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Nessuno è rimasto in vita ma puo’ chiedere conferma al sig. Galli di Olgiate Olona. Le passo il referente ANPI sig. Mason della sez. di Olgiate Olona

Cordialita’

Maurizio dott. Benazzi

Il 28/01/2019 17:35, Laura.Corti111@libero.it ha scritto:

buonasera,

sto conducendo una ricerca su un mio zio partigiano deportato e ucciso a flossenburg.

ho visto che nel vostro blog avete alcune testimonianze di Mario Guidi, anche lui deportato a flossenburg lo stesso giorno di mio zio e trasferito nello stesso sottocampo di Altenhammer.

vi chiedo cortesemente di darmi un contatto di qualcuno che possa aiutarmi e nel caso il signor Guidi fosse ancora in vita, vi chiedo di poterlo incontrare con voi.

grazie mille

laura corti

località san giorgio, 7
23807 MERATE -lc-
mob +39 329 00 83 985

 

 

 

Da: Lorenzo Colombo [mailto:lorcolmont1@gmail.com]
Inviato: martedì 26 gennaio 2016 14:41
A: anpimedioolona@libero.it
Oggetto: Gino Manprin

 

Buongiorno,

sto attualmente conducendo una ricerca sugli olgiatesi morti nella seconda guerra mondiale. Nel libro “Fascismo e Resistenza nella realtà di Olgiate Olona” di Natale Spagnoli, vi sono (pagine 282-283) le foto dei partigiani olgiatesi; tra di essi tre caduti, Pietro Moroni, Luigi Giudici (i quali però mi risultano essere solbiatesi) e “Manprin” (solo cognome e foto, senza nome). Nel monumento ai caduti di Olgiate, è presente il nome di Gino Manprin. Vorrei chiedere: si tratta della stessa persona? In caso affermativo, vi sarebbero notizie più precise su data, luogo, circostanze della sua morte?

 

Un cordiale saluto,

 

Lorenzo Colombo

 

Il giorno 4 febbraio 2016 16:31, A.N.P.I. Medio Olona <anpimedioolona@libero.it> ha scritto:

Io ho postato un articolo oggi sulla lettera autografata di Pietro Moroni dove dice che gli manca Busto: può leggere il contenuto della stessa sul blog.

Il resto ho girato la sua e.mail. Ci sono solo tre superstiti partigiani e non è facile rispondere fuori contesto delle fonti.

Cordialmente

Il blogger

 

Da: Lorenzo Colombo [mailto:lorcolmont1@gmail.com]
Inviato: giovedì 11 febbraio 2016 13:38
A: A.N.P.I. Medio Olona
Oggetto: Re: Gino Manprin

 

Buongiorno di nuovo,

l’ufficio dell’Anagrafe del Comune di Olgiate mi ha comunicato che Gino Mamprin (non Manprin) morì a Fiumicello il 27 aprile 1945. Non conosco le circostanze. Magari l’ANPI di Fiumicello potrebbe saperne di più?

 

Cordialmente,

 

Lorenzo Colombo

 

Il giorno 11 febbraio 2016 16:12, A.N.P.I. Medio Olona <anpimedioolona@libero.it> ha scritto:

Il partigiano Galli sta lavorando da giorni sul suo quesito … Mi dica se la sua domanda può essere resa pubblica sul Blog che conta oggi 124 seguiti su email e molto più di 100 visitatori settimana scorsa. 1700 pagine lette dal 1 febbraio.

Grazie del cortese cenno di risconto

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31/3/2016

Buongiorno di nuovo,

grazie all’Archivio di Stato di Varese sono riuscito a trovare finalmente notizie più dettagliate su Gino Mamprin: soldato della Guardia alla Frontiera nel Deposito di Legnano fino all’armistizio (8.9.1943), il 1° giugno 1944 entrò a far parte del 6° Battaglione della Brigata Partigiana “Garibaldi” (su di essa si trova notizia qui: https://books.google.it/books?id=1YUE5gHPJhEC&pg=PA53&lpg=PA53&dq=6+battaglione+brigata+garibaldi&source=bl&ots=NtLXhoS90m&sig=NquJz32W7POLt2y240MjMDhwZqE&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiAsJO84urLAhUEQJoKHXVYC7AQ6AEINzAF#v=onepage&q=6%20battaglione%20brigata%20garibaldi&f=false); morì a Campodarsego il 27 aprile 1945.

 

Lorenzo Colombo

Ho trovato anche questa pagina: https://anpimedioolona.wordpress.com/2016/03/25/i-deportati-olgiatesi/

 

In particolare mi è caduto l’occhio su

 

Nava Ezio

Nato il 5 aprile 1912 a Olgiate Olona. Giunge a Dachau il 22 settembre 1943. Primo numero di matricola 55096; classificato con la categoria AZR (categoria asociali). Mestiere muratore. E’ trasferito a Buchenwald il 20 gennaio 1945, numero di matricola 131333. Qui viene classificato Pol. Liberato a Buchenwald all’armata americana.

