Promo femminile dalla Mailing List di Viterbo

Dietro indicazione di Renata sulla parità di genere che l’ANPI olgiatese deve sostenere

si diffonde una newsletter nonviolenta editata a Viterbo ma diffusa in Italia

==============================

NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE

==============================

Supplemento del notiziario telematico quotidiano “La nonviolenza e’ in cammino” (anno XVII)

Numero 599 dell’11 febbraio 2016

 

In questo numero:

  1. Le donne insorgono e danzano a Viterbo in piazza San Lorenzo il 14 febbraio alle ore 15
  2. Centro antiviolenza “Erinna”: “Agisci, balla, ribellati”, One Billion Rising 2016 il 14 febbraio a Viterbo
  3. Verso il 14 febbraio: riferimenti utili
  4. Otto proposizioni

 

  1. INIZIATIVE. LE DONNE INSORGONO E DANZANO A VITERBO IN PIAZZA SAN LORENZO IL 14 FEBBRAIO ALLE ORE 15

[Dal centro antiviolenza “Erinna” (per contatti: tel. 0761342056, e-mail: e.rinna@yahoo.it, onebillionrisingviterbo@gmail.com, sito: http://erinna.it, facebook: associazioneerinna1998) riceviamo e diffondiamo la seguente locandina]

 

Agisci, danza, ribellati

14 febbraio 2016

One Billion Rising

Le donne insorgono e danzano a Viterbo in piazza San Lorenzo (piazza del Duomo), davanti al Palazzo dei Papi.

Raggiungeteci alle ore 15.

 

  1. INIZIATIVE. CENTRO ANTIVIOLENZA “ERINNA”: “AGISCI, BALLA, RIBELLATI”, ONE BILLION RISING 2016 IL 14 FEBBRAIO A VITERBO

[Dal centro antiviolenza “Erinna” (per contatti: tel. 0761342056, e-mail: e.rinna@yahoo.it, onebillionrisingviterbo@gmail.com, sito: http://erinna.it, facebook: associazioneerinna1998) riceviamo e diffondiamo]

 

Ciao a tutte,

One Billion Rising 2016 sta arrivando.

Ci vediamo a Viterbo in piazza del Duomo, davanti al Palazzo dei Papi, domenica 14 febbraio ale ore 15.

Dress code, come tutti gli anni, rosso e nero, e in piu’ portate una sciarpa rossa.

Non piovera’, ma portate ombrelli rossi e/o neri.

Coraggiose, piene di grazia, numerose…

vi aspettiamo

Associazione Erinna

http://www.onebillionrising.org/events/one-billion-rising-viterbo

Per favore, diffondete a tutte e tutti i vostri contatti e a mezzo social network…

 

  1. MATERIALI. VERSO IL 14 FEBBRAIO: RIFERIMENTI UTILI

 

Per informazioni e contatti a livello internazionale:

Sito ufficiale: http://www.onebillionrising.org/

*

Per informazioni e contatti a livello nazionale:

Telefono: 3475320420

Skype: ni_nico

E-mail: nico@onebillionrising.org, nicolettabilli@gmail.com

Facebook: https://www.facebook.com/obritalia

Tumblr: http://onebillionrisingitalia.tumblr.com/

Twitter: @OBRItalia

Hashtag: #Rise4Revolution #1billionrising

Sito: http://obritalia.livejournal.com/

*

Per informazioni e contatti a livello locale:

Recapito: “Associazione Erinna – Centro antiviolenza”, via del Bottalone 9, 01100 Viterbo

Telefono: 0761342056

E-mail: e.rinna@yahoo.it, onebillionrisingviterbo@gmail.com

Sito: http://erinna.it

Facebook: associazioneerinna1998

 

  1. REPETITA IUVANT. OTTO PROPOSIZIONI

 

  1. La prima radice

La prima radice di ogni altra violenza e oppressione e’ la dominazione maschilista e patriarcale che spezza l’umanita’ in due e nega piena dignita’ e uguaglianza di diritti a meta’ del genere umano e cosi’ disumanizza l’umanita’ intera.

Solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale si puo’ sconfiggere la violenza che opprime, dilania, denega l’umanita’.

Solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale l’umanita’ puo’ essere libera e solidale.

*

  1. Non solo l’8 marzo e’ l’8 marzo

Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre lottare contro il femminicidio e la violenza sessuale.

Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre lottare contro il maschilismo e il patriarcato.

Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre lottare in difesa della vita, della dignita’ e dei diritti di tutti gli esseri umani.

Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre lottare contro tutte le violenze e tutte le complicita’ con la violenza e tutte le ideologie della violenza.

Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre che siano l’8 marzo.

Vi e’ questa ineludibile evidenza: che la violenza maschile contro le donne e’ la prima radice di ogni altra violenza.

Vi e’ questa ineludibile evidenza: che la violenza maschile contro le donne e’ il primo nemico dell’umanita’.

Vi e’ questa ineludibile evidenza: ne discende il tuo primo dovere.

La lotta delle donne per la liberazione dell’umanita’ e’ la corrente calda della nonviolenza in cammino. Questo significa l’8 marzo.

Sostenere la lotta delle donne per la liberazione dell’umanita’ e’ il primo dovere di ogni persona decente. Questo significa l’8 marzo.

Ogni volta che fai la cosa giusta per contrastare la violenza maschilista, quel giorno e’ l’8 marzo.

Non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno occorre che siano l’8 marzo.

*

III. Dal femminismo molti doni

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che vi e’ una sola umanita’, composta di persone tutte differenti le une dalle altre e tutte eguali in diritti.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che sfera personale e sfera politica non sono separate da un abisso: sempre siamo esseri umani.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza del partire da se’.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza dell’incontro con l’altro.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che e’ la nascita, l’esperienza e la categoria che fonda l’umana convivenza, l’umano sapere.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la pluralita’, e quindi la relazione, e’ la modalita’ di esistenza propria dell’umanita’.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che i corpi contano, che noi siamo i nostro corpi.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che ogni forma di autoritarismo, ogni forma di militarismo, ogni forma di dogmatismo reca gia’ la negazione dei diritti umani di tutti gli esseri umani.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che la prima radice dell’organizzazione sociale e della trama relazionale violenta e’ nel maschilismo e nel patriarcato.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo la nonviolenza contrasta la violenza, che solo il bene vince il male, che solo l’amore si oppone alla morte, che solo l’ascolto consente la parola.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e’ generare e proteggere la vita, prendersi cura delle persone e del mondo per amore delle persone e del mondo.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che compito comune e’ opporsi ad ogni oppressione, ad ogni sfruttamento, ad ogni ingiustizia, ad ogni umiliazione, ad ogni denegazione di umanita’, ad ogni devastazione della biosfera.

Dal femminismo tutte e tutti ricevemmo la coscienza che solo l’arte della compassione fonda la lotta di liberazione.

Il femminismo che e’ il massimo inveramento storico della nonviolenza.

Il femminismo che e’ la corrente calda della nonviolenza.

Il femminismo che e’ il cuore pulsante del movimento di autocoscienza e di liberazione dell’umanita’.

E diciamo femminismo e sappiamo che dovremmo dire femminismi, che dovremmo dire pensiero delle donne e movimenti delle donne.

Ma diciamo femminismo e pensiamo a una tradizione che lega infinite donne che hanno praticato l’etica della responsabilita’ e della liberazione, da Saffo a Vandana Shiva, da Simone Weil a Virginia Woolf, da Edith Stein a Milena Jesenska, da Etty Hillesum a Ginetta Sagan, da Rosa Luxemburg ad Hannah Arendt, da Germaine Tillion ad Anna Politkovskaja, da Simone de Beauvoir a Franca Ongaro Basaglia, da Olympe de Gouges a Luce Fabbri.

Dal femminismo molti doni tutte e tutti abbiamo ricevuto.

In questo otto marzo di ascolto, di memoria, di lotta, diciamo anche la nostra gratitudine.

*

  1. Sommessa un’opinione. Ed un ringraziamento

Se la viva commozione non m’inganna, mi sembra che l’iniziativa One Billion Rising del 14 febbraio 2013 contro la violenza sulle donne sia stata – per estensione planetaria, ma anche per chiarezza di contenuti, adeguatezza delle forme, capacita’ di favorire la partecipazione piu’ ampia e piu’ consapevole, mobilitando teste e cuori, pensieri e passioni, menti e corpi – la piu’ grande manifestazione nonviolenta globale nel corso dell’intera storia umana.

