In India le donne in marcia notturna per il diritto agli spazi pubblici

30.12.2019 – Agenzia DIRE

In India le donne in marcia notturna per il diritto agli spazi pubblici
(Foto di DIRE)

La ministra: “Tutte possono camminare per strada, a ogni ora”

Nel sud dell’India, migliaia di donne hanno partecipato alla ‘Camminata notturna‘ organizzata dal governo dello stato del Kerala per il diritto femminile a occupare gli spazi pubblici. La notizia appare oggi sul quotidiano ‘The Statesman‘, basato a Calcutta: ‘Pothu Idam Entethum (Lo spazio pubblico è anche mio’) è il titolo della manifestazione promossa dal Dipartimento per lo sviluppo delle Donne e dei bambini, tra le 11 e l’una, ora di Nuova Dheli. L’iniziativa è stata lanciata in occasione della giornata di ‘Nirbhaya‘, la ‘Senza paura’.

Chi è Nirbhaya

Divenuta un simbolo per le femministe indiane, ‘Nirbhaya’ aveva 23 anni quando, il 16 dicembre del 2012, venne stuprata e torturata da un gruppo di uomini mentre viaggiava a bordo di un autobus insieme ad un amico, a Nuova Dheli. Morì 13 giorni dopo, il 29 dicembre, a causa delle violenze subite, dopo aver denunciato i sei assalitori. Alla manifestazione della notte scorsa c’erano, secondo la stampa locale, persone di diversa estrazione sociale: studentesse, casalinghe, dipendenti pubbliche e lavoratrici dell’industria del cinema. La ministra della Salute del Kerala, K.K. Shailaja, ha affermato che la manifestazione della scorsa notte è stata organizzata per diffondere il messaggio che le donne possono camminare per strada a qualunque ora senza paura e senza essere stigmatizzate. In questi giorni, il governo del Kerala, guidato dal Partito comunista indiano, ha organizzato anche un’altra manifestazione: il festival della ‘Resistenza e delle idee’, contro il nazionalismo indù, si è concluso ieri a Calicut.

Non si può morire per portare una pizza

29.12.2019 – Torino – Fabrizio Maffioletti

Non si può morire per portare una pizza
(Foto di Fabrizio Maffioletti)

Ieri a Torino i riders hanno manifestato, sfilando per le vie del centro, la loro vicinanza a Zohaib, il loro collega investito da un automobilista il 19 dicembre e tutt’ora ricoverato al S. Giovanni Bosco.

Il corteo si è fermato per degli speech davanti al comune e all’ispettorato del lavoro.

“Non si può morire per portare una pizza. Glovo schiavista sei il primo della lista” hanno inneggiato i manifestanti.

I ciclofattorini, in particolare quelli di Glovo, lamentano condizioni di lavoro estremamente difficoltose, l’azienda non fornisce loro le più elementari dotazioni di sicurezza: casco, luci, un giubbotto riflettente adeguato, hanno anche dichiarato che devono pagare il cestello a zaino che utilizzano per trasportare il cibo da consegnare.

Come ben sappiamo il loro lavoro è regolato da un software che assegna un punteggio, più il punteggio è alto e più il fattorino si vedrà assegnare ulteriori consegne, avendo l’opportunità di guadagnare di più.

Quindi se per motivi magari moto seri, o semplicemente per una settimana di vacanza, il rider smetterà di lavorare, vedrà il proprio punteggio scendere.

È eticamente accettabile che un lavoratore non abbia praticamente diritti inerenti al proprio lavoro, che le sue condizioni di vita, di essere umano, siano regolate da un algoritmo?

 

Corsa al riarmo

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2019/12/27/russia-in-servizio-i-missili-ipersonici_106e831f-9b1b-4092-a59c-c7b27430f338.html

La Russia annuncia, operativi nostri missili ipersonici

E’ la nuova arma ‘invincibile’ annunciata da Putin

 © ANSA
Redazione ANSAROMA

27 dicembre 201920

Dopo il battesimo la settimana scorsa da parte di Donald Trump delle Forze spaziali americane, la Russia a sua volta accelera nella nuova corsa agli armamenti e, nel campo missilistico, sorpassa gli Stati Uniti: il ministro delle difesa Sergei Shoigu ha ufficialmente informato il presidente Vladimir Putin che il primo reggimento missilistico equipaggiato con i missili strategici ipersonici Avangard è oggi “entrato in servizio, alle 10 ora di Mosca”. Si tratta di una nuova arma “invincibile” che Putin aveva già annunciato un anno fa, ovvero un missile in grado di raggiungere, secondo fonti ufficiali russe, una velocità nell’atmosfera di Mach 27, circa 33.000 chilometri l’ora. Di fatto, è in grado di colpire qualsiasi obiettivo nell’arco di pochi minuti. E’ inoltre capace, ha sottolineato Putin, di compiere veloci virate e cambiare repentinamente altitudine, divenendo così quasi impossibile da intercettare. Non a caso, qualche giorno fa Putin si vantato del fatto che la Russia è diventato l’unico Paese al mondo a schierare armi ipersoniche. Durante la Guerra fredda, ha ricordato, l’Unione Sovietica rincorreva gli Usa nel progettare la bomba atomica e nel costruire bombardieri strategici e missili balistici intercontinentali. “Adesso abbiamo una situazione che è unica nella storia moderna: sono loro che cercando di raggiungerci. Non una sola nazione possiede armi ipersoniche, figuriamoci quelle di portata intercontinentale”.

