Guerra del Golfo: lo sterminio del 26 Febbraio del 1991

24.02.2020 – Gianni Monti

Guerra del Golfo: lo sterminio del 26 Febbraio del 1991
(Foto di Di TECH. SGT. JOE COLEMAN – http://www.airforce-magazine.com/MagazineArchive/Pages/2011/January%202011/0111storm.aspx, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1068196)

Durante la notte tra il 16 e il 17 Gennaio 1991 era cominciato l’attacco della coalizione capeggiata dagli USA all’Iraq di Saddam Hussein. Nei giorni successivi si erano susseguiti pesantissimi bombardamenti su Bagdad e le principali città irachene mentre dal confine saudita veniva sferrato un attacco violentissimo contro l’esercito del Raìs. Enorme la sproporzione tra le forze in campo. In poco tempo le truppe di Saddam erano state sbaragliate con un bilancio finale di circa 100.000 morti mentre altrettante erano state le vittime civili colpite dai bombardamenti.  I soldati iracheni si arrendevano a decine di migliaia e il conflitto andava rapidamente al suo epilogo.

Il 26 Febbraio da Kuwait City migliaia di persone, anche soldati che scappavano ma in larghissima maggioranza civili, si dettero alla fuga verso nord, lungo la strada per Bassora. Fuggivano su auto, autobus, camion, veicoli di ogni genere. C’erano tantissimi lavoratori stranieri con le loro famiglie, gente che aveva trovato occupazione in Kuwait: Palestinesi, Iracheni, Bengalesi, Indiani, di tutto. Fuggivano per mettersi in salvo formando una coda di quasi 15 chilometri.

Gli aerei americani fecero un primo attacco, bombardando la testa e la coda della lunghissima colonna, bloccandola completamente. Impossibile andare avanti, impossibile tornare indietro. Il secondo attacco fece un completo sterminio. Una tempesta di fuoco si abbatté sui fuggiaschi rimasti intrappolati e il risultato fu di un numero oscillante tra i 20.000 e i 30.000 esseri umani bruciati vivi. Non è possibile averne un numero più preciso perché nei giorni successivi numerosi carri armati Abrahams dotati di ruspa anteriore seppellirono tutti i cadaveri, letteralmente carbonizzati.

Solo a operazione finita arrivarono i giornalisti e il mondo poté vedere (poco del resto) solamente immagini di rottami sparsi lungo la strada in mezzo al deserto. Niente ha potuto documentare visivamente gli effetti di uno dei crimini di guerra più atroci ed efferati degli ultimi decenni. Un crimine inutile, tra l’altro: due giorni dopo la guerra era già finita.

L’udienza per l’estradizione di Julian Assange inizia lunedì 24 febbraio. Ieri manifestazione a Londra per il suo rilascio

23.02.2020 – Londra – Silvia Swinden

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

L’udienza per l’estradizione di Julian Assange inizia lunedì 24 febbraio. Ieri manifestazione a Londra per il suo rilascio

Sabato 22 febbraio migliaia di persone sono scese in strada a Londra per chiedere la scarcerazione di Julian Assange. Sono intervenuti tra gli altri Yanis Varoufakis, il padre di Julian John Shipton, Roger Walters dei Pink Floyd e la stilista Vivien Westwood. Alla manifestazione hanno partecipato anche persone provenienti da diversi paesi europei.

Ecco alcune immagini della giornata.

Yanis Varoufakis e John Shipton (foto di Antonio Carvallo)

Foto di Free Assange Facebook

Foto di Alphaville 451 via Free Assange Facebook

Secondo il Canary “gli avvocati della fonte di WikiLeaks Chelsea Manning hanno presentato una mozione con la richiesta che venga scarcerata. WikiLeaks ha twittato che gli avvocati di Julian Assange hanno intenzione di produrre una prova “esplosiva” all’udienza per l’estradizione della prossima settimana.

Nel frattempo, sono emerse ulteriori prove a sostegno dell’argomentazione secondo cui le udienze per l’estradizione dovrebbero terminare sulla base di un pregiudizio estremo da parte delle autorità britanniche.

Meeting Minutes del 24/2/2020

* 1945 A Dachau muore Joseph Mayr-Nuesser, cristiano di Bolzano, che aveva rifiutato l°arruolamento nelle SS.

