Meeting Minutes del 6/6/2020

Meeting Minutes del 6/6/2020

“Ci sono dei momenti in cui mi sento come un uccellino nascosto in una grande mano protettiva”
Etty Hillesum

La chiesa non ha due insieme di precetti a disposizione , uno per il mondo e l’altro per la comunità cristiana: il suo precetto è il solo precetto di Dio rivelatosi in Gesù Cristo, che annuncia a tutto il mondo
Dietrich Bonhoeffer

“La pazienza è un albero: le radici sono molto amare ma i frutti dolcissimi”
Proverbio Tuareg

Un ricordo e una preghiera per i cristiani uccisi da cattolici e protestanti:

In questa data nel 1536 (5 giugno), Lieven van de Walle è stato giustiziato dalla decapitazione di fronte al Castello di Gravensteen, #Gand, Belgio. Era un #anabattista, barbiere per commercio. Era il marito di Rosiane ‘ t Kemels, giustiziata nel 1539 ad Aalst, Belgio.
~ La serie Marginal Mennonite Society Anabaptist Executions Series. 

Queste cose non vengono ricordate dai vari gruppi ecumenici, dai Beati costruttori di pace e altre fuffe confessionali pro chiese. Noi abbiamo condiviso il sito.


Un paradigma per comprendere la trasmissione delle informazioni su Gesù

Per spiegare come si trasmettono le informazioni su Gesù, noi proponiamo un nuovo paradigma basato essenzalmente su tre elementi: a) la pluralità – fin dall’inizio – dei flussi di trasmissione dei materiali su Gesù; b) la pluralità dei gruppi che divulgano informazioni su di lui; c) la pluralità dei luoghi in cui la trasmissione avviene.
In tutto il libro non usiamo generalmente il termine di “comunità” ma quello di gruppo. Il concetto di gruppo, di un insieme di persone fra loro legate, permette di comprendere la natura dei rapporti reciproci dei seguaci di Gesù e con i loro ambienti. Bisogna porre l’accento sulle relazioni più che sui supposti confini definiti (confini su cui si construisce molto spesso il concetto di comunità). La Network-Analysis (analisi delle reti relazionali), che ha dedicato un numero enorme di studi ai gruppi, insiste sul concetto di relazione e di reti di connessione. L’ipotesi di base è che nessun soggetto può essere isolato da un contesto complessivamente composto da altri numerosi soggetti. Ogni individuo è contemporaneamente definito da qualificazioni e obiettivi che gli vengono proposti o imposti da un numero considerevole di altri soggetti. Qui non possiamo occuparci dettagliatamente di questo tipo di analisi delle reti anche se ne conosciamo l’importanza.
Considerando la cosa in senso inverso, l’azione singola coinvolge per via relazionale una vasta rete di persone e destinatari, di persone agenti e di semplici osservatori. In base alla nozione di rete, possiamo immaginare che un soggetto abbia ruoli plurimi, ma contemporanei: può essere nello stesso tempo rappresentante del popolo, capo di un’assemblea, consigliere di un leader religioso, simpatizzante di un raggrupamento diverso dal proprio, nemico acerrimo di altri raggruppamenti. Può essere amico, padre, figlio, impegnato in una impresa familiare, ecc. Ciò comporta una revisione del concetto di identità, che non può essere concepita in modo essenzialista, ma come molteplice, mutevole, in continua formazione e evoluzione. I flussi corrono lungo le linee delle reti. Le trasmissioni sono fluide e reticolari.
Nessuno degli autori dei vangeli aveva conosciuto Gesù e aveva vissuto con lui o era stato parte della sua cerchia o gruppo. La prima domanda da porre è perciò: da quali gruppi di seguaci o da quali persone singole (donne o uomini) provenivano le informazioni di ciascun vangelo? Quale origine avevano queste informazioni? Un secondo interrogativo riguarderà i luoghi di provenienza delle notizie: dove risiedevao i gruppi o le persone che trasmettevano le informazioni su Gesù che gli autori dei vangeli ebbero a disposizione? Bisognerà poi porre un terzo interrogativo: quanto sapevano i gruppi e le persone che tramandavano notizie su Gesù e come erano arrivati a conoscere quello che raccontavano?
Certamente in ciascun villaggio dove risiedevano seguaci di Gesù venivano trasmesse notizie e anche opinioni su di lui. I primi a dare informazioni su Gesù erano stati quei seguaci che lo avevano seguito quando era vivo e lo accompagnarono a Gerusalemme dove fu ucciso. Dopo, a diffondere notizie su Gesù in luoghi disparati furono molti predicatori che percorsero la Terra di Israele e diverse parti del Mediterraneo e del vicino oriente antico nei primi decenni dopo la sua scomparsa. Queste notizie, però, dovettero essere conservate da gente che viveva in luoghi particolari. È quindi molto importante sapere quali furono i villaggi e le città in cui risiedevano i primi gruppi di seguaci immediatamente dopo la sua morte.
Le ricerche sui primi gruppi di Gesù hanno per lo più cercato di individuare i contenuti teologici ed etici che caratterizzano tali gruppi e hanno proposto varie raffigurazioni e varie sfacettature della teologia dei gruppi paolini, giovannei, matteani, ecc. Noi, qui, vorremmo individuare i luoghi in cui questi gruppi di Gesù apparvero e operarono. (da Destro-Pesce, Il racconto e la scrittura.Introduzione alla lettura dei vangelki, Carocci, 2014, 81-83.

Mauro Pesce, biblista e storico


RISORGERE DALLA CRISI OGGI

Tempo di crisi, Signore

e di oscurità,

il futuro

appare minaccioso

e i nostri passi

vacillano

come la speranza.

Faticoso

restare in piedi

senza ripiegarsi

nel timore

di un avvenire sfuggente.

Tempo di crisi:

cadono le illusioni

sui domani

che contano

e la dura realtà

presenta i conti

ai nostri cuori

appesantiti

dal costume consumistico

e all’intelligenza

che rischia oggi

di macinare vane

parole di consolazione.

Il dubbio, Signore

morde la carne:

dubbi sui potenti

che dirigono

il cammino dell’umanità

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