Relazione della Brigata Costanzia

29 gen

Foto 31: stralcio della relazione inviata al Comando Divisione Alto Milanese dal Comandate la 18° Compagnia, Carlo Ferrari che relaziona sulle operazioni di guerriglia partigiana nella zona di Olgiate Olona

Olgiate Olona, lì 10 giugno 1945

Atto di sabotaggio contro un palo di sostegno della linea elettrica ad alta tensione nei pressi di Castellanza, provocandone l’interruzione per la durata di giorni 3 – Distruzione e asportazione di cartelli indicatori germanici (a fare inizio dal mese di settembre 19439 – Attentato dinamitardo alla trebbiatrice che la rese inservibile.

Ritirato da comandate Luciano nr. 4 fialette di fosforo per 2 sabotaggi alla trebbiatrice che, riparata, aveva ripreso a funzionare, – Ricevuto da Pino alcuni chiodi per atti di sabotaggio alle gomme degli automezzi – Effettuato un attentato , servendosi di tale chiodi, che portò all’immobilizzazione di un autocarro per la foratura di tutte e quattro le gomme (marzo 1945)

E’ stata svolta attiva propaganda disgregatrice in seno ai reparti di stanza in Olgiate Olona.

 

 

 

La “Costanzia”

Foto 11: relazione che comprende anche i fatti avvenuti ad Olgiate , pur con qualche i imprecisione, nei giorni 25 e 26 aprile 1945.
Testo:
Radunava sotto il suo Comando la 8a Compagnia (Castellanza), la 18a (Olgiate Olona), 28a (Marnate), 38a (Gorla Minore) 48a (Solbiate Olona) .
I primi approcci per la costituzione risalgono al novembre ’43 e pur aumentando progressivamente, si potè dapprima contare su pochi elementi che limitarono la loro attività alla diffusione di manifestini.
Ai primi di febbraio del ’44 il lavoro si intensifica anche perché il Comando del Raggruppamento “A. Di Dio” viene trasferito proprio a Castellanza.
I giorni della liberazione furono veramente gloriosi per la “Costanzia” in quanto forte di 436 uomini, procede energicamente alla cattura di armi per i proprio equipaggiamento.
Le azioni dirette iniziarono col 25 aprile e prima fu l’assedio di un villino, posto in corso Sempione, occupato da ufficiali tedeschi che si arresero senza lotta. Poco dopo è la volta di un anticarro con a bordo 5 tedeschi, attaccato in località “Cascina Olmina”; il nemico lascia due morti e due feriti gravi. Più tardi, sempre nella giornata del 25 aprile, alla “Canazza” avviene uno scontro con due autoblinde le quali, nel tentativo di salvarsi, alzano prima bandiera bianca e poi lanciano furiose raffiche ferendo gravemente due patrioti. Alla fine però la lotta termina con l’annientamento degli equipaggi e la cattura degli automezzi.
Nei giorni seguenti le azioni si susseguono ininterrotte contro elementi tedeschi e fascisti sbandati che però fanno uso di armi. Il 26 viene fermata una macchina targata Mantova con a bordo 3 fascisti e la moglie dell’ex prefetto di Mantova; il 27 è la volta della Fiat 500 con fascisti che sparano sulla folla; il 28 un buon gruppo egregiamente armato accorre per fronteggiare la famosa colonna Stam e il 29 l’azione si ripete per la colonna segnalata nei pressi di Robecco.
Accanto a queste operazioni vanno ricordate pure quelle della 28a e 18a Compagnia contro l’armatissimo presidio magazzino di Olgiate Olona, terminate con la cattura di 18 uomini superstiti, mentre 6 furono feriti e 4 i morti.”
foto11

RELAZIONE

Foto 11: relazione che comprende anche i fatti avvenuti ad Olgiate , pur con qualche i imprecisione, nei giorni 25 e 26 aprile 1945.
Testo:
Radunava sotto il suo Comando la 8a Compagnia (Castellanza), la 18a (Olgiate Olona), 28a (Marnate), 38a (Gorla Minore) 48a (Solbiate Olona) .
I primi approcci per la costituzione risalgono al novembre ’43 e pur aumentando progressivamente, si potè dapprima contare su pochi elementi che limitarono la loro attività alla diffusione di manifestini.
Ai primi di febbraio del ’44 il lavoro si intensifica anche perché il Comando del Raggruppamento “A. Di Dio” viene trasferito proprio a Castellanza.
I giorni della liberazione furono veramente gloriosi per la “Costanzia” in quanto forte di 436 uomini, procede energicamente alla cattura di armi per i proprio equipaggiamento.
Le azioni dirette iniziarono col 25 aprile e prima fu l’assedio di un villino, posto in corso Sempione, occupato da ufficiali tedeschi che si arresero senza lotta. Poco dopo è la volta di un anticarro con a bordo 5 tedeschi, attaccato in località “Cascina Olmina”; il nemico lascia due morti e due feriti gravi. Più tardi, sempre nella giornata del 25 aprile, alla “Canazza” avviene uno scontro con due autoblinde le quali, nel tentativo di salvarsi, alzano prima bandiera bianca e poi lanciano furiose raffiche ferendo gravemente due patrioti. Alla fine però la lotta termina con l’annientamento degli equipaggi e la cattura degli automezzi.
Nei giorni seguenti le azioni si susseguono ininterrotte contro elementi tedeschi e fascisti sbandati che però fanno uso di armi. Il 26 viene fermata una macchina targata Mantova con a bordo 3 fascisti e la moglie dell’ex prefetto di Mantova; il 27 è la volta della Fiat 500 con fascisti che sparano sulla folla; il 28 un buon gruppo egregiamente armato accorre per fronteggiare la famosa colonna Stam e il 29 l’azione si ripete per la colonna segnalata nei pressi di Robecco.
Accanto a queste operazioni vanno ricordate pure quelle della 28a e 18a Compagnia contro l’armatissimo presidio magazzino di Olgiate Olona, terminate con la cattura di 18 uomini superstiti, mentre 6 furono feriti e 4 i morti.”