Nostro compito principale e° spezzare tutte le barriere che ci separano, valorizzare solo quello che ci unisce. In cio° consiste il cristianesimo

Leone Tolstoy

Col 2020 interrompiamo di seguire la traccia di Giorni non violenti, abbiamo bisogno di nuove piste di ricerca spirituale ed e° stato comunicato alla casa editrice Qualevita.

” È vero, ci portiamo dentro proprio tutto, Dio e il cielo e l’inferno e la terra e la vita e la morte e i secoli, tanti secoli.
Uno scenario, una rappresentazione mutevole delle circostanze esteriori. Ma abbiamo tutto in noi stessi e queste circostanze non possono essere mai così determinanti, perché esisteranno sempre delle circostanze – buone e cattive – che dovranno essere accettate, il che non impedisce poi che uno si dedichi a migliorare quelle cattive. Però si deve sapere per quali motivi si lotta, e si deve cominciare da noi stessi, ogni giorno da capo. ”

Etty Hillesum

Il quacchero Lay contro la schiavitù negli States


Il quacchero Lay contro la schiavitù negli States
Goffredo Fofivenerdì 10 gennaio 2020 – AVVENIRE
«Oh la rabbia e il disprezzo, la collera e il furore. Oh i colpi, i pugni, le botte e gli imprigionamenti che dovemmo sopportare per non toglierci il cappello davanti agli uomini! Ma solo davanti a Dio», ha raccontato George Fox, profeta dei quaccheri, riferendo di fatto un primo caso moderno di disobbedienza civile nei confronti dell’autorità, anche di quella religiosa del tempo. Tra le molte minoranze, quella dei quaccheri si distingue per due motivi: che non voleva essere un nuova religione ma un’aggiunta alle altre (si può essere quaccheri e cattolici, per esempio) e si definiva “Società degli amici” piuttosto che Chiesa, ma nella persuasione che tutto il vivente partecipa di una stessa natura, che il cosmo è uno e ciascuno ne è parte e di questo deve sentire la bellezza e la responsabilità; e che è dai comportamenti che ci si distingue, che per i “friends” vuol dire pacifismo a oltranza, nonviolenza, dialogo con l’altro. Mi affascinava anche che l’unico loro culto fosse l’incontro nel silenzio, e che solo chi si sentiva di dover dire qualcosa di davvero importante, chi si sentiva ispirato poteva prendere la parola nelle loro riunioni, nel loro semplicissimo culto di incontro comunitario domenicale nel silenzio. Ho conosciuto dei quaccheri straordinari, al tempo della guerra nel Vietnam e anche prima, quando furono l’avanguardia di un dialogo tra i due blocchi che si dividevano il mondo; e una quacchera coraggiosa e ammirevole, Louise Wood, che organizzava da Roma gli aiuti in viveri e altro destinati a gruppi socialmente attivi e poveri, nell’Italia del dopoguerra e prima del boom, come era quello di cui facevo parte, che lavorava in Sicilia attorno a Danilo Dolci. Siccome miss Wood non chiedeva per chi uno votasse, nel pieno della Guerra Fredda il governo americano le impose una sorta di foglio di via alla rovescia: pur essendo cittadina dell’impero, le fu a lungo vietato di rimetter piede in patria… Leggo ora un libro affascinante, di uno storico americano che sceglie sempre argomenti di apparente marginalità per raccontare il passato, Marcus Rediker. È Il piantagrane: storia di Benjamin Lay (Eleuthera, pagine 264 , euro 18,00), sulla vita e le avventure di un quacchero bizzarro, ispirato e ostinato, che predicò e praticò nel Settecento americano la lotta per l’abolizione della schiavitù dei neri. Lay era un nano, ma non si lasciò condizionare da questa differenza, e passò la vita a girare gli States predicando in forme peraltro anch’esse insolite, anche da provocatorio teatro di strada, l’uguaglianza tra gli uomini, e il diritto dei neri alla libertà e ai privilegi che appartenevano solo ai bianchi, e di cui godevano in verità solo i bianchi ricchi. Dall’Inghilterra agli Usa è una storia appassionante quella che Rediker ricostruisce con radicale partecipazione, di quelle che il cinema hollywoodiano, pur così attento in passato a ricostruire episodi significativi della storia americana, si è ben guardato dal narrare.

