La Cina reprime gli uiguri

Il presidente del Congresso mondiale uiguro, Dolkun Isa, denuncia il genocidio perpetrato contro il suo popolo

V.E.

a Cina reprime gli uiguri
Il presidente del Congresso mondiale uiguro, Dolkun Isa, denuncia il genocidio perpetrato contro il suo popolo
29 ottobre 2020 in islam , diritti umani

La Cina reprime gli uiguri
(Gaëlle Courtens) “L’onda di Gesù”: questo il significato in lingua uigura di Dolkun (onda) Isa (Gesù). Abbiamo incontrato Dolkun Isa, esponente della minoranza musulmana turcofona dello Xingjiang, presidente del Congresso uiguro mondiale, in esilio da 26 anni, a margine del Film Festival per i diritti umani di Lugano. Commentando il significato del suo nome, ha tenuto a precisare che nel Corano Gesù è considerato un profeta, di cui lui porta con orgoglio il nome.

Dolkun Isa
La Cina reprime gli uiguri
All’occhiello della giacca, Isa porta una spilla raffigurante la bandiera del “Movimento Indipendentista del Turkestan orientale”, proibita in Cina: uno spicchio di luna e una stella su uno sfondo azzurro.
Lo Xinjiang – che gli uiguri chiamano Turkestan orientale e che nel 1949 fu annesso dalla Cina – è una regione ricca di risorse naturali. Si trova al crocevia di importanti snodi commerciali: non solo l’antica Via della Seta passava da là, ma anche quella nuova, voluta dal presidente cinese Xi Jinping, ossia la Belt and Road Initiative, un gigantesco progetto infrastrutturale e commerciale.

Sinizzazione forzata
Da diversi anni la Cina sta mettendo in campo una massiccia campagna contro le minoranze musulmane, a danno soprattutto della popolazione uigura: abbattimento di moschee, indottrinamento, lavoro forzato, famiglie separate, detenzioni arbitrarie, sterilizzazioni coatte, torture, sparizioni e uccisioni.
Mentre le autorità cinesi negano l’esistenza di campi di concentramento nello Xingjiang e rigettano l’accusa di detenzioni arbitrarie – anzi, parlano di “centri di educazione vocazionale” -, numerosi osservatori ritengono che siano in corso sistematiche violazioni dei diritti umani. In quei lager sarebbero internate da uno e tre milioni di persone.

Turkestan/Xingjiang
La Cina reprime gli uiguri
Quella che viene perpetrata contro il suo popolo è una pulizia etnica?
Oggi il governo cinese sta perpetrando un genocidio contro gli uiguri. Non solo una pulizia etnica, ma un vero e proprio genocidio. Se guardiamo alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1948 sul genocidio, vediamo che sono presenti tutti i criteri per essere definito tale. Il governo cinese colpisce la nostra lingua, la nostra religione, la nostra cultura.
Tantissimi sopravvissuti ai campi di concentramento hanno testimoniato le atrocità subite, numerosi esperti internazionali hanno pubblicato rapporti e fatto delle ricerche, importanti testate hanno ripetutamente trattato l’argomento. Non c’è nulla che possa giustificare il silenzio a livello internazionale.

Secondo lei, la comunità internazionale sta facendo abbastanza?
Purtroppo la comunità internazionale rimane perlopiù zitta. Recentemente abbiamo però registrato un certo interesse: 39 paesi (tra cui la Svizzera, ndr.) hanno chiesto al governo cinese di fermare le atrocità, di chiudere i campi di concentramento, di permettere un’inchiesta internazionale indipendente nel Turkestan orientale. Per noi questo è molto significativo. Purtroppo, molti paesi sostengono ancora la Cina. E tra questi ci sono le nazioni islamiche.

Presa di posizione di 39 paesi
Commissione indipendente per lo Xingjian
Lei ha delle riserve nei confronti di paesi a maggioranza musulmana…
Oggi il Partito comunista cinese prende di mira tutte le religioni. Soffrono i cristiani, i buddisti e i musulmani. Per quanto ci riguarda, Xi Jinping attacca apertamente i valori islamici, dicendo che si tratta di una patologia ideologica che va eradicata. La repressione nei nostri confronti è una cosa nota, a maggior ragione ci inquieta il silenzio dei paesi musulmani.
Copie del Corano sono state requisite e bruciate, è proibito fare il digiuno del Ramadan, non abbiamo più il diritto di dare nomi islamici ai nostri figli, le donne non possono portare il velo e gli uomini non possono farsi crescere la barba, non possiamo neanche più salutarci dicendo salaam aleikum. Tutto questo è risaputo. Perché allora i paesi islamici non alzano la voce?

E secondo lei, perché non lo fanno?
Le ragioni sono in prima linea economiche. E poi, la maggior parte di questi paesi violano a loro volta i diritti umani. Anzi, la Cina e questi paesi musulmani si proteggono a vicenda, sono partner commerciali. Invece, sul fronte della chiesa cattolica, da papa Francesco ci aspettiamo una presa di posizione che ancora non c’è stata. Va detto che alcuni singoli prelati cattolici, leader evangelici, anche qualche imam o maestro buddista, ed esponenti del mondo ebraico, hanno condannato ciò che succede nel Turkestan orientale. Pochi mesi fa, 76 leader religiosi – in maggioranza del Regno Unito – hanno sottoscritto una protesta indirizzata al governo cinese. È un passo importante.
Il Vaticano continua invece a stare zitto, così come l’Arabia Saudita, il Pakistan e l’Egitto. Al contrario, molte realtà ebraiche hanno mostrato una vera solidarietà con il popolo uiguro. Forse perché gli ebrei sono stati essi stessi vittima di un genocidio sotto il regime nazista, e sanno cosa significhi soffrire.

