CONGRESSO del 21 Febbraio 2016

IL CONGRESSO DELLA SEZIONE DI OLGIATE OLONA DELL’A.N.P.I.

Il giorno 21 febbraio 2016, alle ore 10.00, presso la sede di Olgiate Olona dell’ANPI (Circolo Santo Stefano, via Pietro Colombo) si è tenuto il Congresso della locale sezione in vista del 16° Congresso Nazionale dell’Associazione, alla presenza della segretaria provinciale Ester De Tomasi e di rappresentanti delle sezioni di Gorla Minore, Gorla Maggiore, Solbiate Olona e Castellanza.

Sono stati presentati i documenti che saranno oggetto della discussione di tutte le fasi del Congresso e che costituiranno le linee guida che indirizzeranno l’azione della nostra associazione nei prossimi anni.

Sono state inoltre presentate le iniziative già avviate quest’anno, in collaborazione con le istituzioni scolastiche e con l’aiuto economico dell’Amministrazione Comunale. Si tratta di una gita per i ragazzi delle 5° classi della Scuola Primaria alla “Casa della Resistenza” di Fondotoce e una visita ad alcuni luoghi significativi del nostro comune, la Sala Alba della Villa Gonzaga, la Villa Restelli e il Bunker della Seconda Guerra Mondiale, per i ragazzi delle 3° classi della Scuola Secondaria di primo grado.

Nella discussione che ne è seguita, i presenti hanno sottolineato i temi che si ritengono più significativi tra quelli presentati a livello nazionale.

La pace assente o gravemente minacciata in molte aree a noi vicine. Dobbiamo stimolare l’attenzione e l’impegno dei cittadini ai quali bisogna rendere evidente il rapporto indissolubile tra pace – democrazia – libertà – uguaglianza. Ogni guerra è un disastro in sé, e dunque bisogna premere per togliere di mezzo ogni fattore di rischio, ridando la parola all’ONU, rivedendo, come proposto in una mozione approvata nel nostro congresso, il ruolo, le finalità e la adesione del nostro Paese alle alleanze militari nate in un contesto storico e politico molto diverso dall’attuale. Bisogna opporsi ad iniziative unilaterali di azioni militari che aggravano le questioni interne dei paesi in conflitto, mentre dobbiamo sostenere gli aiuti per la popolazione civile che vive nelle zone di guerra e per i profughi che fuggono dalle stesse.

In accordo con questo argomento, è stato ricordato da Benazzi che Gino Strada ha da poco ricevuto il Premio Nobel Alternativo per la Pace e che per la sua grande opera sociale ed umanitaria è vicino agli ideali che noi sosteniamo e pertanto, se già non lo fosse, si chiede di farsi promotori dell’assegnazione a Gino Strada di una tessera ANPI ad honorem. La sua proposta è stata fatta propria da tutta l’assemblea e sarà portata avanti dalle nostre strutture provinciali.
La difesa dei principi costituzionali. Coerentemente con le decisioni assunte a livello nazionale, abbiamo espresso la nostra contrarietà alla revisione della Costituzione in discussione nel Parlamento, poiché vengono fortemente incrinati gli equilibri tra i poteri dello Stato. Ci attiveremo con incontri, eventualmente concordati con le altre sezioni dei comuni limitrofi, per far conoscere a tutti i cittadini i pericoli di una eccessiva concentrazione dei poteri che la riforma e la collegata legge elettorale comportano, affinché le modifiche siano respinte nel referendum che probabilmente si terrà nel prossimo autunno.

Il superamento della diseguaglianze sociali. Si tratta di pretendere l’applicazione rigorosa della Costituzione, in tutti i suoi aspetti: libertà ed uguaglianza come presupposto di dignità della persona. L’applicazione di politiche che scaricano i costi della crisi economica sulle condizioni di vita dei cittadini e la persistente corruzione della vita politica vanno nella direzione opposta agli obiettivi indicati dalla nostra Costituzione. La nostra associazione non è né può essere un sindacato o un partito, ma partecipa attivamente alla vita politica e sostiene o denuncia di volta in volta le iniziative proposte ed attuate dagli attori politici e sociali che agiscono nella società.