Meditazione

Dato che siamo esperti di meditazione e i cristiani delle altre confessioni non possono partecipare a culti o incontri, riprestiniamo il servizio dopo una pausa. Necessaria per rompere la consuetudine. Non possiamo farne un rito.
Non è nemmeno la ricerca, come dice Bonhoeffer, della ricerca stupida e ipocrita del Dio tappabuchi, nelle situazioni difficili, ma un momento di riflessione fra oltre 6000 contatti compresi i visitatori dei siti web.
Di materiale nonviolento ne abbiamo a iosa.

Le ragioni del triste primato italiano di contagiati in Europa e il fallimento governativo

Ricciardi (Oms): “L’Italia ha sbagliato, chiudere i voli dalla Cina non serve quando ci sono quelli indiretti”

“In Cina non stanno diminuendo i contagi, gli ospedali sono saturi e gli infetti stanno a casa senza essere conteggiati. Il picco ci sarà tra un mese

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/02/22/news/ricciardi-oms-l-italia-ha-sbagliato-chiudere-i-voli-dalla-cina-non-serve-quando-ci-sono-quelli-indiretti-1.38503026?fbclid=IwAR3ZRZwasoMOdi0nUE4UF-9I4tHwKCe5MIkqDpAlWllRvibFvcin-PRrWH4

La Cina sorveglia le religioni

La Cina sorveglia le religioni

La libertà religiosa in Cina è gravemente minacciata dalle misure di sorveglianza introdotte dal governo

La Cina sorveglia le religioni

(ve/pt) Il governo cinese impiega telecamere di sorveglianza, tecnologie biometriche e intelligenza artificiale per sorvegliare e intimidire le comunità religiose. Lo dichiara un rapporto della Commissione del ministero degli esteri statunitense per la libertà religiosa internazionale (United States Commission on International Religious Freedom, USCIRF).
Il rapporto segnala come il governo cinese abbia installato migliaia di telecamere intorno a moschee, templi e chiese per sorvegliare chi prende parte alle funzioni religiose. Presi di mira dalle tecnologie di riconoscimento facciale sarebbero in particolare i musulmani uiguri e i buddisti tibetani.

La Cina sorveglia le religioni

Stato di sorveglianza
“Siamo turbati dall‘uso improprio della tecnologia da parte del governo cinese per creare uno Stato di sorveglianza che prende di mira in particolare le comunità religiose”, ha affermato il commissario dell’USCIRF Gary Bauer. “Chiediamo al governo degli Stati Uniti e alle imprese americane di adottare misure al fine di garantire che i progressi tecnologici statunitensi non vengano utilizzati dalle autorità cinesi per reprimere la libertà religiosa e i relativi diritti umani”, ha proseguito. “La repressione cinese della religione non è una novità, ma la capacità del governo di utilizzare queste tecnologie ha ampliato la portata e le dimensioni della minaccia alla libertà religiosa nel paese”, ha aggiunto la commissaria Tenzin Dorjee.

La Cina sorveglia le religioni

Rapporto sulla libertà religiosa
Nel rapporto annuale 2019 l’USCIRF raccomanda al governo degli Stati Uniti di aumentare le restrizioni alle esportazioni di tecnologie che hanno migliorato la capacità del governo cinese di sorvegliare comunità religiose ed etniche. L’USCIRF ha accolto con favore l’approvazione da parte del Senato statunitense dell’“Uyghur Human Rights Policy Act”, la legge sulla politica dei diritti umani degli uiguri che obbligherebbe il direttore dell’intelligence nazionale a riferire in merito al trasferimento o allo sviluppo di tecnologie utilizzate dalle autorità cinesi per sorvegliare e arrestare i musulmani uiguri. (apd)

Il virus viene trasmesso anche dagli asintomatici sostiene il virologo Burioni

https://www.corriere.it/cronache/20_febbraio_21/coronavirus-burioni-chi-torna-cina-deve-stare-quarantena-senza-eccezioni-2752292e-548a-11ea-9196-da7d305401b7.shtml?fbclid=IwAR0cN3OrGsTR7Y9s2QaJPDAbqYImX4AIbz9IpjsmmtF98goorvCSlg_bobM

Lasciamo spazio non LEU o al Conte di turno ma a un virologo che deve essere conosciuto per meglio difenderci dal virus. Le Autorita° politiche sono sempre inattendibili in questi casi in qualsiasi regime. Se non vi funziona il link andate sulla prima pagina del Corriere della Sera.

via Il virus viene trasmesso anche dagli asintomatici sostiene il virologo Burioni — Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