76 leader leader religiosi
Contro il genocidio degli uiguri
Come si sente a essere considerato un terrorista dal governo cinese?
Per il governo cinese, noi uiguri siamo diventati terroristi dopo gli attacchi alle torri gemelle dell’11 settembre 2001. Prima di quella data eravamo etichettati come separatisti, dopo siamo diventati terroristi, considerati tali anche da molte democrazie occidentali. Nel 2003 il governo cinese ha stabilito che 11 persone attive nelle organizzazioni uigure erano dei terroristi. Io sono uno di loro, sono il numero 3 della lista cinese, perché uso il mio diritto fondamentale alla libertà di espressione. Ma sa qual è la mia bomba? È la mia penna. E il mio fucile? È la mia parola.

La sua famiglia non corre pericoli?
Da quando mi sono lanciato nell’attivismo, la mia famiglia ha molto sofferto. Mia madre, di 78 anni, è stata messa in un campo di concentramento, e ci è morta nel 2018. Anche mio padre è morto, l’ho appreso dai giornali cinesi. Non sono riuscito ad avere informazioni dai miei fratelli. La Cina si sta vendicando sulla mia famiglia per il mio attivismo.
Per quanto mi riguarda, posso dire di sentirmi al sicuro, qui, ora, ma cosa sarà domani, non lo so. Tutto può accadere. Ma finché non avremo la libertà, la democrazia e i diritti umani, qualcuno deve pagare un prezzo. Forse io sono tra questi? Ma credo che un giorno il mio popolo sarà libero. Allora anch’io sarò felice

Assange libero

#FREEASSANGE: testimonianza video di Juan Pablo Cárdenas

30.10.2020 – Santiago del Cile – Redacción Chile

Quest’articolo è disponibile anche in: SpagnoloFrancese

#FREEASSANGE: testimonianza video di Juan Pablo Cárdenas
Juan Pablo Cárdenas (immagine da YouTube) (Foto di Youtube)

Il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, rischia fino a 175 anni di carcere per aver pubblicato informazioni vere riguardo alle guerre di Iraq e Afghanistan. Gli Stati Uniti hanno colpito Assange con un’accusa senza precedenti: sulla base dell’ Espionage Act (legge che di fatto equipara la divulgazione di notizie a scopo giornalistico con un atto di spionaggio, n.d.t.) ne hanno chiesto l’estradizione da Londra.

Estradare Assange negli Stati Uniti avrebbe conseguenze disastrose per la libertà di stampa e per la nostra democrazia. Innumerevoli giornalisti, giuristi e gruppi che si occupano dei diritti umani hanno condannato gli interventi politici messi in atto dagli USA per giungere a un processo nei confronti di Assange. Se si procedesse con questo caso si creerebbe un precedente che criminalizzerebbe la “linfa vitale del giornalismo investigativo” e cambierebbe radicalmente la nostra democrazia.

Nel contesto della campagna #FREEASSANGE pubblichiamo brevi testimonianze o dichiarazioni di personaggi conosciuti nei paesi e continenti o nelle loro comunità. Abbiamo iniziato con quella di Yanis Varoufakis, l’ex ministro greco delle finanze e fondatore del movimento politico europeo DiEM25 (Democracy in Europe Movement 2025).

Ora proseguiamo con quella del Premio Nazionale di Giornalismo Cileno, riconosciuto dalla Federazione Internazionale di Giornalismo, insieme ad altri sessanta colleghi di tutto il mondo, Eroe per la Libertà di Espressione: Juan Pablo Cárdenas.

Chiediamo di guardare il video e di diffondere il messaggio.

Traduzione dallo spagnolo di Manuela Donati. Revisione: Thomas Schmid

Meeting Minutes: Shabbat shalom

Meeting Minutes: shabbat shalom

LILIANA SEGRE: A PRIMO LEVI… Carissimo amico, io sono stata una di quelle senza capelli e senza nome, senza più forza per ricordare. Io sono una di quelle che attraverso i tuoi libri ha scoperto anche sé stessa. Tu hai trovato le parole che cercavo: indicibile, vergogna, stupore. Tu senza odio hai fatto la cronaca anti retorica di Auschwitz. Hai descritto quello che anche io avevo visto, schiacciata dalla paura, dalla fame e dalla solitudine. Anni dopo, una tua silenziosa lettrice, libro dopo libro. Baracche, kapò, torturatori, assassini, colori, odori, lingue sconosciute, fuoco e fumo nel vento di Auschwitz. Siamo sommersi o siamo salvati? Nel numero tatuato c’è la nostra profonda identità, vittime? Persone nuove, vive per caso e per questo gelose e incapaci (anche tu, anche tu) di dire l’indicibile. Ti scrissi all’uscita del tuo ultimo libro, ti chiesi perché io mi credevo salvata, almeno salva, se non per sempre forse in parte. Tu mi rispondesti che non c’era speranza per noi che avevamo visto IL MALE, che eravamo stati inghiottiti da quel male estremo. Ma allora chi saranno i salvati? Tu avevi capito! A me sembra che resti soltanto la memoria. È vero che è sempre più difficile farsi capire dalle nuove generazioni, ma è compito irrinunciabile finché avrà vita l’ultimo testimone. Grazie amico, caro maestro! Anch’io con te non perdono e non dimentico. Liliana Segre 75190 (Prefazione all’audiolibro “I sommersi e salvati” di Primo Levi)


Un anno fa Il Corriere evidenziava che l’intero centro destra italiano ha votato contro la mozione, astenendosi, della Senatrice Liliana Segre, Una vergogna INAMISSIBILE, IN QUESTE ORE TENTANO INVECE DI AFOSSARE LA LEGGE CHE SI STA VOTANDO IN PARLAMENTO CONTRI L’OMOFOBIA.

