Bosnia: respingiamo la violenza ai confini

Bosnia: respingiamo la violenza ai confini
(Foto di SOS Kladusa)

Per un’immediata evacuazione dei migranti dai campi bosniaci, con una rapida ricollocazione nei paesi dell’Unione Europea

Sabato 16 gennaio 2021 alle ore 15.00 si terrà un presidio a Torino in piazza Castello davanti al Palazzo della Regione.

Il comunicato degli organizzatori:

Quella che da quasi tutti i nostri media viene chiamata “crisi umanitaria”, ieri a Moria, oggi in Bosnia, è in realtà una situazione di violenza sistemica che colpisce tutti coloro che   scappano dai loro Paesi per questioni economiche, guerre, o disastri ambientali. Uomini, donne, famiglie intere intraprendono un viaggio sulla Rotta Balcanica con la legittima speranza di trovare un mondo migliore e invece incontrano un’Europa chiusa nei suoi confini blindati, la violenza delle leggi e della polizia o il razzismo e l’indifferenza della gente.

Oggi ci colpisce l’aspetto umanitario dei campi profughi in Bosnia, dove almeno 2000 persone sono accampate senza luce, né riscaldamento, nel cantone di Una Sana, comprese quelle rimaste senza riparo nel campo bruciato di Lipa, nel comune di Bihac, con temperature che in questi giorni stanno andando a meno 10 gradi. Uomini donne e bambini senza riparo, talvolta senza adeguati indumenti, con i sandali ai piedi in mezzo alla neve!

L’Unione Europea risponde con il silenzio, con lo scaricabarile delle responsabilità o, come in Grecia, con dei generosi contributi economici ai governi statali che trasformano il loro Paese in un arcipelago di campi profughi disumani ed eterni.

Torino è una città solidale perciò invitiamo tutte e tutti coloro che sono indignati nel vedere in tv lunghe file di persone con i piedi nudi nei gelidi boschi della Bosnia ad unirsi a noi in un presidio per dire con determinazione:

  • No alla violenza della polizia che tortura e ferisce persone che hanno la sola colpa di essere migranti;
  • No alla violenza delle Leggi che respingono, escludono, torturano, uccidono, come quella che chiama i respingimenti “riammissioni informali” e che di fatto crea le situazioni di stallo come quella di Bihac;
  • Sì ai corridoi umanitari per persone o famiglie vulnerabili;
  • Sì al ricollocamento dei migranti in tutti i Paesi dell’UE (Superamento dell’accordo di Dublino).

E’ previsto un momento di performance statica per la quale invitiamo ognun* a portare con sé una coperta e sandali da spiaggia. Il microfono sarà aperto a chi desidera portare testimonianze o letture  da condividere in piazza.

Torino per Moria 

Italia che resiste – Torino

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