LE MODIFICHE DELLA COSTITUZIONE SON SPESSO L’ ALIBI USATO DAI GOVERNI PER GIUSTIFICARE LORO ERRORI E DEBOLEZZE — Coordinamento Democrazia Costituzionale

Articolo di Alfiero Grandi vicepresidente del comitato per il NO Perche’ si è arrivati al referendum costituzionale del 4 dicembre ? E’ una domanda che viene sottovalutata. Si vota perche’ la maggioranza dei parlamentari che ha approvato le modifiche della Costituzione e’ rimasta molto sotto la soglia dei due terzi che – se raggiunta – […]

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ONU: armi nucleari illegali dal 2017

31.10.2016 Tony Robinson

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

ONU: armi nucleari illegali dal 2017

La scorsa settimana è accaduto un fatto storico alle Nazioni Unite.

Nonostante l’enorme pressione degli USA, 123 nazioni, tutte con pari dignità all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, hanno deliberato di avviare nel 2017 negoziati per vietare le armi nucleari. Perché questa notizia non si espande come un incendio? Perché non ci sono partiti in strada?

Uno dei motivi è che nessuno prende più sul serio la minaccia delle armi nucleari per l’umanità. E quando diciamo “nessuno” ci riferiamo ai media mainstream, che per questa notizia riservano spazio quasi zero nei loro giornali, stazioni radio, stazioni televisive e siti web. Perciò “nessuno” in questo caso sono i magnati dei media, che sono in combutta con le banche, coi politici e col complesso militare-industriale per mantenere il più a lungo possibile lo status quo, a prescindere dalle conseguenze per l’umanità. Infatti costoro sono solo in grado di pensare a quanti soldi possono fare nel presente e forse ancora per pochi anni in futuro.

Un altro motivo (in realtà un corollario del primo motivo), è che la maggior parte delle persone certo pensa che le armi nucleari siano già illegali. Se le armi chimiche e biologiche sono illegali, se le mine antiuomo e le bombe a grappolo sono illegali, le armi nucleari che sono diversi ordini di grandezza più distruttive saranno ben state messe fuorilegge tanti anni fa… Il mondo non ha eliminato le armi nucleari quando è caduto il muro di Berlino?

Ebbene, in realtà, no. Nonostante l’offerta di Gorbaciov a Reagan di eliminare le armi nucleari, non è mai successo, anche se è stato ridotto il numero di bombe attraverso vari trattati. Oggi gli Stati Uniti e la Russia hanno circa 14.000 bombe (a seconda delle stime), molto meno delle 80.000 stimate al culmine della guerra fredda, ma ancora un numero enorme se si capisce che 100 bombe sganciate sulle città porterebbero a un inverno nucleare che eliminerebbe il 25% della popolazione mondiale, chissà quante altre specie, e probabilmente indurrebbe i sopravvissuti a fare il passo preferibile: suicidarsi.

Ma nonostante il silenzio dei media e la mancanza di partiti in strada, la storia è stata fatta e nel modo più straordinario.

Fin dalla fine della Conferenza di revisione del NPT nel 2010 – la conferenza 5-annuale che esamina i progressi del Trattato di Non Proliferazione nucleare per vedere come il disarmo sta evolvendo e per raccomandare ulteriori passi – alcuni governi e la società civile hanno elevato il dibattito ben oltre i pretestuosi “problemi di sicurezza” dei P5 (i cinque membri Permanenti del Consiglio di Sicurezza -NDT) e messo a fuoco le “preoccupazioni umanitarie”: il fatto che una guerra nucleare cancellerebbe dalla faccia della terra gli esseri umani, e probabilmente tutte le forme di vita – tranne forse pochi insetti e batteri che hanno un breve ciclo di vita.

In altre parole, secondo questa nuova strategia, indipendentemente da problemi di sicurezza, se scoppia una guerra nucleare tutti noi perdiamo. Einstein pronunciò la famosa frase: “Io non so con quali armi la terza guerra mondiale sarà combattuta, ma la quarta sarà combattuta con bastoni e pietre”. Tuttavia, a quanto pare, con le nuove conoscenze disponibili grazie ai progressi della scienza del clima, Einstein potrebbe essere stato troppo ottimista: non ci sarà una quarta guerra mondiale – mai.