Se affermiamo di non poter più seguire Dio nel suo percorso perché è troppo gravoso, allora ci viene in aiuto la prossimità di Dio, la sua fedeltà e la sua forza: lì davvero riconosciamo correttamente Dio e il senso della nostra vita cristiana.

Dietrich Bonhoeffer


* Tutti i Santi (anglicani e cattolici)

* 1886 nasce a Vienna Hermann Brock, narratore, filosofo e drammaturgo austriaco


La vita è un sogno dal quale ci si sveglia morendo.

Virginia Wolf

Preghiera per Patrick Zaky


Noi vediamo che molti soffrono e la loro dignità è minacciata con disprezzo e violenza.Molte ferite non si vedono: dobbiamo saper riconoscere ciò che parla attraverso segni silenziosi.Siamo dunque pronti a praticare la pace e la giustizia, a vivere l’amore e a portare il perdono; siamo dunque pronti a combattere guerra e violenza, nel nome dell’unico Dio!

Susanne Brandt

Chi è Patrick Zaky

Attivista e ricercatore egiziano di 27 anni, da settembre Patrick George Zaky frequenta un master internazionale in Studi di genere all’università di Bologna ed è attivista presso l’Iniziativa egiziana per i diritti personali(Eipr). Il giovane era partito da Bologna per trascorrere un breve periodo di vacanza nella sua città natale, Mansoura, circa 120 chilometri a nord del Cairo. Ed è proprio all’aeroporto della capitale egiziana che il ragazzo viene preso in custodia dalla polizia e ‘scompare’ per 24 ore. Riapparirà il giorno dopo alla procura di Mansoura dove gli vengono contestati diversi reati.

Preghiera per i 18 pescatori fermati da DUE MESI dalla Libia: siamo vicini aI famigliari che hanno protestato davanrti a Montecitorio
Onnipotente, Signore e misericordioso Dio, la cui parola è lampada al nostro piede e luce al nostro cammino , apri e illumina le nostre menti, affinché comprendiamo in modo puro e adeguato la tua parola, e affinché le nostre vite siano conformi a quanto abbiamo correttamente compreso, così che ci sia dato di non dispiacere in nulla alla tua santa maestà. Per Cristo, nostro Signore.

Amen

Hulrich Zwingli


In questa data nel 1937 (31 ottobre), morì Hugh Richard Lawrie ′′ Dick ′′ Sheppard. (Nato il 2 settembre 1880.) Prete anglicano. Pacifista. Sostenitore di obiettori coscienziosi durante la guerra. Pioniere della trasmissione radio religiosa. Nel 1931, Hugh propose (insieme a Herbert Gray e Maude Royden) l’organizzazione di un ′′ Esercito della pace ′′ composto da attivisti disarmati che si sarebbero interposti tra gli eserciti cinesi e giapponesi a Shanghai. Autore di ′′ Noi diciamo no: La guida dell’uomo semplice al pacifismo ′′ (1935), tra le altre opere. Fondatore della Peace Pledge Union, la più antica organizzazione pacifista laica d’Inghilterra. Membro fondatore della Compagnia pacifista anglicano. Nato a Windsor, Inghilterra. Morto a Londra, Inghilterra. Seppellito nella Cattedrale di Canterbury.~ La serie dei cimiteri della Marginal Mennonite Society Heroesn

Buon compleanno, Muriel Duckworth (ottobre) 31, 1908 agosto. 22, 2009)! Quacchera. Pacifista. Femminista. Attivista della Comunità. Avvocato del Vangelo sociale. Membro fondatore della Nuova Scozia Voce delle donne per la pace. È morta un paio di mesi a meno del suo 101 esimo compleanno. Nata ad Austin, Quebec, Canada. Morta a Magog, Quebec.~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society

Buon compleanno, Al Keim (ottobre) 31, 1935 giugno 2008)! Amish è diventato mennonite. Pacifista. Professore di storia all’Eastern Mennonite College. Autore di ′′ Educazione obbligatoria e Amish: Il diritto di non essere Modern ′′ (1976), ′′ The CPS Story ′′ (1990), e ′′ Harold S. Bender, 1897-1962 ′′ (1998), tra le altre opere .. Citazione citazione: ′′ Credo che il mondo (cosmo) sia tenuto in ordine più dalla persuasione che dalla coercizione. Dio è un pacifista la cui volontà e scopo possono sempre essere rifiutati, ma il cui invito non coercitivo a rispondere offre la possibilità di novità e rinnovo nella storia.” Nato vicino ad Hartville, Ohio. Morto a Charlottesville, Virginia. Seppellito nel cimitero della Chiesa Mennonita Lindale, Linville, Virginia.~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society

3 notizie sportive di oggi scritte in 4 stili diversi

1 articolo sul Basket

Virtus Basket Civitanova Marche con casi covid nel gruppo squadra: giocatori, staff e dirigenza. Quarantena per gli altri fino alla ripetizione test. Poi eventuali allenamenti. Solo 2 i giocatori in isolamento domiciliare. Confermata, per varie sostituzioni, la gara di domani contro la Renova Teramo.

Enunciativo

288 battute

Grazie alla sostituzione coi risultati negativi Sagripanti e De Susa si potrà svolgere regolarmente l’incontro di domani per la terza giornata della prima fase del girone N di Supercoppa Centenario fra il Virtus Basket Civitanova Marche e la Renova Teramo al Palarisorgimento alle ore 18.

Particolare

Il Covid in atto investe anche la Virtus Basket Civitanova Marche che registra positivi sia giocatori, sia dirigenti che staff. Fortunatamente sono solo 2 i giocatori coinvolti che grazie a delle repentine sostituzioni consentiranno lo svolgimento regolare dell’incontro di domani colla Renova Teramo.

