento internazionale allo scopo di migliorare la situazione sul piano della sicurezza. Tollerare ad oltranza questi crimini, continuando a farli rimanere impuniti, è contro ogni logica e dignità umana.

Meeting Minutes del 9/7/2020

Meeting Minutes del 9/7/2020

Nubi tossiche russe in Europa del nord, pandemia mondiale in corso, grave crisi economica anche italiana, ecc ecc…. partiamo con una benedizione stamani. Penso che siamo tutti d’accordo.

Dio vi benedica e vi protegga.

Dio, madre tenera, vi benedica e vi circondi con il Suo amore.

Dio, padre amorevole, vi benedica e vi custodisca con la Sua cura.

Dio, amico fedele, amica affidabile, vi benedica e vi consoli.

Possiate sperimentare la benedizione di Dio nella vostra vita comune,

giorno dopo giorno e notte dopo notte: nessuno potrà togliervi dalla

mano di Dio.

Nessuno potrà separarvi da Dio, nessuno potrà cancellare i vostri nomi

dal cuore di Dio.

Dio benedica voi e la vostra vita.

Amen. ” Vivere pienamente ovunque tu decida di farmi fermare”
Etty Hillesum

L’ubbidienza ha le mani legate, la libertà è creatrice
Dietrich Bonhoeffer


Poesie di David Herrr

PRAISE

My heart

Is filled with praise

For God’s grace

And loving ways Lode

Il mio cuore

È pieno di lode

Per la grazia di Dio

E modi amorevoli

CHOICE

The best choice

We can make

Is when God

Guides the path we take SCELTA

La scelta migliore

Possiamo fare

È quando Dio

Guida il percorso che prendiamo

In memoria

Per ragioni di fuso orario differente con gli USA lo rendiamo noto oggi la prima nota

In questa data nel 1539 (8 luglio), Jan Jansz van den Berg è stato giustiziato (probabilmente decapitato) ad #Amsterdam, Paesi Bassi. Era un #Anabaptista, da Kleve, Germania (circa 125 chilometri a sud-est). Era stato ribattezzato a Delft l’anno prima, nel 1538, da Claes ′′ con la mano noiosa.” Vedi Martyrs’Mirror, p. 766. (foto: Piazza della diga, Amsterdam. Il mio amico è il mio amico
~ La serie Anabaptist Executions di Marginal Mennonite Society.


In questa data nel 1539 (8 luglio), Jan Jansz van den Berg è stato giustiziato (probabilmente decapitato) ad #Amsterdam, Paesi Bassi. Era un #Anabaptista, da Kleve, Germania (circa 125 chilometri a sud-est). Era stato ribattezzato a Delft l’anno prima, nel 1538, da Claes ′′ con la mano noiosa.” Vedi Martyrs’Mirror, p. 766. (foto: Piazza della diga, Amsterdam. Il mio amico è il mio amico
~ La serie Anabaptist Executions di Marginal Mennonite Society.


In questa data nel 1977 (9 luglio) morì Alice Paolo. (Nato il 11 gennaio 1885.) #Quacchero#Pacifista#Suffragista. Laurea al Swarthmore College. Nel 1917 Alice organizzò una linea di picchetto femminile davanti alla Casa Bianca, la prima nel suo genere. I picchetti sono diventati noti come ′′ Sentinel silenziosi.” L ‘ azione continuò per due anni, a volte mobilitando fino a mille donne, tra cui una giovane Dorothy Day. Molti sono stati arrestati, picchiati dalla polizia e maltrattati in galera. Alice ha trascorso sette mesi nella casa di lavoro Occoquan in Virginia. Nel 1923 scrisse la lingua originale per l’Emendamento della parità dei diritti, e trascorse il resto della sua vita a fare lobby. Morto nella Quaker Greenleaf Extension Home a Moorestown Township, New Jersey, all’età di 92. anni. Seppellito nel Westfield Friends Burial Ground, Cinnaminson, New Jersey.
~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes Graveyards.