Il TNP è stato un grande patto: chi non possiede armi nucleari non potrà mai produrle, chi le possiede le smantellerà e tutti noi avremo il diritto di sviluppare l’energia nucleare (per scopi pacifici -NDT). E ‘stata una grande idea a quel tempo (1968) perché nessuno comprendeva pienamente i pericoli dell’energia nucleare, cosa che ha veramente colpito la coscienza umana solo con gli incidenti di Three Mile Island e i successivi disastri di Chernobyl e, più recentemente, Fukushima.

Il problema con quel grande patto è che non è stato soddisfatto 47 anni più tardi e i paesi senza armi nucleari sono stanchi di essere tenuti in ostaggio dagli stati dotati di armi nucleari con la minaccia dell’enorme violenza nucleare. E non importa se i P5 dicono di essere paesi “responsabili”; le loro dottrine di sicurezza consentono l’uso di queste armi: come rapinatori di banche impugnano la pistola, non importa se è carica o no, il fatto che lui o lei ce l’ha uno in mano costituisce rapina.

Ottenere l’approvazione di questa risoluzione è stato un processo duro. Nonostante la presunta uguaglianza degli Stati membri presso le Nazioni Unite, evidentemente ci sono alcuni stati che sono più uguali di altri. I P5 hanno un diritto di veto al Consiglio di Sicurezza e le differenze economiche sono tali che i paesi sviluppati sono in grado di manipolare i paesi in via di sviluppo.

Tuttavia, per la gioia di tutti quelli del movimento anti-nucleare della società civile e dei 57 governi (* vedi nota a pie’ di pagina) che hanno sponsorizzato la risoluzione, molto pochi paesi hanno ceduto alle pressioni mentre 123 paesi hanno votato per avviare i negoziati il prossimo anno.

Gli stati che possiedono armi nucleari e quelli che stanno sotto un cosiddetto “ombrello nucleare” con accordi di difesa non erano mai stati così divisi. Dei 9 paesi con armi nucleari, cinque (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Israele) hanno votato contro la risoluzione, tre (Cina, India e Pakistan) si sono astenuti e uno (Corea del Nord) ha votato a favore della risoluzione.

Tra gli stati sotto ombrello nucleare, i Paesi Bassi sono stati costretti ad astenersi a causa di una sempre più efficace campagna della società civile presso il Parlamento olandese Si sono anche astenuti Armenia, Bielorussia e Kirghizistan. (NDT: fra gli Stati europei non solo hanno votato a favore, ma avevano addirittura hanno sponsorizzato la risoluzione: Austria, Irlanda, Liechtenstein e San Marino).

Il Giappone ha votato contro il divieto: cosa che lascia gli osservatori permanentemente stupiti, dato che il Giappone è l’unico paese con una conoscenza di prima mano di ciò che significa avere una bomba sganciata sulle sue città.

Al termine della votazione, i paesi hanno usato i loro soliti discorsi per sostenere le loro posizioni. Alcuni paesi hanno detto che temono che il nuovo processo minerà il TNP, nonostante il fatto che i paesi che lo sostengono hanno dichiarato più e più volte che questa risoluzione non farà altro che rafforzare l’articolo VI del TNP. Altri dicono che il nuovo processo causa divisioni, che sono contenti di restare con lo status quo grazie al quale nulla si è mosso in colloqui sul disarmo in 47 anni. Il Trattato di messa al bando non è entrato in vigore, il trattato sul materiale fissile non è stato scritto, gli USA hanno esentato dal trattato i missili anti missili balistici (che possono ben essere armati con testate nucleari a scopo offensivo – NDT) e siamo ancora in attesa di negoziati per una zona priva di armi di distruzione di massa in Medio Oriente. Con tutto ciò, TUTTI gli stati con armi nucleari stanno attuando, o sono in procinto di attuare, piani di modernizzare dei loro arsenali, a un costo astronomico per l’economia globale e per i poveri del mondo.

