Adesione alla giornata di digiuno per la pace

 

11.04.2017 – Viterbo Peppe Sini

Adesione alla giornata di digiuno per la pace

Aderisco con tutto il cuore alla giornata di digiuno per la Siria (e per le vittime di tutte le guerre e le stragi) promossa da Pax Christi Italia e dalla Caritas italiana per mercoledi’ 12 aprile.

L’appello enuncia una verita’ decisiva: che “ogni guerra e’ crimine, follia, suicidio dell’umanita’, avventura senza ritorno”; e convoca quindi a tre scelte fondamentali, nitide e intransigenti: l’opposizione alla guerra e alle armi assassine; il porsi sempre e solo dalla parte delle vittime con l’intento di salvare tutte le vite umane in pericolo; la scelta della nonviolenza, poiche’ solo la nonviolenza si oppone alla violenza stragista in modo adeguato, concreto e coerente.

So bene che queste iniziative testimoniali possono apparire ingenue o addirittura inani dinanzi alle dimensioni della tragedia in corso; ma so anche che di fronte all’orrore dispiegato della “terza guerra mondiale a pezzi” ogni iniziativa che al massacro e alla barbarie si opponga e’ giusta e doverosa, e puo’ contribuire a suscitare quel piu’ vasto impegno necessario a fermare la catastrofe in corso; puo’ contribuire a promuovere il risveglio delle coscienze e delle intelligenze; puo’ contribuire alla pace che sola salva le vite.

E per non tacer nulla: nell’appello dei promotori questa giornata e’ ovviamente insieme “di digiuno e preghiera”, come per essi e’ naturale che debba essere; personalmente in senso proprio posso partecipare solo alla prima delle due modalita’ essendo ateo, ma credo che in modi e con linguaggi diversi noi tutti, credenti e non credenti contrari a tutte le uccisioni, una medesima esprimiamo persuasione ed esigenza: quella che in tutte le grandi culture dell’umanita’ si enuncia nella regola aurea di agire nei confronti delle altre persone come vorresti che le altre persone agissero verso di te. L’esigenza della pace e della solidarieta’ come fondamento della civilta’ umana, cardine dello stesso statuto antropologico. Nella consapevolezza che vi e’ una sola umanita’ in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera. Che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’. Che ogni essere umano e’ diverso da ogni altro ed insieme e’ uguale in dignita’ e diritti a tutti gli altri esseri umani. Che il primo dovere di ogni persona e di ogni umano istituto e’ salvare le vite. Che occorre opporsi a tutte le uccisioni e quindi soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.

La guerra sempre e solo e’ nemica dell’umanita’ intera, poiche’ dell’uccisione di esseri umani si nutre e consiste. Le armi sono nemiche dell’umanita’. La pace, il disarmo, la smilitarizzazione sono il primo indispensabile passo per la civile convivenza dell’umanita’ intera e per la preservazione dell’intero mondo vivente.

Solo la nonviolenza puo’ adeguatamente contrastare e realmente sconfiggere la violenza che sta minacciando di distruzione l’intero genere umano.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

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