Tribunale di Roma accoglie tesi Unione Inquilini, non si sfratta chi non ha ricevuto ammortizzatori sociali

31.08.2020 – Roma – Redazione Roma

Tribunale di Roma accoglie tesi Unione Inquilini, non si sfratta chi non ha ricevuto ammortizzatori sociali
(Foto di Rifondazione Comunista)

 Un segnale importante ci indica l’ottimo lavoro del gruppo dei legali Unione Inquilini che si prepara per una stagione molto dura nei tribunali di tutta Italia.

Il Tribunale di Roma il 28 agosto ha infatti comunicato un’Ordinanza di rigetto per morosità dovuta a COVID.

Il giudice osserva: “che, parte intimata non ha contestato la morosità, eccependo che, a causa della pandemia da Covid – 19, veniva messa in Cassa Integrazione senza percepire ancora alcunché; che, inoltre, non aveva potuto chiedere il contributo comunale al pagamento del canone di locazione, data la dichiarata natura transitoria del contratto de quo;  e che, in ogni caso, la conduttrice ha manifestato la volontà di adempiere all’obbligazione contrattuale versando somme in acconto (€ 250,00 per il mese di aprile ed € 200,00 dopo la notificazione dell’atto di intimazione) e che, dunque, il suo comportamento risulta incompatibile con la volontà di porre fine al contratto di locazione;”

Possiamo quindi portare in difesa degli inquilini l’articolo 91 del Decreto Cura Italia, che prevede l’esclusione delle responsabilità del debitore nel caso di omissioni o inadempienze se si provasse che la causa è stata dettata dell’emergenza sanitaria. Nel caso specifico l’inquilino non aveva percepito la cassa integrazione e tantomeno il contributo all’affitto.

Una misura necessaria per placare l’emorragia di sfratti che già avevamo segnalato con 500 richieste a settimana solo nel Tribunale di Roma.

Inoltre il giudice aggiunge che: “il perdurare dell’emergenza richiede estrema prudenza nel valutare la richiesta concessione di ordinanza di rilascio;che, in definitiva, sussistono gravi ragioni per denegare il provvedimento di  rilascio.” Insomma l’emergenza sanitaria ha imposto una crisi economica senza precedenti che non può essere addebitata ai soli cittadini, soprattutto di coloro che stanno vivendo le maggiori difficoltà perdendo il lavoro e di fronte ad amministrazioni incapaci di elargire tempestivamente i contributi affitto sui quali il Governo per altro ha speso ben poco delle risorse in disponibilità.

Insomma i ritardi nello stanziamento degli ammortizzatori sociali non possono determinare la perdita della casa, per questo invitiamo tutti gli interessati a rivolgersi alle sedi unione inquilini per contrastare efficacemente le richieste di convalida di sfratto.

Ufficio Stampa – Unione Inquilini

Silvia Paoluzzi 3384283726

Meeting Minutes

Meeting minutes di fine agosto

” Si è «a casa». Si è a casa sotto il cielo. Si è a casa dovunque su questa terra, se si porta tutto in noi stessi. Spesso mi sono sentita, e ancora mi sento, come una nave che ha preso a bordo un carico prezioso: le funi vengono recise e ora la nave va, libera di navigare dappertutto.”
Etty Hillesum

Su Netflix è possibile vedere il film “Il diario di Anna Frank”, utile per chi non lo ha letto

“Tacere non significa essere muti, come la parola non è chiacchiera. State muti non ci dà solitudine e chiacchiere non ci à comunità.

“Dietrich Bonhoeffer

Il più grande ostacolo per trovare le risposte è la nostra svogliatezza nel cercarle

Zygmunt Bauman

* 1994 L’IRA dichiara la cessazione di tutte le operazioni militari.

Preghiera

Dio misericordioso e Santo, donaci saggezza per riconoscerti, fervore per cercarti, occhi per accorgerti, un cuore per riflettere su di te e una vita per annunciati, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.Amen

Poesia di David Herr

Through nature’s
Beauty and splendor
I see God
As loving and tender

Attraverso la naturaBellezza e splendoreVedo DioAmore e tenero

Buon compleanno, Josephine St. Pierre Ruffin (31 agosto 1842-13 marzo 1924)! Suffragista. Giornalista. Il leader dei diritti civili. Fondatrice di ′′ Era Donna,” il primo giornale pubblicato da una donna afroamericana. Ha lavorato come editrice dal 1890 al 1897. Nata ed è morta a Boston, Massachusetts. Sepolta nel cimitero del Monte Auburn, Cambridge, Massachusetts.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon compleanno, Charles Nordhoff (agosto) 31, 1830 luglio 1901)! Giornalista. Autore del libro classico ′′ Società Comunistiche degli Stati Uniti: Dall’osservazione personale ′′ (1875), in cui descrive le sue visite ai gruppi comunitari della sua giornata: la Amana Society (Iowa), gli armonisti dell’economia (Pennsylvania) , i Separatisti di Zoar (Ohio), la Comunità Oneida (New York), i Comuni di Aurora e Bethel, la Colonia del Vescovo Hill, gli Icarians, gli Shakers e altri. Tutti si basavano su qualche eccentrica forma di cristianesimo, solitamente con un leader carismatico. Il libro è ancora in stampa e facilmente disponibile. Nordhoff nacque a Erwitte, in Germania, e morì a San Francisco, in California.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Profondo rammarico per la morte di Ebru Timtik

29.08.2020 – Redazione Italia

Profondo rammarico per la morte di Ebru Timtik

Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime il proprio profondo rammarico per la morte dell’avvocata Ebru Timtik.