Si sa che il nuovo trattato non metterà fuori uso uno una sola arma nucleare il giorno della sua ratifica, ma le renderà efficacemente illegali agli occhi dei tribunali internazionali e multinazionali; le banche non vogliono che il pubblico sappia che esse sono coinvolte in qualcosa di illegale e quindi il trattato farà scattare la pressione per disinvestire. Le campagne della società civile per abolire le armi nucleari saranno enormemente potenziate e nessun politico potrà più dire che il TNP dà al suo paese il diritto legale di mantenere le armi nucleari: alla fine questo è il motivo per cui gli USA (e i loro amici) erano così ansiosi di evitare che questa risoluzione fosse portata all’Assemblea Generale.

Ed è per questo che la sua approvazione è così storica. Quelli che per decenni hanno accusato altri Stati di essere “irresponsabili” e “paria” ora si trovano a subire queste medesime accuse, con buonissima ragione.

La lezione di democrazia islandese

Alla fine, i Piratar islandesi sono risultati la terza forza politica in Islanda, con 27.449 voti (pari al 14,5%). Hanno triplicato i voti. Un risultato forse un po’ al di sotto delle aspettative, ma che in ogni caso resta il migliore da quando il movimento politico esiste globalmente (cioè dal 2006). E comunque, risultato a […]

via La lezione di democrazia islandese — Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

Il No e il 1968

27.10.2016 Redazione Italia
Il No e il 1968
(Foto di Uliano Lucas)

Abbiamo vissuto un’importante stagione  di lotte, animati dai valori della pace, della libertà e della giustizia sociale per ogni essere umano e popolo del mondo.  La democrazia superò i cancelli della fabbrica.  Ci siamo battuti per il diritto allo studio, nessuno escluso.

Furono anni di grandi utopie e appassionate speranze. E di conquiste importanti. La critica del femminismo al dominio maschile aprì nuove porte alla politica e nelle relazioni personali. Siamo stati una generazione fortunata. Senza rammarico alcuno, lo rivendichiamo con un certo orgoglio.

Oggi siamo impegnati nei movimenti o in altre forme di attività sociale, culturale e politica, la buona politica,  per porre un argine al potere dei centri economici e finanziari, che impongono la loro feroce legge: quella del libero mercato, minacciando la democrazia e la stessa sopravvivenza del pianeta. E’ la denuncia contenuta nell’ Enciclica Laudato sii.

Sappiamo che tutto è cambiato, non tentiamo oggi la scalata al cielo, ma non ci rassegniamo, non accettiamo le ingiustizie e le diseguaglianze che crescono drammaticamente.  Crediamo nei valori della Costituzione nata dalla Resistenza: la Costituzione va applicata, non manomessa gravemente. Va consegnata alle nuove generazioni come noi l’abbiamo ricevuta; anche migliorata, certo , ma l’attuale proposta di legge Renzi Boschi la stravolge: il processo legislativo risulterebbe più complesso, i poteri verrebbero accentrati e menomata la democrazia partecipata, quella che definisce la distinzione tra la cittadinanza e la sudditanza. Noi difendiamo la sovranità popolare, la rappresentanza parlamentare, le forme del conflitto democratico costituzionalmente tutelate che sono state il riferimento per le lotte sociali e i movimenti.

L’ obiettivo di tutta questa manovra è infatti lo Stato sociale di diritto: il diritto esigibile a un lavoro, che è reddito e dignità, alla buona scuola, alla salute, all’accesso senza esclusione ai beni comuni.  Applicare la Costituzione significa cambiare profondamente la nostra società, segnata oggi da tante sofferenze, significa solidarietà come visione del mondo che considera quello dei migranti dramma di tutta l’umanità.

Dobbiamo offrire prospettive ai giovani, che non vedono un futuro. Dobbiamo restituire loro la speranza, quella che un tempo fu anche nostra.

Nulla di simile accadrà se vincerà il Si.  Voteremo No perché l’eguaglianza è tuttora un valore.  Chiediamo a quanti/e condividono queste poche e semplici righe, anche delle generazioni che seguirono, di aderire a questo appello e fare campagna attiva per il NO. Che nessuno sia indifferente.

Franco Calamida , Emilio Molinari, Basilio Rizzo, Luigi Vinci, Francesco Forcolini, Luigi Ferrajoli, Roberto Biorcio, Vittorio Bellavite, Maria Grazia Meriggi, Mario Agostinelli, Corradino Mineo,  Claudio Lombardi, Concetta Mastrolonardo, Silvano Piccardi, Giovanni Russo Spena,  Silvana Barbieri, Vittorio Agnoletto, Giuseppe Liverani, Rita Brivio, Sandro Barzaghi,  Silvia Palombi,  Erica Rodari,  Antonio Lareno, Anita Sonego, Fulvio Aurora, Anna Miculan. 