Dopo Busto anche Marnate: pessime Amministrazioni con orecchie da mercanti

Coppia di Marnate col lavoro ma senza casa: “In mezzo ad una strada con due figli”

Hanno 33 e 32 anni e i figli ne hanno 10 e 6. Mecoledì è stato eseguito lo sfratto. Il sindaco: “Disponibili a pagare le prime mensilità ma devono trovare un appartamento”

AvariePer il momento Valerio e la sua famiglia (moglie e figlie di 10 e 6 anni) hanno ottenuto la possibilità di dormire in albergo per qualche giorno ma il problema rimane aperto: «Ieri (mecoledì) è stato eseguito lo sfratto e, nonostante io abbia un lavoro e mia moglie anche, nessuno ci vuole dare un appartamento in affitto. Siamo disperati».

Lui ha 33 anni, un passato di lavori saltuari con il papà che è morto da poco, oggi lavora ma con un contratto a tempo determinato mentre la moglie ne ha uno part time e la famiglia usufruisce del reddito di Cittadinanza: «Da mesi cerchiamo casa ma nessuno vuole darcela – racconta – il Comune ci aiuta solo se ne troviamo una ma sembra impossibile. Abbiamo provato a proporre al proprietario di casa di rientrare con gli affitti arretrati, ora che ho un lavoro, ma non ha voluto sentire ragioni».

Il Comune di Marnate conosce bene il caso di questa famiglia e da tempo la segue. Il sindaco Elisabetta Galli spiega: «Entrambi sapevano che questo momento sarebbe arrivato e da tempo li stiamo sollecitando a trovare una nuova casa. Solo così potremo aiutarli, anticipando alcune mensilità di affitto – spiega il sindaco -. Non so quanto e come abbiano cercato casa ma faccio appello a chi ha immobili sfitti per aiutarli. Nel frattempo abbiamo dato la possibilità a moglie e figlie di dormire in albergo e se, entro breve, non ci saranno novità offriremo alla mamma e ai bambini la possibilità di stare in una casa famiglia».

Sulla possibilità di ottenere un alloggio popolare il primo cittadino spiega: «Non sappiamo se hanno fatto domanda per la casa popolare all’Azienda del Medio Olona che gestisce gli alloggi popolari dei comuni da Fagnano Olona a Marnate – aggiunge -. Noi li abbiamo indirizzati lì ma non si sa se hanno effettivamente presentato domanda». Da quanto ci racconta Valerio non sarebbe riuscito a completare la procedura per entrare nella graduatoria a causa di un codice da portare all’azienda del Medio Olona e che il comune di Marnate non avrebbe mai rilasciato nonostante le insistenze da parte sua. Il sindaco, da parte sua, sostiene che non vi sia nessun codice da rilasciare da parte del Comune.

Nel caso qualcuno avesse intenzione di aiutare questa famiglia può scrivere a orlando.mastrillo@varesenews.it per ottenere i dati personali della coppia e contattarli per offrire loro una soluzione abitativa.

Invalidi civili, La Consulta dovrà pronunciarsi sulla congruità della pensione per gli invalidi totali

  • Scritto da  Bernardo Diaz
La Corte d’Appello di Torino ha solDlevato la questione di legittimità costituzionale sulla legge 118/1971. Secondo la Corte 285 euro al mese sono insufficienti per garantire un sostegno adeguato agli invalidi totali. Sotto accusa anche il mancato riconoscimento dell’incremento della maggiorazione sociale.

La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla legittimità della misura della pensione di inabilità civile per gli invalidi totali e sulla mancata concessione del beneficio dell’incremento al milione (Ln 448/2001) nei confronti degli stessi soggetti con età inferiore a 60 anni. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Torino con l’ordinanza numero 240 del 3 giugno 2019 pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 8 Gennaio 2020. Si tratta di una questione molto delicata che mette in discussione la misura delle provvidenza economiche spettanti per legge agli invalidi civili (totali), nel sentire comune non più in linea con le esigenze di vita dell’invalido.