Componente del Foro di Istambul, membro dell’Ufficio Legale del Popolo e dell’Associazione degli Avvocati Progressisti della Turchia era attivamente impegnata nella difesa dei cittadini delle fasce più deboli della popolazione considerati oppositori del governo turco. Ha lottato per la libertà di espressione e la garanzia di procedimenti giudiziari equi contro l’illegalità e le violazioni del diritto alla difesa subiti dagli avvocati turchi, pagandone le ingiuste conseguenze.

Arrestata il ​​12 settembre 2018 con l’accusa di aver partecipato ad un’organizzazione terroristica armata assieme ad altri avvocati, ha subito un iniquo processo dinanzi all’Alta Corte Penale di Istambul, privo delle minime garanzie riconosciute dalla stessa Costituzione turca: in assenza degli avvocati difensori e degli imputati e su una testimonianza anonima.

Per questo motivo, gli ordini degli avvocati di Istanbul, Ankara, Izmir, Antalya, Bursa e Aydın hanno presentato una denuncia al Consiglio dei giudici e dei pubblici ministeri.

Dopo la sua condanna a 13 anni e 6 mesi di prigione, aveva iniziato uno sciopero della fame il 5 febbraio scorso: “Vogliamo giustizia con le mani e le braccia legate – dichiarava la stessa Ebrum dal carcere – non possiamo fare niente. Questo è ciò che ci fa più male ”.

A seguito di un violento tentativo di colpo di stato, il 15 luglio 2016 il governo della Turchia ha dichiarato lo stato di emergenza avviando una politica di sicurezza nazionale con licenziamento di tutti i dipendenti pubblici considerati legali all’organizzazione eversiva e con repressione dei cittadini ritenuti aderenti al movimento, compresi i loro avvocati difensori.

Nel 2010 e nel 2017, inoltre, sono state introdotte delle riforme costituzionali nell’ordinamento Turco che hanno compromesso l’indipendenza dei pubblici ministeri e dei giudici, consentendo al Governo e al Capo dello Stato di nominare pro-potere posizioni chiave nella magistratura, come il Ministro della giustizia.

Questi, titolare del potere disciplinare sui magistrati, svolge anche la funzione di presidente del Consiglio supremo dei giudici e dei procuratori (organo di garanzia della magistratura) e ne nomina la metà dei membri, di fatto avendone la maggioranza sin dalla sua costituzione.

La denuncia degli avvocati turchi richiama l’attenzione della comunità internazionale sulla violazione dei principi fondamentali di indipendenza giudiziaria delle Nazioni Unite.

La diffusa persecuzione di avvocati, giornalisti e altri difensori dei diritti umani attraverso procedimenti penali, condanne, detenzioni arbitrarie e altre gravi violazioni dei diritti umani in contrasto con il diritto internazionale, nonché con i dettami degli articoli 7, 8, 9, 10 e 11 della D.U.D.U. destano molta preoccupazione.

Come si legge sul rapporto nell’ambito della politica di allargamento dell’UE del 2019 sulla Turchia, “ l’ampia scala e natura collettiva delle misure adottate dopo il tentato colpo di stato nello stato di l’emergenza, come i licenziamenti, gli arresti e le detenzioni diffuse, desta crescenti preoccupazioni…la pressione politica su giudici e pubblici ministeri e trasferimenti di un gran numero di giudici e pubblici ministeri contro la loro volontà sono continuati anche successivamente. Ciò continua ad avere un impatto negativo sull’indipendenza, la qualità e l’efficienza complessiva della magistratura. La grande scala di assunzioni di nuovi giudici e pubblici ministeri con l’attuale sistema sono preoccupanti perché non sono state prese misure per affrontare la mancanza di obiettivi, meritocratici, uniformi e criteri prestabiliti per il loro reclutamento e promozione.”

L’istituzione giudiziaria, la sua indiperndenza e terzietà sono caposaldo dello stato democratico.

L’avvocato svolge un’imprescindibile e fondamentale funzione sociale volta all’attuazione dei principi costituzionali e del diritto internazionale, con il diritto di svolgerla con libertà e dignità in qualunque paese eserciti la sua professione.

L’avvocata Timtik non ha potuto trovare altra forma di efficace denuncia accordata dal sistema giuridico se non il digiuno fino alla morte, lasciandoci come martire per la giustizia.

Questa vicenda lascia spazio a molte riflessioni sull’inviolabilità del ruolo dell’avvocatura e della magistratura ma anche sulla perfettibilità degli strumenti internazionali a tutela dei diritti umani e della stessa legalità.

Un avvocato sa che la legalità senza giustizia non è in grado di assicurare il benessere sociale, ecco perché si batte per assicurare il corretto funzionamento della giustizia e il rispetto dei principi del proprio ordinamento.