Droni AGS a Sigonella. Il regalo di Natale della NATO ai siciliani

27.12.2019 – Antonio Mazzeo

Droni AGS a Sigonella. Il regalo di Natale della NATO ai siciliani

Naval Air Station di Sigonella, ore 16.46 di giovedì 21 novembre 2019. Dopo 22 ore ininterrotte di volo, un drone di ultima generazione della famiglia dei “Global Hawk” atterra nella grande base militare siciliana. Il velivolo era decollato dall’aeroporto di Palmdale, California. Sulla fiancata, l’inconfondibile insegna della NATO. Il drone è il primo dei cinque grandi aerei senza pilota destinati ad operare da Sigonella nell’ambito del NATO AGS (Alliance Ground Surveillance), il programma più ambizioso e costoso della storia dell’Alleanza Atlantica, ma anche quello che ha segnato i maggiori ritardi nella sua implementazione. “Il trasferimento del drone AGS dagli Stati Uniti all’Italia rappresenta un momento chiave nella realizzazione di questo importantissimo progetto multinazionale”, ha riportato l’ufficio stampa del Comando generale della NATO. “L’Alliance Ground Surveillance sarà di proprietà collettiva e operativa di tutti gli alleati dell’Alleanza Atlantica e sarà un elemento vitale per tutte le missioni NATO. Tutti gli Alleati avranno accesso ai dati acquisiti dall’AGS e beneficeranno del sistema d’intelligence, sorveglianza e riconoscimento”.

Il programma NATO AGS prevede l’utilizzo della grande stazione aeronavale di Sigonella quale Main Operating Base (principale base operativa) dei cinque velivoli a pilotaggio remoto RQ-4D “Global Hawk” e dei relativi centri di comando e controllo, con un contingente multinazionale di oltre 800 unità. “Tutti e cinque i droni sono attualmente in differenti fasi di sviluppo delle capacità operative di volo”, specifica ancora il Comando generale della NATO. “Quando ognuno di essi giungerà alla Main Operating Base di Sigonella, saranno sottoposti ai test per verificarne le performance e la conformità al sistema AGS. La capacità operatività iniziale del programma dovrebbe essere raggiunta nella prima metà del 2020”.

Dotati della piattaforma radar MP-RTIP con sofisticati sensori termici per il monitoraggio e il tracciamento di oggetti fissi ed in movimento, i droni AGS potranno volare sino a 18.000 metri di altezza e a una velocità di 575 km/h. I dati rilevati saranno prima analizzati a Sigonella e successivamente trasmessi grazie ad una rete criptata al Comando JISR, Joint Intelligence, Surveillance and Reconnaisance della NATO, con sedi a Bruxelles, Mons e The Hague. Oltre 16.000 km il raggio d’azione dei nuovi velivoli senza pilota, così fa consentirne l’operatività in un’area geografica che comprenderà l’intero continente africano e il Medioriente, l’Europa orientale sino al cuore della Russia. Grazie alle informazioni raccolte e decodificate dall’AGS, la NATO potrà ampliare lo spettro delle proprie attività nei campi di battaglia, potenziando la capacità d’individuazione degli obiettivi da colpire con gli strike aerei e missilistici.

Con l’entrata in funzione del sistema AGS, la base siciliana di Sigonella consolida il proprio ruolo di vera e propria capitale mondiale dei velivoli senza pilota da guerra. I droni NATO si sommano infatti ai velivoli con funzioni d’intelligence ed attacco (i famigerati droni killer “Reaper” che mietono vittime tra i civili negli scacchieri di guerra in Africa e Medio oriente) che l’US Air Force e l’US Navy ha trasferito in Sicilia da più di dieci anni. A riprova di come Sigonella sia uno dei maggiori centri del pianeta per il comando e il controllo dei velivoli senza pilota va aggiunto che nel 2018 è stata attivata all’interno della stazione aeronavale l’UAS SATCOM Relay Pads and Facility per le telecomunicazioni via satellite con tutti i droni che le agenzie di spionaggio USA e il Pentagono schierano in ogni angolo della Terra. La facility di Sigonella consente la trasmissione dei dati necessari ai piani di volo e di attacco dei nuovi sistemi di guerra, operando come “stazione gemella” del sito tedesco di Ramstein e del grande scalo aereo di Creech (Nevada).

Washington ha riservato un nome in codice alla grande base che sorge a due passi dalla città di Catania: The Hub of the Med, cioè il fulcro del Mediterraneo. Con ben 34 comandi strategici ed oltre 5.000 militari statunitensi, Sigonella è oggi, per importanza, il “secondo più grande comando militare marittimo al mondo dopo quello del Bahrain”, come spiega il Pentagono. Dal sanguinoso conflitto in Vietnam non c’è stato scenario bellico con protagonista gli USA (e i partner NATO) in cui l’hub del Mediterraneo non abbia giocato un ruolo chiave: contro la Libia di Gheddafi negli anni ’80; in Libano nell’82; la prima e la seconda guerra del Golfo; i bombardamenti in Kosovo e in Serbia nel 1999 e quelli in Afghanistan, Iraq e Siria nel XXI secolo; le campagne di US Africom nelle regioni sub-sahariane e in Corno d’Africa; la liquidazione finale del regime libico del 2011 e gli odierni ripetuti raid in Cirenaica e Tripolitania con l’utilizzo dei droni-killer.