Ancora una volta il movimento delle donne, la sapienza delle donne, il coraggio delle donne, la lotta delle donne si conferma essere la corrente calda della nonviolenza, si conferma essere l’esperienza storica decisiva nel cammino di liberazione dell’umanita’.

Ed ancora una volta si conferma questa cruciale verita’: che solo se si riuscira’ a contrastare, sconfiggere, abolire la violenza maschile, e l’ideologia e le strutture e le prassi della violenza maschilista e patriarcale, solo allora si riuscira’ a difendere e promuovere i diritti umani di tutti gli esseri umani, a realizzare pace e giustizia, civile convivenza responsabile e solidale tra tutti gli esseri umani e tra gli esseri umani e l’intero mondo vivente.

La nonviolenza e’ in cammino con volto e con voce di donna, con passo lieve di danza, in profonda schiudente armonia, in una trama relazionale che unisce in piena coerenza mezzi e fini, che avvicina persona a persona e l’umanita’ intera raggiunge, riconosce, libera.

E che in questa luminosa giornata anche non pochi uomini mettendosi alla scuola e all’ascolto delle donne abbiano saputo cogliere l’occasione per esprimere la volonta’ di rompere ogni omerta’ e complicita’ col femminicidio, col maschilismo, col patriarcato, per esprimere la scelta di opporsi alla violenza maschile, ebbene, anche questo e’ un dono e un frutto dell’iniziativa delle donne, del pensiero e del movimento delle donne, di cui anche il vecchio che scrive queste righe ad esse e’ grato con tutto il cuore.

E che dopo il 14 febbraio ogni giorno continui e si estenda ed ovunque si inveri quel che il 14 febbraio e’ accaduto: il manifestarsi dell’impegno dell’umanita’ affinche’ cessi la violenza maschile sulle donne.

*

  1. E quindi

Occorre opporsi al maschilismo e al patriarcato, ed opponendosi al maschilismo e al patriarcato ci si oppone anche al razzismo, alla guerra, alla devastazione dell’ecosistema, a tutti i poteri criminali, a tutte le forme di sfruttamento ed oppressione.

Occorre riconoscere, difendere e promuovere i diritti umani di tutti gli esseri umani.

E quindi: occorre sostenere i centri antiviolenza e le case delle donne.

E quindi: occorre la parita’ di rappresentanza di genere ovunque si decide cio’ che tutte e tutti riguarda.

E quindi: occorre applicare subito pienamente la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

Vi e’ una sola umanita’.

*

  1. Ancora sulla prima radice di ogni violenza

L’oppressione maschilista e patriarcale e’ la prima radice di ogni violenza.

E’ la prima radice delle guerre e di tutte le uccisioni.

E’ la prima radice del razzismo e di tutte le persecuzioni.

E’ la prima radice dell’oppressione economica, sociale, politica.

E’ la prima radice dell’oppressione ideologica.

E’ la prima radice dell’organizzazione gerarchica, del sistema dello sfruttamento, del militarismo come metodo e come sistema.

E’ la prima radice perche’ e’ la violenza la piu’ intima e la piu’ contagiosa, la piu’ elaborata e la piu’ distruttiva, la piu’ primordiale e la piu’ celebrata, la piu’ diretta e la piu’ organizzata, la piu’ vile e la piu’ feroce.

E’ la prima radice perche’ e’ la prima violenza concretamente agita.

E’ la prima radice perche’ e’ la prima violenza strutturalmente imposta.

E’ la prima radice perche’ e’ l’esperienza e il modello di riferimento per ogni altro rapporto sociale basato sull’ineguaglianza e la subordinazione, l’asservimento e la negazione dell’altrui dignita’.

E’ la prima radice perche’ e’ fatta propria, propagandata e fin esaltata da tradizioni di pensiero e di azione cosi’ antiche e pervasive da esser divenuta abito mentale per innumerevoli persone e popoli, culture e societa’.

E’ la prima radice perche’ e’ cosi’ violenta che gia’ il solo denunciarla suscita sovente reazioni brutali e fin assassine.

L’oppressione maschilista e patriarcale e’ la prima radice di ogni violenza.

Come e’ possibile che l’umanita’ si liberi dalla violenza se non si libera innanzitutto da questa prima violenza?

E come e’ possibile ritenere che siano vie alla liberazione dell’umanita’ ideologie e pratiche che mantengono questa prima violenza?

