Canada: la solidarietà sconfigga l’odio

30.01.2017 Amnesty International

Canada: la solidarietà sconfigga l’odio
(Foto di Fotomovimiento via Flickr.com)

La sera del 29 gennaio uomini armati hanno aperto il fuoco all’interno del centro culturale islamico di Sainte-Foy, a Québec City, uccidendo sei persone e ferendone altre otto. Il governo del Québec e il primo ministro del Canada hanno parlato di un attacco terrorista e hanno istituito un’unità di crisi.

Béatrice Vaugrante, direttrice generale di Amnesty International Canada – sezione francofona, ha condannato l’attacco contro la comunità musulmana, definendolo un “segno di totale disprezzo per la vita umana e di odio basato su motivi religiosi”.

“Abbiamo inviato le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime e alla comunità della moschea di Sainte-Foy. È fondamentale che la polizia svolga rapide indagini e che si arrivi presto alla giustizia. La comunità musulmana del Québec deve sentirsi protetta, come tutti i cittadini canadesi”, ha aggiunto Vaugrante.

“Le espressioni di odio e l’islamofobia sono fenomeni inaccettabili che alimentano la violenza. Dobbiamo mostrare tutti, specialmente ai più alti livelli politici, che la solidarietà prevarrà e che il rispetto del diritto di tutti a vivere in sicurezza senza discriminazione sarà considerato di suprema importanza”, ha concluso Vaugrante.

Roma, 30 gennaio 2017

 

Premio Nazionale della Nonviolenza – V Edizione

30.01.2017 Mondo Senza Guerre e Senza Violenza

Premio Nazionale della Nonviolenza – V Edizione
(Foto di Rafael Edwards)

Siamo lieti di condividere la conclusione del percorso della nostra iniziativa che oltre alle Organizzazioni Promotrici ha coinvolto associazioni, Scuole e semplici persone  di tutt’Italia accumunate da una comune sensibilità ed un desiderio di far crescere nella coscienza dei giovani la teoria e la pratica della Nonviolenza.

L’auspicio è quello di far conoscere quei progetti e quelle azioni che alimentano nel nostro Paese lo spirito e la voglia di invertire la direzione violenta intrapresa dalla nostra società, testimoniata dagli avvenimenti che risaltano nella cronaca quotidiana.

Dal 30 Gennaio al 20 Febbraio 2017 si potrà votare e scegliere il vincitore del Premio della Nonviolenza 2016 tra i 5 finalisti. Questa operazione sarà possibile accedendo al sito (www.premiodellanonviolenza.it) o dalla pagina facebook del Premio: www.facebook.com/premiodellanonviolenza.it.

Il Comitato Organizzatore, composto dalle Associazioni Internazionali “Mondo senza Guerre e senza Violenza” e “Greenpeace”, informa che per motivi indipendenti dalla propria volontà, si è visto costretto a posticipare gli atti finali del Premio 2016 e per mantenere una idea di linearità ha deciso appunto di far coincidere l’inizio delle votazioni proprio il 30 Gennaio, anniversario della morte del Mahatma Gandhi. Quest’anno sono stati scelti per il voto 5 lavori  proposti da scuole e singoli, rappresentativi, da Nord a Sud,  di un po’ tutto lo stivale.

Al più votato verrà assegnato il Premio, mentre è previsto  il riconoscimento speciale per la sezione Action alla scuola che riceverà più preferenze. L’Evento conclusivo con la presentazione dei lavori finalisti è programmato per la prima settimana di Marzo è sarà un’ottima occasione per incontrare studenti ed insegnanti delle scuole romane con le quali lanciare la partecipazione all’Edizione 2017 che si concluderà, come consuetudine delle passate edizioni, durante la Celebrazione della Giornata Internazionale della Nonviolenza del 2 Ottobre, sancita dall’ONU nell’Anniversario della nascita di Gandhi.

Protesta a Battery Park contro il blocco dell’immigrazione voluto da Trump

30.01.2017 Pressenza New York

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Protesta a Battery Park contro il blocco dell’immigrazione voluto da Trump
(Foto di Andrea Parisi)

Nel tardo pomeriggio di domenica 29 gennaio il sindaco di New York Bill de Blasio, il senatore del New Jersey Cory Booker e altri rappresentanti della città e dello stato si sono uniti a 10.000 manifestanti a Battery Park per protestare contro l’ordine esecutivo firmato dal Presidente Donald Trump per sospendere l’accoglienza ai rifugiati e impedire l’ingresso a chi arriva da paesi “a rischio terrorismo”.