Impegno per mantenere viva la memoria sulla lotta di Liberazione e sulla tragedia della guerra e della dittatura fascista. L’ANPI è l’erede dei valori civili e sociali che guidarono la Resistenza ed è impegnata a coltivarli per consolidare la tradizione senza farne un mito e per puntare su un futuro in cui tali valori siano il tessuto condiviso con cui costruire la convivenza tra tutti i cittadini. Questo obiettivi ci guidano nella nostra collaborazione con le scuole e le istituzioni locali nelle varie iniziative sopra descritte e nella organizzazione e partecipazione alle Festività civili che ricordano i momenti salienti della vita della Repubblica.

Al termine del congresso sono state rinnovate le cariche sociali. Il nuovo direttivo è composto da Renata Albero, Franco Colombo (amministratore), Giambattista Crosta, Giampietro Galli, Giovanni Giardini, Gaetano Pitoia, e Giovanni Walter Mason (presidente). I delegati al Congresso Provinciale che si terrà il prossimo 2 aprile sono Albero, Crosta, Galli, Mason ed Ernani Colombo.

Infine è stato presentato il sito http://www.anpimedioolona.it e sono stati espressi particolari ringraziamenti a tutti coloro che vi stanno operando, nel reperimento dei materiali e nella loro digitalizzazione.

Terminato Congresso ANPI Medio Olona

Seguirà il resoconto delle discussioni sulle Tesi congressuali approvate , le mozioni presentate ad integrazione e la nomina delle cariche del Direttivo e del Nuovo Presidente.

Approvata anche la proposta Benazzi di sottoporre al Provinciale e Nazionale ANPI la tessera onoraria (se non possibile di Amico) a Gino Strada, quale esponente e leader del Movimento nonviolento e esempio concreto di operosità verso il prossimo. Verrà diffuso il video di accettazione del Premio Nobel alternativo.

Convocazione Congresso sezionale

 

A.N.P.I. ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA

SEZIONE DI OLGIATE OLONA

 

Olgiate Olona, 9 febbraio 2016

 

Carissime/i,

è convocato il CONGRESSO DI SEZIONE, che si terrà

DOMENICA 21 FEBBRAIO alle ore 10.00

presso il C IRCOLINO DI VIA P. COLOMBO

 

con il seguente o.d.g.:

DISCUSSIONE ED APPROVAZIONE TESI CONGRESSUALI

RINNOVO CONSIGLIO DIRETTIVO

VARIE ED EVENTUALI

Allego alla presente INTERVENTO INTRODUTTIVO.

Sarà presente anche la Sezione di GORLA MAGGIORE.

Cordiali saluti

La Presidente

Renata Albero

 

P.S.

seguirà subito dopo il congresso PRANZO SOCIALE (a sostegno iniziative ANPI) sempre al Circolino, per chi vorrà partecipare. Segue comunicazione inerente menu e costo. E’ necessario prenotare ai n. 3383783956 (Renata) o  3462865115 (GP Galli) o direttamente al circolino.

Dal 14 febbraio riprenderanno presso la SALA SPECCHI di AREA 101 le “pizzate” domenicali, ogni domenica (escluso il 21 febbraio) a partire dalle ore 19.30. Non occorre prenotazione e si potrà venire, da soli o con amici e parenti, anche solo per bere qualcosa in compagnia e scambiare due chiacchiere.

 

Memorandum sintetico della Segretaria uscente

 

Carissimi iscritti e simpatizzanti,

come vi avevo preannunciato, ho sentito la necessità di farvi pervenire questo mio intervento prima della data del congresso. Questo solo perchè il documento Nazionale è costituito da 42 pagine e farlo pervenire a tutti coloro di cui non ho un indirizzo e-mail mi sembrava praticamente impossibile, anche per un problema di costi.