E come e’ possibile lottare per la liberazione propria e comune se non si lotta innanzitutto contro questa violenza prima e fondante ogni altra?

Solo se si lotta contro l’oppressione maschilista e patriarcale si puo’ lottare per la pace e i diritti umani.

Solo se si lotta contro l’oppressione maschilista e patriarcale si puo’ lottare contro il razzismo ed ogni persecuzione.

Solo se si lotta contro l’oppressione maschilista e patriarcale si puo’ lottare contro tutti i poteri criminali.

Solo se si lotta contro l’oppressione maschilista e patriarcale si puo’ lottare in difesa della biosfera.

Poiche’ l’oppressione maschilista e patriarcale nega alla radice l’eguaglianza di diritti di tutti gli esseri umani, l’umanita’ spaccando in due, rendendone meta’ vittima e meta’ carnefice.

Poiche’ l’oppressione maschilista e patriarcale nega alla radice che una persona sia innanzitutto una persona, ed in quanto tale portatrice di diritti come ogni altra persona.

Poiche’ l’oppressione maschilista e patriarcale nega alla radice che la societa’ sia alleanza tra pari, nega alla radice che persone diverse siano eguali in diritti e doveri, nega alla radice la pluralita’ degli esseri umani ed il loro medesimo esser parte dell’unica umanita’, nega alla radice la giustizia e la solidarieta’ universale.

Se si accetta l’oppressione maschilista e patriarcale si accetta il principio che fonda ogni ingiustizia, ogni oppressione, ogni violenza.

Se si accetta l’oppressione maschilista e patriarcale si accetta l’ordine che impone insieme il privilegio e l’esclusione, il rapporto servo-padrone, la configurazione di ogni legame sociale nella forma della relazione tra dominanti e dominati, la negazione della piena dignita’ umana delle persone che il potere opprime.

Se si accetta l’oppressione maschilista e patriarcale si accetta la perdita della pienezza dell’umanita’ propria e dell’altrui.

La lotta contro l’oppressione maschilista e patriarcale e’ quindi il primo dovere di ogni essere umano sollecito del pubblico bene.

La lotta contro l’oppressione maschilista e patriarcale e’ quindi il primo diritto di ogni essere umano sollecito della propria e comune dignita’.

La lotta contro l’oppressione maschilista e patriarcale e’ quindi il primo passo per contrastare la guerra, il razzismo, il fascismo. Il primo passo per la liberazione dell’umanita’.

La lotta contro l’oppressione maschilista e patriarcale e’ il primo compito a cui la nonviolenza ti chiama.

Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.

Vi e’ una sola umanita’, in un unico mondo vivente casa comune dell’umanita’ intera. Una sola umanita’, di persone tutte diverse l’una dall’altra e tutte eguali in diritti e dignita’.

Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ci richiama a questa consapevolezza, a questo impegno, a questa urgente necessita’: opporsi all’oppressione maschilista e patriarcale, e cosi’ difendere i diritti di tutti gli esseri umani, e cosi’ costruire la pace e la convivenza, la giustizia e la liberazione.

Con volto e con voce di donna, la nonviolenza e’ in cammino.

*

VII. Dentro le mura di casa e nelle piazze delle citta’

Dentro le mura di casa e nelle piazze delle citta’ la violenza maschilista e’ il primo oppressore dell’umanita’, la prima radice di ogni altra violenza, il primo facitore di male.

E contrastare la violenza maschilista e’ quindi il primo impegno, il primo dovere, la prima vitale necessita’ di ogni persona di volonta’ buona.

Solo se si contrasta la violenza maschilista si puo’ costruire la pace, la giustizia, la solidarieta’ che riconosce ed invera l’infinito valore di ogni umana esistenza, la piena dignita’ di tutti gli esseri umani.

Due sono le storiche e fondamentali esperienze novecentesche della nonviolenza in Europa: la resistenza antifascista e il movimento femminista; nella preziosa continuita’ con esse oggi il primo nostro dovere e’ la lotta contro la violenza maschilista e patriarcale, la lotta che fonda e s’intreccia con tutte le resistenze a tutte le menzogne e le oppressioni, con tutte le esperienze di solidarieta’ e di liberazione, con tutti i movimenti impegnati per salvare la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani e dell’intero mondo vivente.

Non sara’ possibile contrastare la guerra e tutte le uccisioni se non si sconfigge la violenza maschilista.

