Dante Segatto e il Circolo Verdi

DANTE SEGATTO   E IL CIRCOLO VERDI

 

Notizie tratte da “Il Compagno” giornale del Partito comunista , recuperato da Giampiero Galli.

 

Dante Segatto fu una figura emblematica nella storia dell’antifascismo olgiatese.

Di origine friulana , nato il 7 marzo 1878, di grande carattere e di profonda cultura  aprì la sua casa a quanti volessero imparare a leggere e a far di conto, e volessero capire l’urgenza del riscatto dei lavoratori

Fondò ad Olgiate  , dove arrivò il 13 giugno 1904, e diresse la Sezione del Partito Socialista fino alla sua soppressione, avvenuta  nell’aprile del 1926.

Quindi attorno a lui  si riunirono  gruppi di operai e di contadini ai quali leggeva e commentava i giornali del Partito   come “ l’Avanti”  e “Lotta di Classe”

Partecipò alla Prima Guerra Mondiale ritornandone  “menomato nel corpo e con la fede più temprata dalle fatiche.”

Formò la Compagnia teatrale “Vittorio Alfieri”, staccandosi da quella dell’Oratorio, dando così sviluppo all’attività teatrale, organizzata in collaborazione con i  soci del Club Apollo, prima cellula antifascista olgiatese.

Diresse per diversi anni il Cinema-Teatro  VERDI affittando  un salone posto  sull’angolo della Via…Restell .con la Via Bellotti.

Qui fu ucciso il Visurga, colpito da una squadraccia fascista.

METTERE VISURGA

 

E qui Dante fondò e diresse la Biblioteca Proletaria con lo spirito di un neofita che vedeva in questa attività  il momento più significativo per il  riscatto della classe operaia.

Per questo   fu arrestato una prima volta e dovette scontare sei mesi di carcere “per aver partecipato ad una dimostrazione anti-reazionaria davanti al Cotonificio di Solbiate Olona.

“Dal 1921 al 1924 il suo fu un dentro e fuori dalle Caserme RR.CC. alle Carceri Giudiziarie”.

Infatti nel 1924 fu condannato a otto mesi di carcere per il Processo intentatogli, a in seguito di una sua reazione armata  ad un’aggressione fascista della camicie nere.

Sempre da “IL COMPAGNO” si evince la motivazione della condanna. Il relatore scrive:

“ Era un calvario il suo vivere ma la sua fede non venne mai meno:…Ebbe la casa bruciata, il negozio di merceria e parrucchiere distrutti dalla bestiale opera dei fascisti locali e dai famigerati “13” di Busto Arsizio.   PROCESSO VEDERE LE DATE

(nota Mario Cozzi “Pino”: questo gruppo di facinorosi proveniva da Busto, esattamente da una ditta di Via XX Settembre, che utilizzava camions per il trasporto dei “13” nei paesi limitrofi, minacciando il proprietario di distruggergli la ditta se non avesse accettato di fornire loro i mezzi di trasporto per le loro incursioni.)

Fu in quella occasione che la sua pazienza traboccò: quando tra il crepitio della fiamme che distruggevano la sua casa e tra gli spari dei fascisti ubriachi di vino e di odio, udì lo straziante grido  della figlia Virginia che,ferita, cadeva tra le braccia della madre.

Egli allora imbracciò il fucile e sparò con calma sulla massa di delinquenti e  colpì un fascista , cosa che la Giustizia di allora fece passare per un pacifico passante.

Il compagno Segatto ebbe otto mesi di galera ed in più ebbe il figlio Mario, attualmente sindaco di Oleggio, confinato per tre anni.”

Dante Segatto morì nel 1942 ma il suo ricordo è rimasto vivo nel  “SUO CIRCOLO VERDI”   che durante il Regime fu tenuto sempre sotto pressione perché riconosciuto  come “covo eversivo.”

 

IL CIRCOLO – TEATRO VERDI

 

Il Salone –Teatro del Circolo Verdi era adibito anche alla proiezione di films muti, durante la proiezione dei quali Dante accompagnava l’azione suonando motivi al pianoforte .

Nacque subito un contrasto con il Regime già prima dell’attuazione del DOPOLAVORO, avvenuta il 2 luglio 1929, perché l’Istituto LUCE programmava la proiezione di films sulle pubbliche piazze utilizzando furgoni cinematografici che si spostavano

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Da “Gli anni del Regime: 1925-1939”

Eva Paola Amendola – Pasquale Iaccio.    Editori Riuniti

“Il fascismo fu abile….nel piegare alle proprie finalità anche forme di spettacolo, adattandole alla nuova situazione….Basterà accennare ai famosi CARRI DI TESPI ideati da Giovacchino Forzano  nel 1929 e rimasti in auge fino alla seconda guerra mondiale”

Lo scopo fu quello di ingaggiare compagnie teatrali, talvolta di buon livello e altre volte raffazzonate, che avevano lo scopo, spostandosi nei vari paesi della Provincia, di propagandare il pensiero del nuovo Regime

I Carri di Tespi furono ampiamente utilizzati dall’Opera Nazionale Dopolavoro , appoggiata  dal Partito fascista e dalle altre istituzioni.