 

E’ stato il secondo giorno di proteste, dopo il raduno di sabato al John F. Kennedy International Airport.

“Siamo venuti in questo paese per la libertà. Samo venuti in questo paese perché è un faro” ha detto de Blasio. “Non permetteremo a Donald Trump di spegnere questa luce.”

Il senatore Cory Booker ha ammonito gli americani a non “crogiolarsi” nelle libertà che hanno ricevuto, ma a lottare per loro. “Ogni generazione di americani deve dimostrarsi degna delle lotte e delle battaglie dei suoi predecessori” ha aggiunto rivolto ai manifestanti.

Dichiarazione di UNHCR e OIM sui provvedimenti di Trump sui rifugiati

28.01.2017 – Ginevra Redazione Italia

Dichiarazione di UNHCR e OIM sui provvedimenti di Trump sui rifugiati
(Foto di UNHCR)

I bisogni dei rifugiati e dei migranti in tutto il mondo non sono mai stati così grandi, e il programma di reinsediamento degli Stati Uniti è uno dei più importanti al mondo.

La tradizione politica degli Stati Uniti di accogliere i rifugiati ha creato una situazione di doppio beneficio: ha salvato la vita di alcune delle persone più vulnerabili del mondo, che hanno a loro volta arricchito e rafforzato le loro nuove società. Il contributo che rifugiati e migranti hanno apportato ai paesi che li hanno ospitati in tutto il mondo è stato assolutamente positivo.

Le quote di reinsediamento fornite da ogni paese sono di vitale importanza. L’UNHCR, Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e l’OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, auspicano che gli Stati Uniti continuino ad esercitare il loro forte ruolo di leadership e la lunga tradizione di proteggere coloro che fuggono da conflitti e persecuzioni.

Rimane l’impegno di UNHCR ed OIM a lavorare con l’amministrazione degli Stati Uniti per l’obiettivo condiviso di garantire programmi di reinsediamento e di immigrazione sicuri e protetti.

Siamo fermamente convinti che i rifugiati debbano ricevere parità di trattamento in termini di protezione e assistenza, ed opportunità per il reinsediamento, a prescindere dalla loro religione, nazionalità o razza.

Continueremo a impegnarci attivamente e in modo costruttivo con il governo degli Stati Uniti, come abbiamo fatto per decenni, per proteggere coloro che ne hanno più bisogno, e per offrire il nostro sostegno in materia di asilo e migrazione.

Fonte:  https://www.unhcr.it/news/dichiarazione-congiunta-unhcr-oim-sulle-disposizioni-rifugiati-del-presidente-trump.html

Malala: non voltare le spalle ai bambini indifesi

28.01.2017 Redazione Italia

Malala: non voltare le spalle ai bambini indifesi
(Foto di DFID – UK Department for International Development)

Abbiamo tradotto  e riproduciano integralmente la reazione di Malala, premio Nobel per la Pace, pubblicata sulla sua pagina Facebook, riguardo ai decreti firmati da Trump.

Dichiarazione di Malala Yousafzai in merito all’ultimo ordine esecutivo del presidente Trump sui rifugiati:

“Ho il cuore spezzato perché oggi il presidente Trump sta chiudendo la porta a bambini, madri e padri in fuga dalla violenza e dalla guerra. Ho il cuore spezzato perché l’America sta voltando le spalle a una storia gloriosa di accoglienza nei confronti di rifugiati e  immigrati – persone che hanno contribuito a costruire il vostro Paese, pronte a lavorare duramente in cambio della giusta possibilità di una nuova vita.

Ho il cuore spezzato perché i bambini siriani rifugiati, che hanno sofferto sei anni di guerra senza alcuna colpa, sono oggetto di discriminazione.

Ho il cuore spezzato perché ragazze come la mia amica Zaynab, che è sfuggita alla guerra in tre paesi – Somalia, Yemen ed Egitto – prima ancora che avesse 17 anni, due anni fa ha ricevuto un visto per venire negli Stati Uniti. Ha imparato l’inglese, si è diplomata e ora studia in un college per diventare avvocato per i diritti umani.