Buon compleanno



Buon compleanno, Giugno Jordan (9 luglio 1936-14 giugno 2002)! #Femminist. Poeta. Maestra. Attivista per i diritti civili. Attivista anti-guerra. Autrice di ′′ Soldier: A Poeta ‘ s Childhood ′′ (2000), tra molte altre opere. Nata ad Harlem, New York. Morta a Berkeley, California.
~ La serie Heroes di Marginal Mennonite Society.

RUSSIA: Una nube radioattiva solca i cieli del nord Europa

RUSSIA: Una nube radioattiva solca i cieli del nord Europa

Qualche giorno fa, una misteriosa nube radioattiva è stata scoperta solcare i cieli della penisola scandinava e dell’Artico europeo. Secondo quanto messo in evidenza dagli esperti, l’origine di tale fenomeno potrebbe trovarsi in Russia.

L’origine del problema…

Tutto ha inizio tra il 2 e l’8 giugno, quando il DSA (l’organo norvegese per il controllo delle radiazioni nucleari) avverte che insolite quantità di iodio radioattivo sono state rilevate dalle due stazioni meteorologiche di Svanhovd e Viksjøfjel, a poca distanza dal confine che separa la Norvegia dalla penisola di Kola, in Russia. Circa una decina di giorni dopo, tra il 16 e il 17 giugno, le autorità svedesi comunicano la scoperta di altri isotopi, simili ai primi. Questa volta la segnalazione proviene dalle due stazioni CTBTO – la rete globale di monitoraggio radiologico e sistemico – delle isole Svalbard e dell’area di Kirkness. La CTBTO non è stata l’unica stazione di monitoraggio ad aver registrato livelli anomali di materiale nucleare nell’aria. Nello stesso periodo di giugno, anche le autorità di radioprotezione e sicurezza nucleare di SveziaFinlandia e Paesi Bassi hanno riscontrato la stessa anomala presenza.

…probabilmente un reattore in Russia

Gli isotopi rilevati indicano che il loro rilascio proviene probabilmente da un reattore nucleare. Questa ipotesi viene avvallata anche da Rashid Alimov, noto attivista di Greenpeace Russia. In una comunicazione al Barents Observer, Alimov ha sottolineato come la composizione di questi isotopi sia indicativa della loro possibile sorgente, ovvero un elemento di combustibile esaurito da un reattore. Alcuni ritengono che possa trattarsi di un incidente avvenuto all’interno di una centrale nucleare. Nonostante le diffuse preoccupazioni, l’agenzia governativa svedese ha rassicurato l’opinione pubblica sottolineando che il livello delle emissioni radioattive non costituisce un pericolo, né per la salute dell’uomo né per quella ambientale.

L’Istituto nazionale olandese per la sanità pubblica e l’ambientale (RIVM) ha analizzato i dati forniti dalle autorità scandinave, concludendo che i radionuclidi rilevati potrebbero provenire dalla Russia occidentale: un’area in cui, di fatto, si trovano diversi impianti nucleari, tutti attualmente attivi. Tra questi, si ricorda quello di Leningrad, situato nei pressi di San Pietroburgo, sulla sponda meridionale del Golfo di Finlandia. A porre l’attenzione su questa centrale sono i quattro reattori di cui è composta: tutti di stampo sovietico e simili a quelli della famosa centrale di Chernobyl. Inoltre, vi sono centrali civile operative anche in prossimità delle città di Smolensk, di Tver e di Murmansk.