Situazionale

“Si svolgerà regolarmente la partita di domani” ad annunciarlo è la Virtus Basket Civitanova Marche, “grazie ai risultati del test negativi di Sagripanti e De Susa, che sostituiscono i due giocatori positivi”: tutta la squadra è in attesa del secondo test negativo nelle prossime ore.

Virgolettato

Secondo articolo sul Nuoto

Da oggi a lunedì si svolge 5 e 6 match della International Swimming Leage e domenica e lunedì occhi puntati sugli italiani che entrano in vasca con i 6 della Aqua Centurions (pur senza la Pellegrini), e Benedetta Pilato della Energy Standard. La sfida che ci infiamma sono le due gare rana (100 e 50).

Enunciativo

“Potrò forse partecipare alle prossime di Budapest” annuncia la esclusa Pellegrina dagli International Swimming Leage in corso fino a lunedì. “Un in bocca al lupo a tutta la Aqua Centurion” che partecipa con ben 6 nuotatori oltre a Benedetta Pilato della Energy Standard. Impegnati nei 50 e 100 rana.

Virgolettato

La International Swimming Leage come sapevamo senza la Pellegrini. Occhi tutti puntati sui 50 e 100 rana di domenica e lunedì. Presenti Aqua Centurion e la Energy Standard, nel quinto e sesto macht. Si inizia l’assalto alle olimpiadi di Tokio.

Nominale

“Chi la dura la vince”: la Pellegrini ferma nel quinto e sesto macht della ISL 2020 ha prospettato l’ipotesi di rientrare in gioco per l’ultimo week end di gare, ossia il prossimo. Capitana della Aqua Centurion che si cimenta con la Energy Standard da oggi fino a lunedì nelle gare rana dei 50 e 100.

Massima universale

3 articolo sulla Formula 1

Ci sono ancora sei posti da assegnare in griglia per il 2021. Manca all’appello Lewins Hamilton, in piena trattativa contrattuale, il compagno di Valtteri Bottas con la Mercedes. Scoperta la Red Bull che pensa a Sergio Perez, la Aston Martin, l’Alpha Thauri e infine la Haas. Mercato sempre più aperto.

Enunciativo

“Non ho ancora firmato il contratto” dice Lewis Hamilton, mentre pare che lo abbia fatto Valtteri Bottas con la Mercedes. Gli addetti hai lavori fanno notare che “Red Bull pensa a Sergio Peres” mentre mercato è aperto per la Aston Martin, l’Alpha Thauri e infine la Haas.

Virgolettato

“Il futuro è tutto ancora da scrivere” per l’Alpha Thauri e infine la Haas. Qualche incertezza per la Mercedes con Lewis Halmilton , ma non con Valtteri Bottas. Manca anche il sì definitivo per Sergio Perez per la Red Bull. “Chi vivrà vedrà”, possiamo solo dire al momento.

Massima universale.

La trattativa in corso e che non trova lo sblocco definitivo per Lewins Hamilton per la Mercedes, ci conferma che la situazione del mercato è totalmente aperta per i 6 sedili di Formula 1. Anche Perez per la Red Bull è in attesa, e in casa Aston Martin, l’Alpha Thauri e infine la Haas nulla è deciso.

Particolare

A cura di Maurizio Benazzi

Honduras: donne in pericolo

30.10.2020 – Managua, Nicaragua – Giorgio Trucchi

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Honduras: donne in pericolo

In Honduras si registra una preoccupante escalation della violenza contro le donne, una tragedia resa ancora più drammatica dalla quarantena imposta dal governo per far fronte alla pandemia e, soprattutto, dall’assenza cronica di politiche pubbliche.


L’Osservatorio sulla violenza dell’Università nazionale autonoma dell’Honduras (Ov-Unah) stima che siono 6.137 le donne che hanno perso la vita in modo violento e le vittime di femminicidio negli ultimi 15 anni (2005-2019), con un forte aumento degli attacchi mortali a partire dal colpo di stato del 2009.


Più del 63% delle morti (3.891) sono avvenute a partire dal 2012, il 60% delle quali sono considerati femminicidi per lo più commessi dal partner o da un ex partner.

Tra gennaio e agosto 2020, l’Osservatorio sulla violenza ha registrato 218 tra morti violente e femminicidi, 138 dei quali durante i mesi di quarantena. Con l’aggiunta del dato parziale di settembre salgono a 245 le vittime dall’inizio dell’anno, cioè una ogni 26 ore. Nel 66,5% degli attacchi mortali sono state usate armi da fuoco.


Il Centro per i diritti delle donne (Cdm) ha lanciato un grido di allarme proprio per l’aumento degli attacchi durante il mese scorso. L’organizzazione femminista ha registrato 30 femminicidi e 17 casi di violenza sessuale, 9 dei quali contro ragazze sotto i 15 anni.


Durante la conferenza virtuale “La situazione della violenza contro le donne nel contesto del Covid-19”, organizzato dalla piattaforma Tribuna delle donne contro i femminicidi ‘Gladys Lanza’, allo Stato honduregno è stato chiesto di “promuovere urgentemente azioni per affrontare le cause della violenza domestica e familiare, aggravata ora dalla pandemia”.


Le organizzazioni che compongono questa piattaforma hanno poi espresso profonda preoccupazione per “l’inarrestabile ondata di violenza contro le donne” che si manifesta attraverso le numerosissime chiamate al numero d’emergenza 911.


Secondo i dati del Movimento delle donne per la pace ‘Visitación Padilla’, da gennaio a settembre il Sistema nazionale di emergenza ha ricevuto 76.520 chiamate di aiuto per violenza domestica (43.590) e intrafamiliare (32.930), cioè circa 283 chiamate al giorno (nell’ultimo trimestre la media ha raggiunto le 301 chiamate giornaliere).