In CNDDU propone a tutti i docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado di diffondere tra i giovani l’interesse per i difensori dei diritti umani del panorama internazionale promuovendolo attraverso la metodologie didattica del role playng, avviando un approfondimento sulla vicenda dell’avvocata Timtik, affidando poi ad alcuni alunni il ruolo di avvocati difensori dell’imputata, ad altri alunni il ruolo del pubblico ministero a sostegno dell’accusa, ad altri ancora il ruolo di giudici del processo al fine di simularne lo svolgimento secondo i nostri principi costituzionali, successivamente invertire i ruoli e infine riscrivere la sentenza documentando le attività in un video o produzione multimediale da inviarci.

Parimenti potrebbe farsi per altri avvocati per i diritti umani vittime contemporanee della “legalità” dei loro paesi come Nasrin Sotudeh, Xie Yang, Tahir Elci, Aytac Unsal al fine di creare una vera e propria bacheca multimediale delle sentenze dei nostri studenti da pubblicare il 24 gennaio 2021, in occasione della giornata internazionale dell’avvocato.

Concludiamo con le parole di Piero Calamandrei, affidate al Corriere della Sera del 25 agosto 1943, e con la sua riflessone sul ruolo degli avvocati durante il fascismo: << Noi soli, insieme con la magistratura, abbiamo vissuto questo tormento delle leggi che si sbriciolavano come cartapesta tarlata tra le mani di chi voleva servirsene… gli avvocati sono pronti a reagire contro l’ingiustizia e a considerare la ribellione alla legalità come il più elementare dei loro doveri… l’esercizio dell’avvocatura è scuola di libertà e di dignità, dove l’amore della giustizia vale, più che come stimolo di eloquenza, come regola di vita >>.

Veronica Radici

CNDDU

Meeting Minutes domenicale

Meeting Minutes domenicale

” Fa’ ciò che la tua mano e il tuo spirito si trovano a fare, tuffati in ogni ora e non metterti subito a ruminare coi tuoi pensieri, le tue parole e le tue preoccupazioni sulle ore successive “
Etty Hillesum

“Non delle nostre speranze dovremo vergognarci un giorno , ma della mancanza di speranza misera e angosciosa che non ha confidato affatto in Dio, che non si è sostenuta, per falsa umiltà, sulle promesse date a Dio. Dietrich Bonhoeffer

* 1949 A Torino, processo al primo obiettore di coscenza italiano, Pietro Pinna.* Giornata internazionale dei desaperesidos* 1797 nasce a Londra Mary Wollstonecraft Godwin, scrittrice e saggista (I diritti delle donne)

Non puoi mai vivere davvero la vita di qualcun altro, nemmeno di tuo figlio. L’influenza che gli eserciti è attraversato la tua vita, e attraverso ciò che sei diventato nel tempo.Eleonor Roossevelt

No non vengo dal gruppo bolognese ma quello di stranieri di Milano

Quando mi presentai a Bologna a Pier Cesare Bori gli consegnai il mio biglietto da visita di Legnano MI con questa frase del fondatore del socialismo religioso. Mi disse interessante mentre altri – non cristiani -dissero…ancora?Per fortuna in Italia come in Grecia e tutta l’Africa il quaccherismo è solo cristiano… in maggioranza assoluta mondiale; strada facendo scoprii poi il “nascosto dai quaccheri stessi ” l’ inglese Emil Fuchs che era stato luterano, proprio come me (del socialismo religioso inglese) e avvennero – nonostante tutto – le nozze coi quaccheri.Ma non con tutti ben inteso… il mondo è grande ma il mio è piccolo. «Cristo è più grande del cristianesimo, ed è diverso dal cristianesimo. Dio può essere là dove la religione non è, e può non essere là dove la religione è. Egli è presente dove è fatta la sua volontà in verità, libertà, umanità e amore, nella giustizia del suo Regno. Dio odia il credo, odia la teologia, odia l’erudizione dei dottori della Legge, odia la pietà, odia il culto dove non è fatta la sua volontà nella giustizia, ma è presente dove è fatta la sua volontà anche se egli non è conosciuto o nominato. Dio si serve dei non credenti per giudicare i credenti, si serve dei pagani per svergognare i cristiani. Non il cristianesimo, ma il Regno, e nel Regno l’uomo.»(Leonhard Ragaz)

Buona domenica, anche se Ragaz preferiva istruire religiosamente le classi lavoratrici il sabato pomeriggio con la politica internazionale, l’amicizia ebraica coi profughi e Martin Buber, dopo aver rinunciato alla Cattedra Universitaria e abbandonato la chiesa cantonale riformata. Per niente pacifista. Conservatrice.

Italia e Serbia “unite” contro l’uranio

29.08.2020 – Gregorio Piccin

Italia e Serbia “unite” contro l’uranio
(Foto di Il Giornale Popolare)

La responsabilità istituzionale per le “vittime interne” dell’uranio impoverito impiegato nelle “guerre umanitarie” della Nato è stata dimostrata inequivocabilmente dalla relazione finale della IV Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dall’on. GianPiero Scanu e dalle 170 cause di servizio risarcitorie e indennitarie a favore di altrettanti ex militari strappate nei tribunali al ministero della Difesa dall’avvocato Angelo Fiore Tartaglia. Per le responsabilità individuali delle alte cariche istituzionali dovremo invece attendere gli esiti delle indagini aperte dalla Procura della Repubblica di Roma e dalla Procura Militare grazie ad un esposto depositato recentemente dal generale Roberto Vannacci e supportato dalle dichiarazioni pubbliche del colonnello Fabio Filomeni.