Determinante pure il ruolo assunto nell’ambito dei programmi di supremazia nucleare degli Stati Uniti d’America. Segretamente, ancora una volta nel 2018, è entrato in funzione a Sigonella la Joint Tactical Ground Station (JTAGS), la stazione di ricezione e trasmissione satellitare del sistema di “pronto allarme” per l’identificazione dei lanci di missili balistici da teatro con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali. Il JTAGS è una specie di scudo protettivo tutt’altro che difensivo: grazie al controllo “preventivo” di ogni eventuale operazione missilistica “nemica”, il sistema rende ancora più praticabile il primo colpo nucleare, evitando o limitando (teoricamente) la ritorsione avversaria e dunque i pericoli della cosiddetta Mutua distruzione assicurata che sino ad ora ha impedito l’olocausto mondiale. Come se non bastasse, a Sigonella opera pure una delle 15 stazioni terrestri del Global HF System, il sistema di comunicazioni in alta frequenza creato dalla US Air Force per integrare la rete del Comando aereo strategico e assicurare il controllo su tutti i velivoli e le navi da guerra. Uno degli aspetti più rilevanti del sistema GHF è quello relativo alla trasmissione degli ordini militari che hanno priorità assoluta, primi fra tutti i messaggi SkyKing che includono i codici di attacco nucleare.

Tra le maggiori richieste di finanziamento fatte dal Dipartimento della Difesa USA al Congresso per l’anno fiscale 2020, c’è poi quella relativa all’installazione, ancora una volta all’interno della grande stazione aeronavale siciliana, di un megacentro di telecomunicazioni satellitari strategiche delle forze armate. Nello specifico il Pentagono prevede una spesa di 77 milioni e 400 mila dollari per realizzare una struttura che consentirà di effettuare “più sicure e affidabili telecomunicazioni vocali e dati, classificate e non classificate, alle unità navali, sottomarine, aeree e terrestri della Marina militare USA, in supporto delle sue operazioni reali e delle esercitazioni in tutto il mondo”. L’assegnazione dei lavori è prevista entro l’agosto 2020, mentre la realizzazione dovrebbe concludersi nell’aprile 2024. E’ prevista inoltre una spesa aggiuntiva di 57 milioni di dollari per l’acquisto delle sofisticate attrezzature elettroniche e d’intelligence che saranno messe a disposizione del nuovo centro satellitare di Sigonella che si affiancherà a quello già esistente presso la dependance di Niscemi, all’interno della riserva naturale orientata “Sughereta”.

Centro strategico di telecomunicazioni con i sottomarini nucleari in immersione e stazione terrestre del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare MUOS (la cui piena operatività è stata annunciata pochi mesi fa da Washington), la base USA di Niscemi sarà presto ampliata e potenziata. Le autorità militari hanno già presentato alla Regione Siciliana un cronogramma lavori di “rafforzamento” dei sistemi di “protezione” delle infrastrutture e delle numerose antenne di morte ospitate. Inoltre, un mese fa è trapelata la notizia che il Comando di US Navy ha affidato alla General Dynamics un contratto del valore di 731,8 milioni di dollari per il “miglioramento” dei “segmenti terrestri integrati al Mobile User Objective System – MUOS, il quale fornirà presto comunicazioni cellulari veloci e sicure per tutte le forze combattenti in movimento, ovunque esse si trovino”, come dichiarato dai general manager dell’azienda leader del complesso militare industriale USA.

Quanto sta accadendo in Sicilia conferma inesorabilmente quanto sostenuto da attivisti e ricercatori No War, cioè che la base di Sigonella è un cancro in metastasi che diffonde ovunque installazioni, radar, presidi e militarizzazioni. L’Isola è stata trasformata infatti in un’immensa piattaforma di morte USA e NATO: oltre alla telestazione di Niscemi, è stato creato un centro operativo a Pachino (Siracusa) per supportare le esercitazioni aeronavali della VI Flotta nel Canale di Sicilia; ad Augusta sorge una grande struttura portuale per il rifornimento di armi e gasolio delle unità da guerra e dei sottomarini nucleari; gli scali di Catania-Fontanarossa, Trapani-Birgi, Pantelleria e Lampedusa sono utilizzati per le missioni d’intelligence top secret dei velivoli alleati o di società contractor private a servizio del Pentagono e/o – come avvenuto nel 2001 durante la guerra contro la Libia – per le operazioni di bombardamento contro obiettivi civili e militari “nemici”.

Non c’è area addestrativa o poligono in Sicilia che non sia stato messo a disposizione dei reparti d’elite USA protagonisti delle peggiori nefandezze nei teatri di guerra internazionali. I Marines destinati a intervenire in Africa utilizzano periodicamente per esercitarsi una vasta area agricola nel Comune di Piazza Armerina. Ai reparti a stelle e strisce è stato concesso pure l’uso del poligono di Punta Bianca, a due passi dalla città di Agrigento, in una delle aree naturali e paesaggistiche più belle e più fragili dell’Isola, utilizzato stabilmente dalla Brigata Meccanizzata “Aosta” dell’Esercito italiano. Nella primavera 2019, i reparti statunitensi di stanza a Sigonella sono stati inoltre tra i protagonisti di un’imponente esercitazione che ha interessato buona parte della provincia di Trapani, comprese alcune aree di rilevante interesse naturalistico e lo scalo aereo di Birgi.

