Onore e ricordo del partigiano Giannino

26 aprile 1945: la resa dei tedeschi – GIOVANNI GALBERSANINI

26 aprile 1945: la resa dei tedeschi

GIOVANNI GALBERSANINI

“Dopo il 26 aprile noi, tutti i giorni, con un camion portavamo su la roba da distribuire a quelli di Olgiate; il luogo di consegna era la costruzione che hanno buttato giù adesso, accanto al Parco della Biblioteca, verso la Scuola Media.

Quelli che distribuivano però erano quelli che erano su in paese.”

26 aprile 1945: la resa dei tedeschi – ANGELO BORSETTA, AMBROGIO CASTIGLIONI, GIOVANNI GALBERSANINI

26 aprile 1945: la resa dei tedeschi

ANGELO BORSETTA, AMBROGIO CASTIGLIONI, GIOVANNI GALBERSANINI

“I tedeschi avevano però minato i bunkers e alcune zone dello stabilimento collegando fra loro, con fili elettrici, le spolette degli ordigni.

Abbiamo allora interpellato la “Lombarda” perchè togliesse la corrente e abbiamo portato giù un gruppo di tedeschi che ha disinnescato tutto.”

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25 aprile 1945: la liberazione – GIOVANNI GALBERSANINI

25 aprile 1945: la liberazione

GIOVANNI GALBERSANINI (vivente)

“Un po’ di giorni prima si sentiva che c’era già qualche cosa per aria e abbiamo cominciato a prepararci; io le armi le conoscevo già perché avevo fatto l’addestramento in Germania.

Gli avieri che erano nella Villa Restelli avevano paura, i tedeschi non uscivano più dal magazzino….allora siamo andati su a Fagnano e a Solbiate a fare l’addestramento con il Lago, per andare all’attacco dello stabilimento.”

 

8 Settembre 1943: militari allo sbando – GIOVANNI GALBERSANINI

8 Settembre 1943: militari allo sbando

GIOVANNI GALBERSANINI

(vivente il 4/2/2016)

“Io ho dovuto andare a presentarmi e avevo 17 anni. Ma poi sono scappato tre volte e una volta volevano portare via mia mamma; eh sì, avevo già il fratello in Tunisia e il papà in Russia. Mi hanno portato in Germania, dal marzo all’agosto del 1944, dove avevo fatto addestramento. Quando sono tornato sono scappato a casa.

Io non ero inquadrato col C.N.L.; allora si andava per le campagne, non lavoravo mica; si parlava con uno, si parlava con l’altro… si cominciava già ad avere collegamenti… c’era il Pasquale Rossini, un mio coscritto, quello lì andava su in Piemonte a portare le armi.

Noi ci si trovava in una casetta in campagna, dalla parte del Rovelli, verso Solbiate.”

La vita difficile di tutti i giorni – GIOVANNI GALBERSANINI

La vita difficile di tutti i giorni

GIOVANNI GALBERSANINI
“Quando ero al Pignone nascosto, i tedeschi un giorno hanno puntato la pistola alla mia nonna che veniva su a portarmi da mangiare.
Lei da Prospiano veniva su al Pognone; lì c’era anche il mio cugino Nino Ciceri.
Mia nonna mi portava su un po’ di patate, perchè mio nonno aveva la campagna, un po’ di farina, un po’ di riso… quello che poteva “fregare” al marito”.

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