SI’ al bando delle armi nucleari nel 2017: un giorno storico all’ONU per il disarmo “atomico”

28.10.2016 Alfonso Navarra
SI’ al bando delle armi nucleari nel 2017: un giorno storico all’ONU per il disarmo “atomico”

Ieri, alle 18.00 circa dell’ora di New York (le 24.00 per l’Italia), il 27 ottobre 2016, al Palazzo di Vetro è passata la risoluzione presentata dal Messico (co-sponsor per la redazione l’Austria, Brasile, Irlanda, la Nigeria e il Sud Africa) e da altri 57 Paesi per il bando delle armi nucleari con una Conferenza ONU da tenere nel 2017.

E’ un giorno storico per tutta l’Umanità che desta sincero stupore, oltre che gioia, negli attivisti per la pace (e per il diritto di tutti alla sopravvivenza della nostra specie e dell’ecosistema): fino a qualche anno fa, prima che prendesse il via, con Oslo nel 2013, il “percorso umanitario”, poi proseguito con Nayarit (marzo 2014) e Vienna (dicembre 2014), un risultato del genere sarebbe stato inimmaginabile, nel contesto dei negoziati internazionali prigionieri del quadro bloccato del TNP.

Ma questo sogno si è realmente realizzato alla Prima Commissione, riunita nell’Aula 4: hanno votato per il SI 123 Stati, per il NO 38, e si sono astenuti in 16. Va precisato il non peso dei voti di astensione ai fini del quorum necessario dei 2/3 per la validità giuridica della decisione.

La risoluzione approvata (per il testo andare alla URL: http://reachingcriticalwill.org/images/documents/Disarmament-fora/1com/1com16/resolutions/L41.pdf) istituisce una conferenza delle Nazioni Unite a partire dal marzo del prossimo anno, aperta a tutti gli Stati membri, con il compito preciso di negoziare uno “strumento giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti verso la loro eliminazione totale”. I negoziati, da tenersi a New York, continueranno nel mese di giugno e luglio.

Il voto delle Nazioni Unite è arrivato poche ore dopo che il Parlamento europeo ha adottato la propria risoluzione su questo medesimo tema – 415 a favore e 124 contro, con 74 astensioni – invitando gli Stati membri dell’Unione europea a “partecipare in modo costruttivo” nei negoziati del prossimo anno.

Gli arsenali nucleari nel mondo contengono ancora circa 16.000 testate, in possesso soprattutto di due nazioni: gli Stati Uniti e la Russia. Sette altre nazioni possiedono armi nucleari: Gran Bretagna, Francia, Cina, Israele, India, Pakistan e Corea del Nord. E’ notevole stavolta che le nove nazioni con armi nucleari si sono divise nel voto: sei hanno votato contro ma Cina, India e Pakistan si sono astenute. Molti dei loro alleati, compresi quelli in Europa che ospitano armi nucleari sul loro territorio come parte di un accordo NATO, si sono accodati come è ormai loro costume.

Per quanto riguarda l’Italia, essa non ha fatto eccezione tra i Paesi cosiddetti “ombrello”: non si è astenuta, come l’Olanda (come pure la Svizzera e la Finlandia), ha votato proprio contro!

Ma le nazioni dell’Africa, America Latina, Caraibi, Sud-Est asiatico e del Pacifico hanno votato a grande maggioranza a favore della risoluzione, e si apprestano ad essere protagoniste in occasione della conferenza di negoziazione a New York il prossimo anno.

Per quanto riguarda i voti, la lista completa si trova al link :

http://www.ican.org/campaign-news/live-updates-from-the-first-committee-of-the-un-general-assembly/

In Italia – sollecitati da Rete Italiana Disarmo e dai Disarmisti Esigenti (Campagna OSM-DPN, Energia Felice, Armes Nucléaires Stop, WILPF Italia, Peacelink, Accademia Kronos, Pressenza e altri) al Parlamento sono state presentate due mozioni per sosstenere il bando delle armi nucleari.