Ancora più foschi gli scenari che potrebbero essere riservati alla Sicilia intera nei prossimi anni. E’ in atto una pericolosissima sfida sferrata da Trump contro la Russia con la cancellazione unilaterale del Trattato INF contro le armi nucleari a medio raggio, firmato da USA e URSS a fine anni ’80. Quel trattato aveva consentito lo smantellamento dall’Europa dei missili Pershing II, SS-20 e Cruise; 112 di questi ultimi vettori nucleari “da crociera” erano stati installati dalla NATO a Comiso (Ragusa), nonostante una straordinaria stagione di mobilitazione popolare, una delle più importanti della storia della Sicilia. La scellerata decisione dell’amministrazione USA rischia di condurre ad una nuova escalation del processo di militarizzazione e ri-nuclearizzazione dell’intero territorio siciliano, considerato che i nuovi programmi di riarmo puntano alla realizzazione – ancora una volta privilegiando il Fianco Sud della NATO oltre a quello orientale – di nuovi sistemi missilistici a medio raggio con lancio da piattaforme terrestri e/o anche mobili, esattamente come avveniva con i Cruise di Comiso, trasportabili ovunque sui camion-lanciatori TEL. Altri aghi atomici da occultare nel pagliaio Sicilia in nome e per conto dei moderni Stranamore e delle transazionali del profitto d’oltreoceano.

SOS Homeless: oggi rimaniamo in silenzio per lutto

“Nell’Unione europea un’intera fascia di popolazione (il 10,4%) è stremata dai costi di alloggio, elettricità, acqua e gas che assorbono circa il 40% del reddito familiare. Tra 2009 e 2019 i senzatetto sono aumentati del 70%: oggi sono almeno 700 mila. In Italia nel 2017, quando le persone «in povertà assoluta» hanno superato i 5 milioni, gli homeless assistiti dalla Caritas erano per il 33% di età compresa tra i 18 e i 34 anni, per il 30% donne. Per strada o in rifugi d’emergenza, vite fuori: dagli standard di dignità e sicurezza, da qualsiasi senso di appartenenza e progetto possibile.”

(segue un video)

Dal Corriere on line di oggi 27/12/2019

Mentre i frati di Busto Arsizio mettono cartelli contro l’accattonaggio dopo le loro messe, si muore a Natale… ai tempi della povertà finita secondo il Governo

Busto, trovato morto in macchina. Era diventata la sua casa

Busto trovato morto macchina

BUSTO ARSIZIO – Da tempo quella macchina era diventata la sua casa, l’ultimo rifugio di una vita difficile che lo aveva ridotto a vivere in strada. Proprio nella sua macchina lo hanno trovato senza vita questa mattina, 26 dicembre, a un distributore di benzina di corso Italia a Busto Arsizio.

Viveva in auto

I poliziotti intervenuti sul posto lo hanno già identificato. Si tratta di Franco Bandera, incensurato di 66 anni. Risulta domiciliato a Vizzola Ticino, ma di fatto era senza fissa dimora. Viveva in auto, peraltro sottoposta a fermo amministrativo. Dentro gli uomini del vicequestore Franco Novati hanno trovato un fornelletto e alcuni documenti bancari che attesterebbero il suo stato di indigenza. Gli agenti del commissariato di Busto Arsizio sono ora alla ricerca dei famigliari più stretti. Entrambi i genitori sono morti, ma non si esclude possa avere dei fratelli. La chiusura odierna dell’Anagrafe non agevola il lavoro.

Inutili i soccorsi

A chiamare i soccorsi è stato un ragazzo che si è fermato alla pompa di benzina prima di recarsi al lavoro. L’uomo era già privo di sensi. Inutile l’intervento tempestivo dell’ambulanza: all’arrivo del personale sanitario il 66enne era già morto. Era fermo al distributore di benzina, con il motore acceso, il serbatoio vuoto e dieci euro tra le mani. Probabilmente è stato colto da un malore prima di fare rifornimento.

Fonte: Malpensa 24

Il Partito Comunista ha condiviso 5 ore fa il mio post su Facebook aggiungendo giustamente “Questo è il “Natale”, per chi viene schiacciato da questo Sistema.”.

La Repubblica degli Stagisti: “Stage vuol dire sfruttamento? Cambiamo le regole!”

23.12.2019 – Italia che Cambia

La Repubblica degli Stagisti: “Stage vuol dire sfruttamento? Cambiamo le regole!”
(Foto di Italia che Cambia)

Dalla passione e determinazione di Eleonora Voltolina è nata nel 2009 La Repubblica degli Stagisti, un giornale online che da dieci anni dà voce agli stagisti e alle imprese virtuose, promuove i diritti dei giovani lavoratori ed esercita pressione politica per cambiare le regole di una forma di lavoro che, piuttosto che opportunità di crescita e inserimento aziendale, è spesso sinonimo di sfruttamento legalizzato. I risultati raggiunti in questo decennio? La consapevolezza è molto cresciuta e sono state promulgate delle leggi che hanno impedito lo stage gratuito extracurriculare.

Eleonora Voltolina è dal 2017 tra i Fellow di Ashoka: imprenditori sociali che offrono soluzioni innovative per affrontare i problemi più urgenti della società. Ha ricevuto questo riconoscimento per gli importanti risultati ottenuti dalla Repubblica degli Stagisti nel cambiamento della normativa legata agli stage, e più in generale per il ruolo determinante nel cambio di consapevolezza riguardo a questo tema.

Eleonora Voltolina rappresenta alla perfezione una delle frasi su cui si basa Italia che Cambia: “Prendere la propria vita in mano senza aspettare che qualcuno lo faccia al suo posto”.

Giornalista, blogger e con un passato da stagista (ne ha fatti cinque), in alcuni di questi ha vissuto esperienze non gratificanti. Da qui la decisione di unire le sue due passioni più grandi – scrivere e occuparsi dei temi legati al lavoro, nella fattispecie agli stage appunto – per aiutare i giovani che si affacciano al mondo del lavoro ad avere un punto di riferimento, fornendo tutte le informazioni necessarie riguardo la normativa, i propri diritti ed i doveri.

