Opinioni: Miti cospirazionisti sono come una droga

Lo sostiene il vicepresidente del Congresso mondiale ebraico

“In tempi travagliati come quelli che stiamo vivendo”, sostiene Marama Stern, vicepresidente del Congresso ebraico mondiale (WJC), “i miti cospirazionisti funzionano come delle droghe, e il pubblico ne richiede dosi sempre maggiori”. In una dichiarazione rilasciata al servizio di informazione “Der Hauptstadtbrief” di Berlino, l’esponente del WJC ha affermato che si tratta di uno sviluppo pericoloso.
Stern cita quale esempio l’assalto al Campidoglio a Washington all’inizio dell’anno. Tra i manifestanti coinvolti c’erano molti sostenitori del movimento QAnon. “Quel gruppo è un’autentica fucina di assurdità, menzogne e odio”, ha commentato Stern.

Uso improprio di nomi e di simboli

Il vicepresidente del WJC condanna inoltre la strumentalizzazione dell’Olocausto da parte dei negazionisti del coronavirus. In autunno, in Germania, avevano suscitato scalpore casi in cui, in occasione di manifestazioni, le misure per contrastare il coronavirus erano state messe in relazione con i destini di Anna Frank e Sophie Scholl.
Sophie Scholl venne condannata a morte e uccisa a causa della sua resistenza al nazionalsocialismo, Anna Frank si nascose dai nazionalsocialisti e morì successivamente nel campo di concentramento di Berger-Belsen. Alle manifestazioni si vedono inoltre spesso stelle di Davide, per Stern “espressione evidente della mancanza di empatia, della cecità e del cinismo”.

Violati consapevolmente i limiti

Allo stesso tempo “varcare tutte le linee rosse” è parte integrante della strategia dei cospirazionisti: “Per queste persone non c’è nulla di sacro”. È necessario che la società civile risponda, come ha fatto con la campagna #WeRemember, lanciata dal WJC lo scorso 27 gennaio, in occasione della Giornata internazionale della memoria delle vittime dell’Olocausto.
Anche la politica non può restare inattiva, sostiene Stern: quando per esempio le persone portano tatuaggi con la croce uncinata non è possibile “liquidare la faccenda come una cosa da niente, sostenendo che lo sforzo burocratico non sarebbe giustificato. Perché è proprio su questo che fanno affidamento i provocatori, i quali pezzo dopo pezzo si creano i propri piccoli spazi”.

Mancanza di rispetto

“Molte persone oggi sono insensibili”, ha dichiarato, dal canto suo, interpellata dalla “Bild am Sonntag”, Margot Kässmann, ex presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (EKD). Secondo la teologa evangelica, il fatto che dei cospirazionisti abbiano attribuito recentemente agli ebrei la responsabilità della pandemia di coronavirus è “vergognoso”. Kässmann ha esortato a contraddire con coraggio simili affermazioni antisemite. (KNA; trad. it. G. M. Schmitt; adat. P. Tognina)

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