La questione

La Corte d’Appello era stata chiamata in causa contro la mancata concessione da parte dell’Inps dell’incremento della maggiorazione sociale di cui all’articolo 38 della legge 448/2011 nei confronti di una 47enne, invalida civile al 100%, già titolare di pensione di invalidità civile ai sensi dell’articolo 12 della legge numero 118/1971 e di indennità di accompagnamento ex art. 1 legge n. 18/1980 di ammontante nell’anno 2018 ad 515,43€ mensili per dodici mensilità. L’interessata lamentava l’inadeguatezza della misura della pensione di inabilità civile (286,66 euro mensili + l’integrazione di 10,33 euro di cui all’art. 70, comma 6, legge n. 388/2000) per consentire la conduzione di una esistenza dignitosa considerando che la stessa non poteva, per le condizioni di salute, prestare alcuna forma di attività lavorativa. Aveva, peraltro, chiesto l’erogazione della maggiorazione di cui all’articolo 38, co. 4 della legge 448/2001 (il cd. incremento al milione) spettante però, fra l’altro, solo ai cittadini invalidi civili totali aventi età pari o superiore a sessanta anni. Il riconoscimento della maggiorazione avrebbe consentito l’integrazione della prestazione sino a 638 euro mensili circa, oltre l’indennità di accompagnamento, consentendo all’invalida di raggiungere quel minimo vitale per soddisfare le proprie esigenze economiche.

La posizione della Corte

I giudici non potendo biasimare il comportamento dell’Inps (che non può far altro che applicare una norma di legge) hanno ravvisato due elementi di incostituzionalità. La prima riguarda la determinazione della misura della pensione di invalidità civile giudicata assolutamente insufficiente a garantire il soddisfacimento delle minime esigenze vitali dell’invalido. L’importo – scrivono i giudici – ancorchè integrato nella misura di 10,33 euro (ai sensi dell’art. 70, comma 6, legge n. 388/2000), “non è certamente sufficiente, per comune esperienza, a garantire all’invalido il soddisfacimento dei più elementari bisogni della vita, come alimentarsi, vestirsi e reperire un’abitazione”. A sostegno della censura i giudici citano diverse pronunce della Cassazione in cui è stato fissato in misura superiore alla cifra di 285 euro il minimo vitale per la conduzione di una esistenza dignitosa. Lo stesso assegno sociale – affermano i giudici -, che può costituire un parametro di riferimento per i normodotati, è fissato in misura più favorevole rispetto alla pensione di inabilità civile.

Nella valutazione dell’idoneità della misura delle provvidenze erogate i giudici sottolineano come non possa includersi l’indennità di accompagnamento (che si somma, al ricorrere dei requisiti sanitari, alla pensione di inabilità civile) “rispondendo tale provvidenza a finalità diverse da quella che presiede all’erogazione della pensione di inabilità, diretta invece a garantire al soggetto totalmente inabile al lavoro privo di mezzi sufficienti il necessario per far fronte alle spese indispensabili al proprio mantenimento”. L’irrisorietà della misura della pensione di inabilità civile risulterebbe, pertanto, in contrasto con l’art. 38, comma 1 della Costituzione che sancisce il diritto di “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere … al mantenimento e all’assistenza sociale“.

La seconda censura riguarda l’articolo 38 della legge 448/2001 nella parte in cui nega l’incremento al milione agli invalidi civili totali con meno di 60 anni. Si tratta, secondo la Corte, di una norma discriminatoria in quanto riconosce l’incremento, fra l’altro, ai normodati titolari di assegno (o pensione) sociale al raggiungimento del 70° anno di età consentendo loro di raggiungere un indennizzo di oltre 600 euro mensili mentre lascia “una pensione di inabilità pari a poco più della metà ai soggetti totalmente inabili di età compresa fra 18 e 59 anni che si trovino per di più in condizioni di gravissima disabilità”.

Le norme incriminate

Per queste ragioni la Corte d’Appello ha sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 12, comma 1, della legge 30 marzo 1971, n. 118 di conversione del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5 nella parte in cui attribuisce al soggetto totalmente inabile, affetto da gravissima disabilità e privo di ogni residua capacità lavorativa, una pensione di inabilità di importo, pari nell’anno 2018 ad euro 282,55 e nell’anno 2019 ad euro 285,66, insufficiente a garantire il soddisfacimento delle minime esigenze vitali, in relazione agli articoli 3, 38, comma 1, 10, comma 1, e 117, comma 1, della Costituzione. E l’art. 38, comma 4, legge 28 dicembre 2001, n. 448, nella parte in cui subordina il diritto degli invalidi civili totali, affetti da gravissima disabilità e privi di ogni residua capacità lavorativa, all’incremento previsto dal comma 1 al raggiungimento del requisito anagrafico del 60° anno di età, in relazione agli articoli 3 e 38, comma 1, della Costituzione.