La ‘bussola’ in questione si chiama Repubblica degli Stagisti, un progetto nato nel 2007 sotto forma di blog curato da Eleonora e poi divenuto nel 2009, grazie alla sua ferma volontà, una vera e propria testata giornalistica online che si pone l’obiettivo di informare e approfondire la tematica dello stage in Italia e di fornire uno spazio di confronto per i giovani stagisti.

Il sito della Repubblica degli Stagisti è diviso in quattro diverse macroaree: una parte giornalistica, una seconda area dedicata alle aziende, una terza di servizio riguardante la normativa vigente, e l’ultima «ma non meno importante – sottolinea Eleonora – anzi una di quelle che adoro di più, nella quale troviamo il Forum, uno spazio dove i giovani possono raccontarsi le proprie esperienze, porre domande e consigliarsi a vicenda».

Attualmente, nella Repubblica degli Stagisti, Eleonora è affiancata da una serie di collaboratori professionisti che spaziano dal giornalismo, alla programmazione web. Altre persone vengono coinvolte per iniziative ed eventi speciali.

«In dieci anni, il mondo dello stage in Italia è cambiato, anche grazie al nostro contributo», ci spiega Eleonora. «La battaglia più grande che noi abbiamo fatto, fin dal primo giorno della nostra attività, è stata quella contro gli stage gratuiti. E l’abbiamo parzialmente vinta: da circa cinque anni ci sono delle leggi che vietano lo stage gratuito quando è extracurriculare. Sono delle leggi regionali, ed è un aspetto molto importante perché la prima istanza di tutti i nostri lettori è stata quella di battersi contro l’ingiustizia degli stage gratuiti. Adesso noi dobbiamo continuare la battaglia, perché rimane in ballo l’altra metà della mela: gli stage curricolari, che sono ancora gratuiti.

Ci preoccupa molto soprattutto l’aumento di certi tipi di utilizzo degli stage. Ad esempio il settore turistico-ricettivo ha incrementato in maniera molto forte l’utilizzo degli stagisti, così come il settore della piccola e grande distribuzione. Questo è un problema, perché così nascono gli stagisti cassieri, gli stagisti magazzinieri, quelli al supermercato, gli stagisti barman negli hotel. Queste sono tutte mansioni che hanno bisogno di una formazione molto più breve dei tre o sei mesi classici dello stage, e quindi noi pensiamo che dietro a stage così lunghi vi sia un utilizzo non sano dello strumento.

Noi stiamo lavorando per questo, ma non possiamo non osservare come in dieci anni sia cambiato, e di molto, il sistema degli stage: è aumentata di molto la consapevolezza, sia da parte delle aziende che da parte degli stagisti».

Insomma, ne è passato di tempo dalla frase del giornalista Beppe Severgnini che definiva l’Italia come “una Repubblica fondata sullo Stage” e da cui Eleonora si è ispirata per il nome del giornale.

La Repubblica degli Stagisti, per sostenersi economicamente, ha adottato un modello molto particolare, quasi un “unicum” nel suo genere: offre uno spazio e visibilità alle aziende che si comportano bene riguardo al tema dello stage, documentandone le pratiche virtuose. In cambio l’azienda dà un contributo alla Repubblica degli Stagisti, pagando una quota annuale. Ma non si illudano le aziende che vogliono fare “stage washing”: come ci tiene a chiarire Eleonora, «non basta che l’azienda ci paghi: deve sottoscrivere con noi un impegno ben preciso riguardo le condizioni di trattamento degli stagisti. Se non lo fa, noi rinunciamo ai soldi e diciamo all’azienda di andare da un’altra parte».

Come si può sostenere il lavoro della Repubblica degli Stagisti? I modi sono diversi. Come ci racconta la stessa Eleonora: «Innanzitutto leggendoci e condividendo il più possibile i nostri contenuti. Per noi la cosa importante è “conoscere per deliberare”: quanti più giovani noi riusciamo ad informare, fornendo loro strumenti idonei per decidere meglio del loro futuro, quanto più il nostro lavoro assume senso. Discorso complementare si può fare per le aziende: possono aiutarci aderendo al nostro network, per dimostrare che si può usare lo strumento dello stage anche e soprattutto in modo etico.

Le istituzioni, da parte loro, possono aiutarci coinvolgendoci il più possibile nella rimodulazione del quadro normativo, in modo da poter migliorare lo status degli stagisti. Questo si può fare non solo promulgando leggi, ma anche effettuando delle ricognizioni, perché i dati riguardo gli stage sono pochi, mal raccolti e non sistematizzati. Noi come Repubblica degli Stagisti, come successo nel 2018 insieme al Comune di Milano, siamo a disposizione per fare delle ricerche sugli stage e trovare dei dati importanti, sui quali poi i decisori politici possono valutare le proprie mosse legislative».

La determinazione di Eleonora le è valsa un riconoscimento prestigioso: nel 2017 è stata nominata Ashoka Fellow: «Un grande riconoscimento per il lavoro che ho svolto e del cammino di valore fatto dal nostro gruppo. L’altro fattore importantissimo è stato, per me, entrare in contatto con delle persone straordinarie: gli altri Ashoka Fellow. Tutti fanno delle cose molto diverse tra loro, ma ci sono delle sinergie forti e splendide tra di noi».