Alla Camera una mozione con prima firmataria Donatella Duranti. Altri firmatari: Scotto, Marcon, Carlo Galli, Piras, Ricciatti, Costantino, Franco Bordo, Placido, Sannicandro, Pannarale, Airaudo

Al Senato una mozione con primo firmatario Roberto Cotti. Altri sottoscrittori: AIROLA, BLUNDO, CAPPELLETTI, GIROTTO, NUGNES, PUGLIA, SCIBONA, BAROZZINO, BOCCHINO, CERVELLINI, DE CRISTOFARO, DE PETRIS, MINEO, PETRAGLIA.

I disarmisti esigenti si sono accordati con la Senatrice Loredana De Petris ed hanno ottenuto, su sua iniziativa, la sala Nassirya al senato il 3 novembre alle ore 14.00 per una conferenza stampa.

La conferenza stampa sarà introdotta da Antonia Sani di WILPF Italia e conclusa da Alfonso Navarra, obiettore di coscienza alle spese militari e nucleari.

Interverranno rappresentanti delle associazioni promotrici dei “disarmisti esigenti”, esponenti delle associazioni sostenitrici della campagna per il bando giuridico internazionale delle armi nucleari e alcuni parlamentari che hanno presentato le mozioni citate.

Un problema urgente che sarà affrontato è quello della mobilitazione per influenzare già il voto di dicembre (l’Assemblea generale dell’ONU deve confermare quanto è uscito dalla Prima Commissione Disarmo) e soprattutto per ottenere una svolta diplomatica dell’Italia.

I disarmisti esigenti insisteranno nel sottolineare, stimolando un ecopacifismo alquanto “dormiente” nel nostro Paese, che certi risultati non sono frutto di gruppi che guardano al loro ombelico muovendosi sulla semplice reazione (anche se spesso sacrosanta) a ciò che li colpisce direttamente sul territorio, bensì di un movimento mondiale organizzato della società civile che ha saputo stimolare e sostenere una “disobbedienza” degli Stati non nucleari alle potenze nucleari finalmente decisa ad andare fino in fondo.

Un Trattato che vieta le armi nucleari servirebbe a colmare il “vuoto giuridico” attualmente esistente in materia di armi nucleari, come riconosciuto e sottolineato da alcuni anni dalla Iniziativa Umanitaria (Humanitarian Pledge  – http://www.icanw.org/pledge/) promossa da diverse organizzazioni internazionali. Una grave anomalia: quelle nucleari sono le uniche armi di distruzione di massa non ancora vietate dal diritto internazionale in modo globale e universale.
Le armi chimiche, armi biologiche, mine antiuomo e bombe a grappolo sono tutti armamenti espressamente proibiti attraverso Convenzioni internazionali. La maggior parte delle Nazioni concorda con il fatto che la proibizione delle armi nucleari sia oggi l’unico piano di azione adeguato alla luce delle conseguenze umanitarie catastrofiche del loro uso.

Ma noi “disarmisti esigenti” siamo andati oltre questa considerazione ispirando l’approvazione della “mozione Zaratti” alla Camera dei deputati perché riteniamo sia da condannare lo stesso possesso delle “armi” nucleari (in realtà “ordigni” che provocano cataclismi) come implicita minaccia d’uso: il disarmo nucleare non va considerata una semplice necessità ma un diritto perché l’autodifesa degli Stati non può mettere a rischio la sopravvivenza dell’Umanità. La vicenda di Stanislav Petrov il 26 settembre 1983 (il falso allarme di attacco nucleare cui l’ex colonnello sovietico decise di non dare seguito) dimostra che la possibilità della guerra nucleare non intenzionale è concretissima e che la “deterrenza” non può essere ammessa COME CONCETTO perché, NEL CASO DEGLI ORDIGNI NUCLEARI,  è garanzia di distruzione ed autodistruzione …

Referendum: votare fuori sede attivato il sito per esercitare il proprio diritto di voto — Coordinamento Democrazia Costituzionale

Sono centinaia di migliaia, dal Sud al Nord dell’Italia, coloro che per motivi di lavoro o di studio vivono lontano da casa, in un’altra città diversa da quella di residenza. In Italia non esiste la possibilità per queste persone di votare fuori sede, che si tratti di elezioni amministrative, politiche o referendum. E anche il […]

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