Meeting minutes del 31/5/2020: buona domenica

Meeting minutes del 31/5/2020: buona domenica

Dobbiamo opporci all’ingiustizia razziale ovunque sia praticata: nel quartiere dove viviamo, in i nostri luoghi d’affari, e in i nostri contatti con la comunità più ampia. #barringtondunbar#quaker

Cristianesimo significa decisione
Dietrich Bonhoeffer

ALBERTO MIELI: 22 DICEMBRE 1925 – 28 MAGGIO 2018
Alberto Mieli: «Non dovete odiare mai, tenete tanto alla vostra libertà.»
Nato a Roma il 22 dicembre 1925, viene cacciato dalle scuole a causa delle leggi razziali. Viene catturato dai fascisti e dalla Gestapo e deportato nel campo di sterminio nazista di Auschwitz Birkenau non ancora vent’enne, dopo esser passato per il campo di Fossoli.Alberto Mieli, da tutti conosciuto come “Zi Pucchio”, negli ultimi anni è stato uno dei testimoni più attivi nel raccontare la Shoah in Italia. Nel 2015 è stato insignito dell’Università di Foggia della laurea honoris causa in Filologia, letteratura e storia.
«Non c’è ora del giorno o della notte in cui la mia mente non vada a ripensare alla vita nei campi, a quello che i miei occhi sono stati costretti a vedere. Eravamo ebrei. Questa era la nostra unica colpa.»
Tra i testimoni più attivi della Shoah in Italia, il contributo di Alberto Mieli nel narrare la tragedia perpetuata dal nazifascismo è stato in particolare per le giovani generazioni. Grazie di cuore, Alberto. Non ti dimenticheremo mai e continueremo a dare voce al dramma della Shoah.
Per non dimenticare.
Per imparare dagli errori del passato.
Per costruire oggi una società migliore.




   * 1967 Secessione del Biafra dalla Nigeria: è guerra civile

  E’  solo l’errore che ha bisogno del sostegno del governo. La verità si regge da sola. (Thomas Jefferson)

  Preghiamo per la libertà individuale e collettiva dopo il periodo critico di pandemia

L’avventura d’ogni giorno

Signore,
il sole è sorto
e mi metti in mano
una esperienza nuova.
Sarà bella? Sarà noiosa?
Sarà utile?
Non lo so ancora.
Però son certo
che molto dipenda da me.
Questo fammelo capire…
perché spesso rischio
di aspettarmi tutto dagli altri;
tutto da te.
Fammi sentire responsabile
di quello che faccio.
Tu hai creato l’uomo
senza chiedergli il permesso
ti sei però subito legato le mani
e non gli puoi fare niente
se non lo vuole.
Signore,
aiutami a spalancare gli occhi
per vedere dove mi trovo
e chi avrò vicino.
Signore,
aiutami a drizzare bene le orecchie
per raccogliere tutte le voci
che la vita mi invia
e rispondere con coraggio
e fantasia.

Morte di George Floyd, aspettando giustizia

30.05.2020 – Pressenza New York

Quest’articolo è disponibile anche in: IngleseTedesco

Morte di George Floyd, aspettando giustizia
(Foto di David Andersson)

La coscienza americana ha il cancro. Un altro uomo nero è stato ucciso in America dalla polizia mentre noi attendiamo disperatamente giustizia.

Come si potrà mai fare veramente giustizia in un’America costruita sulla schiena martoriata di esseri umani neri? La nostra storia africana è stata intenzionalmente nascosta in modo da giustificare la schiavitù. Ci hanno fatto adorare l’immagine di un dio che non ci assomigliava per niente. Siamo ancora alla mercé dei sorveglianti inginocchiati sul nostro collo. Quanto siamo lontani da quei “giorni della schiavitù”? Non molto, quando i poliziotti possono uccidere neri come George Floyd e noi siamo ancora qui a sperare nelle briciole della giustizia.

Non credo che ci potrà mai essere giustizia in America, a meno che i bianchi non ci consegnino la terra.