 

Il 16° Congresso non va inteso come un Congresso di “svolta” (se non per il ricambio generazionale che si imporrà) ma come un Congresso in continuità con quello precedente, con gli approfondimenti che derivano dall’esperienza svolta finora, nonché dalle mutate situazioni politiche, a livello mondiale e nazionale, ed infine dalle questioni che si sono proposte alla nostra attenzione e sulle quali sarà doveroso cercare di fare chiarezza.

 

Possiamo veramente dire che c’è una situazione incandescente, come mai si era verificata negli anni del dopoguerra.

Papa Francesco parla della terza guerra mondiale in atto, come dargli torto?

C’è l’esplosione dei peggiori fondamentalismi e l’entrata in campo dell’ISIS, la situazione Palestinese, di cui si parla meno. Vi sono guerre dimenticate di cui nessuno parla, ma producono tutto quello che le guerre portano con sè: fame, terrore, sangue, fughe verso altri paesi con tutto quello che ne consegue.

Tutto questo, aggiunto ad una crisi economica mondiale, indebolisce la democrazia e favorisce in molti paesi lo sviluppo di un liberismo sfrenato e apre la strada al predominio dell’economia sulle ragioni del diritto, aumentando notevolmente le disuguaglianze sociali.

La politica dovrebbe decidere cosa fare di questa Onu impotente e generare nuove grandi intese da promuovere per combattere nemici comuni.

La ricerca della pace e la lotta contro la violenza sono le uniche vie verso risultati concreti.

Un altro grave argomento sul quale è necessario riflettere è la presenza in Europa di forti partiti e movimenti di tipo fascista.

Il fenomeno dei migranti è di entità enorme ed inarrestabile che non si frena certamente erigendo muri e mettendo del filo spinato, occorre invece cercare di risolvere il problema tutti insieme.

In questo senso bisogna che veramente l’Europa assuma il ruolo che le compete, con reale capacità di decisione e con un Parlamento che sia veramente tale e che conti.

In questo quadro così drammaticamente impressionante, si registra per contro   il risveglio di qualcosa che sembrava morto: la solidarietà, non solo in Italia ma anche in Europa, perfino in paesi governati dalle destre: una solidarietà popolare, istintiva ma solida, che ci aiuta a sperare nel futuro.

Occorre porsi il problema di come l’Anpi possa contribuire al risveglio, al rilancio e allo sviluppo di un vasto movimento popolare che s’impegni sui temi della solidarietà, della pace e dei diritti umani.

 

La situazione in Italia, rispetto al 2011, data del precedente congresso, è cambiata, non c’è più Berlusconi, e a destra si rafforza un’orda selvaggia, che si propone con i peggiori richiami al razzismo ed alla xenofobia.

Più in generale c’è meno rispetto per le istituzioni e per la Costituzione. La Direzione Nazionale dell’ANPI ha lanciato, per riportare quanto asserito dal nostro Presidente Nazionale Carlo Smuraglia, un’intransigente difesa della Costituzione da ogni “stravolgimento” che rimetta in discussione le linee portanti ed i valori di fondo. Riforma del Senato e legge elettorale, così come approvate dal Parlamento, secondo l’ANPI non devono influire negativamente sul sistema democratico di rappresentanza e sui diritti dei cittadini, e più in generale gli spazi della democrazia non devono essere ridotti. Richiamandoci a un documento scritto nel 1996 scritto da ben note personalità tra le quali Mattarella, sottolineiamo questa frase:

“la democrazia parlamentare deve dispiegarsi appieno per quanto riguarda le scelte del Governo, ma deve trovare un limite invalicabile nel rispetto dei principi costituzionali, delle regole democratiche, dei diritti e della libertà dei cittadini: principi, regole, diritti che non possono essere rimessi alle decisioni della maggioranza pro-tempore”.