«Noi del giornale La Repubblica degli Stagisti fin dal primo giorno abbiamo lavorato con una convinzione – ci spiega Eleonora – ed è quella che se non esiste una legge apposita per gli stage, il sistema sarà sempre ingiusto. È anche vero che la legge non comporta un cambiamento sistemico permanente, però il fatto di avere vietato gli stage extracurriculari gratuiti ha fissato un punto fermo di non ritorno verso il non sfruttamento nei confronti degli stagisti».

Questa è la società che gestisce le case comunali di Olgiate Olona….anche la mia quindi. Il gruppo facebook “Olgiate discute” censura la notizia che riportiamo da “Malpensa 24”

Castellanza, indagini chiuse sulla Cps: la procura pronta a chiedere il processo

castellanza patrimonio servizi

CASTELLANZA – Inchiesta Castellanza Servizi Patrimonio: la procura di Busto ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini. Il pubblico ministero Martina Melita si prepara a chiedere il rinvio a giudizio per l’ex direttore della municipalizzata Paolo Ramolini, Sara Costingo, direttrice della farmacia comunale San Giulio e Per Alberto Romanò, imprenditore legnanese.

L’inchiesta è partita dalla denuncia di una dipendente

Ramolini fu arrestato lo scorso 6 novembre in seno alla vicenda. La misura cautelare a suo carico nacque da un’indagine svolta dai carabinieri del nucleo investigativo di Varese in collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, nonché con la collaborazione della Compagnia della Guardia di Finanza di Saronno. L’indagine, denominata “Windows” che è partita dalla denuncia di una dipendente della municipalizzata, è durata circa tre mesi – da aprile a giugno di quest’anno – e ha consentito di far luce sull’illecita gestione della società “C.S.P.”, attiva – come da statuto – “nell’esercizio dei servizi pubblici locali e/o d’interesse generale”, dai servizi farmaceutici a quelli cimiteriali, dalla gestione e manutenzione di centri sportivi, alla gestione del patrimonio immobiliare e delle mense scolastiche. In particolare si è riscontrato che il Direttore Generale della società, rivestendo la qualità di incaricato di pubblico servizio, aveva fatto realizzare lavori a casa della figlia, con costi a carico della municipalizzata (per oltre 13 mila euro) e infine aveva validato orari lavorativi non corrispondenti al vero di una delle sue dipendenti, la direttrice della farmacia comunale di Castellanza, con la quale, durante quei presunti periodi di lavoro si trovava invece in vacanza.

castellanza indagini procura processo – MALPENSA24

Gli Amici della Francia una minoranza nel quaccherismo mondiale

Continua il lavoro di ricerca di Giacomo sui quaccheri francesi, che leggiamo con interesse.

Ma ho riferito che Londra, Parigi e gli stessi USA non rappresentano più da un decennio la maggioranza assoluta dei quaccheri nel mondo: il quacchero 2021 ha la pelle nera, abita nel continente africano, non partecipa a culti del silenzio ma ad esempio a Festival che durano anche più giorni con canti, balli, inni e preghiere o a culti programmati come negli USA,… possono perfino decidere le singole comunità (sempre con potere decisionale) la presenza di un Ministro “non gerarchico” (chiamiamolo animatore) che programma il Meeting. Hanno creato un raggruppamento mondiale autonomo chiamato FUM. Che convive con altre organizzazioni quacchere mondiali cristiane ed una liberale, che ormai gode solo il megafono della sua (sola) appartenenza al Consiglio Ecumenico delle chiese ma non ha rilevanza oggettiva. Interi paesi come la Grecia li rifiutano assolutamente.

Sopratutto i quaccheri in maggioranza assoluta hanno una cultura e storia diversa da quella Europea o liberale:  sono profondamente africani e i loro culti sono più vicini ai pentecostali che agli evangelici dei conservative.  Piuttosto ai culti del silenzio, che in Italia non hanno mai avuto consenso di partecipazione.

Ecco la traduzione di Giacono fedele del testo esaminato:

La via quacchera

 

Tratto dal sito Quakers en France, traduzione di Giacomo Tessaro

 

https://www.quakersenfrance.org/la-voie-quaker

 

Il quaccherismo è un modo di vivere, più che un dogma o una dottrina, il quale si fonda sulla convinzione che, guardando nel più profondo del proprio cuore, gli esseri umani possono avere una comunicazione diretta con quella forza che ci trascende, che si può chiamare Dio, Cristo vivente, energia creatrice dell’universo, e in molti altri modi. È un’esperienza che, in ultima analisi, non può essere descritta a parole, ma è su di essa che i quaccheri fondano tutta la loro vita.

 

Il movimento quacchero emerge a metà del XVII secolo. I suoi seguaci si definiscono “Amici della Verità”, o semplicemente “Amici”: “Voi siete i miei amici”, disse Cristo ai suoi discepoli. L’appellativo “quaccheri” (in inglese “Quackers”, “coloro che tremano”) in origine era un soprannome ingiurioso utilizzato dai loro avversari, ma presto gli Amici finirono per adottarlo. Oggi Amico e Quacchero hanno lo stesso significato, e vengono usati indifferentemente. Il nome ufficiale del movimento è Società Religiosa degli Amici, e nel nostro Paese oggi ci presentiamo come Quaccheri in Francia.

 

Gli Amici si caratterizzano per alcune idee e pratiche fondamentali, personali e collettive, tra cui le più importanti:

 

– Durante le loro assemblee (meetings) non cantano inni, né utilizzano libri di preghiere; l’assemblea si svolge nell’attesa silenziosa di ciò che essi chiamano la Luce, o il Divino (per mancanza di un termine migliore). Può accadere che qualcuno rompa il silenzio e parli brevemente, magari pronunciando una preghiera o citando la Bibbia, oppure altri libri spirituali.