Se vogliamo davvero cominciare da qualche parte, possiamo farlo ponendo fine all’indebitamento causato dai prestiti studenteschi per ogni studente universitario nero negli Stati Uniti. Non sarà giustizia, ma sarà qualcosa. Inoltre, il debito per l’istruzione dei neri è stato pagato molto tempo fa dal primo africano schiavo che ha mai messo piede sul suolo americano. Poi è stato ripagato più e più volte. Riposa in pace, George Floyd.

“Non solo dobbiamo preoccuparci della nostra salute fisica, ma la nostra salute emotiva viene continuamente danneggiata dalla visione di tutti questi video di persone nere assassinate mentre fanno jogging. Donne nere che vengono uccise nei loro letti. Uomini neri assassinati come animali nelle strade di Minneapolis. Questo è inaccettabile e deve finire”. Andrea Jenkins maggio 2020.

Di Gabriella Callender

Gabriella Callender è un’editorialista, cantautrice e consulente creativa di New York. Donna di colore  sposata con la fotografa e operatrice sanitaria Desiree Veersawmy.

Traduzione dall’inglese di Anna Polo

Meeting Minutes ; shabbat shalom

Meeting Minutes del 30/5/2020: shabbat shalom

Spirito Santo, dammi la fede chemi salvi dalla disperazione e dal vizio
Dietrich Bonhoeffer

Preghiamo per i parlamentari tutti: OMOFOBIA: LEGGE, MANCA IL DIVIETO DI PROPAGANDA DI ODIO E NESSUNA CERTEZZA SUI CENTRI ANTIVIOLENZA

Come possiamo amare Dio, che non abbiamo visto, se non riusciamo, in tempo di crisi, trovare la via di amare i nostri fratelli che abbiamo visto? #bayardrustin#quaker, nostro leader gay USA

Ho bisogno di te

(Signore insegnaci a pregare)

Signore
ho bisogno di te.
Ho bisogno di parlarti.
Vengo per sostare,
solo dinnanzi a te,
a bocca chiusa, come Maria.

Riempi il vuoto che mi schiaccia.
Sazia la fame che mi divora.
Rischiara il buio che mi acceca.
Fortifica la debolezza che mi sfibra.

Dammi la tua luce che non si vede;
la tua parola che non si sente;
il tuo amore che non si gusta.

Adesso, Signore,
non sono più solo.

Noi stiamo assistendo da 4 giorni alla rivolta degli afroamericani negli USA contro le violenze omicide della polizia, che nega perfino con la complicità della Magistratura, l’asfissia vista in TV, ma oggi la Storia ci ricorda

On this date in 1741 (May 30th), two slaves named Kofi (Cuffee) and Quaco (Quack) were burned at the stake in lower Manhattan (the area just north of present-day City Hall, New York City). They were accused of plotting to level the city with a series of fires.

By the end of the summer, 17 African-Americans and four white people were executed by hanging, and 13 African-Americans were burned at the stake. These events became known as the “Conspiracy of 1741” or the “Slave Revolt of 1741.”

~The Marginal Mennonite Society History Series.

foto

In questa data nel 1741 (30 maggio), due schiavi di nome Kofi (Cuffee) e Quaco (Quack) sono stati bruciati sul rogo nel basso Manhattan (l’area appena a nord dell’attuale municipio, New York City) ……. Sono stati accusati di complottare la città con una serie di incendi.

Entro la fine dell’estate, 17 afroamericani e quattro bianchi furono giustiziati per impiccagione, e 13 afroamericani sono stati bruciati sul rogo. Questi eventi diventarono noti come ” cospirazione del 1741 ” o ” Rivolta schiavi del 1741.”

Ma è ovvio che condividiamo la posizione del ex Priore di Bose che “ama la comunità dei primi cristiani” ma lui ha fatto voto di obbedienza a Roma che lo ha allontanato fisicamente dalla sede. Non è mica un quacchero dove non esistono gerarchie e nemmeno dogmi o decisioni definitive. Ci spiace umanamente per i suoi numerosi libri, ma l’accusa di personalismo viene solo dal suo mondo confessionale.