Questi dati mostrano un aumento dell’8 per cento rispetto al 2019. Purtroppo però la risposta dello Stato rimane sempre molto debole. Nello stesso periodo, i processi per violenza sulle donne sono stati 2.454, le condanne 467 e gli arresti solo 247.


Tribuna delle donne contro i femminicidi


“Cosa è successo al resto delle donne che sapevano che la loro vita era in pericolo e che per questo hanno chiamato il 911? Alcune di loro faranno parte delle 245 donne vittime di femminicidio?”, chiede la Tribuna delle donne ‘Gradys Lanza’.


Per le organizzazioni che compongono questa piattaforma “essere donna in Honduras implica un rischio elevato, poiché la mancanza di protezione che affrontiamo inizia nelle case e trascende poi la sfera pubblica”.


“Nel nostro lavoro come difensori dei diritti umani delle donne – avvertono le organizzazioni – tocchiamo con mano tutte le difficoltà che le donne devono affrontare e superare per chiedere e ottenere giustizia”.


Di fronte all’inerzia dello Stato e all’aumento della violenza di genere in tempi di pandemia, la Tribuna delle donne contro i femminicidi ha chiesto al governo centrale di attivare “politiche pubbliche e misure concrete per eradicare la violenza”.


Hanno chiesto inoltre ai governi locali di rafforzare i meccanismi di sostegno alle donne in modo da aiutarle a “rompere il silenzio e denunciare la violenza”, alla Procura di supportare maggiormente i nuclei investigativi che indagano sulla violenza contro le donne e agli organi giudiziari di formare il personale sulla violenza di genere.


“Non ci stancheremo mai di esigere risposte concrete allo Stato, che contemplino il concetto di donna come soggetto di diritti, in particolare del diritto a vivere una vita libera dalla violenza”, ha detto Merly Eguigure, coordinatrice del Movimento ‘Visitación Padilla’.

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 30/10

“…è un vivere la vita mille volte minuto per minuto, e anche un lasciare spazio al dolore, spazio che non può essere piccolo, oggi. ….Il dolore ha sempre preteso il suo posto e i suoi diritti, in una forma o nell’altra. Quel che conta è il modo in cui lo si sopporta, e se si è in grado di integrarlo nella propria vita e, insieme, di accettare ugualmente la vita”
Etty Hillesum Soltanto nella Parola di Dio sta la nostra Chiesa, e nella sua parola siamo Giudicati: La Chiesa che sta in penitenza , la Chiesa che lascia essere Dio è la Chiesa degli apostoli DIETRICH BONHOEFFER


* 1517 Lutero affigge le 95 tesi sulla porta della chiesa di Wittemberg (Festa della Riforma, con diffusione in TV domenica h,10 su Rai2)

* Halloween (festa anglosassone di origine celtica)

* Martin Lutero (anglicani)

* Fine del Diwali ( gianisti, hinduisti e sikh)

Preghiera per Patrick Zaky

Padre, invia coraggio ai debole, luce nei cuori oscuri;allevia il dolore acuto di coloro che vegliano afflitti.Fà che le vedove e gli orfani possano lodare il tuo amore e la tua fedeltà; dona ai malati un riposo tranquillo, ai morenti assicura consolazione.

Johann Kaspar Lavater

Si allarga il bacino degli emulatori del terrore, che arrivano anche sulle coste italiane per raggiungere poi gli obiettivi prefissati: ieri Nizza ma anche Avignone. Purtroppo ci sentiamo indifesi e il prendere di mira chi sta pregando o lavorando (un sacrestano) in una chiesa è un qualcosa di odioso, vigliacco. Ci aspettiamo che siano presi controlli seri per controllare i confini marini e usare solo lo strumento dei corridori umanitari, per accogliere flussi dai paesi in guerra o le persone che fuggono da dove da paesi chenon vengono rispettati i diritti umani a causa della sharia (Gli LBBT dalla Turchia ad esempio ecc). Rischiando la morte o lunghe incarcerazioni,


O Vogliono di Dio, Gesù Cristo, parola ed effigie del Padre eterno! Hai preso su di Te l’immensa ira di Dio per i nostri peccati e sei divenuto il riconciliato re. Abbi pietà di noi e intermedi in nostro favore dinanzi al Padre eterno, guidaci e custodiscici.Amen

Filippo Melantone


In memoria

In questa data nel 1526 (30 ottobre), Jakob Grebel fu giustiziato decapitando al mercato del pesce di Zurigo, Svizzera. Gli è stato accusato di accettare denaro (illegalmente) da stranieri. Ma infatti è stato messo a morte per i suoi disaccordi con Ulrich Zwingli, leader della Riforma svizzera. Jakob non era un anabaptista. Era il padre di Conrad Grebel, uno dei fondatori dell’ala dei fratelli svizzeri del movimento anabaptista. Jakob aveva circa 66 anni al momento della sua esecuzione. (Conrad era morto di peste qualche mese prima, nel luglio 1526, all’età di circa 28. anni)

~ La serie di esecuzioni anabaptiste della Marginal Mennonite Society


Buon compleanno, Elizabeth Rous Comstock (ottobre) 30, 1815 agosto. 3, 1891)! Predicatore quacchero. Pacifista. Abolizionista. avvocato dei diritti delle donne. Lavoratore sulla ferrovia sotterranea. Nato a Maidenhead, Inghilterra. Morto a Union Springs, New York. Seppellito nel cimitero di Chestnut Hill, Union Springs.

