La attualità dei fratelli Rosselli anche oggi

Il 9 giugno del 1937 i fratelli Carlo e Nello Rosselli furono assassinati e per ricordare questa data oggi si terrà una tavola rotonda sulla pagina facebook della Fondazione Rosselli

Il 9 giugno del 1937 a Bagnoles-de-l’Orne i fratelli Carlo Nello Rosselli furono assassinati da elementi della Cagoule, un’organizzazione terroristica francese d’ispirazione fascista; probabilmente su mandato ricevuto dai servizi segreti italiani.

Teorici di un socialismo liberale che s’ispira in parte al laburismo inglese, Carlo e Nello Rosselli furono attivi nell’opposizione al fascismo sin dal 1922 con il foglio clandestino Non Mollare, cui collaborarono Ernesto RossiPiero Calamandrei e Gaetano Salvemini.

Nel 1929 Carlo, dal confino di Lipari, si rifugia a Parigi con altri antifascisti fuorusciti e fonda il movimento «Giustizia e Libertà».

Oggi alle 16,30 (tramite zoom) per ricordare l’anniversario della loro morte è prevista una diretta facebook sulla Pagina Fondazione Circolo Rosselli (Spazio Qcr).

La tavola rotonda Socialismo Liberale oggi sarà introdotta dal professor Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli.

All’incontro tanti ospiti, quali, Paolo BarattaElena GranagliaGianfranco PasquinoDomenico SiniscalcoLucilla SpiniStefano TosoNadia Urbinati.

Nel 1981 Valdo Spini ha fondato (e tuttora dirige) la rivista di politica e di cultura «Qcr/Quaderni del Circolo Rosselli».

Presidente dell’Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane (Aici) Spini è anche il presidente del Coordinamento delle riviste italiane di cultura (Cric) e docente di Storia delle relazioni economiche internazionali alla Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri dell’Università di Firenze.

«Sarebbe importante ricordare i fratelli Rosselli sia nelle università sia nelle scuole italiane – afferma Spini – come esempio coerente di antifascismo e come ideatori dell’Italia democratica.

Carlo Rosselli – prosegue Spini – era un promettente studioso di economia politica prima di dedicarsi all’attività antifascista. Nello, invece, un affermato storico del Risorgimento. La loro attività politica ebbe inizio quando avevano poco più di 20 anni. Ecco perché ritengo siano un esempio di testimonianza politica, intellettuale, culturale e ideale che può parlare ai giovani anche nel mondo di oggi».

L’anno scorso Valdo Spini rilascio quest’intervista al Radio Radicale, ascoltabile qui.

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