Deve solo obbedire, nella sua chiesa papista.

Poesia

STRESSED

In my life

When I am stressed

Let me pray

And know I am blessed

David Herr

STRESSO

Nella mia vita

Quando sono stressato

Lasciatemi pregare

E sappiate che sono benedetto

Davide Herr

Colui che ha preceduto la Riforma in Europa….

On this date in 1416 (May 30th), Jerome of Prague was burned at the stake in #Constance, Germany. He was a follower of Jan Hus (who had been burned at the stake a year earlier, also in Constance.) Jerome dedicated his life to criticizing church practices that he felt were corrupt. He spent a lot of time on the road, appealing directly to the people. He taught that the Bible should be accessible to everyone without priestly intermediaries. He advocated for poverty in the church, and called for the expropriation of lands held by church institutions. Born in Prague in 1379.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.In questa data nel 1416 (30 maggio), Jerome di Praga fu bruciato sul rogo a #Costanza, Germania. Era un seguace di Jan Hus (che era stato bruciato sul rogo un anno prima, anche a Costanza) Jerome dedicò la sua vita a criticare le pratiche della chiesa che riteneva corrotte. Passava molto tempo sulla strada, facendo appello direttamente alla gente. Ha insegnato che la Bibbia dovrebbe essere accessibile a tutti senza intermediari sacerdotali. Egli sosteneva la povertà nella chiesa, e chiese l’espropriazione delle terre detenute dalle istituzioni della chiesa. Nato a Praga nel 1379.
~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes. · Valuta questa traduzione

Stati Uniti: il creatore di Twitter dona 5 milioni di dollari per sperimentare il reddito di base

30.05.2020 – Sandro Gobetti

Stati Uniti: il creatore di Twitter dona 5 milioni di dollari per sperimentare il reddito di base

Jack Dorsey noto per essere il creatore di Twitter dona ad Andrew Yang, uno degli ex candidati alle presidenziali americane, 5 milioni di dollari per realizzare dei progetti pilota del reddito di base universale e incondizionato. Dorsey, durante la corsa alle presidenziali americane dei Dem, aveva sostenuto con forza la candidatura di Andrew Yang, imprenditore e candidato alla guida degli Stati Uniti. Andrew Yang è noto proprio perchè uno dei suoi punti più importanti del programma elettorale era l’introduzione in USA del “Freedom Dividend” un reddito di base incondizionato di 1000 dollari da destinare a tutti i cittadini americani adulit. Ora il fondatore e creatore di Twitter ha donato 5 milioni di dollari a Yang dichiarando che questo denaro deve essere utilizzato per dare avvio ad ulteriori sperimentazioni di un reddito di base incondizionato negli Stati Uniti.

Dorsey, ha annunciato la donazione a sette cifre sull’ultimo episodio del podcast di Yang,  “Yang Speaks”  dichiarando inoltre che un reddito di base è una di quelle proposte “attesa da tempo” e che “l’unico modo in cui possiamo cambiare la politica è sperimentando e mostrando casi studio del perché questa proposta funziona”.

Yang afferma che Humanity Forward intende distribuire immediatamente il contributo di Dorsey sotto forma di piccoli sussidi in denaro di 250 dollari a 20.000 persone che hanno perso il lavoro o hanno subito una disagio economico a causa della pandemia di Covid-19. L’organizzazione di Yang ha già distribuito quasi 2 milioni di dollari in  reddito di base per aiutare alcune comunità a riprendersi dalla pandemia di coronavirus. “Non solo la donazione di Jack avrà un impatto diretto su decine di migliaia di persone bisognose durante l’attuale crisi economica, ma aiuterà il nostro movimento a sostenere un reddito di base incondizionato negli Stati Uniti”, ha detto Yang. “Sappiamo che il reddito di base destinato ad ogni cittadino americano è possibile, e questi 5 milioni di dollari contribuiranno a dimostrare che è possibile per le famiglie in tutto il paese.”