 

– Gli Amici sono in ascolto degli insegnamenti di Gesù di Nazareth, così come sono riportati nei Vangeli. Cercano di vivere nello spirito dell’amore che perdona, così come si è manifestato nella vita e nella morte di Gesù, da sempre fonte di forza e ispirazione per i suoi discepoli. Questo non impedisce che numerosi quaccheri riconoscano un debito verso i santi e i saggi di altre religioni, o di nessuna religione in particolare.

 

– I quaccheri ritengono che l’autorità ultima non possa risiedere né in una Chiesa, né in nessun’altra organizzazione. Non considerano autorità ultima nemmeno la lettera della Bibbia, né di nessun altro scritto, ma cercano di accedere a quello spirito che ne ha ispirato gli autori. Questo non vuol dire che un Amico o un’Amica faccia autorità a se stesso: l’appartenenza al gruppo implica una disciplina dolce che gli Amici accettano volentieri.

 

– Allo stesso modo gli Amici trattano le questioni interne alla loro Società, seguendo i princìpi del culto silenzioso e rimettendosi alla presenza divina per quanto riguarda loro stessi e le questioni da discutere. I lavori sono guidati da un segretario, il quale modera la discussione e mette per iscritto i risultati del discernimento collettivo raggiunto dal gruppo, senza fare ricorso a una votazione.

 

– I quaccheri hanno la tendenza a vivere in modo semplice, ma non è esatto definirli puritani. Ad esempio, alcuni Amici sono astemi, altri invece consumano, con moderazione, bevande alcoliche.

 

– I quaccheri riconoscono un solo regime di verità, ed è il motivo per cui non hanno bisogno di prestare giuramento, e fa loro evitare comportamenti come le speculazioni finanziarie e il gioco d’azzardo.

 

– I quaccheri non praticano e non approvano discriminazioni di sesso, classe sociale e razza. La via quacchera implica la non-violenza in pensiero, parole e azioni. La maggior parte dei quaccheri si rifiuta di partecipare alla guerra, e manifesta chiaramente la sua opposizione ai preparativi di guerra. La Società Religiosa degli Amici è tradizionalmente inclusa nel novero delle “Chiese di pace”, assieme ad altre che sostengono la stessa posizione.

 

– In numerosi Paesi i quaccheri hanno un ruolo importante nell’aiuto alle persone in difficoltà; molte persone che ammirano la loro opera, non sono tuttavia sempre consapevoli delle motivazioni religiose che ne stanno a monte.

 

Infine, nella via quacchera è fondamentale rimanere aperti a nuove idee, indipendentemente dalla loro origine, accettare opinioni diverse, e operare per la riconciliazione ovunque ci siano conflitti e ostilità. Non bisogna tuttavia credere che i quaccheri siano persone particolarmente virtuose: hanno dei difetti, come chiunque altro, e non sempre sono all’altezza dei propri obiettivi. Non pretendono però che il loro sentiero sia l’unico vero: hanno semplicemente capito che questo sentiero va bene per loro.

 

Gli Amici sono felici di spiegare cosa significa il quaccherismo per loro, ma non fanno mai pressioni su nessuno, e lasciano ciascuno e ciascuna liberi di decidere se la via quacchera è veramente quella giusta per loro.

Un messaggio di mezzanotte da silenziare sui media

Traffico di organi e bambini scomparsi, drammi silenziati

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Pochi ne parlano, tranne quando un caso diventa clamoroso. Questo perché, da sempre, riportare notizie sulle sparizione di bambini getta nello sconforto e nella rabbia la popolazione, che a sua volta perde fiducia nelle istituzioni. Noi riteniamo che sia giusto informare sulla questione dei bambini scomparsi e del traffico di organi, vere emergenze non solo in Italia, dove ogni due giorni si perdono le tracce di un minorenne e quattro su cinque non vengono più ritrovati. Della maggior parte di loro non si sa più nulla. In Italia, nel 2017, solo il 16,9 per cento dei casi gestiti da Telefono Azzurro Onlus si è risolto positivamente.

Bambini invisibili e bambini irreperibili

Un esercito di “invisibili” che non tiene conto degli “irreperibili”. Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, “per irreperibili” si intendono i minori stranieri non accompagnati per i quali è stato segnalato dalle autorità competenti al Ministero un allontanamento. L’allontanamento viene censito nel Sim (Sistema Informativo Minori) fino al compimento della maggiore età o ad un nuovo eventuale rintraccio del minore. Ebbene, se si tenesse conto anche degli “irreperibili”, il numero di minori scomparsi aumenterebbe in modo vertiginoso. Secondo l’ultima relazione, la XVIII, del Commissario straordinario del governo per le persone scomparse, i minori italiani scomparsi sono 2.306, con un aumento del 6,41 per cento rispetto al dato precedente. Ma, come ammette lo stesso Commissario questo numero non tiene conto dei minori stranieri non accompagnati che spariscono dai centri di accoglienza cui sono affidati e diventano “irreperibili”.

A marzo 2018, erano ben 4.254 a mancare all’appello. Complessivamente i minori stranieri scomparsi e di cui non si hanno più notizie dal 1974 al 31 dicembre 2017 sono 38.049. Come se non bastasse, si tratta di un fenomeno che mostra un trend di crescita impressionante: solo nell’ultimo semestre sono aumentati del 12,56 per cento (al 30 giugno 2017 erano 33.802).