~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society

Nagorno-Karabakh: Salta anche la tregua “americana”

28.10.2020 – Alessio Saburtalo – East Journal

Nagorno-Karabakh: Salta anche la tregua “americana”
(Foto di CBN)

L’illusione che un terzo accordo per il cessate il fuoco umanitario potesse essere implementato è durata poco. Ormai è passato un mese dal 27 settembre e Armenia e Azerbaigian continuano a contendersi con le armi il controllo del Nagorno-Karabakh.

Il tentativo americano

Lo scorso weekend a Washington si sono svolti una serie di negoziati  tra il ministero degli Esteri armeno, Zohrab Mnatsakanyan, il corrispettivo azero, Jeyhun Bayramov, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, e i rappresentanti di Francia, Russia e Stati uniti, i tre paesi co-presidenti del gruppo di Minsk dell’OSCE – l’ente internazionale preposto alla risoluzione del conflitto. Domenica sera (25 ottobre) è arrivata una dichiarazione congiunta del gruppo di Minsk in cui si annunciava che un nuovo cessate il fuoco umanitario sarebbe dovuto entrare in vigore lunedì alle 8 del mattino (ora locale).

Nonostante i tweet trionfanti di Pompeo e del presidente, Donald Trump, la tregua mediata dagli americani si è rivelata effimera quanto i due accordi di cessate il fuoco a matrice russa siglati il 10 e il 17 ottobre. Contrariamente ai casi precedenti, però, le parti si sono impegnate a proseguire i negoziati. I nuovi incontri dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – iniziare a Ginevra domani (29 ottobre). In base a quanto dichiarato, nella città svizzera si dovrebbe discutere dei modi e dei tempi di un accordo “per una risoluzione pacifica del conflitto in Nagorno-Karabakh in linea con i principi di base concordati dai leader di Armenia e Azerbaigian”. Tali principi, noti anche come principi di Madrid, sono contenuti in un documento di raccomandazione emanato dall’OSCE nel 2007 e aggiornato negli anni successivi e costituiscono la base su cui si dovrebbero strutturare le trattative per una risoluzione della questione.

La situazione sul campo

Parlare di negoziati e di risoluzione pacifica del conflitto, però, può sembrare fuori luogo considerando quanto sta avvenendo nel Caucaso. I combattimenti non si sono interrotti e il Nagorno-Karabakh continua ad essere una zona di guerra. In base agli ultimi dati1009 sono i soldati armeni morti, centinaia le vittime civili da entrambe le parti, mentre Baku continua a non comunicare il numero dei propri militari caduti. Bisogna sottolineare che probabilmente queste sono cifre molto al ribasso e una tregua umanitaria consentirebbe almeno di recuperare parte dei cadaveri abbandonati sul campo di battaglia. Continuano anche i bombardamenti sugli insediamenti civili, colpiti, in particolare, Stepanakert, capitale de facto del Nagorno-Karabakh, e i distretti di Barda, Tartar e Goranboy in territorio azero.

Al solito le parti si sono accusate reciprocamente di aver violato il cessate il fuoco e risulta impossibile trovare il responsabile della continuazione delle ostilità. Per quanto riguarda la situazione sul campo, il centro informazioni dell’esercito armeno ha confermato, parzialmente, quanto rivendicato da Baku nei giorni scorsi, ovvero la conquista azera del settore meridionale della “cintura di sicurezza”. Si tratta di parte di quei territori che, pur non rientrando nella regione autonoma del Nagorno-Karabakh in epoca sovietica, erano finiti sotto il controllo armeno durante la guerra negli anni novanta e che Erevan considera essenziali per la difesa della regione separatista. Come scrivevamo la scorsa settimana, l’avanzata azera è arrivata a minacciare il “corridoio di Lachin”, una zona stretegicamente importante perchè ci passano i pochi collegamenti tra Armenia e Nagorno-Karabakh.

Come se non bastasse, l’area dove gli azeri hanno riscontrato i maggiori successi – e dove i combattimenti sono stati più aspri – si trova letteralmente a pochi metri dall’Iran, dal cui territorio è separata solo dal fiume Aras. Nelle settimane passate sono girati in internet diversi video ripresi dalla parte iraniana del confine a dimostrazione della precarietà della situazione per gli insediamenti abitati della regione. Non a caso, Teheran ha lanciato un proprio tentativo di mediazione – non una novità nelle dinamiche del conflitto – con il viceministro degli Esteri, Abbas Araghchi, che visiterà Ankara, Baku, Erevan e Mosca per promuovere l’iniziativa iraniana nella risoluzione del conflitto.

La politica

I leader di Armenia e Azerbaigian continuano a lanciare segnali contrastanti: da una parte si mostrano disposti a negoziare e usano una retorica vittimistica, dall’altra lanciano segnali belliscosi. Esempio in tal senso, è l’intervista di ieri per Rai 1 del presidente azero, Ilham Aliyev. Dopo aver accusato l’Armenia di aver provocato l’escalation, il capo dell’Azerbaigian ha dichiarato che Baku riprenderà il controllo del Nagorno-Karabakh e delle regioni intorno “a qualsiasi costo”. Nel frattempo, Anna Hakobyan, moglie del primo ministro armeno, Nikol Pashinyan, si è aggregata all’entusiasmo bellicista e ha annunciato che si unirà a un distaccamento di donne che combatterà per “la difesa della madre patria”.