Il nome di Ezio Nava figura sul Monumento ai Caduti situato vicino al municipio di Olgiate (risulterebbe nato a Marnate, non ad Olgiate Olona; però residente ad Olgiate ed olgiatese), dov’è indicato come soldato; quindi penso (ma bisognerebbe fare delle ricerche) che si trattasse di un IMI (Internato Militare Italiano), uno dei tanti soldati italiani catturati ed imprigionati dai tedeschi dopo l’armistizio. La classificazione come “AZR” (asociali) sembra contrastare con questo, però, sempre in base al vostro sito, anche il solbiatese Pietro Girola (https://anpimedioolona.wordpress.com/2016/03/28/deportati-medio-olona/), pur essendo anch’egli un soldato catturato, fu classificato “AZR”. Forse anche Nava aveva reagito ai tedeschi, e per questo ebbe trattamento peggiore di altri IMI? Sarebbe utile indagare. Ezio Nava morì al Bizzozero il 1° aprile 1946; da quanto ho trovato, al Bizzozero esisteva l’ospedale della CRI n. 77 dove nel dopoguerra furono ricoverati ex deportati ed ex prigionieri (vedasi qui: http://www.memorieincammino.it/documento.aspx?idDoc=61). Evidentemente Nava fu rimpatriato e ricoverato al Bizzozero ma vi morì per le conseguenze della deportazione.

 

Vi furono anche altri IMI olgiatesi che morirono in prigionia in Germania:

 

Bruno Barlocco, caporale del 44° Reggimento Fanteria (36a Divisione Fanteria «Forlì»), nato a Olgiate Olona il 3.1.1921, catturato dai tedeschi in Grecia il 9 settembre 1943, internato nello Stalag III C (Arbeit Kommando 15005) e nello Stalag III D, deceduto il 25 febbraio 1944 a Schweinfurt per bombardamento aereo.

 

Bruno Belfanti, soldato automobilista trasportatore del 3° Reggimento Autieri, nato a Goito il 14.7.1923 (residente ad Olgiate), deceduto il 29 gennaio 1945 nel campo di prigionia di Fallingbostel (Germania).

 

Pietro Belvisi, soldato del 43° Reggimento Fanteria (36a Divisione Fanteria «Forlì»), nato a Olgiate Olona il 30.3.1911, deceduto per malattia nell’ospedale Dammschule di Heilbronn (Germania) il 26 maggio 1944. Faceva parte, quale prigioniero, dell’Arbeit Kommando 7120 di Heilbronn; in precedenza internato nello Stalag V B e poi nello Stalag V A di Ludwigsburg.

 

Gaspare Pigni, soldato dell’11° Battaglione Mortai (51a Brigata Speciale «Lecce»), nato a Olgiate Olona il 20.7.1913, catturato dai tedeschi in Grecia (verosimilmente a Creta) a seguito dell’armistizio, deceduto il 18 ottobre 1943 nell’affondamento della motonave Sinfra, carica di prigionieri italiani, in navigazione da Creta alla Grecia. La Sinfra fu bombardata ed affondata da aerei Alleati a nord della baia di Suda; morirono 1986 dei 2389 prigionieri italiani imbarcati, affondati con la nave, scomparsi in mare od uccisi dalle guardie tedesche, che lanciarono bombe a mano nelle stive e spararono con una mitragliatrice sui prigionieri italiani. (Di ecatombi come questa, quasi del tutto dimenticate, ne accaddero una decina in Egeo dopo l’armistizio: costarono la vita ad almeno 13.000 prigionieri italiani).

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Quale potenziale conferma di quanto scrivevo su Ezio Nava, si legge sul sito dell’ANPI (http://www.anpi.it/articoli/649/on-line-i-nomi-dei-23826-italiani-deportati-per-motivi-politici-nei-lager-nazisti):

 

“11.432 furono designati come ‘Schutzhaftling’ (deportati per motivi di sicurezza), 3.723 come ‘Politisch’ (in buona parte già presenti nel Casellario politico centrale dell’Italia fascista), 801 erano AZR, abbreviazione di “Arbeitszwang Reich”, ovvero ‘asociali’, categoria di solito attribuita ai criminali comuni e in alcuni casi a soldati imprigionati dopo l’8 settembre. KGF, “Kriegsgefangene” erano i prigionieri di guerra; BV, “Berufsverbrecher”, criminali comuni; altri ZA, “Zivilarbeit”, lavoratori civili; “Geistlicher”, religiosi; “Pol Jude” o “Schutz Jude” erano gli ebrei considerati anche oppositori politici.”

Risposta:

Il Patrocinio del libro sui deportati Alto Milanese è ANPI Legnano

Una certa vena polemica su un testo digitalizzato e patrocinato dall’ANPI di Legnano: il blogger, che si è ormai congedato, invita tutti a scrivere all’Anpi di Legnano per le domande relative al testo riportato fedelmente.

Lasciano il tempo che trovano le affermazioni senza la citazione delle fonti. Tutte. Inutili.

Il compito di Benazzi è così esaurito.

Un cordiale shalom