Il futuro dell’America sempre più armato

18.02.2020 – Manlio Dinucci

Il futuro dell’America sempre più armato

Il «Budget per il futuro dell’America» presentato dal governo Usa mostra quali sono le priorità dell’Amministrazione Trump nel bilancio federale per l’anno fiscale 2021 (che inizia il 1° ottobre di quest’anno).

Anzitutto ridurre le spese sociali: ad esempio, essa taglia del 10% lo stanziamento richiesto per il Dipartimento della Sanità e dei Servizi Umanitari. Mentre le stesse autorità sanitarie comunicano che la sola influenza ha provocato negli Usa, da ottobre a febbraio, circa 10.000 morti accertati su una popolazione di 330 milioni. Notizia taciuta dai grandi media, i quali lanciano invece l’allarme globale per i 1.770 morti a causa del coronavirus in Cina, paese con 1,4 miliardi di abitanti che è stato capace di misure eccezionali per limitare i danni dell’epidemia.

Non può non venire il sospetto sulle reali finalità della martellante campagna mediatica, la quale semina terrore su tutto ciò che è cinese, quando, nella motivazione del Budget Usa, si legge che «l’America ha di fronte la sfida proveniente da risorgenti Stati nazionali rivali, in particolare Cina e Russia».

La Cina viene accusata di «condurre una guerra economica con cyber armi contro gli Stati Uniti e i loro alleati» e di «voler plasmare a propria somiglianza la regione Indo-Pacifica, critica per la sicurezza e gli interessi economici Usa».  Perché «la regione sia libera dalla malefica influenza cinese», il governo Usa finanzia con 30 milioni di dollari il «Centro di impegno globale per contrastare la propaganda e disinformazione della Cina».

Nel quadro di «una crescente competizione strategica», il governo Usa dichiara che «il Budget dà la priorità al finanziamento di programmi che accrescano il nostro vantaggio bellico contro la Cina, la Russia e tutti gli altri avversari».

A tal fine il presidente Trump annuncia che, «per garantire la sicurezza interna e promuovere gli interessi Usa all’estero, il mio Budget richiede 740,5 miliardi di dollari per la Difesa nazionale» (mentre ne richiede 94,5 per il Dipartimento della Sanità e dei Servizi Umanitari).

Lo stanziamento militare comprende 69 miliardi di dollari per le operazioni belliche oltremare, oltre 19 miliardi per 10 navi da guerra e 15 miliardi per 115 caccia F-35 e altri aerei, 11 miliardi per potenziare gli armamenti terrestri.

Per i programmi scientifici e tecnologici del Pentagono vengono richiesti 14 miliardi di dollari, destinati allo sviluppo di armi ipersoniche e a energia diretta, di sistemi spaziali e di reti 5G.  Queste sono solo alcune voci di una lunga lista della spesa (con denaro pubblico), che comprende tutti i più avanzati sistemi d’arma, con colossali profitti per la Lockheed Martin e le altre industrie belliche.

Al budget del Pentagono si aggiungono diverse spese di carattere militare iscritte nei bilanci di altri dipartimenti. Nell’anno fiscale 2021, il Dipartimento dell’Energia riceverà 27 miliardi di dollari per mantenere e ammodernare l’arsenale nucleare. Il Dipartimento per la sicurezza della patria ne avrà 52 anche per il proprio servizio segreto. Il Dipartimento per gli affari dei veterani riceverà 243 miliardi (il 10% in più rispetto al 2020)  per i militari a riposo.  Tenendo conto di queste e altre voci, la spesa militare degli Stati Uniti supererà , nell’anno fiscale 2021, i 1.000 miliardi di dollari.

La spesa militare degli Stati Uniti esercita un effetto trainante su quelle degli altri paesi, che restano però a livelli molto più bassi. Anche tenendo conto del solo budget del Pentagono, la spesa militare degli Stati Uniti è 3/4 volte superiore a quella della Cina e oltre 10 volte superiore a quella della Russia.

In tal modo «il Budget assicura il dominio militare Usa in tutti i settori bellici: aereo, terrestre, marittimo, spaziale e cyber-spaziale», dichiara la Casa Bianca, annunciando che gli Stati Uniti saranno tra non molto in grado di produrre in due impianti 80 nuove testate nucleari all’anno.

«Il futuro dell’America» può significare la fine del mondo.

il manifesto, 18 febbraio 2020