Ma quella che si prospetta come una spallata definitiva al muro di gomma (nazionale ed internazionale) sull’affaire uranio impoverito è la inedita saldatura tra le vittime militari dei Paesi che parteciparono all’aggressione e quelle civili dei Paesi aggrediti.

Gli incontri alla base di questa iniziativa epocale si svolgono da oltre un anno, con molta discrezione, nello studio romano di Angelo Tartaglia. L’eco dei ripetuti successi dell’avvocato italiano, che non pochi grattacapi ha procurato e sta sta procurando al ministero della Difesa, hanno raggiunto il suo collega serbo Srdjan Aleksić il quale, accompagnato da Domenico Leggiero dell’Osservatorio militare ha voluto assolutamente incontrarlo.

Oggi sono pronti a rendere pubblica, in esclusiva per Il Manifesto, la loro strategia che punta ad ottenere verità e giustizia ai massimi livelli.

Ho incontrato il mio collega Srdjan Aleksić per la prima volta presso il mio studio.” – ci spiega Tartaglia – “Mi raccontò di aver perso la madre a causa dell’uranio impoverito. È uno dei più autorevoli avvocati dei Balcani e si è subito creato fra di noi una grande intesa professionale ed umana. È arrivato il tempo di affrontare questa tematica che in Italia ha colpito e continua a colpire i nostri militari reduci da queste aree contaminate, ad un livello più alto. Affrontare la questione nei tribunali in Serbia significa entrare nel cuore giuridico del problema. Non risparmierò le mie energie, dedicherò tutto me stesso e con me il mio collega finch é non avremmo raggiunto lo scopo di tutelare tutti. Mai più un danno così enorme alle persone inermi ed al territorio….”.

Aleksić è infatti molto noto in Serbia: da anni organizza presso l’università di giurisprudenza di Niš convegni internazionali sull’uranio impoverito coinvolgendo massimi esperti da Russia, Giappone, Francia, Belgio, Germania e Cina.

Il problema delle conseguenze dei bombardamenti è stata la mia ossessione per parecchi anni” – ci confida Aleksić – “Non solo per la tragedia che ha colpito la mia famiglia ma anche per i contatti personali quotidiani con i miei concittadini e con le persone del sud di Serbia. Il carcinoma ed altre malattie gravi con aumento di mortalità hanno segnato gli anni dopo l’aggressione criminale della Nato. Anzi, queste malattie sono diventate sinonimo dell’aggressione stessa. Grazie all’esperienza accumulata dal mio collega Tartaglia, faremo partire in autunno a Niš, Kragujevac, Belgrado, Vranje e Novi Sad altrettante cause risarcitorie. Si tratta di cause a favore dei malati di carcinoma, con incontestabili prove mediche che la malattia e’ provocata dall’uranio impoverito sparso durante i bombardamenti della Nato”.

Oltre alla sua esperienza l’avvocato Tartaglia ha messo a disposizione le perizie di istituzioni di riferimento che in Serbia non esistono come la Clinica Universitaria La Sapienza di Roma, l’Istituto di nanotecnologia di Milano e il Politecnico di Torino.

E comunque le cinque cause saranno solo il primo passo”- continua Aleksić – “Nel mio ufficio adesso ho più di duemila casi di persone malate che in quel periodo lavoravano in Kosovo e Metohija. Dobbiamo radunare tutti i malati di carcinoma e altre malattie causate dall’uranio perché ogni singolo caso possa essere giustamente risarcito. Ciò vale anche per le famiglie dei morti che possiedono documentazione medica adeguata con prova della causa di morte. Verificheremo ogni singolo caso presso l’Istituto di nanotecnologia in Italia, presenteremo ogni singolo caso nei tribunali in Serbia e tramite le migliaia di cartelle cliniche chiederemo all’Onu di inviare ispettori indipendenti per fare verifiche sulla contaminazione dei territori a distanza di 21 anni dai bombardamenti. Poi ci rivolgeremo alla Corte dei diritti dell’uomo a Strasburgo e informeremo il Parlamento europeo. Il nostro obiettivo è che in tali process i siano chiamati in causa anche i Paesi che hanno partecipato direttamente o indirettamente ai bombardamenti Nato del 1999 anche mettendo a disposizione le loro basi. Questi Paesi, per la quasi totalità europei, dovranno farsi carico della bonifica totale dell’uranio impoverito presente sui nostri territori”.

Mentre la relazione finale della IV Commissione parlamentare d’inchiesta è stata depositata dallo stesso Scanu presso la presidenza del Parlamento europeo, l’internazionalismo giuridico che gli avvocati Tartaglia ed Aleksić stanno mettendo in campo varca i confini del legittimo risarcimento per le vittime militari e civili di questo maledetto metallo pesante ed assume chiari contorni politici: ristabilire finalmente quel diritto internazionale ed umanitario espropriato e fatto a pezzi dalla Nato.