In base a una teoria molta diffusa in Armenia, Aliyev sarebbe una marionetta in mano alla Turchia e, quindi dietro l’offensiva azera ci sarebbe la mano lunga di Ankara. La presenza di armamenti turchi è stata confermata, ma imputare la guerra esclusivamente alla Turchia è una visione lontana dalla realtà che, probabilmente, risponde alla logica di richiamare l’attenzione della per altro già attivissima diaspora armena nel mondo. Il conflitto del Nagorno-Karabakh è figlio principalmente di logiche interne all’Armenia e Azerbaigian, di violenze rimaste impunite e di persone indottrinate da anni di propaganda all’odio. Le storie di sofferenza legate al conflitto sono innumerevoli dall’una e dall’altra parte. Particolarmente drammatiche, quelle delle centinaia di migliaia di profughi costretti ad abbandonare le proprie case negli anni novanta. Il risultato di questi giorni drammatici saranno solo altre ferite che renderanno ancora più difficile quella che invece è una necessità per il bene dei due paesi: la convivenza tra armeni e azeri.

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Calcio: la distretta è dietro l’angolo….

Storie amare

Il calcio non è fatto solo di luci ma anche di aspetti amari, soprattutto nel fine carriera.

Il campionissimo brasiliano Manè Garrincha, stella della Selecao e campione del mondo in Svezia e in Cile, è forse la storia più esemplificativa di chi a 49 anni è morto in totale povertà economica, dopo una vita di eccessi in cui non è riuscito a gestire il proprio guadagno vinto col dribbling. Non è detto dunque che la carriera equivalga automaticamente a vita poi agiata. Ad esempio Kaiser Franz Beckenbauer ci ha portato alla luce il caso del suo amico Andreas Brehme, il marcatore della finalissima di Italia 90. Era praticamente sommerso di debiti e solo grazie all’amicizia riesce oggi a fare l’osservatore del Bayern, dopo aver fatto l’addetto alle pulizie. Qui subentra una componente auspicabile anche nel mondo sportivo che non può essere relegata all’ambito olimpionico di squadra.

Paul Gascoigne è stato purtroppo segnalato sia per abuso di alcool oltre che del vizio del gioco. Non si sa oggettivamente come sia salvato all’esborso di centinaia di migliaia di sterline al tavolo da blackjack, rischiando più volte la bancarotta. Difficile sapere certi retroscena di vita vissuta.

Un altro caso simile è quello di David James, che era l’ex portiere della nazionale inglese è che è finito proprio in bancarotta. Ed è stato costretto a risarcire i suoi debiti solo grazie all’asta della sua collezione di maglie scambiate coi suoi colleghi più famosi. Grazie a questo suo trascorso di scambi amicali con gli avversari di turno si è salvato dal disastro finanziario.

Un caso a sé è Paul Merson, leggenda dell’Arsenal, che ha dimostrato solo eccessi nella sua vita: oggi sembra essersi ripreso come un normale opinionista TV, ma è stato costretto a vendere la sua importante villa per debiti di gioco. Praticamente un senzatetto che ora gode all’ospitalità dei genitori in una casa popolare. Come sia importante la propria famiglia oltre che al sostegno di amici è lapalissiano a tutti.

Il portiere USA della Premiere League, Brad Fridel ha sbagliato completamente i suoi investimenti e con iniziali intenti lodevoli, si è indebitato per 5 milioni di dollari nella creazione di una scuola di calcio fallita, la Brad Friedel Academy. Purtroppo essere giocatore non implica le capacità imprenditoriali nell’abito della formazione e gestione.

E potremmo continuare anche continuare a parlare di Dietmmar Haman del Liverpoool che vinse in Champions il Milan fra perdite consistenti al gioco e divorzio e custodia dei 3 figli. Lo sappiamo tutte gli occorsi ai padri divorziati fino a non molto tempo fa.

Della ex maglia bresciana Jorge Cadete che per investimenti errati vive oggi col sussidio di povertà di 170 Euro al mese è l’amara osservazione che la distretta può essere dietro l’angolo.

Approfondimento

Pirlo

Apprezzato in primis come il centrocampista campione del mondo nel 2006 e vicecampione d’Europa nel 2012 nella nazionale italiana. Quest’uomo, classe 79, era chiamato il Maestro, il Metronomo.

In passato lo avevano perfino paragonato a Gianni Rivera per alcune caratteristiche, era partito come centrocampista nel Brescia, dotato di grande tecnica e visione del campo, pur non essendo veloce. Era uno specialista del cd calci piazzati ed aveva perfino aggiunto al proprio repertorio un m odo di battere le punizioni “l’ascensore” o la “la maledetta”.

Con le sue 26 reti in serie A è il 2 giocatore su un totale di 46 reti segnate. Nella carriera è passato poi all’Inter, alla Reggina e un ritorno al Brescia, ed infine il Milan per 35 miliardi di vecchie lire. Sono numerosi i successi. Poi passò alla Juventus dicendo che lo faceva solo “per vincere”.

Nonostante avesse negli anni sempre smentito il voler diventare allenatore dopo la carriera, fu nominato prima tecnico della Juve U23 in serie C, poi fu alla guida. Ottenuto il patentino per la serie A, ha il suo esordio vincente in Champions League con Dinamo Kiev.

Divorziato, con figli e convivente: anche la sua vita personale è movimentata.

Maurizio Benazzi

Preghiamo

Preghiamo contro l’odio islamista diffusosi in tutto l’ Oriente e in favore della donna decapitata stamani e dell’altra persona, dopo il caso precedente del professore inerme: il terrore ha cambiato strategia contro gli innocenti. Noi non partecipiamo al Dialogo con chi non condanna la violenza. Il Killer come al solito inneggiava al Dio di Maometto dinnanzi a un tempio cattedrale cattolico francese.

VIENI SANTO SPIRITO

Vieni, Santo Spirito, 

manda a noi dal Cielo 

un raggio della tua luce. 

Vieni, padre dei poveri, 

vieni, datore dei doni, 

vieni, luce dei cuori. 

Consolatore perfetto, 

ospite dolce dell’anima, 

dolcissimo sollievo. 

Nella fatica, riposo, 

nella calura, riparo, 

nel pianto, conforto. 