Traffico di organi e mercato dei bambini in Europa 

Il problema non riguarda solo l’Italia ma anche l’Europa. Secondo i dati forniti da Europol, nell’Ue spariscono 10mila minori non accompagnati ogni anno. E solo pochi di loro vengono ritrovati. Ben diversi i numeri diffusi da Missing Children Europe, il network che riunisce 31 organizzazioni non governative in 27 Paesi Europei, che parla di cifre molto più alte: più 189mila bambini scomparsi in Europa nel 2017, uno ogni due minuti. La situazione peggiore si registra in Romania, da cui arriva 1 denuncia su 5 e, più in generale, nell’Europa dell’Est, che raccoglie quasi il 50 per cento dei casi trattati. Che fine fanno i minori scomparsi? Circa 1 su 4 viene coinvolto in situazioni di abuso, sfruttamento o abbandono. Un destino analogo a quello destinato a molti dei minori stranieri non accompagnati di cui si perdono le tracce in Italia. Sfruttamento minorile, prostituzione e criminalità organizzata sono parole ricorrenti.

Bambini a perdere 

Sparizioni, violenze e mercato dei corpi, indagine conoscitiva del giornalista Gianni Lannes esperto in traffico di esseri umani, armi e rifiuti pericolosi.

L’infanzia è invisibile all’umanità, una realtà senza diritti nonostante leggi e convenzioni internazionali. Un inferno sulla terra: ogni anno circa 15 milioni di bimbi muoiono prima di festeggiare il loro quinto compleanno, attesta l’Onu. Quando ad annientare bambini e adolescenti non sono la sete, la fame, le malattie, il lavoro sporco è imbastito dalle guerre infinite. Capitolo a parte è la sparizione di otto milioni di minori ogni 365 giorni, Europa inclusa. Un perverso sistema che alimenta il cancro della pedofilia e il traffico di organi umani. Da considerare in Italia il sequestro di Stato di tanti minori mai resi adottabili, per garantire con sperpero di denaro pubblico, un affare miliardario, nonostante le denunce di genitori, avvocati e associazioni. Il governo non risponde agli atti parlamentari, inclusa la dilagante pedofilia che non risparmia i neonati. Dei pargoli non si butta via niente, come attesta il fiorente mercato degli organi.

Trapianti di organi in cifre

Circa 80mila reni, 25mila fegati, seimila cuori, quattromila polmoni, tremila intestini. Sono i numeri dei principali trapianti di organi che si svolgono nel mondo ogni anno. Secondo l’Oms il 10% di questi organi sono di provenienza illegale. I casi accertati di espianto violento, senza consenso del donatore, negli ultimi dieci anni sono almeno 700. Il conteggio ufficiale è della Unodc, l’Agenzia Onu specializzata nell’analisi dei flussi criminali di droga, armi e persone, quasi sempre gestite dalle stesse mafie. L’Asia resta il mercato più attivo, ma ci sono bande di trafficanti di organi, specializzate, anche in Europa dell’Est.

Attivo anche il bacino del Mediterraneo, l’Egitto in particolare. C’è anche un “buco nero” che si chiama Libia, dove si ripetono le segnalazioni, ma dove è difficile raccogliere prove concrete. Migranti che arrivano in Italia con vistose ed evidenti cicatrici sui fianchi, perché per pagare il viaggio hanno accettato di farsi prelevare un rene. Valore commerciale 5mila dollari. Queste non sono leggende metropolitane, se il Global Integrity Finance sostiene che i numeri di questo macabro commercio sono in vertiginoso aumento.

Il Bel Paese ridotto a mercato del traffico di organi 

Quanto all’Italia, il Consiglio d’Europa il 22 settembre 2014 ha pubblicato un significativo rapporto redatto da esperti in cui si riporta testualmente: “Quello del traffico di organi, specie di minori è un problema scottante” a cui fanno seguito voci autorevoli, come quella di Pietro Grasso e i ministri Guidi e Maroni. Anche se alcuni baroni del bisturi a pagamento seguitano a negare sfacciatamente l’evidenza anche dopo il documenti ufficiali inequivocabili dell’Osce, “Trafficking in humana being for the Purpose of Organ Removal in the Osce Region” è stato evidente a tutti l’agghiacciante retroscena emerso dall’Operazione “Glauco 3”: l’uccisione di migranti e la vendita dei loro organi.

In Italia una serie di mistificazioni – mancate risposte alle interrogazioni parlamentari e interpellanze cadute nel vuoto di notizie fulmineamente dimenticate – da quel lontano 1993 quando un eurodeputato, Leon Schwart-zenberg, noto cancerologo presentò al Parlamento Europeo un’importante mozione sull’interdizione del commercio degli organi, accusando la camorra napoletana di controllare un traffico di bambini in America Latina, al solo fine di prelevare loro gli organi per poi rivenderli.

“Nel vostro Paese c’è un centro di smistamento europeo di traffico di organi per trapianti. Dal 1988 al 1992 un vostro trafficante di bambini ha fatto arrivare dal Brasile quattromila piccoli che dovevano essere adottati. Tremila sono scomparsi nel nulla”. Alle finte adozioni, al rapimento di bambini italiani provenienti da famiglie non abbienti, oggi i bambini approdano a migliaia dall’Africa e dal Medioriente. Dati ufficiali alla mano, soltanto in Italia nel 2015 sono scomparsi oltre 12mila minori, settemila in Grecia, e seimila in Germania.

di Cristina Amoroso su un blog indipendente