150 di Montessori

28.08.2020 – Cristina Mirra

150 di Montessori

Può essere stata la non sopportazione della sofferenza altrui a far scaturire in Maria Montessori la voglia di diventare medico o forse chissà. Quel che è certo e che alla Montessori bambina e a i suoi genitori un medico aveva dato pochi giorni di vita e lei rassicurandoli disse: ” non preoccupatevi, non morirò. Ho troppe cose da fare”.
E di cose ne ha fatte. Tante. Tutte bellissime. Con una laurea in medicina è diventata attivista perché le donne dell’epoca potessero avere diritto al voto e con bambini considerati “deficienti”, e per questo costretti a vivere in stanze senza giocattoli né vita, ha costituito una classe che agli esami di quinta elementare ha conseguito risultati uguali o migliori dei coetanei ritenuti normali.
Ci ha insegnato, la Montessori, che il modo migliore per cambiare qualcosa e creare qualcos’altro di meglio in grado di sostituire quel che c’era. E ci ha insegnato che l’amore per gli altri fa amare sé stessi. Di più.
Lei che è stata una costruttrice di bellezza ha creato un metodo scientifico con il quale i bambini crescono in armonia perché in conformità con i propri talenti, con le proprie propensioni, con il proprio disegno interiore.
La scuola fascista, con l’obiettivo di avere uomini da dirigere, la scuola di ispirazione capitalista che crea consumatori egocentrici, competitivi e individualisti, la scuola montessori con classi disomogenee perché ognuno possa sviluppare la propria unicità, la propria bellezza interiore, che batte ogni insignificante e spesso ridicola ricerca di rientrare negli standard come tanti manichini senza contenuti.
La bellezza interiore, quella dello sguardo materno sul mondo, quello che porta ad opporsi all’invio di qualsiasi arma, anche giocattolo, a paesi in guerra o nei quali non esistono diritti, quello che ti porta a non correre per l’ultimo posto a sedere su un treno e a rispettare le altre specie terrestri e la natura.
150 anni fa è nata una donna con un amore per gli altri sufficiente da aver creato un metodo educativo che rende ogni bambino libero, propulsore di bellezza, unicità e amore. Possiamo pensare di far crescere i bambini in un altro contesto?

Maria Tecla Artemisia Montessori nota come Maria Montessori nasce a Chiaravalle il 31 agosto 1870 e morirà a Noordwijk il 6 maggio 1952. E’ stata un’educatrice, pedagogista, filosofa, medico, neuropsichiatra infantile e scienziata italiana, internazionalmente nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole materne, elementari, medie e superiori in tutto il mondo; fu tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia.

Il 31 agosto 2020, a 150 anni dalla sua nascita Metaeducazione e ABC vuole festeggiare questa donna, presso l’Osservatorio dei diritti, della geopolitica e dell’ambiente “Una Stanza Tutta Per Noi” a Villa Litta Milano, con insegnanti e persone che da anni sono impegnate a diffondere e difendere il metodo.

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 29/8/2020

«Trovo bella la vita, e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile, ma non è grave. Dobbiamo prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e “lavorare sé stessi” non è proprio una forma di individualismo malaticcio. Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in sé stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo. È l’unica soluzione possibile. E così potrei continuare per pagine e pagine. Quel pezzetto d’eternità che ci portiamo dentro può esser espresso in una parola come in dieci volumi. Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio, nell’anno del Signore 1942, l’ennesimo anno di guerra.» (Diario, pp. 126-127)

““…riposare in se stessi”, e forse sarebbe anche la definizione più completa di come io sento la vita: io riposo in me stessa. E questo “me stessa”, la parte più profonda e ricca di me in cui riposo, io la chiamo “Dio” “

Etty Hillesum

“VORREI ANDARE SOLA” (Poesia – Terezin) Vorrei andare soladove c’è un’altra gente migliorein qualche posto sconosciutodove nessuno più uccide.Ma forse ci andremo in tantiverso questo sogno,in mille forsee perché non subito?(Alena Synkovà) Alena Synkovà scrisse questa poesia quando era una bambina, internata a Terezin; aveva 16 anni quando fu liberata.

Colui che disprezza un uomo non ne potrà trarre mai nulla
Ditrich Bonhoeffer

Signore mio Dio, non ho alcuna idea di dove sto andando, non vedo la strada che mi è innanzi, non posso sapere con certezza dove andrà a finire.E non conosco davvero neppure me stesso.E il fatto che penso di seguire la tua volontà non significa che la stia davvero facendo.Avrò però sempre fiducia in teper quanto mi possa sembrare di essere perduto e avvolto nell’ombra della morte.Non avrò paura, perché tu sei sempre con me e non mi lascerai mai solo di fronte ai pericoli.amenThomas Merton
 Come supportiamo la lotta dei disabili italiani? Pensieri petizioni e preghiere, naturalmente.
A noi non ci fanno fessi con le parole. Gli italiani boccaloni possono pure stargli dietro: noi NO. Astensione attiva al voto

