5a) GLI ANNI DEI SABOTAGGI – LE ARMI DELLA VILLA RESTELLI

Gli anni dei sabotaggi: Le armi della villa Restelli

GIUSEPPE MENZAGHI
” Abbiamo fatto qualche cosa noi di dispetto lì all’autostrada, buttando giù delle stellette di lamiera, che si incastravano nelle gomme che scoppiavano, per fermare le autocolonne tedesche.
I tedeschi una volta sono venuti su al Circolo Verdi, hanno chiamato il Presidente che era il Carlo Ciapparelli ed hanno chiuso il Circolo per tre

ANGELO BORSETTA

“Una notte una pattuglia di partigiani comandati dal Favena, entrarono nella Villa Restelli, disarmarono la sentinella, ordinarono a tutti di stare calmi e presero un armadio nel quale i tedeschi avevano chiuso i fucili consegnati loro dagli avieri dopo l’8 settembre.

Caricarono l’armadio su un carrello e lo andarono a nascondere nella casa del Carlo Ferrari, che ha nascosto i fucili in cantina. Ma non era sicuro.

Un giorno incaricarono il Lavezzari, quello che andava in giro a vendere la “cunigrina”, che ha preso un carretto, ci ha messo i fucili e li ha coperti col letame, portando il tutto in campagna.

Qui in una casupola dove ci teneva gli attrezzi, nascose i fucili sotto il fieno.

Ma altri partigiani vollero portare via quelle armi per usarle. Infatti presero alcuni fucili e li nascosero in casa del Domenico Colombo che aveva un’osteria in Piazzetto Patrioti.

Quando si accorsero che era pericoloso tenerle, trovarono un nascondiglio nel cimitero di Olgiate, esattamente nella Cappella dei Guidali, che allora era in costruzione. Naturalmente tutto fu fatto all’insaputa della famiglia.

Li furono murate in un loculo e fu messa davanti una lastra di marmo.

Un giorno, in seguito ad una spiata, il Maresciallo dei Carabinieri di Castellanza si presenta alla signorina Guidali dicendo che nella tomba di famiglia c’erano delle armi e che voleva fare un’ispezione.

La Guidali naturalmente si spaventa e nega il fatto ma il Maresciallo si fa accompagnare da lei nella Cappella del Cimitero e ordina di aprire tutti i loculi.

Un Muratore ad un certo punto si allontana, simulando un malessere, e non ricompare più.

Le armi tuttavia vengono ritrovate.”

CARLO FERRARI

“Noi le armi le avevamo prese alla Villa Restelli ma poi alcuni partigiani ce le presero e le portarono via. Alcune poi le hanno nascoste nella Cappella dei Guidali al Cimitero di Olgiate.”

AMBROGIO CASTIGLIONI

“Io facevo parte della squadra comandata dal Domenico Colombo che era a contatto con un maggiore di Novara; c’era anche il Battista Colombo.

C’erano il Viganò, il Bruno Menzaghi, due o tre di Solbiate e il Giudice, che poi è morto in montagna a Miazzina in un’imboscata.

Io portavo da mangiare agli sbandati della “Merla”, dopo la “Balina” in via Medaglie d’Oro.

Quando ero dispensiere al Circolo Verdi, veniva da me il capitano Lago, per nascondersi; dormiva sdraiato sul biliardo.

Un giorno, assieme al Battista Colombo, abbiamo messo una bomba a orologeria ad un palo di cemento di un’industria della zona e l’abbiamo fatto saltare.

Un’altra volta, con me c’era mio cognato Bianche Angelo, abbiamo staccato tutti i fili telefonici che collegavano la Villa Restelli con il Comando tedesco giù dal Tognella.”