In ogni caso  io sono convinta che  non si possa rinunciare a fare delle riforme incisive in questo paese. Bisogna pur trovare il modo di ridurre sprechi, numero dei parlamentari, compensi e vitalizi di questi ultimi e di funzionari pubblici che  sono scandalosi,  non si può pensare di avere leggi elettorali che non consegnino un Parlamento in grado di esprimere un Governo. Troppi decenni abbiamo convissuto con questa situazione che ha giovato solo ai disonesti, che hanno procrastinato all’infinito la soluzione di qualsiasi problema che potesse migliorare la vita dei cittadini. Occorrono istituzioni che permettano a chi governa di agire in modo determinato e dinamico. Questo tuttavia non significa che non si debba dare ascolto alle istanze che provengono dalla base, ignorando per esempio le richieste di dialogo del sindacato che rappresenta milioni di lavoratori, di pensionati, di disperati senza lavoro e che perdono la loro dignità. E’ per contro auspicabile un maggior vigore nei confronti di quelle lobbies che sono state abituate, unicamente per calcolo elettorale, ad essere sopravvalutate ad alle quali non è mai stato negato il soddisfacimento delle loro meschine rivendicazioni di parte.

Non si può non rilevare che è in atto, da tanto, una profonda degenerazione della politica, dei partiti e dei comportamenti dei politici.

Inutile fare esempi, è un fenomeno più volte denunciato dall’Anpi con documenti pubblici ed è sicuro che senza un profondo cambiamento della politica, questo Paese non ha prospettive davanti a sè.

Di conseguenza è assolutamente necessario in questo Paese porre con forza la questione morale, come elemento fondamentale e imprescindibile.

 

Ruolo, compiti e impegni dell’ANPI

Il primo compito dell’Anpi è quello più tradizionale e consono alle sue finalità

La memoria

Questo ruolo l’Associazione lo ha svolto ininterrottamente dalla Liberazione in poi quasi da sola.

Si può affermare senza possibilità di smentita che, se qualcosa è rimasto e si è radicato nella coscienza popolare, sull’antifascismo, sulla Resistenza, sulla Liberazione, il merito va riconosciuto all’Anpi.

Questo ha funzionato e deve funzionare ancora di più quando verranno a mancare le testimonianze dirette.

Da ciò il nostro impegno per ottenere e rendere più efficace l’insegnamento della storia della seconda guerra mondiale nella nostra scuola ( va ricordato il protocollo d’intesa sottoscritto il 24 luglio 2014 con il MIUR).

Questo impegno resta primario, anche se vi saranno crescenti difficoltà, ma sta a noi dell’ANPI educare al culto della memoria attiva anche le nuove generazioni, quelli che saranno i futuri dirigenti..

Naturalmente, condizione principale, è che la memoria, pur attiva, non resti l’unico nostro impegno.

La pace

Bisogna rendere evidente il rapporto indissolubile tra pace-democrazia-libertà-uguaglianza.

Senza la pace, tutto viene messo a rischio.

Il superamento delle diseguaglianze sociali

Si tratta di pretendere l’applicazione rigorosa dell’art. 3 della costituzione.

Bisogna rendere chiaro a tutti che le diseguaglianze sono all’origine di ogni conflitto.

Libertà e uguaglianza

La battaglia da condurre su questo terreno riguarda: l’impegno contro ogni forma di razzismo e di xenofobia. In questo campo, c’è bisogno di un impegno maggiore di quanto ci si sia impegnato finora, sia per reagire che per operare.

L’impegno per la reale uguaglianza (usiamo il termine costituzionale) per le donne.

Antifascismo

Un paese che ha subito vent’anni di dittatura, con tutto quel che ne è seguito, dovrebbe essere profondamente antifascista. Purtroppo non è così. La verità è che a differenza di altri Paesi, l’Italia non ha ancora fatto fino in fondo i conti con il fascismo.

Occorre reagire ad ogni iniziativa pubblica di tipo fascista ed anche a quel mare di sconcezze che si possono leggere sui siti web.

Su come reagire c’è sempre stato dibattito nell’Anpi e lo si capisce perfettamente trattandosi di un problema di non facile soluzione.

Escludendo ogni reazione di tipo violento o che possa condurre a scontri, non bisogna però far passare sotto silenzio nessuna manifestazione, pretendendo l’intervento delle autorità competenti.