Un’ipotesi da confermare

Citando un portavoce di Rosenergoatom (la filiale della centrale elettrica del gruppo nucleare statale Rosatom), l’agenzia di stampa russa TASS ha riferito che le due centrali situate nella regione nord-occidentale del paese non avevano segnalato alcun problema; non erano quindi responsabili delle radiazioni rilevate la settimana precedente. Sia lo stabilimento di Leningrad che quello di Kola vicino a Murmansk “funzionano normalmente, con livelli di radiazione all’interno della norma”. Rospotrebnadzor (il servizio federale russo per la sorveglianza e la protezione dei diritti dei consumatori) ha dichiarato di aver misurato i livelli di radiazione in seguito al rapporto della CTBTO e che tutte le misurazioni indicavano stabilità. Anche il portavoce del Cremlino, Dimitrij Peskov, ha affermato che il “moderno sistema di monitoraggio della sicurezza delle radiazioni” della Russia non ha registrato “situazioni o emergenze minacciose”.

Stando a quanto riportato dal RIVM, si ritiene che le due centrali di Leningrad e Kola possano essere coinvolte nell’incidente poiché situate nell’area interessata. Al momento, però, non vi sono prove certe che possano determinare l’origine esatta della nube radioattiva, e quindi che la colpa sia da attribuirsi alle centrali elettriche russe. Tuttavia, la Russia ha una lunga storia di verità nascoste quando si tratta di questioni nucleari.

Nel 2017, una misteriosa nube radioattiva attraversò i cieli dell’Eurasia. Anche in quel caso molte agenzie avevano concluso che si potesse trattare di un incidente nucleare, o quantomeno di un malfunzionamento di qualche centrale, avvenuto in Russia. Al tempo Mosca negò dapprima l’esistenza della nube, per poi cambiare posizione e prendere atto del problema, senza però rendersene responsabile. Un altro esempio è quello dell’agosto dell’anno scorso, quando un incidente nucleare in una struttura missilistica aveva ucciso sette persone e rilasciato nell’aria materiale radioattivo. Anche in quel contesto, Mosca non aveva riconosciuto pubblicamente l’incidente per due giorni. Forse, anche quest’ultimo sarà l’ennesimo evento di cui non sapremo mai la vera causa.


08.07.2020 – Redazione Italia

RUSSIA: Una nube radioattiva solca i cieli del nord Europa

Qualche giorno fa, una misteriosa nube radioattiva è stata scoperta solcare i cieli della penisola scandinava e dell’Artico europeo. Secondo quanto messo in evidenza dagli esperti, l’origine di tale fenomeno potrebbe trovarsi in Russia.

L’origine del problema…

Tutto ha inizio tra il 2 e l’8 giugno, quando il DSA (l’organo norvegese per il controllo delle radiazioni nucleari) avverte che insolite quantità di iodio radioattivo sono state rilevate dalle due stazioni meteorologiche di Svanhovd e Viksjøfjel, a poca distanza dal confine che separa la Norvegia dalla penisola di Kola, in Russia. Circa una decina di giorni dopo, tra il 16 e il 17 giugno, le autorità svedesi comunicano la scoperta di altri isotopi, simili ai primi. Questa volta la segnalazione proviene dalle due stazioni CTBTO – la rete globale di monitoraggio radiologico e sistemico – delle isole Svalbard e dell’area di Kirkness. La CTBTO non è stata l’unica stazione di monitoraggio ad aver registrato livelli anomali di materiale nucleare nell’aria. Nello stesso periodo di giugno, anche le autorità di radioprotezione e sicurezza nucleare di SveziaFinlandia e Paesi Bassi hanno riscontrato la stessa anomala presenza.

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…probabilmente un reattore in Russia

Gli isotopi rilevati indicano che il loro rilascio proviene probabilmente da un reattore nucleare. Questa ipotesi viene avvallata anche da Rashid Alimov, noto attivista di Greenpeace Russia. In una comunicazione al Barents Observer, Alimov ha sottolineato come la composizione di questi isotopi sia indicativa della loro possibile sorgente, ovvero un elemento di combustibile esaurito da un reattore. Alcuni ritengono che possa trattarsi di un incidente avvenuto all’interno di una centrale nucleare. Nonostante le diffuse preoccupazioni, l’agenzia governativa svedese ha rassicurato l’opinione pubblica sottolineando che il livello delle emissioni radioattive non costituisce un pericolo, né per la salute dell’uomo né per quella ambientale.