Questi complessi  teatrali erano formati sia da adulti che da scolari  e si spostavano con camions o in treno ; avevano un grosso impatto propagandistico sulla popolazione che accorreva in massa a vedere le loro rappresentazioni che erano sostenute dalla stampa sia nella presentazione dei vari gruppi che nel commento  dopo le manifestazioni.

 

IL CINEMA

Anche i furgoni cinematografici avevano la stessa funzione del Carro di Tespi.

Si spostavano con facilità, avevano bisogno di pochissime attrezzature (bastava un telone) ed attiravano moltissima gente sulle piazze dove venivano proiettati film solitamente propagandistici. Il tutto era gestito dall’Istituto Luce.

Questo Istituto organizzava anche la distribuzione dei films nei diversi  cinematografi di città e paesi, controllando però  che tutti ritirassero le pellicole da proiettare, pena richiami e sanzioni.

Il Cinema – Teatro  Verdi di Olgiate Olona ebbe diversi richiami in  proposito.

 

 

Terminato il periodo di detenzione sia lui che la sua famiglia conobbero momenti drammatici di assoluta indigenza.

 

 

Il motivo ufficiale era l’atteggiamento del Circolo-Teatro Verdi nei confronti della distribuzione dei films LUCE, films che non venivano ritirati dalla gestione Segatto perché imposti dal Regime e per il loro contenuto prettamente propagandistico.

Numerosi furono i richiami da parte del LUCE nell’anno 1928.

 

21 febbraio 1928

AL PODESTA’ DI OLGIATE OLONA

“La presente per comunicarle che il Cinematografo VERDI ….non ha provveduto a ritirare

le nostre (sic) films né è mai passato da noi per opportuni accordi

 

Un richiamo del 31 marzo 1928 dice  ” Ci facciamo dovere di avvertire la  S.V. Ill.ma che il  Cinematografo VERDI non ha ritirato il film “ LA SOMALIA PITTORESCA”.

 

In data 9 aprile 1928. la lettera al Podesta’  ha come oggetto  è il non ritiro del film “ORME DI BOTTEGO”.

 

L’ultimo richiamo reca la data del 6 maggio 1928.

 

E la ritorsione non si fa attendere nel rifiutare alla Sig. Tosi Maria in Segatto , la moglie di Dante, le gestione del Cinematografo VERDI ,nonostante le richieste del podestà

.

Olgiate Olona 18 giugno 1928

 

 

La vicenda della  gestione del Cinema –Teatro Verdi  diventa drammatica quando una lettera del Commissario Prefettizio di Olgiate Olona comunica al Questore di Varese quanto segue.

 

Olgiate Olona 18/6/1928 –VI

Oggetto.Tosi Maria in Segatto. Ciname-Teatro Verdi.

 

Nello scorso anno, non essendo stata accolta da codesta R.Questura la domanda dell’emarginata Tosi Maria in Segatto per l’autorizzazione a gestire il Cinema-Teatro Verdi in questo Comune, venne accordata l’autorizzazione stessa a certa Lualdi Antonia.

Essendo però in seguito risultato che la nominata Lualdi era solamente un prestanome, questo Podestà ritenne di non dover dar corso alla di lei domanda per la rinnovazione trimestrale della licenza (…..) e quindi il Cinema è  ora  chiuso.

            Ciò premesso, e tenuto presente che la condotta della famiglia della Tosi Maria (il riferimento è al marito Segatto Dante. ndr.)  è tale da essere graziata moralmente del suo passato,

(………) prego l’Ill.ma S.V. a significare se una domanda della ripetuta Tosi Maria (……) potrebbe  ora essere accolta (…) per non privare ulteriormente la Tosi stessa dell’onesto guadagno necessario alla sua famiglia.

 

 Sopralluogo Circolo Verdi

Nel rifiuto di concessione del Circolo Verdi alla moglie di Dante Segatto, perché  elemento sovversivo,si inserisce l’incarico dato al De Carli Arnaldo

In seguito alla pressione del  nuovo gestore,  per  verificare l’agibilità della struttura del Circolo Teatro , una Commissione fu attivata allo scopo.