Zaynab venne separata dalla sua sorellina quando fuggì dai disordini in Egitto. Oggi la speranza di riunirsi con la sua cara sorella si affievolisce.

In questo momento di incertezza e inquietudine in tutto il mondo, chiedo al presidente Trump di non voltare le spalle ai bambini e alle famiglie più indifese del mondo”.

 

27 gennaio: “Memoria minacciata da impunità, negazionismo e incitamento all’odio”

 

27.01.2017 Amnesty International

27 gennaio: “Memoria minacciata da impunità, negazionismo e incitamento all’odio”
(Foto di Wikimedia Commons)
27 GENNAIO, AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA: “MEMORIA MINACCIATA DA IMPUNITÀ, NEGAZIONISMO E INCITAMENTO ALL’ODIO”. STRUMENTI EDUCATIVI E SPETTACOLI SULL’IMPORTANZA DELLA MEMORIA

In occasione della 72esima Giornata della memoria, Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Nel 72esimo anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz, ricordiamo tutti coloro che, allora e nei decenni successivi, in Europa e nel mondo, hanno pagato con la vita la ‘colpa’ di appartenere a un’altra comunità, di avere un’altra identità, di essere percepiti come un nemico o una minaccia”.

“La percezione dell’altro come una minaccia – ai valori, all’identità nazionale, alla sicurezza – è oggi irresponsabilmente alimentata da dichiarazioni che incitano all’odio e alla divisione tra ‘noi’ e ‘loro’.

“Ieri come oggi, la memoria lasciata senza giustizia è una forma di tortura psicologica che segna, a volte in modo permanente, i sopravvissuti e i parenti delle vittime. Ciò è particolarmente vero quando all’impunità si sommano l’insulto, l’offesa e la negazione dei fatti storici”.

“Più che mai, il compito di Amnesty International e di tutti coloro che sono impegnati nella difesa dei diritti umani è di diffondere conoscenza per contrastare l’odio e il fanatismo e costruire un mondo fondato sulla convivenza e il rispetto tra persone diverse”. 

Per riflettere sull’importanza della memoria, sul ruolo degli stereotipi e della comunicazione nella costruzione della diversità e nella rappresentazione negativa delle minoranze, Amnesty International Italia segnala strumenti e percorsi di sensibilizzazione e informazione, per ricordare a scuola, con i propri amici e con la propria famiglia.

Tra gli strumenti educativi disponibili, Amnesty International Italia segnala il percorso sulla discriminazione “Lo sterminio degli ebrei” per lavorare con i ragazzi e le ragazze della secondaria di primo grado, scaricabile gratuitamente al link www.amnesty.it/pubblicazioni/kit-percorso-contro-la-discriminazione/ e, per parlarne con i bambini più piccoli, l’albo e le carte illustrate “Il cammino dei diritti”  e, in particolare, la carta dedicata alla data del 1945, con la poesia “Il numero” di Janna Carioli e l’illustrazione di Andrea Rivola. Info:eduform@amnesty.it

Per ragazzi della scuola secondaria di secondo grado, Amnesty International Italia inoltre consiglia il cortometraggio “SK Sonderkommando” di Nicola Ragone, scritto insieme a Silvia Scola: un treno, un viaggio, due sconosciuti che incrociano i loro sguardi, si cercano, si avvicinano fra la folla di un vagone che sembra un carro bestiame. Freddo, sofferenza, addii per sempre. Giunti alla meta, i loro destini di separano: il più robusto viene scelto, designato per diventare bracciante della morte in un lager nazista, un Sonderkommando. vincitore del Nastro d’argento 2015 come miglior corto assegnato dal Sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici italiani, è stato dichiarato di interesse culturale nazionale dal Ministero dei beni e delle attività culturali. Qui il link per visionare il trailer: http://www.nicolaragone.it/sonderkommando/. Per maggiori informazioni sulle proiezioni per le scuole: Vera Usai, vera@vic-communication.com.