L’Istituto nazionale olandese per la sanità pubblica e l’ambientale (RIVM) ha analizzato i dati forniti dalle autorità scandinave, concludendo che i radionuclidi rilevati potrebbero provenire dalla Russia occidentale: un’area in cui, di fatto, si trovano diversi impianti nucleari, tutti attualmente attivi. Tra questi, si ricorda quello di Leningrad, situato nei pressi di San Pietroburgo, sulla sponda meridionale del Golfo di Finlandia. A porre l’attenzione su questa centrale sono i quattro reattori di cui è composta: tutti di stampo sovietico e simili a quelli della famosa centrale di Chernobyl. Inoltre, vi sono centrali civile operative anche in prossimità delle città di Smolensk, di Tver e di Murmansk.

Un’ipotesi da confermare

Citando un portavoce di Rosenergoatom (la filiale della centrale elettrica del gruppo nucleare statale Rosatom), l’agenzia di stampa russa TASS ha riferito che le due centrali situate nella regione nord-occidentale del paese non avevano segnalato alcun problema; non erano quindi responsabili delle radiazioni rilevate la settimana precedente. Sia lo stabilimento di Leningrad che quello di Kola vicino a Murmansk “funzionano normalmente, con livelli di radiazione all’interno della norma”. Rospotrebnadzor (il servizio federale russo per la sorveglianza e la protezione dei diritti dei consumatori) ha dichiarato di aver misurato i livelli di radiazione in seguito al rapporto della CTBTO e che tutte le misurazioni indicavano stabilità. Anche il portavoce del Cremlino, Dimitrij Peskov, ha affermato che il “moderno sistema di monitoraggio della sicurezza delle radiazioni” della Russia non ha registrato “situazioni o emergenze minacciose”.

Stando a quanto riportato dal RIVM, si ritiene che le due centrali di Leningrad e Kola possano essere coinvolte nell’incidente poiché situate nell’area interessata. Al momento, però, non vi sono prove certe che possano determinare l’origine esatta della nube radioattiva, e quindi che la colpa sia da attribuirsi alle centrali elettriche russe. Tuttavia, la Russia ha una lunga storia di verità nascoste quando si tratta di questioni nucleari.

Nel 2017, una misteriosa nube radioattiva attraversò i cieli dell’Eurasia. Anche in quel caso molte agenzie avevano concluso che si potesse trattare di un incidente nucleare, o quantomeno di un malfunzionamento di qualche centrale, avvenuto in Russia. Al tempo Mosca negò dapprima l’esistenza della nube, per poi cambiare posizione e prendere atto del problema, senza però rendersene responsabile. Un altro esempio è quello dell’agosto dell’anno scorso, quando un incidente nucleare in una struttura missilistica aveva ucciso sette persone e rilasciato nell’aria materiale radioattivo. Anche in quel contesto, Mosca non aveva riconosciuto pubblicamente l’incidente per due giorni. Forse, anche quest’ultimo sarà l’ennesimo evento di cui non sapremo mai la vera causa

Superati anche dalle isole Figi: mandiamo a casa questo Governo contro la pace e il disarmo

Le Figi ratificano il trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari

08.07.2020 – International Campaign to Abolish Nuclear Weapons

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Le Figi ratificano il trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari

Lo Stato insulare del Pacifico delle Figi è diventato la 39a nazione a ratificare il Trattato di proibizione delle armi nucleari. L’ambasciatore delle Figi alle Nazioni Unite, Satyendra Prasad, ha annunciato la ratifica in un evento del 7 luglio, in occasione del terzo anniversario dell’adozione dell’accordo da parte di una larga maggioranza delle nazioni del mondo. Ha detto che il trattato ha una particolare risonanza nel Pacifico come regione che ha sofferto per decenni di test nucleari da parte delle potenze coloniali.