In memoria

Buon compleanno, Arndt Pekurinen (Agosto. 29, 1905-novembre. 5, 1941). pacifista. Obiettore di coscienza. Nato a Juva, Finlandia. Arndt si è rifiutato per la prima volta la coscrizione militare quando ha compiuto 21. anni. È stato mandato in prigione per due anni. All’epoca erano ammesse esenzioni religiose, e Arndt era un uomo religioso. Ma ha rifiutato di essere scusato per questi motivi. Voleva il diritto di rifiutare il servizio militare per motivi puramente morali ed etici. La sua ispirazione è arrivata da Leo Tolstoj e il Sermone sul Monte. Nel novembre 1929, Arndt fu ritirato dalla polizia e portato al centro di coscrizione di Helsinki. Si è rifiutato di spogliarsi per l’esame medico, così è stato spogliato con forza. Si è rifiutato di indossare l’uniforme dell’esercito, o di eseguire qualsiasi lavoro. Alla fine è stato spedito all’ospedale psichiatrico di Lapinlahti. Il 31 dicembre 1929 fu corte marziale e mandato a casa. Nove anni dopo, nel 1939, Arndt fu nuovamente scelto nell’esercito. Ancora una volta è stato corte marziale per rifiuto di collaborare e mandato in carcere. Parolato nell’ottobre 1941, ha avuto una breve riunione con la sua famiglia, prima di essere spedito in guerra contro la sua volontà. All’arrivo davanti, si è rifiutato di indossare un’uniforme o un braccio da orso. L ‘ ufficiale comandante, il Capitano Pentti Valkonen, non aveva pazienza per gli obiettori coscienziosi. Ha ordinato ad Arndt di essere giustiziato senza processo. L ‘ esecuzione è stata effettuata immediatamente. ~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon compleanno, Mary Garrett Hay (Agosto. 29, 1857-Agosto. 29, 1928)! Suffragista. Attivista per la temperatura. Presidente della New York Equal Suffrage League (1910-1918). Presidente del partito suffrage femminile di New York (1912-1918). Presidente della New York City League of Women Voters (1918-1923). Fondatrice della National American Woman Associazione Suffragio. Compagna e compagna di Carrie Chapman Catt. Mary e Carrie sono sepolti fianco a fianco nel cimitero di Woodlawn, Bronx, New York. La loro lapide legge: ′′ Qui si trovano due, uniti in amicizia per 38 anni attraverso un servizio costante a una grande causa.” Nata a Charlestown, Indiana. Morta a New Rochelle, New York.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon compleanno Edward Carpenter (agosto. 29, 1844-28 giugno 1929)! Pacifista. Socialista. Poeta. Filosofo. Ambientalista. Vegetariano. Creatore di sandali. Avvocato dello stile di vita semplice. Studente di religioni orientali. Attivista per i diritti gay. Autore di ′′ Verso la democrazia ′′ (1883), ′′ Civilizzazione: la sua causa e cura ′′ (1889), e ′′ Il sesso intermedio: uno studio di alcuni tipi transitori di uomini e donne ′′ (1912), tra le altre opere. Amico di Walt Whitman. Noto come il ′′ padrino gay della Sinistra britannica.” Ha avuto una relazione lunga 37 anni con George Merrill. Nato a Brighton, Inghilterra. Seppellito nel cimitero del Monte (ovvero il cimitero di Guildford), Guildford, Surrey, Inghilterra, insieme a George.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Di ieri sera:

In questa data nel 1528 (28 agosto), Thomas Herrmann fu bruciato sul rogo a Kitzbuhel, Austria. Era un Anabaptista. (Cfr. Specchio dei martiri, p. 422.)~ La serie di esecuzioni Anabaptist di Marginal Mennonite Society

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 28.8.2020

“Vivere pienamente ovunque tu decida di farmi fermare”
EttyHillesum

“se la Parola di Dio è presso d me, trovo fuori dalla patria la mia via, nell’ingiustizia il mio diritto , nell’incertezza il mio sostegno, nel lavoro la forza, nel dolore la pazienza, Dietrich Bonhoeffer

L’arroganza occidentale che fa ritenere di avere tutto da insegnare agli altri e nulla da imparare dagli altri, non è giusta.Martin Luther King* Sant’ Agostino di Ippona dottore della Chiesa

Preghiera per i senza lavoro, nuovi e di lunga data come me dal 2013, oltre i politici parolai

O Dio tu hai guardato con compassione alle persone stanche per i viaggi e per gli anni, li hai visti come pecore senza pastore, li hai sostenuti e hai provveduto alle loro necessità. Ti preghiamo, sii con chi si trova nella medesima situazione anche nel nostro mondo e nei nostri giorni, aiutaci a farcene carico come ci ha mostrato tuo figlio, Gesù Cristo.amen

In memoria

Pubblicata oggi per fuso orario diverso dagli USA
In questa data nel 1555 (27 agosto), quattro Anabaptisti sono stati bruciati sul rogo sul mercato di Anversa, Belgio. I loro nomi erano: Pieter van Beringen (ovvero ′′ Peter con il piede noioso ′′), Jan Deels (ovvero Jan Droochscheerder), Hans Verhoeven (ovvero Hans Borduerwercker) e Frans Swertveger (ovvero Frans Sweerdtveger). Vedi lo specchio dei martiri, p. 550. (Foto: Grote Markt, Anversa). Il mio amico è il mio amico~ La serie di esecuzioni Anabaptist di Marginal Mennonite Society

Il primo ministro canadese Mackenzie King aprì il vaso di Pandora atomico

27.08.2020 – Pressenza New York

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Il primo ministro canadese Mackenzie King aprì il vaso di Pandora atomico
Il primo ministro Mackenzie King con il presidente Franklin D. Roosevelt e Winston Churchill durante la conferenza di Quebec, 18 agosto 1943

Il 19 agosto cade l’anniversario della firma dello storico accordo di Quebec da parte del presidente Roosevelt e del primo ministro Churchill nella omonima città nel 1943, con cui gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Canada decisero di sviluppare congiuntamente la bomba atomica.

