USA, proteste anti Trump da costa a costa

06.02.2017 Democracy Now!

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

USA, proteste anti Trump da costa a costa

Durante il week end decine di migliaia di persone da costa a costa si sono riversate per strada per manifestare la loro opposizione al bando dei musulmani voluto da Trump, alle nomine dei suoi ministri e alle molteplici bugie diffuse la settimana scorsa dalla Casa Bianca e dai principali esponenti del governo Trump. Venerdì notte a New York City i manifestanti si sono riuniti per una finta veglia criticando il consigliere del presidente Kellyanne Conway, che aveva cercato di giustificare il Muslim Ban citando un attacco terroristico a Bowling Green, nel Kentucky, mai avvenuto. Riuniti fuori dalla stazione della metropolitana di Bowling Green, a  Manhattan, hanno inscenato una finta “commemorazione” delle vittime immaginarie.

“Stiamo commemorando le vittime di Bowling Green” ha detto uno dei manifestanti. “Non è mai successo e dunque non sono state commemorate. Noi sentiamo che le vittime di tutti i massacri andrebbero commemorate e così in questo mondo di fatti alternativi questo è qualcosa che va commemorato. Per questo siamo qui.”

Sempre a New York City, sabato migliaia di persone hanno invaso la zona intorno al Stonewall Inn per un raduno di appoggio alla comunità LGBT e contro la stretta di Trump sull’immigrazione, compreso il Muslim ban.

“Mi chiamo Ishalaa Ortega e sono qui per combattere per i nostri diritti” ha detto una degli attivisti. “Come donna di colore immigrata e transgender, come atea e come persona costretta a fuggire dal proprio paese, sono qui per dire a  Donald Trump che resisteremo e non accetteremo quello che sta cercando di farci.”

Migliaia di manifestanti si sono radunati sabato davanti alla Casa Bianca a Washington, D.C., per una protesta intitolata “Niente Bando, Niente Muro”, a Filadelfia, con lo slogan “Rifugio dovunque” e a West Palm Beach, in Florida, dove migliaia di persone hanno raggiunto il Club Mar-a-Lago, dove Trump passava il weekend.

Altre centinaia hanno protestato all’aeroporto di Los Angeles, davanti al tribunale nel centro di Miami e in diverse iniziative a Denver, compresa una davanti all’ufficio del Senatore Cory Gardner, per chiedergli di rifiutare la nomina di Betsy DeVos a Ministro dell’Istruzione. Al confine vicino a San Diego, in California, manifestanti messicani hanno chiuso il Porto d’Entrata di San Isidro durante un “boicottaggio della frontiera” per protestare contro gli ordini esecutivi anti immigrati di Trump e un enorme aumento dei prezzi del carburante in tutto il Messico.

Domenica infine migliaia di persone hanno protestato a  Los Angeles contro gli oleodotti Dakota Access e Keystone XL. Nonostante l’intensa resistenza di nazioni indigene, agricoltori bianchi e attivisti per l’ambiente, Trump ha preso misure per riprendere la costruzione di entrambi gli oleodotti.

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