 Roma, 26 gennaio 2017

Umiltà e fierezza – Lettera aperta di Renato Accorinti, sindaco di Messina

27.01.2017 – Messina Redazione Italia

Umiltà e fierezza – Lettera aperta di Renato Accorinti, sindaco di Messina
(Foto di https://www.facebook.com/cmdbofficial/?nr)

Ogni volta che perdi, o intravedi il rischio di perdere, qualcuno o qualcosa ti accorgi all’improvviso del suo valore. E ti svegli, prendi coscienza e riscopri la preziosa ed imperfetta bellezza della sua interezza, senza più concentrarti sui particolari, sui difetti che non sei mai riuscito ad accettare. Oggi ci troviamo di fronte alla possibilità che il Consiglio Comunale voti la sfiducia all’azione amministrativa della giunta Accorinti.

Per questo molti cittadini, anche quelli con posizioni critiche, si stringono forte a questa esperienza collettiva e la difendono da un atto di forza che vorrebbe porre fine a essa in modo anticipato. La mozione di sfiducia mette a nudo quella “politica” che politica non è. Fa gola tornare adesso, nel tempo del raccolto, dopo la durissima e instancabile semina di questi tre anni e mezzo, fatta passo dopo passo, risalendo con fatica e a mani nude quell’abisso dentro il quale la città è stata sprofondata per decenni da sporchi affari e clientelismo.

Questo gesto mette a nudo quella politica che è solita agire non avendo scrupolo di compiere azioni nefaste per la città di Messina, senza pensare un solo attimo alle conseguenze di un possibile ennesimo commissariamento, paralizzando così gli atti di rinnovamento e tutti i delicati processi in corso che hanno bisogno di continuità e cura. C’è chi vive dentro confini ristretti, avendo cura solo del proprio tornaconto di bottega, bramando le prossime elezioni, studiando a tavolino i propri posizionamenti, passando da uno schieramento all’altro in base agli accordi più vantaggiosi, senza nessuna idea o ideale. Io, “scusate, non mi lego a questa schiera, morrò pecora nera”.

C’è poi chi prova a vivere il proprio ruolo in politica come un servizio, una missione, pensando a valori alti di comunità. De Gasperi diceva: “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alle prossime generazioni”. Certamente non sono uno statista. Nel mio piccolo, cerco di agire col cuore nel cielo e i piedi ben piantati per terra, col desiderio di dare intensità e profondità a un cammino di comunità. Cerco di compiere lo sforzo emozionante di darci, tutti insieme, la possibilità di umanizzare la politica. Stiamo amministrando impegnandoci a togliere le montagne di macerie, a rimediare all’immane disastro della macchina amministrativa, delle partecipate e dei bilanci. Ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo ricostruito le fondamenta, abbiamo creato la possibilità di fare le opere più importanti che cambieranno per sempre il futuro della città. Siamo stati “concreti come dei sognatori”. Per questo sono sereno pensando che, sfiducia o non sfiducia, sono comunque arrivati troppo tardi.

Noi abbiamo già vinto. Abbiamo già cambiato i connotati della politica, restituendo valore alla parola “politica”, provando a mettere al centro l’uomo e il cittadino nei suoi fondamentali diritti a partire dagli ultimi. L’avvio di una rivoluzione culturale. Lo abbiamo fatto noi, liberi cittadini messinesi, società civile che ha scelto di compattarsi, non con vuoti slogan, ma con la pienezza e la forza degli ideali, fino a vincere un’elezione, sconfessando tutti i pronostici, irrompendo come un fiume in piena dentro il Palazzo, scardinando come arieti tutte le porte delle stanze del potere. Abbiamo fatto rinascere la fiducia nella politica, dimostrato che davvero nulla è ineluttabile, che tutto può essere ribaltato. Che anche oggi si possono fare le rivoluzioni. Che i sogni possono diventare realtà. Soprattutto se sognati da una intera collettività. E questo è il senso di Cambiamo Messina dal Basso.

Abbiamo dato l’opportunità di riflettere a milioni di persone, in Italia e in Europa. A loro abbiamo detto e diciamo ancora: “Noi non sapevamo che era impossibile, quindi lo abbiamo fatto.

Ci ha guidato l’Utopia, ora provateci anche voi!”. Ormai niente sarà più come prima, perché questa esperienza ha dato prova che si può realizzare l’irrealizzabile. Perché da una presa di coscienza collettiva indietro non si torna. Questa è la nostra vera vittoria. Nonostante i limiti, gli errori e le imperfezioni.