In Canada altre centinaia di corpi di bambini sepolti nei terreni di una scuola cattolica

Dopo il ritrovamento di oltre 200 corpi alcune settimane fa, in questa occasione sono già oltre 700 i corpi scoperti di nativi americani

Nel Saskatchewan, provincia del Canada, una nuova drammatica scoperta di corpi di bambini sepolti nei pressi della scuola cattolica Marieval Indian Residential School, a poco più di un mese dallo shock del ritrovamento dei 215 corpi a Kamloops. Ma questa volta i numeri sono ancora più terrificanti. I resti sono appartenenti ad almeno 751 persone, in gran parte bambini nativi.

Cadmus Delorme, capo della comunità indigena Coweness ha raccontato in una conferenza stampa che si tratta di tombe senza nomi, non una fosse comune.

L’amministrazione della scuola è passata dalla chiesa cattolica al governo federale nel 1969 e poi alla Cowessess First Nation nel 1987 prima di essere chiusa nel 1997. Tutto tranne la chiesa, la canonica e il cimitero è stato demolito poco dopo, secondo i registri del National Center for Truth and Reconciliation. Le First Nations sono gli insediamenti di nativi americani, che solo in questa provincia sono 74 per un totale di alcune decine di migliaia di abitanti.

La First Nation Cowessess ha collaborato con un team di rilevamento radar sotterraneo del Saskatchewan Polytechnic per iniziare la ricerca poco più di tre settimane fa. In un’intervista a fine maggio, il capo della prima nazione di Cowessess Cadmus Delorme ha dichiarato al Regina Leader-Post che non sapeva quante persone potessero essere scoperte. Si stima che solo un terzo delle tombe sia segnato.

«Il dolore è reale, il dolore c’è e non è andato via. Mentre curiamo le ferite dello spirito, ogni cittadino Cowess ha un membro della famiglia in quella tomba. Sapere che c’è qualcosa di non chiaro, continua il dolore», ha detto Delorme al giornale, aggiungendo che l’obiettivo è «identificare i corpi e costruire un monumento in loro onore».

James Daschuk, un ricercatore della storia indigena dell’Università di Regina, ha applaudito la decisione del capo Delorme di proseguire queste ricerche nonostante i risultati «orribili» che potrebbero emergere.

«Per quanto terribile, quello che stiamo vedendo è che la comunità si riprende la sua storia», ha detto Daschuk in un’intervista mercoledì. «Penso che questo sarà un momento piuttosto importante per la guarigione delle comunità colpite. Ma questo dovrebbe essere anche un momento serio per riflettere e poi agire su quella riflessione per tutti i canadesi».

 La Commissione per la verità e la riconciliazione del Canada (Trc) ha stabilito che almeno 3.200 bambini indigeni sono morti mentre frequentavano la scuola residenziale e che la pratica generale era «non inviare i corpi degli studenti morti nelle scuole alle loro comunità di origine».

Fino agli anni Novanta del secondo scorso circa 150mila bambini indigeni furono portati con la forza in 139 pensionati in tutto il Paese, strappati alle loro famiglie di origine e alla loro cultura.

«Molti studenti che hanno frequentato la scuola residenziale non sono mai tornati. Erano persi per le loro famiglie. Morirono a tassi di gran lunga superiori a quelli sperimentati dalla popolazione in età scolare generale. I loro genitori erano spesso disinformati della loro malattia e morte. Sono stati sepolti lontano dalle loro famiglie in tombe a lungo trascurate», si legge nel rapporto Trc del 2015. Gli studenti della Marieval Indian Residential School non hanno fatto eccezione, secondo le informazioni pubblicate in “Shattering the Silence: The Hidden History of Indian Residential Schools in Saskatchewan”, un rapporto storico pubblicato dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Regina.

Ad esempio, rapporti risalenti al 1919 rilevano che le autorità si aspettavano che il personale scolastico «dominasse fisicamente gli studenti».

(Riforma)

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