Come candidato alla presidenza, Yang aveva proposto un reddito di base incondizionato  – definito un “Dividendo per la libertà” – che è divenuto il punto principale della sua campagna elettorale. Ha detto agli elettori che gli Stati Uniti erano “al terzo inning della più grande trasformazione economica e tecnologica nella storia del paese” con progressi nell’automazione e nell’intelligenza artificiale pronti a rimodellare radicalmente l’economia globale. “Se hai a che fare con un cambiamento economico così storico, allora devi portare soluzioni reali che possano aiutare le persone a gestire la transizione”, dichiarò a  Rolling Stone  nel 2019. “E il modo più efficiente per farlo è un reddito di base universale. “

Il messaggio di Yang e il suo approccio come candidato lo hanno portato ad avere un fervente seguito tra i giovani ed online e raccogliere decine di milioni di dollari per la sua campagna alle presidenziali. La sua visione incentrata sulla tecnologia ha avuto l’appoggio di Dorsey, del presidente di Y Combination Sam Altman e di Elon Musk di Tesla, solo per citarne alcuni. Yang è uscito dalla corsa alle presidenziali dopo le primarie in Iowa e nel New Hampshire ma ha il suo seguito e le iniziative in sostegno al reddito di base hanno dato vita all’organizzazione Humanity Forward, un ente no profit, in cui ha destinato buona parte del denaro ricavato dalla campagna elettorale destinandolo al sostegno per il reddito di base.

Mentre la pandemia di Covid-19 ha fermato l’economia americana e colpito duramente oltre 30 milioni di persone senza lavoro, Yang improvvisamente non è stato più l’unico a sostenere l’idea del reddito di base. I legislatori democratici e repubblicani, dalla rappresentante Alexandria Ocasio-Cortez (DN.Y.) al senatore Mitt Romney (R-Utah), si sono pronunciati a favore di pagamenti diretti in contanti per attutire il colpo causato dal coronavirus. Yang si è consultato con i politici a Washington e la sua idea si è fatta strada nel CARES Act, uno dei progetti di legge contro la pandemia, sotto forma di un pagamento di 1.200 dollari per gli americani a medio e basso reddito. “Non hai altra scelta che prendere misure drastiche per aiutare a sostenere la domanda e mantenere le famiglie americane sopra la linea di galleggiamento, e non c’è modo realistico per farlo se non mettendo denaro contante nelle mani di tutti il ​​più velocemente possibile”, ha detto a  Rolling Stone  all’inizio di quest’anno.

Nell’intervista podcast di “Yang Speaks”, Jack Dorsey attribuisce a Yang il merito di aver portato quella che una volta era un’idea sconosciuta come il reddito di base, ad un pubblico mainstream. Dorsey dice a Yang che “è solo una tragedia” che gran parte dei fondi di soccorso del coronavirus stanziati da Washington siano andati alle “banche e le società più grandi quando potrebbe essere dati nelle mani delle persone in questo paese”. Mentre gli sforzi dell’amministrazione Trump hanno incluso pagamenti diretti in contanti e ampliato i sussidi di disoccupazione, le piccole e medie imprese  hanno lottato per garantire il sostegno finanziario attraverso il programma di protezione dell’amministrazione Trump. Centinaia di società quotate in borsa hanno ricevuto miliardi di dollari attraverso il PPP e la Federal Reserve è venuta in soccorso di grandi aziende con prestiti diretti e tassi di interesse ridotti.

Dorsey afferma di vedere il reddito di base incondizionato ed universale non solo come un modo per aiutare le persone che hanno perso il loro reddito durante la pandemia, ma anche come una sorta di rete di protezione in un’economia in rapido cambiamento. “Ogni singolo campo verrà toccato dall’automazione e il reddito di base per me rappresenta un piano”, afferma Dorsey. “Una base,  su cui le persone possono stare in piedi e avere la consapevolezza e la tranquillità di poter sopravvivere, mangiare e nutrire i propri figli mentre si passerà a questo nuovo mondo.”