VERBALE DI VISITA ESEGUITA DALLA COMMISSIONE PROVINCIALE DI VIGILANZA DEI LOCALI DI PUBBLICI SPETTACOLI NEL CINAME –TEATRO VERDI.

L’anno 1929, il giorno 5 aprile….in seguito all’istanza in data 15 marzo 1929, con la quale il Sig. De Carli Arnaldo ebbe a richiedere la visita ai locali del Cinema-Teatro Verdi, (la Commissione) si è recata sopraluogo constatando quanto appresso:

  1. Il Cinema predetto risulta locato a pian terreno, posto in Via Restelli.
  2. La sua lunghezza è di m. 25,65, di cui m.6.50 sono adibiti a palcoscenico
  3. La larghezza è di m.7.40 …la sala è completamente occupata da posti a sedere.
  4. OMISSIS
  5. I posti, salvo le variazioni che si ritenessero necessarie, restano stabiliti cosìSecondi posti         n.   200                                                                       Per copia conforme Varese 6 aprile 1929-VIIIl figlio di Dante, Leonida Segatto, aveva inoltrato una richiesta di gestione del Cinema-Teatro VERDI.            QUESTURA DI VARESE                                                                                                          7 ottobre 1930                        “Segatto Leonida, di Dante, di anni 22 da costì, ha prodotto istanza a quest’Ufficio per ottenere l’autorizzazione a Cinema Verdi di codesto Comune.            Gradirò cortese riscontro.In calce a questa lettera c’è una nota del podestà che dice “Chiedere parere scritto al Segretario Politico”,    Frimato Mario Guidi,.Rsiposta:                                                                                                                      21 OTTOBRE 1930                                                                       Il Segretario Politico            La relazione autografa del Podestà ha come            “ Il Segretario Politico di qui, mi comunica che la persona in margine indicata è già stata segnalata all’Ufficio Politico come individuo politicamente sospetto ed appartenente a famiglia notoriamente sovversiva e pertanto ritengo LA DETTA PERSOPNA NON MERITEVOLE DELLA RICHIESTA AUTORIZZAZIO.             QUESTURA DI VARESE                                                                                              2 NOVEMBRE 1930 – VIII –            Vorrà restituire al Segatto le unite marche da bollo ecc…
  6.                                                                                   IL QUESTORE
  7.             “In relazione al parere contrario ed a quanto riferito dalla S.V. con nota n. 2218 del 25 ottobre u.s. prego comunicare che la sua domanda ad ottenere la licenza di pubblici spettacoli cinematografici non è stata accolta.
  8.                                                                        AL PODESTA’ DI OLGIATE OLONA
  9. Di conseguenza
  10.                                                                                   IL PODESTA’ (c’è solo una sigla)
  11. OGGETTO: Cinema Verdi – Segatto Leonida.
  12.                                                                                   ( OMISSIS)
  13.             “Il nominativo di cui a margine è già stato segnalato all’Ufficio Politico come individuo politicamente sospetto ed appartenente a famiglia notoriamente sovversiva.”
  14.             PARTITO NAZIONALE FASCISTA – Sezione di Olgiate Olona
  15.                                                            IL QUESTORE (firma illeggibile)
  16.             Prego fornire parere in merito…ove non esistano i motivi che ostino al rilascio della licenza.
  17. Oggetto: Segatto Leonida CIRCOLO VERDI ( ndr. È la prima volta che è detto CIRCOLO)
  18.                                                                                   AL PODESTA’ DI OLGIATE OLONA
  19.             Ma la risposta è in questi termini:
  20. TOTALE               n. 300
  21. Primi posti             n. 100

 

 

 

 

 

 

 

IL COMMISSARIO PREFETTIZIO

(manca la firma)

Il Commissario Prefettizio era Mario Guidi, incaricato di reggere il Comune fin dal 15 marzo 1928, dopo che Pietro Bianchi aveva rassegnato le dimissioni da Podestà.

 

La fine del Cinema-Teatro Verdi potrebbe essere fissata al mese di aprile 1930 ,come risulta da una lettera del Podestà di Olgiate Olona, a seguito di una richiesta di elenco dei cinematografi attivi in paese.

 

COMUNE DI OLGIATE OLONA 10 ottobre 1930 –VIII –

Oggetto: Elenco cinematografi.

On.Ufficio del Registro

BUSTO ARSIZIO

            Ad evasione della nota sopraindicata comunico che in questo Comune esisteva un  solo cinematografo assegnato alla 4^ categoria, ma lo stesso venne chiuso d’ordine dell’autorità di P.S .nel mese di aprile ultimo scorso.