I canadesi e il resto del mondo non dovrebbero dimenticare che è stato il primo ministro liberale Mackenzie King a scoperchiare il vaso di pandora delle armi atomiche. King lasciò letteralmente che il nucleare “scappasse” dall’uranio canadese, scatenando delle conseguenze terribili che minacciavano l’esistenza stessa dell’umanità.

Nel giugno del 1942 Malcom McDonald, alto commissario britannico in Canada, lo informò del progetto di costruzione di una bomba atomica del Regno Unito, arma a cui si faceva riferimento con il criptonimo “Tube Alloys”. Il messaggio per il primo ministro era il seguente: chiunque avesse posseduto un’arma militare del genere avrebbe vinto la guerra.

Solo un mese dopo, con un ordine segreto emanato dal Consiglio, vennero stanziati 75.500.000 dollari per il governo canadese, da destinare all’acquisto di un numero sufficiente di azioni dell’Eldorado: l’obiettivo era prendere effettivamente controllo dell’azienda e della sua miniera di uranio a Port Radium nei Northwest Territories.

Alla luce di una possibile invasione dell’Inghilterra da parte dei nazisti, ad agosto King concesse anche a un gruppo di scienziati britannici l’autorizzazione a costruire un impianto atomico per lo sviluppo di un reattore nucleare presso l’università di Montreal. Gli inglesi ordinarono diverse tonnellate di minerale di uranio alla Eldorado e, su direzione del ministro delle armi e delle munizioni C.D. Howe, ricevettero dell’acqua pesante dalla società “Consolidated Mining and Smelting company in Trail, B.C.” per la moderazione della reazione nucleare.

Durante la prima conferenza, tenutasi ad agosto 1943 a Quebec e in cui King ospitò Winston Churchill e il presidente Roosevelt, lo sviluppo congiunto di una bomba atomica fu uno dei temi più caldi. Sir John Anderson, un membro del gabinetto di guerra di Churchill, responsabile del progetto britannico per la produzione dell’arma nucleare, scrisse la bozza dell’accordo di Quebec pronto per essere firmato da Churchill e Roosevelt, accordo che, citando testualmente Mackenzie King, “rese anche il Canada parte integrante dello sviluppo.”

L’accordo per la cooperazione anglo-statunitense sullo sviluppo della bomba atomica, firmato il 19 agosto, prevedeva che ci fosse un totale scambio di informazioni e idee relative a ogni sezione del progetto tra i membri del comitato per le politiche congiunte, comitato in cui C.D. Howe, il ministro più potente del governo di King, rappresentava il Canada.

A gennaio 1944 il governo canadese nazionalizzò l’Eldorado e la trasformò in una corporazione della corona, così da garantire che l’uranio canadese fosse destinato al progetto di Manhattan. La raffineria di Eldorado a Port Hope, Ontario, era l’unica in Nord America capace di sgrezzare il minerale dall’uranio proveniente dal Congo belga, la maggior parte del quale (insieme all’uranio canadese) fu impiegato nella creazione delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki.

Ad aprile 1944 il comitato di guerra del gabinetto di King stanziò 71 milioni in dollari odierni per mettere in piedi un reattore nucleare pilota ad acqua pesante a Chalk River, Ontario, nell’ambito di un progetto anglo-americano-canadese.

Dopo essere venuto a sapere che gli americani avevano lanciato una bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto 1945, causando immediatamente più di 70.000 vittime, ecco quello che scrisse King sul suo diario: “Ora vediamo cosa sarebbe potuto accadere ai britannici se gli scienziati tedeschi ci avessero battuto sul tempo nel produrre un’arma nucleare. È un sollievo che la bomba si sia abbattuta sui giapponesi invece che sulle popolazioni bianche europee.”

Dopo che Igor Gouzenko, impiegato di cifratura presso l’ambasciata russa a Ottawa, disertò il Canada, King si convinse che Dio gli avesse affidato una missione: svelare “l’intrigo russo contro il mondo cristiano”, ovvero che l’Unione Sovietica tramava in segreto la conquista del globo.

Il Canada fu costretto a cercare rifugio sotto l’ombrello nucleare americano. “La bomba atomica ha cambiato tutto,” concluse King. “Ora la zona a nord del nostro paese è la più scoperta a una possibile offensiva contro il continente.” “Se mai dovesse scoppiare una guerra tra la Russia e una qualsiasi parte del Commonwealth britannico e gli Stati Uniti”, scrisse, “il Canada sarebbe il teatro degli scontri e tutto ciò che ci sta a cuore verrebbe spazzato via.”

King e il nuovo primo ministro inglese Clement Attlee arrivarono a Washington nel novembre del 1945 per discutere della bomba e dell’energia atomica con il presidente Truman.

Truman suggerì che Vannevar Bush, coordinatore del ministero statunitense per la ricerca scientifica e lo sviluppo, sir John Anderson e Lester Pearson, l’ambasciatore canadese a Washington, redigessero la bozza di un ulteriore accordo relativo al controllo dell’energia atomica e della bomba atomica sotto gli auspici delle Nazioni Unite.