In qualità di CEO di Square, la piattaforma di pagamento online ed e-commerce utilizzata da milioni di piccole imprese, Dorsey afferma che i cambiamenti tecnologici in atto prima della pandemia si sono accelerati a seguito di questa crisi. “Non esiste una persona che guida questa trasformazione dell’automazione e non c’è una persona che può fermarla”, afferma. “Ecco perché dobbiamo guardarci dentro e assicurarci di prenderci cura di tutti, specialmente dei nostri concittadini più vulnerabili quando si verificherà questa trasformazione. Le persone hanno bisogno di una tranquillità economica per affrontarla. Le aziende, ad esempio, hanno smesso di usare cassieri umani e sono passati a modelli di pagamento solo online. Questa crisi, questa pandemia sta accelerando il cambiamento tecnologico che ci aspettavamo”, afferma. “Ho detto che vedremo 10 anni di progressi e cambiamenti in 10 settimane.”

Dorsey afferma di aver deciso di supportare il gruppo di Yang, Humanity Forward, per contribuire a stimolare un più ampio piano di progetti pilota sperimentali sugli effetti di un reddito di base negli Stati Uniti  “Se i piccoli passi che stiamo compiendo oggi si combinano in esperimenti più ampi che informano quanto sia importante questa proposta del reddito di base, sarebbe fantastico. E più possiamo fare in questa direzione, meglio è. ”

Fonte

Basic Income Today

Meeting minutes del 29/5/2020 — quaccheri e hutteriti in Italia

Meeting Minutes del 29/5/2020 “Una cosa, tuttavia, è certa: si deve contribuire ad aumentare la scorta di amore su questa terra.” Etty Hillesum A sentire anche oggi i sermoni di pastori protestanti o di preti cattolici gli ebrei sarebbero la causa di tutti i mali, per non aver riconosciuto in Gesù il Messia promesso o […] […]

Meeting minutes del 29/5/2020 — quaccheri e hutteriti in Italia — Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

Protesta delle città contro le multinazionali

28.05.2020 – Pressenza Athens

Quest’articolo è disponibile anche in: FranceseTedescoGreco

Protesta delle città contro le multinazionali

In tutto il mondo, ma soprattutto in Europa, le città sono diventate un campo di battaglia chiave contro l’espansione e il potere delle multinazionali, potere che continua a crescere a dismisura. Questo è quanto si afferma in una pubblicazione comune della società civile europea e delle organizzazioni mediatiche, che sono parte della rete ENCO (rete europea degli osservatori aziendali)

La privatizzazione dell’approvvigionamento idrico, Airbnb e Uber, la lotta all’inquinamento ambientale causato dal traffico automobilistico e dalla circolazione di auto a diesel, l’insistenza su un’economia della “rilocalizzazione”, i cui profitti non finiscano nelle mani di azionisti all’estero – sono questi i motivi alla base di un duro scontro, uno scontro che vede coinvolti da una parte i cittadini che protestano e dall’altra i centri nevralgici del potere economico.

Il conflitto tra le città e le multinazionali non fa altro che rispecchiare quella pressione sulle istituzioni locali e sulle aree cittadine che, come conseguenza della crisi economica del 2008, ha continuato a crescere. La crisi ha poi portato con sé anche la politica dell’austerità, contrazioni dei bilanci, la finanziarizzazione del mercato immobiliare e una diminuzione del potere di acquisto, il tutto con drammatiche ripercussioni sulla popolazione. Dall’altra parte le città e i propri abitanti hanno però sviluppato una serie di strategie e iniziative forti e innovative, per affrontare le sfide globali, supportare l’economia locale, ridurre la propria impronta ecologica e garantire per ognuno una buona qualità di vita.

Il progetto “Città contro le multinazionali” è un segnale del fatto che i cittadini in tutta Europa stanno scendendo in campo per un cambiamento sociale progressivo e per la giustizia climatica. Tale iniziativa però mostra anche quanto siano numerosi gli ostacoli che questi attivisti si trovano a dover affrontare, a livello nazionale o europeo, nel rapporto con le potenti multinazionali.

