25 aprile 1945: la liberazione – CARLO FERRARI

25 aprile 1945: la liberazione

CARLO FERRARI

“Il 25 aprile io ero pronto; lo sapevo che sarebbe successo qualche cosa perché avevo la radio in casa e ascoltavo tutte le notizie.

Sono andato dal presidente del CNL, rag. Macchi, dicendo  che ero pronto coi miei uomini.

Li disposi in gruppetti, parte sulla stradina dell’Oratorio vecchio, parte erano qui in giro, altri erano sulla costa di S. Antonio.

Si andava come passeggeri qualsiasi per non dare nell’occhio.

Altri erano sulla via Diaz dove c’era la stazione radio là prima dell’incrocio con Via Fagnano.

Aspettavamo i partigiani che dovevano arrivare lì; infatti arrivarono   i partigiani della Val d’Ossola.

None eravamo armati, tranne io che avevo una rivoltella della prima guerra mondiale.

Quel giorno Don Zappa era andato giù allo stabilimento per chiedere ai tedeschi di arrendersi perché da lì non potevano muoversi.”

 

Sulla guerriglia partigiana…

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Foto 31: stralcio della relazione inviata al Comando Divisione Alto Milanese dal Comandate la 18° Compagnia, Carlo Ferrari che relaziona sulle operazioni di guerriglia partigiana nella zona di Olgiate Olona.

Olgiate Olona, lì 10 giugno 1945

Atto di sabotaggio contro un palo di sostegno della linea elettrica ad alta tensione nei pressi di Castellanza, provocandone l’interruzione per la durata di giorni 3 – Distruzione e asportazione di cartelli indicatori germanici (a fare inizio dal mese di settembre 19439 – Attentato dinamitardo alla trebbiatrice che la rese inservibile.

Ritirato da comandate Luciano nr. 4 fialette di fosforo per 2 sabotaggi alla trebbiatrice che, riparata, aveva ripreso a funzionare, – Ricevuto da Pino alcuni chiodi per atti di sabotaggio alle gomme degli automezzi – Effettuato un attentato , servendosi di tale chiodi, che portò all’immobilizzazione di un autocarro per la foratura di tutte e quattro le gomme (marzo 1945)

E’ stata svolta attiva propaganda disgregatrice in seno ai reparti di stanza in Olgiate Olona.

Relazione della Brigata Costanzia

29 gen

Foto 31: stralcio della relazione inviata al Comando Divisione Alto Milanese dal Comandate la 18° Compagnia, Carlo Ferrari che relaziona sulle operazioni di guerriglia partigiana nella zona di Olgiate Olona

Olgiate Olona, lì 10 giugno 1945

Atto di sabotaggio contro un palo di sostegno della linea elettrica ad alta tensione nei pressi di Castellanza, provocandone l’interruzione per la durata di giorni 3 – Distruzione e asportazione di cartelli indicatori germanici (a fare inizio dal mese di settembre 19439 – Attentato dinamitardo alla trebbiatrice che la rese inservibile.

Ritirato da comandate Luciano nr. 4 fialette di fosforo per 2 sabotaggi alla trebbiatrice che, riparata, aveva ripreso a funzionare, – Ricevuto da Pino alcuni chiodi per atti di sabotaggio alle gomme degli automezzi – Effettuato un attentato , servendosi di tale chiodi, che portò all’immobilizzazione di un autocarro per la foratura di tutte e quattro le gomme (marzo 1945)

E’ stata svolta attiva propaganda disgregatrice in seno ai reparti di stanza in Olgiate Olona.

 

 

 

La nascita e l’attività del CNL – CARLO FERRARI

La nascita e l’attività del CNL

CARLO FERRARI

“Fare il partigiano, allora, non era facile; era molto rischioso.

Quando la “Decima Mas”, un’organizzazione militare fascista, venne a casa mia a cercare documenti compromettenti, io avevo nascosto le tessere dei partigiani nell’imbotittura di una sedia in camera da letto.

Quelli sospettavano che io dovevo essere uno dei capi; infatti sono arrivati alle ore 11.30 di sera comandati da un ufficiale italiano. Erano in tre.

Incominciarono a minacciare per sapere qualche cosa circa la mia attività clandestina; io rispondevo che non sapevo niente, che lavoravo e basta.

Bisognava stare attenti a parlare perché quelli sparavano sul serio.

Loro insistevano dicendo che io avevo delle tessere dei partigiani e cominciarono a buttare per aria il tinello; poi sono saliti in camera da letto e incominciarono a rovistare dappertutto. Poi, vedendo una botola sul soffitto, salirono nel sottotetto.

Io prima qui ci tenevo le armi ma poi mi ero deciso di seppellirle in una cassa di lamiera nel cortile.

Quindi non hanno trovato nulla; loro però sono rimasti lì fino al mattino verso mezzogiorno.

Mi ricordo che era domenica ed intanto c’era la Messa; quelli della Decima Mas sono allora andati in chiesa ed hanno portato via della gente: quelli che prima erano militari e che dopo l’8 settembre erano scappati senza più essere presentati.”