Figi ha svolto un ruolo attivo nella negoziazione del trattato di messa al bando delle armi nucleari nel 2017, chiedendo “un impegno a fornire assistenza alle vittime [dell’uso e dei test delle armi nucleari] e un risarcimento ambientale per gli abitanti delle isole del Pacifico che hanno perso molto a causa dei test nucleari”. Frank Bainimarama,  primo ministro delle Figi, è stato tra i primi leader mondiali a firmare il trattato quando è stato aperto alla firma a New York il 20 settembre 2017.

Con un voto unanime, il Parlamento delle Figi ha approvato la ratifica del trattato il 28 maggio di quest’anno. Rivolgendosi ai colleghi parlamentari prima del voto, il procuratore generale e il ministro della Difesa hanno ricordato l’esperienza diretta delle Figi sull’impatto a lungo termine delle armi nucleari sulla salute a seguito del loro coinvolgimento nel programma di test nucleari britannico di Malden e Kiritimati negli anni Cinquanta.

Quasi 300 soldati delle Figi parteciparono ai test, molti dei quali hanno sviluppato successivamente tumori e altre malattie dovute all’esposizione a radiazioni ionizzanti. Ai soldati delle Figi sono stati spesso affidati compiti più pericolosi rispetto ai soldati di altre nazionalità, tra cui lo scarico di scorie radioattive – e di uccelli marini uccisi o accecati dai test – nell’oceano.

Ancora oggi il governo britannico si rifiuta di risarcire i soldati delle Figi che hanno partecipato al programma di test nucleari. “Troppi uomini – i nostri connazionali delle Figi – sono morti senza giustizia”, ha sottolienato Bainimarama nel 2015 dopo aver annunciato che il suo governo sarebbe intervenuto e avrebbe offerto un pagamento una tantum a tutti i sopravvissuti, “chiudendo uno sfortunato capitolo della nostra storia”.

Le Figi e gli altri Stati insulari del Pacifico hanno contribuito a costruire il sostegno internazionale per la negoziazione del trattato di proibizione delle armi nucleari. In un documento di lavoro presentato alle Nazioni Unite nel 2016, Figi, Nauru, Palau, Samoa e Tuvalu hanno commentato che l’esperienza vissuta delle armi nucleari nel Pacifico, dove sono state testate più di 300 bombe atomiche e all’idrogeno nel corso di mezzo secolo, le ha motivate a lavorare per il trattato.

Le Figi sono il settimo membro del Forum delle Isole del Pacifico a diventare uno Stato parte del Trattato di proibizione delle armi nucleari, dopo Palau, la Nuova Zelanda, le Isole Cook, Samoa, Vanuatu e Kiribati. Nauru e Tuvalu hanno firmato il trattato ma non l’hanno ancora ratificato.

Le organizzazioni della società civile e le chiese delle Figi hanno condotto una lunga campagna contro le armi nucleari e il colonialismo nel Pacifico. In passato, molte delle conferenze del Movimento per il Pacifico indipendente e libero da armi nucleari si sono tenute nella capitale delle Figi, Suva. Questo attivismo continua oggi, come si è visto quando i leader della comunità hanno testimoniato al parlamento quest’anno a sostegno della ratifica del trattato di messa al bando da parte delle Figi.

La dott.ssa Vanessa Griffen, un’attivista delle Figi e  dell’ICAN, si è unita a molti altri figiani nel celebrare la notizia della ratifica odierna: “Per me è molto speciale che le Figi ratifichino il trattato, perché oltre ad essere uno Stato della regione insulare del Pacifico che ha sofferto per molti anni di test di armi nucleari, le Figi sono state un paese molto importante per l’inizio del nostro movimento antinucleare”.