Ad esempio, le normative europee in materia di appalti pubblici rappresentano ancora un ostacolo non irrilevante per tutti gli sforzi compiuti per supportare l’economia locale. Airbnb si è rivolta, con successo, alla Corte europea, potendo così evitare una regolamentazione delle sue attività da parte delle città. Ma non è tutto. Infatti, i gruppi aziendali hanno spronato la Commissione europea a imporre delle limitazioni ancora più restrittive alla politica comunale.

Le conseguenze di questa opera di convincimento sono diventate palesi nel piano d’azione per la definizione del mercato interno comune, piano presentato questa settimana. Esso prevede un nuovo impulso per le controverse linee guida sugli appalti di servizio. Diverse città europee temono che, nel momento in cui tali linee guida dovessero essere davvero implementate, alla fine si vedrebbero costrette a porre dei limiti al proprio diritto democratico di regolamentazione delle multinazionali.

Traduzione dal Tedesco di Emanuele Tranchetti

Protesta delle città contro le multinazionali

28.05.2020 – Pressenza Athens

Quest’articolo è disponibile anche in: FranceseTedescoGreco

Protesta delle città contro le multinazionali

In tutto il mondo, ma soprattutto in Europa, le città sono diventate un campo di battaglia chiave contro l’espansione e il potere delle multinazionali, potere che continua a crescere a dismisura. Questo è quanto si afferma in una pubblicazione comune della società civile europea e delle organizzazioni mediatiche, che sono parte della rete ENCO (rete europea degli osservatori aziendali)

La privatizzazione dell’approvvigionamento idrico, Airbnb e Uber, la lotta all’inquinamento ambientale causato dal traffico automobilistico e dalla circolazione di auto a diesel, l’insistenza su un’economia della “rilocalizzazione”, i cui profitti non finiscano nelle mani di azionisti all’estero – sono questi i motivi alla base di un duro scontro, uno scontro che vede coinvolti da una parte i cittadini che protestano e dall’altra i centri nevralgici del potere economico.

Il conflitto tra le città e le multinazionali non fa altro che rispecchiare quella pressione sulle istituzioni locali e sulle aree cittadine che, come conseguenza della crisi economica del 2008, ha continuato a crescere. La crisi ha poi portato con sé anche la politica dell’austerità, contrazioni dei bilanci, la finanziarizzazione del mercato immobiliare e una diminuzione del potere di acquisto, il tutto con drammatiche ripercussioni sulla popolazione. Dall’altra parte le città e i propri abitanti hanno però sviluppato una serie di strategie e iniziative forti e innovative, per affrontare le sfide globali, supportare l’economia locale, ridurre la propria impronta ecologica e garantire per ognuno una buona qualità di vita.

Il progetto “Città contro le multinazionali” è un segnale del fatto che i cittadini in tutta Europa stanno scendendo in campo per un cambiamento sociale progressivo e per la giustizia climatica. Tale iniziativa però mostra anche quanto siano numerosi gli ostacoli che questi attivisti si trovano a dover affrontare, a livello nazionale o europeo, nel rapporto con le potenti multinazionali.

Ad esempio, le normative europee in materia di appalti pubblici rappresentano ancora un ostacolo non irrilevante per tutti gli sforzi compiuti per supportare l’economia locale. Airbnb si è rivolta, con successo, alla Corte europea, potendo così evitare una regolamentazione delle sue attività da parte delle città. Ma non è tutto. Infatti, i gruppi aziendali hanno spronato la Commissione europea a imporre delle limitazioni ancora più restrittive alla politica comunale.

Le conseguenze di questa opera di convincimento sono diventate palesi nel piano d’azione per la definizione del mercato interno comune, piano presentato questa settimana. Esso prevede un nuovo impulso per le controverse linee guida sugli appalti di servizio. Diverse città europee temono che, nel momento in cui tali linee guida dovessero essere davvero implementate, alla fine si vedrebbero costrette a porre dei limiti al proprio diritto democratico di regolamentazione delle multinazionali.

Traduzione dal Tedesco di Emanuele Tranchetti