Chi mette in sott’ordine questa battaglia culturale o la considera inutile, non capisce la sostanza del problema e non tiene conto degli insegnamenti della storia (la nascita del fascismo e del nazismo).

Non occorrono, in linea di principio, comitati nuovi, è l’Anpi che deve avere la capacità di affrontare tutta la complessa problematica, cercando di non farlo da sola, creando rapporti costruttivi con tutte le associazioni democratiche e non escludendo, di principio, i rapporti con i movimenti, specialmente se di giovani.

Ma deve trattarsi sempre di rapporti chiari, in cui ognuno fa la sua parte e molte cose, se possibile, si fanno insieme, ma senza ricatti e senza pretese di spingere l’Anpi ad essere quello che non può e non deve essere. E’ doveroso sottolineare l’assoluta necessità di rafforzare l’antifascismo a livello Europeo.

Legalità

Il principio di fondo è nell’art. 54 della Costituzione, che impone a tutti il rispetto della legge.

Occorre stringere legami più profondi con le associazioni che già si battono su questo terreno con notevole capacità di mobilitazione ma al tempo stesso programmare anche una politica autonoma d’impegno contro le mafie e per la legalità.

Il nostro concetto di legalità è più vasto rispetto al solo rispetto delle legge. Un buon cittadino deve badare anche alle regole non scritte e non accompagnate da sanzioni.

Diffondere questa idea di legalità e praticarla è fondamentale per un’Associazione che si richiama ai valori della Resistenza.

La difesa dei diritti

E’ compito dell’Anpi difendere tutti i diritti sanciti dalla Costituzione.

Dobbiamo pronunciarci per tutti coloro che fin qui sono stati considerati “diversi”, bisogna essere favorevoli e battersi per il riconoscimento della cittadinanza a chi, con i genitori, è in Italia da tempi rilevanti, dobbiamo essere favorevoli alle unioni civili.

la libertà d’informazione

L’Anpi deve essere impegnata a difenderla ad ogni costo, come elemento essenziale della democrazia.

Per parte nostra, dobbiamo dare un contributo essenziale per arricchire l’informazione, esponendoci con chiarezza e franchezza su tutte le questioni che riguardano le nostre competenze ed organizzarci perché la nostra voce sicuramente libera e autonoma riesca a farsi sentire.

La scuola

Con l’intesa sottoscritta nel luglio 2014 con il MIUR, abbiamo fatto un passo notevole per uscire dalla saltuarietà dei rapporti con la scuola e per cercare di ottenere che l’insegnamento della storia comprenda anche questo dopoguerra, che la Costituzione venga analiticamente fatta conoscere ed apprezzare, affinché vengano esaltati i valori della democrazia. Anpi deve andare nelle scuole non solo per parlare di Resistenza, ma per parlare di costituzione e di rispetto dei valori. Su questo fronte devo dire che la nostra sezione si muove bene da molti anni, grazie soprattutto a coloro che negli anni passati hanno stretto rapporti di collaborazione con la scuola e con le Istituzioni locali più in generale. E’ un impegno grandissimo che riguarda il futuro del Paese. E’ necessario che vengano  realizzati in modo compiuto  tutti gli impegni assunti nel protocollo con il MIUR.

Giustizia

Un Paese libero e democratico ha bisogno di una giustizia efficiente e giusta. Ha bisogno di una magistratura che lavori serenamente e abbia consapevolezza dell’importanza del suo ruolo, ha bisogno di governi che non compiano atti capaci di minare le basi della fiducia che deve essere riposta nella giustizia e che rispetti l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura.

 

 

L’Anpi   è una forte organizzazione con 120.000 iscritti.

Le strutture territoriali provinciali sono presenti in tutta Italia (n.110) in totale, così come le Sezioni (n.3000). Benché non abbia certo mezzi rilevanti, e disponga di strutture prevalentemente organizzate in forma di volontariato, è riuscita, in questi anni, ad imporsi per l’autorevolezza e la credibilità, sia tra i cittadini, sia tra le istituzioni, ed è quindi sicuramente in grado di svolgere i compiti di cui sopra.