Tuttavia, l’accordo tra Truman, Clement Attlee e Mackenzie King non sortì gli effetti sperati. Allarmato dalle nuove rivelazioni sullo spionaggio di Gouzenko e dall’aver scoperto che i russi erano riusciti ad aver accesso al progetto di Manhattan, grazie ad alcuni scienziati che aveva spifferato dei segreti sull’arma nucleare, il congresso statunitense approvò l’Atomic Energy Act, firmato dal presidente Truman il 1° agosto 1946. Con questo accordo si proibì la condivisione di informazioni sul nucleare con altre nazioni e venne istituita la Commissione per l’energia atomica degli Stati Uniti con il compito di seguire lo sviluppo dell’arma nucleare e di controllare la gestione della potenza atomica.

Nel 1946, presso il ministero dell’aviazione britannica, King vide delle foto che testimoniavano la distruzione causata dalle bombe atomiche a Hiroshima e Nagasaki, affermando in seguito che “le immagini erano terribili. Era spaventoso osservare quanto accaduto.”

Ciononostante, l’anno successivo Winston Churchill confidò a King che gli americani non avrebbero permesso che i sovietici “rendessero comunista” l’Europa occidentale. Se avessero tentato di espandere i propri confini politici, gli americani gli avrebbero fatto capire che “le loro città sarebbero state bombardate nel giro di pochi giorni… nell’anno precedente ci si era preparati e si stava lavorando a dei piani per la distruzione delle città russe.”

L’Unione Sovietica lasciò esplodere la sua arma nucleare nel 1949, scongiurando un’offensiva atomica statunitense che, servendosi dell’uranio canadese, avrebbe ucciso più di trenta milioni di russi.

Mackenzie King credeva che il funzionamento dell’universo si basasse su leggi eterne spirituali e morali. Tra queste rientrava quella del karma, “la dottrina hindu secondo cui bisogna pagare in prima persona per tutto il male commesso e ricevere una ricompensa tanto grande quanto il bene fatto agli altri.” Era una dottrina in cui credeva ciecamente.

Se King ha ragione, allora il Canada ha la responsabilità di essere in prima linea nel movimento globale che lotta per eliminare proprio quelle armi nucleari che il paese ha contribuito a costruire. La responsabilità odierna della nazione è dovuta alle sue colpe passate.

Dobbiamo recuperare la memoria storica andata persa, così da poter analizzare il presente con piena consapevolezza del nostro passato. Il Canada ha l’obbligo morale di ratificare il Trattato delle Nazioni unite per la proibizione delle armi nucleari.

Di Anton Wagner*

Traduzione dall’inglese di Emanuele Tranchetti. Revisione: Silvia Nocera

*Anton Wagner è membro della Hiroshima Nagasaki Day Coalition a Toronto. La sua lettera “Il Canada e la bomba atomica”, consegnata dal superstite di Hiroshima Setsuko Thurlow al primo ministro Trudeau, è online

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 27 agosto 2020

Potrete domandarvi se esiste il problema della memoria degli ebrei: chiedetelo a Fondi al candidato Sindaco che si autoproclama omofobo, antisemita e naziskin. O a chi propone un museo del Fascismo a Roma.

“La vita ha sempre l’ultima parola in me”
Etty Hillesum

“È davvero meraviglioso che io non abbia lasciato perdere tutti i miei ideali perché sembrano assurdi e impossibili da realizzare. Eppure me li tengo stretti perché, malgrado tutto, credo ancora che la gente sia veramente buona di cuore. Semplicemente non posso fondare le mie speranze sulla confusione, sulla miseria e sulla morte. Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità.” – ANNE FRANK

“Una comunità cristiana vive nella intercessione reciproca dei suoi membri, oppure si distrugge”
Dietrich Bonhoeffer

Preghiamo per gli indigeni australiani che difendono la loro terra, di cui abbiamo trattato nell’articolo odierno: il Signore ascolta le preghiere

Alla luce del tuo volto, Signore, riconosco la mia vita.Tu solo puoi liberarmi da tutto ciò che mi proclama colpevole.Insuccessi e tempo perduto mi causano tormento e sofferenza.Aiutami a non disperare.AmenDetlev Block

Poesia di David Herr

May I be
Peaceful and serene
For their is much of God
I’ve not seenPosso esserloSereno e serenoPerché il loro è gran parte di DioNon ho visto

In memoria

In questa data nel 2005 (27 agosto) morì Lois Gunden Clemens. (Nato il 25 febbraio 1915.) Mennonite. Pacifista. Maestro. Editore di ′′ The Voice ′′ (la newsletter del Comitato Mennonite Women’s Mission & Service). Goshen laureato. Autore di una serie di lezioni sul ruolo delle donne nella chiesa, dal titolo ′′ Donna liberata ′′ (1971). Nel 2013 Lois fu onorata dallo Stato di Israele come ′′ Giusto tra le Nazioni ′′ per aiutare a salvare i bambini ebrei durante la seconda guerra mondiale. Durante la guerra, ha lavorato con il Comitato Centrale Mennonite per stabilire una casa per bambini a Canet Plage, Francia meridionale. Ha trascorso gran parte dell’anno 1943 come prigioniera di guerra a Baden-Baden, in Germania. È stata rilasciata all’inizio del 1944, e nell’autunno di quell’anno ha iniziato ad insegnare francese al Goshen College. Nato a Flanagan, Illinois. Morto a Lansdale, Pennsylvania. Seppellito nel cimitero Mennonite di Hatfield, Pennsylvania.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes