1) Prima dell’otto settembre 1943

Prima dell’otto settembre 1943

ANGELO BORSETTA

Niente di particolare da segnalare come attività antifascista prima del 1943 a Olgiate Olona secondo l’unica fonte storica disponibile “Olgiate Olona 1895-1943 mezzo secolo della nostra vita” a cura di Natale Spagnoli.
Solo un atto collettivo di non collaborazione viene messo in concreto nel Club Apollo : un circolo, un posto di ritrovo in cui si ballava e divertiva con 105 adesioni, un locale sopra l’ ex Despar, dove c’è un crocefisso tutt’ora. La domenica palloni colorati sull’Olona su una specie di imbarcadero in cui arrivavano gente su una barca grande. Sopra il Mentin dell’epoca in cui si giocava a bocce e facevano anche teatro, con recite all’aperto solo d’estate. Fu attrezzato con un bar con vino comperato dal Circolo Verdi. Di fronte alla sala da ballo. C’era il biliardo e i panneggi alle finestre.
“Il Club Apollo è finito nel 1924 perché dopo la marcia su Roma del 1922 hanno cominciato a venire i fascisti…ma non erano soci e non potevano. Una sera c’era l’assemblea e si dovevano nominare i consiglieri; vengono lì due fascisti col manganello e si siedono tenendolo sulle ginocchia e allora noi “sentite, dobbiamo fare l’assemblea che è aperta solo ai soci” e loro “E noi ci facciamo soci”.
Non si poteva fare l’assemblea con quella gente lì e allora noi siamo andati via perché quella gente lì non aveva nè legge, nè bene…
Poi qualcuno a cominciato a disertare e sono rimasti solo i fascisti che si sono mangiati fuori tutto.
Loro non sono stati capaci di farlo funzionare il Club, e la gente non ci andava quindi si è spento dopo un anno circa.
I fascisti erano venuti a dirci se volevamo fare delle recite di beneficenza e noi ci siamo andati per una recita o due e abbiamo fatto anche “Addio giovinezza”, insomma era una cosa saltuaria e io non volevo mettermi con loro,”
Angelo Borsetta

ANGELO BERETTA

“Occorre risalire al periodo precedente l’otto settembre 1943 per avere un’idea di quello che successe dopo quella data a Olgiate Olona.
Nell’anno 1941, due tenenti dell’Aviazione Italiana erano venuti ad Olgiate per cercare un luogo che fungesse da magazzino al deposito dell’Aeroporto di Taglieno (MI), che poteva essere bombardato.
Erano stati mandati alla Tessitura S. Antonio, perchè la stamperia era stata fermata per una ristrutturazione, per cui alcuni locali vuoti potevano essere requisiti e adibiti ad uso magazzeno di materiale bellico e di sussistenza.
Sono quindi venuti da noi questi due tenenti chiedendo di vedere i locali vuoti, spiegandoci il motivo della 1 loro ricerca.
La risposta fu anche che c’erano sì dei locali ma che non erano adatti allo scopo e mostrammo loro dei capannoni che non potevano essere utilizzati, secondo noi. Loro invece li trovarono del tutto adatti. Noi cercammo di dissuaderli ma furono irremovibili; indirizzammo quindi i due tenenti dal signor Tognella, proprietario dello stabilimento.
Egli tornò con loro ben disposto a concedere i locali e fece loro vedere anche altre sale vuote adatte per essere trasformate in magazzino dell’Esercito. Egli fece questo per spirito patriottico nei confronti dell’Aviazione Italiana.
Dopo qualche giorno cominciò ad arrivare il materiale che non si poteva più tenere al campo di Aviazione di Milano e fu eretto un muro che separava lo stabilimento vero e proprio dal magazzino.
Occorrevano però anche gli uffici (la casa esiste ancora oggi) ma c’erano degli inquilini, che furono sgomberati, dopo aver loro assegnato un’altra dimora.
Lì si stabilì il comando dell’Aviazione che doveva sorvegliare il magazzeno.
Il comandante era un certo colonnello Nencioni, che si era stabilito a Milano e che non venne mai ad Olgiate.
Nella villa Restelli era alloggiato un gruppo di avieri e con loro c’erano diversi ufficiali.
Questo magazzino funzionò fino all’8 settembre, giorno dell’Armistizio.
Precedentemente, la nostra zona era stata fatta segno di bombardamenti quindi era giunto l’ordine al signor Tognella di abbattere parte della ciminiera perchè era diventata un punto di riferimento, di bersaglio per i bombardieri.”

GIUSEPPE GRAMPA
“Io ero in mezzo perché loro, quelli del comando italiano, erano lì al cotonificio Bustese e io ero dentro coi trasporti, toccavo con mano tutto. Allora i trasporti all’interno dello stabimento si facevano coi cavalli.
Dopo l’8 settembre sono subentrati i tedeschi.”