Il No e il 1968

27.10.2016 Redazione Italia
Il No e il 1968
(Foto di Uliano Lucas)

Abbiamo vissuto un’importante stagione  di lotte, animati dai valori della pace, della libertà e della giustizia sociale per ogni essere umano e popolo del mondo.  La democrazia superò i cancelli della fabbrica.  Ci siamo battuti per il diritto allo studio, nessuno escluso.

Furono anni di grandi utopie e appassionate speranze. E di conquiste importanti. La critica del femminismo al dominio maschile aprì nuove porte alla politica e nelle relazioni personali. Siamo stati una generazione fortunata. Senza rammarico alcuno, lo rivendichiamo con un certo orgoglio.

Oggi siamo impegnati nei movimenti o in altre forme di attività sociale, culturale e politica, la buona politica,  per porre un argine al potere dei centri economici e finanziari, che impongono la loro feroce legge: quella del libero mercato, minacciando la democrazia e la stessa sopravvivenza del pianeta. E’ la denuncia contenuta nell’ Enciclica Laudato sii.

Sappiamo che tutto è cambiato, non tentiamo oggi la scalata al cielo, ma non ci rassegniamo, non accettiamo le ingiustizie e le diseguaglianze che crescono drammaticamente.  Crediamo nei valori della Costituzione nata dalla Resistenza: la Costituzione va applicata, non manomessa gravemente. Va consegnata alle nuove generazioni come noi l’abbiamo ricevuta; anche migliorata, certo , ma l’attuale proposta di legge Renzi Boschi la stravolge: il processo legislativo risulterebbe più complesso, i poteri verrebbero accentrati e menomata la democrazia partecipata, quella che definisce la distinzione tra la cittadinanza e la sudditanza. Noi difendiamo la sovranità popolare, la rappresentanza parlamentare, le forme del conflitto democratico costituzionalmente tutelate che sono state il riferimento per le lotte sociali e i movimenti.

L’ obiettivo di tutta questa manovra è infatti lo Stato sociale di diritto: il diritto esigibile a un lavoro, che è reddito e dignità, alla buona scuola, alla salute, all’accesso senza esclusione ai beni comuni.  Applicare la Costituzione significa cambiare profondamente la nostra società, segnata oggi da tante sofferenze, significa solidarietà come visione del mondo che considera quello dei migranti dramma di tutta l’umanità.

Dobbiamo offrire prospettive ai giovani, che non vedono un futuro. Dobbiamo restituire loro la speranza, quella che un tempo fu anche nostra.

Nulla di simile accadrà se vincerà il Si.  Voteremo No perché l’eguaglianza è tuttora un valore.  Chiediamo a quanti/e condividono queste poche e semplici righe, anche delle generazioni che seguirono, di aderire a questo appello e fare campagna attiva per il NO. Che nessuno sia indifferente.

Franco Calamida , Emilio Molinari, Basilio Rizzo, Luigi Vinci, Francesco Forcolini, Luigi Ferrajoli, Roberto Biorcio, Vittorio Bellavite, Maria Grazia Meriggi, Mario Agostinelli, Corradino Mineo,  Claudio Lombardi, Concetta Mastrolonardo, Silvano Piccardi, Giovanni Russo Spena,  Silvana Barbieri, Vittorio Agnoletto, Giuseppe Liverani, Rita Brivio, Sandro Barzaghi,  Silvia Palombi,  Erica Rodari,  Antonio Lareno, Anita Sonego, Fulvio Aurora, Anna Miculan. 

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