Ciò che importa è assicurare la continuità nel senso che il futuro va affrontato tenendo ben ferme le nostre radici e a loro fare costante riferimento.

Bisognerà rinforzare la formazione continua, non solo dei giovani ma anche dei dirigenti.

Sul come, il criterio da seguire è evidente: l’Anpi deve essere sempre e comunque se stessa, erede della Resistenza, ma prioiettata verso un futuro in cui c’è tanto bisogno di rafforzare i valori su cui essa si fonda.

Nella fase di ricambio generazionale occorre adottare alcuni accorgimenti ed alcune iniziative proprio per meglio rendere applicabili le regole e i principi di cui sopra. Bisogna partire dalla condizione dei giovani, dalla eredità che stiamo loro lasciando, dalle responsabilità delle nostre generazioni per il futuro che abbiamo loro negato, stiamo negando o rendendo difficile. Troppi stanno emettendo giudizi negativi sui giovani (e già la generalizzazione è sbagliata), forse per nascondere anche a se stessi le proprie responsabilità. Occorre invece guardare ai giovani senza pregiudizi e senza supponenza. Oltre tutto, consideriamo che sono proprio i giovani che molto spesso ci danno severe lezioni di solidarietà e d’impegno, con il loro volontariato, anche in situazioni estreme e di fronte all’impotenza dello Stato.

 

L’Anpi non è un partito così come non è un sindacato: non solo non lo è ma non può esserlo, pena la sua snaturazione.

L’Anpi è un’altra cosa, anche se persegue fini politici; non partecipa alle competizioni elettorali, non organizza i cittadini a fini specifici, ha una sua tradizione, una sua identità, alcuni suoi fondamentali valori, che coincidono con quelli della Resistenza e della Costituzione.

Deve essere capace di cogliere i cambiamenti della società, non per adeguarvisi passivamente, ma per poter continuare, anche in forme diverse, ad essere se stessa.

Ognuno può essere iscritto al partito che vuole (purché non fascista) e contemporaneamente essere iscritto all’ANPI. Se nell’ambito dell’Anpi emergono critiche a questo o a quel comportamento di quel partito ( o meglio, del Governo in cui è in maggioranza), l’iscritto potrà dissentire, spiegare le sue ragioni, ma se non saranno accolte, dovrà accettarle (pur conservando le sue idee personali) per senso di appartenenza all’Anpi. E non avrà alcun motivo di restituire la tessera né di essere criticato per il suo dissenso. Questo è il vero pluralismo. Gli iscritti hanno tutti i diritti di critica e quello di far valere democraticamente le proprie opinioni, sapendo che si può vincere o perdere, senza problemi e senza farne un dramma.

Rigorosa è e deve essere, la nostra concezione e l’effettiva pratica dell’autonomia. L’Anpi può collaborare con tutte le forze democratiche, ma la condizione è che lo faccia sempre senza rinunciare a ciò che riguarderebbe la sua autonomia, il suo prestigio, la sua autorevolezza, fra l’altro conquistata proprio a forza di essere liberi ed autonomi da tutti. Non abbiamo pregiudiziali verso partiti o governi, che giudichiamo solo in relazione a comportamenti ed azioni specifiche e non sulla globalità, perché non è tanto il giudizio politico che conta quanto l’esercizio di quella coscienza critica del Paese che ci siamo assunti fin dal Congresso del 2011 ed alla quale non possiamo rinunciare mai.

A tutti deve essere chiaro che l’ANPI esiste ed esisterà per difendere la democrazia, per praticare l’antifascismo, per ottenere libertà, uguaglianza e dignità.

Siamo un’ Associazione che non vive di ricordi, ma li rende attivi, guardando al presente e al futuro.

 

Quando si combatte un nemico comune (i fascisti), dobbiamo smorzare i conflitti interni, creare coesione, unire le forze per combatterlo tutti insieme e meglio.