Tutela dell’ordine pubblico: non deve e non può essere un’arma

10.07.2021 – Redazione Italia

Tutela dell’ordine pubblico: non deve e non può essere un’arma
(Foto di Comune-info.net)

Non c’è una definizione precisa di ordine pubblico, ecco perché di per sé può essere pericolosamente soggetto all’arbitrarietà

Cercheremo di affrontare un aspetto quanto mai “indeterminato” della nostra vita sociale: ci possono venire in aiuto la lingua italiana, mediante la quale sono formulate le Leggi e la Costituzione Italiana, dalla quale Leggi e cittadini non possono derogare.

Ordine:  “Disposizione regolare di più cose collocate, le une rispetto alle altre, secondo un criterio organico e ragionato, rispondente a fini di praticità, di opportunità, di armonia”.

Tutela: “Difendere, proteggere”.

Pubblico: “Che riguarda la collettività, considerata nel suo complesso e in quanto fa parte di un ordine civile (cittadinanza o nazione)”.

Costituzione Italiana:

Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignita` sociale [XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [292 , 371 , 481 , 511 , 1177 ], di razza, di lingua [6], di religione [8, 19], di opinioni politiche [22], di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Se consideriamo questi concetti, la tutela dell’ordine pubblico è la difesa, la salvaguardia di un’armonia che, sulla base del riconoscimento di diritti sanciti, garantisce il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese secondo un criterio organico e ragionato.

E’ lecito domandarsi: a Genova, nel 2001 in occasione del G8, questa tutela è stata esercitata? A santa Maria Capua Vetere, è stata esercitata? Nei confronti di Stefano Cucchi, è stata esercitata?

E’ proprio il concetto di tutela che è basilare, questa tutela non può derogare dal tutelare tutti, dal tutelare i diritti di tutti senza discriminazione alcuna.

Quindi la tutela dell’ordine pubblico deve necessariamente rientrare in un preciso perimetro giurisprudenziale: nei casi succitati, questo è successo? La tutela è stata garantita da quegli agenti che sono entrati nella Diaz con un sacchetto di bottiglie molotov in modo da far apparire come “black block” le persone che dormivano alla Diaz?

La tutela delle garanzie e dell’inviolabilità dei diritti dell’uomo è stata esercitata nel carcere di S. Maria Capua Vetere? E nel caso di Stefano Cucchi?

E’ sufficiente il perimetro normativo? No, e lo abbiamo visto a Genova, dove il reato di tortura non era ancora Legge dello Stato. Eppure l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea per atti (allora in Italia non si poteva parlare di reati) di tortura.

Sono in molti a rilevare come dagli atti degli agenti della Polizia Penitenziaria di S. Maria Capua Vetere ai danni dei detenuti trasparisse una sensazione di impunità, cosa che traspare anche dalle numerose registrazioni di operatori delle forze dell’ordine a Genova durante il G8 arrivate poi all’opinione pubblica.

Sono in molti a supporre che questi fatti non siano fatti isolati, ma semplicemente eventi eclatanti, proprio in base a quel senso di impunità addirittura ostentato, che non può che implicare altri fatti rimasti impuniti.

C’è un altro aspetto che ci preme sottolineare: questi fatti sono arrivati all’opinione pubblica grazie agli organi d’informazione, siamo consapevoli della sfiducia che regna nei confronti della stampa, ma, va detto, la libertà di stampa è un indicatore dello stato della democrazia di un paese.

Laddove la libertà di stampa venga negata, anche in nome di un supposto (arbitrario?) ordine pubblico, c’è un vulnus democratico, c’è un’Istituzione che si sta “difendendo” dalla diffusione di notizie “imbarazzanti”.

La pluralità dell’informazione, che va preservata, garantisce il cittadino, è un principio garantito dall’Art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

La tutela dell’ordine pubblico ove usata come arma contro la stampa viola il diritto del cittadino all’informazione, diventa un’arma contro il cittadino che non ha elementi per poter essere consapevole di ciò che succede, decidere, valutare.

Stiamo parlando di Principi Costituzionali sanciti, inviolabili, consapevoli dell’importanza della tutela dell’ordine pubblico come garanzia della qualità della vita di tutti e non a scapito di alcuni.

Al contrario dei cittadini, gli uomini e le donne dei Poteri e dei Corpi dello Stato sono chiamati ad un giuramento.

Il giuramento dei ministri: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.

Il giuramento dei Magistrati: “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio”.

Il giuramento della Polizia di Stato: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare lealmente la Costituzione e le Leggi dello Stato, di adempiere ai doveri del mio ufficio nell’interesse dell’amministrazione per il pubblico bene.”

Il giuramento dei Carabinieri: “Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere, con disciplina ed onore, tutti i doveri del mio stato, per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.

Occorre quindi una profonda riflessione su cosa siano la tutela dell’ordine pubblico, l’esercizio della violenza, la sospensione di diritti, la mancanza di trasparenza.

“E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

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