La vita difficile di tutti i giorni – PIERA COLOMBO MALTAGLIATI

La vita difficile di tutti i giorni

PIERA COLOMBO MALTAGLIATI

“Un giorno i tedeschi mi chiamarono al Comando in Valle, perché avevo un negozio e il bar, per sapere dove prendevo il latte dato che lo volevano anche loro.

Io, temendo di far restare senza la gente del paese, dimostrai che ne avevo una quantità ridotta per la popolazione e, anche al comando, riuscii a convincerli.”

La vita difficile di tutti i giorni – PIERA COLOMBO MALTAGLIATI

La vita difficile di tutti i giorni

PIERA COLOMBO MALTAGLIATI

(IMPIEGATA COMUNALE A QUEI TEMPI)

“Durante la guerra, e durante la Resistenza, c’erano i bollini per comprare quasi tutto: pane, latte, carne, riso, legna, zucchero…

In Comune c’era l’Ufficio Annonario che controllava la distribuzione dei bollini.

I prezzi erano calmierati, cioè uguali per tutti; il Podestà però poteva, in certe zone, correggerli secondo i casi.

Venivano assegnati i bollini per l’acquisto di gr. 70 di carne alla settimana per persona; la legna era fissata in Kg. 50 al mese per persona ed il messo comunale andava nelle cascine e stimava il quantitativo che il contadino poteva consumare per sé e la legna che invece doveva vendere con la tessera; il contadino firmava una carta che veniva poi recapitata in Comune.

Per i vecchi, i malati e i bambini c’erano poi dei supplementi di tessera.

Il pane era fissato in gr. 100 per persona al giorno e all’Ufficiale Sanitario si rendeva conto personalmente se nella famiglia c’erano dei bisognosi e ogni mese presentava una relazione in Comune che rilasciava tessere di supplemento, nei casi di bisogno.

Il latte era il genere alimentare più importante; a ciascun bambino veniva assegnato mezzo litro di latte a testa al giorno, se non aveva compiuto un anno e se veniva presentato il certificato di allattamento artificiale.

Dopo il compimento dell’anno, e per ogni adulto, veniva assegnato un quarto di latte al giorno.

Per il reperimento del latte necessario, ogni contadino doveva denunciare in Comune quanti litri di latte al giorno produceva. Da questo quantitativo veniva detratto un litro per la famiglia, un tot per il vitello (se la mucca aveva figliato) ed il resto doveva essere venduto a chi aveva la tessera.

Era il Comune che stabiliva da quale contadino andare a prendere il latte.

Allora, per noi che avevamo bottega, era un’impresa tener la contabilità. Si figuri che ogni sera dovevamo raccogliere tutti i bollini e metterli in bustine in numero di cento, tenere aggiornato il registro dei clienti ed ogni mese portare il tutto in Comune che si dava gli ordinativi di acquisto all’Ammasso, a seconda delle necessità e dello smercio del mese precendente.”

 

8 settembre 1943: militari allo sbando – PIERA COLOMBO MALTAGLIATI

8 settembre 1943: militari allo sbando

PIERA COLOMBO MALTAGLIATI

“Ricordo che nel 1944 c’erano degli avieri inglesi abbattuti e che si erano rifugiati al Gerbone in un capanno.

I signori Borsetta e Macchi andavano qualche volta a trovarli e ogni tanto incaricavano mia mamma, la Carolina Colombo (mentina), di potar loro da mangiare. E lei andava anche se aveva già 60 anni.”

 

8 settembre 1943: militari allo sbando: PIERA MALTAGLIATI E SARAFINO SAPOROTI

 

8 settembre 1943: militari allo sbando

PIERA MALTAGLIATI E SERAFINO SAPORITI
“La famiglia dell’ingegnere Foà fu tenuta nascosta in un locale del cortiletto qui dietro il negozio per l’intervento del rag. Macchi.”

“La famiglia dell’ingegnere Foà fu tenuta nascosta in un locale del cortiletto qui dietro il negozio per l’intervento del rag. Macchi.”