                                                                                  Il Podestà

(Mario Guidi)

Il nuovo Podestà aveva ricevuto la nomina in data 6/12/1928

 

 

Quando poi il Cinema-Teatro Verdi si trasferì nell’attuale sede, dove avvennero molti fatti legati alla Resistenza, siamo nei primi anni del 1930, il locale fu occupato dalla falegnameria del Roveda.

Il Circolo Verdi,negli anni del Regime , era la sede che i fascisti tenevano d’occhio per attività sovversiva   e  per l’appoggio all’azione dei sabotatori

 

 

 

Il   13 NOVEMBRE 1982 ,   il figlio di Dante Segatto, Edoardo, in arte Dino d’Alba, riceve una lettera dalla DEGRETERIA GENERALE  della PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA nella quale il Segretario Generale lo informa che “ Su quanto in essa prospettato si è provveduto ad interessare l’Amministrazione Comunale di Olgiate Olona”.

Con ogni probabilità il figlio doveva aver spedito una missiva allo scopo di poter riabilitare la memoria del padre Dante.

In base alla comunicazione della SEGRETARIA GENERALE, Edoardo indirizza una lettera al

COMUNE DI OLGIATE OLONA

 

“Faccio inoltre presente alla Vostra attenzione, che altri documenti (fotocopie di processi fascisti nei confronti di mio padre e di una lettera di interessamento da parte dall’allora Presidente del Consiglio On.Alcide De Gasperi) sono stati  da me consegnati presso questo Comune.

Ringraziando profondamente per quanto vi proponete di fare alla memoria di mio padre, in fede mi firmo e porgo i più profondi ossequi.

SEGATTO EDOARDO

 

La lettera ha un epilogo nella risposta del Sig;: Sindaco di Olgiate Olona, Geom:Valerio Mola, datata 29 giugno 1994 e indirizzata al Sig: Edoardo Segatto, Via Landriani 15:

“Come d’accordo, Le invio una copia della delibera di Giunta Municipale con la quale si è provveduto ad intestare una Via Comunale a Suo padre Dante.

Certo di farLe cosa gradita, colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.

IL SINDACO

(Geom.Valerio Mola)

 

Oggi una traversa della Via Diaz è dedicata a D. SEGATTO voluta dall’Amministrazione Comunale a ricordo di questo personaggio che ha scandito per diversi anni la vita del paese, iniziando dalla organizzazione della Compagnia Teatrale, del Club Apollo, notoriamente antifascista e con la fondazione del Cinema-Teatro VERDI che diventò poi l’attuale CIRCOLO VERDI.

AGGIUNGERE FOTOCOPIA DELLA DELIBERA

 

 

COLOMBO SAPORITI MARIA

Mi ricordo che  alla sua attuale collocazione venne chiamato  il Circolo “ de la cruseta” perché li di fianco c’era una croce di ferro , e c’è tuttora, sul cancello del Franchi, ; croce che era stata posta  su una montagnola di detriti quando i Saporiti costruirono la casa nel 1911.

Le gente di Olgiate chiamò per molti anni il Circolo Verdi  come il  “Circolo de la cruseta”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli anni dei sabotaggi: Le armi della villa Restelli – AMBROGIO CASTIGLIONI

Gli anni dei sabotaggi: Le armi della villa Restelli

AMBROGIO CASTIGLIONI

“Io facevo parte della squadra comandata dal Domenico Colombo che era a contatto con un maggiore di Novara; c’era anche il Battista Colombo.

C’erano il Viganò, il Bruno Menzaghi, due o tre di Solbiate e il Giudice, che poi è morto in montagna a Miazzina in un’imboscata.

Io portavo da mangiare agli sbandati della “Merla”, dopo la “Balina” in via Medaglie d’Oro.

Quando ero dispensiere al Circolo Verdi, veniva da me il capitano Lago, per nascondersi; dormiva sdraiato sul biliardo.

1 feb

Un giorno, assieme al Battista Colombo, abbiamo messo una bomba a orologeria ad un palo di cemento di un’industria della zona e l’abbiamo fatto saltare.

Un’altra volta, con me c’era mio cognato Bianche Angelo, abbiamo staccato tutti i fili telefonici che collegavano la Villa Restelli con il Comando tedesco giù dal Tognella.”

Gli anni dei sabotaggi: Le armi della villa Restelli – GIUSEPPE MENZAGHI

Gli anni dei sabotaggi: Le armi della villa Restelli

GIUSEPPE MENZAGHI
” Abbiamo fatto qualche cosa noi di dispetto lì all’autostrada, buttando giù delle stellette di lamiera, che si incastravano nelle gomme che scoppiavano, per fermare le autocolonne tedesche.
I tedeschi una volta sono venuti su al Circolo Verdi, hanno chiamato il Presidente che era il Carlo Ciapparelli ed hanno chiuso il Circolo per tre giorni,”