O luce beatissima, 

invadi nell’intimo 

il cuore dei tuoi fedeli. 

Senza la tua forza, 

nulla è nell’uomo, 

nulla senza colpa. 

Lava ciò che è sordido, 

bagna ciò che è arido, 

sana ciò che sanguina. 

Piega ciò che è rigido, 

scalda ciò che è gelido, 

drizza ciò che è sviato. 

Dona ai tuoi fedeli 

che solo in te confidano 

i tuoi santi doni. 

Dona virtù e premio, 

dona morte santa, 

dona gioia eterna. Amen.

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 29 ottobre

“Se noi salveremo solo i nostri corpi dai campi di prigionia, dovunque essi siano, sarà troppo poco. Non si tratta infatti di conservare questa vita a ogni costo, ma di come la si conserva.”

Etti Hillesum

Quando cessi di dare un contributo, cominci a morire

Eleanor Roosvelt

* 1971 A Roma , marcia internazionale per gli obiettori di coscienza in tutto il mondo


Dio ci diede la sua parola da cui va riconosciutala sua volontà: La Bibbia dev’essere letta e ponderata, ogni giorno nuovamenteDietrich Bonhoeffer

Preghiera Per Patrick Zaky
Fin dall’inizo, Dio immenso, tu hai guidato il mio cammino.Ogni giorno mi hai accompagnato fedelmente e per me hai avuto in serbo solo del bene.Spesso mi hai seguita, quando mi sono inoltrata per vie sbagliate; allora ho potuto di nuovo cominciare, perchè la tua voce mi ha chiamata.Gisela Kandler

Preghiera per gli atleti positivi: perchè non si scoraggino nella lotta contro il virus e ridiano lustro al Paese
Amato Iddio davanti a te confesso che sono un grande peccatore e che i Dieci comandamenti mi trascinano e mi portano direttamente all’inferno.Tuttavia, l’amato e vangelo mi insegna che davanti a te la più alta sapienza è questa: sapere e credere che tu sei ben disposto e che hai istituito per mezzo di Cristo un tale regno che esprime la tua benevola volontà di aiutare i poveri e dannati peccatori. Perciò adesso legò in un’unica invocazione la mia confessione e la mia professione: sì, sono un peccatore e tuttavia Dio è benevolo verso di me; io sono il tuo nemico e tuttavia tu sei mio amico . Sono giustamente meritevole dell’Inferno e tuttavia so che tu non mi vuoi condannare, anzi desideri che io sia beato e che abbia un’eredità in cielo. È questa la tua volontà; e questo che mi hai fatto predicare e ordinato di credere per mezzo del tuo diletto Figlio, che tu mi hai donatoAmenMartin Lutero

In questa data nel 1933 (29 ottobre) morì Mary Elizabeth Lease. (Nato il 11 settembre 1850.) Suffragista. Giornalista. Attivista della temperatura. Agitatore politico. Vicepresidente del Congresso mondiale sulla pace. Autore di ′′ Il problema della civiltà risolto ′′ (1895). Nato a Ridgway, Pennsylvania. Morto a Callicoon, New York. Seppellito nel cimitero di Cedar Grove, Flushing, Queens, New York.~ La serie dei cimiteri della Marginal Mennonite Society Heroes

In questa data nel 1924 (29 ottobre), Peter Verigin fu ucciso in un sospetto esplosione di treni nella Columbia Britannica. (Nato il 12 luglio 1859 in Azerbaigian) Predicatore russo Doukhobor. Pacifista. Comunalista. Filosofo. Pietro divenne il leader dei Doukhobors nel 1886. L ‘ anno successivo fu mandato in esilio in Siberia. Nel 1898 i Doukhobors lasciarono la Russia per stabilirsi in Canada. Nel 1902, Verigin è stato rilasciato dall’esilio. Nell’ottobre di quell’anno visitò Leo Tolstoj, dopodiché lasciò la Russia per Saskatchewan, Canada, dove si riunì con il suo popolo. Seppellito vicino al villaggio di Doukhobor, Brillante, fuori Castlegar, Columbia Britannica.~ La serie dei cimiteri della Marginal Mennonite Society Heroes

Buon compleanno, Michael Jesse (′′ M. J.”) Sharp (ottobre) 29, 1982 marzo 2017)! Mennonite. Pacifista. Laurea all’Eastern Mennonite University Nel 2015, M.J. ha iniziato a lavorare per le Nazioni Unite nella Repubblica democratica del Congo (RDC). Nel marzo 2017, lui e i suoi colleghi stavano indagando sull’uso dei bambini soldato nel paese, nonché sui massacri di civili da parte delle forze governative. Il 12 marzo sono stati rapiti M.J. e Zaida Catalano. In seguito si scopre che sono stati uccisi lo stesso giorno in cui sono stati presi. I loro corpi sono stati ritrovati due settimane dopo in una fossa superficiale fuori Kanananga. M.J. nacque a Elkhart, Indiana. Morto vicino a Kananga, RDC. Cremato.~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society

Buon compleanno, John A. Hostetler (29 ottobre 1918-Agosto. 28, 2001). Mennonite. Pacifista. Sociologo. Maestro. Scrittore. Editore. Obiettore di coscienza. Studioso di Amish e Hutterite. laureato al Goshen College. Ph. D dalla Penn State University nel 1953. Autore di ′′ Amish Society ′′ (1963), ′′ Hutterite Society ′′ (1974), e ′′ Amish Roots: A Treasury of History, Wisdom and Lore ′′ (1989), tra molte altre opere. Nato in una famiglia Amish vicino Belleville, Pennsylvania. Morto a Goshen, Indiana. Seppellito nel cimitero di Violett, Goshen.~ La serie Eroi della Marginal Mennonite Society