Non sara’ possibile contrastare il razzismo e tutte le persecuzioni se non si sconfigge la violenza maschilista.

Non sara’ possibile contrastare le ingiustizie sociali se non si sconfigge la violenza maschilista.

Non sara’ possibile la guarigione dalle piu’ profonde e dolorose e spaventose occlusioni e repressioni e mutilazioni psicologiche e culturali se non si sconfigge la violenza maschilista.

Non sara’ possibile la liberazione delle oppresse e degli oppressi se non si sconfigge la violenza maschilista.

Non sara’ possibile difendere la biosfera nel suo insieme e nell’infinita varieta’ delle forme di vita se non si sconfigge la violenza maschilista.

Non sara’ possibile un’umanita’ di persone libere e solidali, eguali in diritti e dignita’, tutte responsabili del bene comune, se non si sconfigge la violenza maschilista.

Sconfiggere nelle culture e nelle societa’ la violenza maschilista, sconficcare dal cuore degli uomini e del mondo la violenza maschilista, liberarsene tutti e tutte, e’ il primo passo per restituire umanita’ all’umanita’, per rendere il mondo abitabile ad ogni persona, per poter vivere un’esistenza degna e solidale, limpidamente conscia della natura relazionale ed empatica della nostra esperienza vitale, del nostro stare in un mondo plurale e condiviso.

Io che scrivo queste righe sono un uomo. Cui il movimento femminista apri’ gli occhi e il cuore e la testa molti anni fa. Al militante politico leopardiano e marxista che ero gia’, il femminismo insegno’ verita’ ineludibili sul piano della ragion pura e della ragion pratica, e una percezione, una facolta’ di comprensione e giudizio, un sguardo sul mondo, sulle persone e su me stesso persona nel mondo, nella concreta coscienza del partire da se’, che i corpi contano, che il personale e’ politico, che l’umanita’ e’ plurale, che ogni relazione e’ dialogica, che la lotta per la liberazione delle oppresse e degli oppressi da tutte le menzogne e da tutte le violenze richiede una concreta coerenza, una rigorizzazione dei ragionamenti e delle condotte, un impegno che comincia dal rispetto, dall’accudimento, dall’amore per chi ti e’ piu’ vicino e solo cosi’ l’umanita’ intera idealmente connette e raggiunge.

So che la prima lotta che in quanto uomo devo condurre e’ quella contro il fascista che e’ in me.

So che la violenza sulle donne e’ un problema degli uomini.

So che ogni giorno e’ da praticare sia il conflitto contro l’iniquita’ che la comunicazione con l’umanita’, uscendo dal silenzio e disponendosi all’ascolto, abbattendo il muro delle imposte diseguaglianze e delle materiali e immateriali alienazioni che pietrificano; agendo con la fermezza ma anche con la delicatezza della nonviolenza, con la persuasa tenacia e l’avvolgente tenerezza di chi lotta per salvare le vite, di chi lotta per condividere il mondo e la sobria felicita’ che nel mondo e’ possibile, e possibile solo se condivisa fra tutte e tutti.

Si avvicina il 14 febbraio: e’ il giorno in cui le donne di tutto il mondo sfidano la violenza maschilista e patriarcale manifestando in tutte le citta’, i paesi, i villaggi nella forma che piu’ intensamente afferma il valore, la dignita’ dei nostri stessi corpi di esseri fatti di carne che sentono e pensano: danzando.

Si avvicina il 14 febbraio, e poi l’8 marzo. Ma ogni giorno deve essere il 14 febbraio del miliardo di donne che si sollevano, dell’umanita’ intera che si solleva con esse dalla barbarie all’umanita’; ogni giorno deve essere l’8 marzo dell’internazionale futura umanita’ che Clara Zetkin e Rosa Luxemburg – ed infinite altre – chiamarono alla lotta affinche’ la liberazione fosse dell’umanita’ intera; ogni giorno e’ il giorno in cui devi contrastare la violenza maschilista. Con la forza della verita’, con la scelta della nonviolenza che a tutte le violenze e le menzogne si oppone, con l’amore per il mondo. Vivendo un’esistenza che sappiamo finira’, vivendo un’esistenza che possiamo e dobbiamo rendere degna, vivendo un’esistenza che ad ogni esistenza riconosca valore, e speranza di liberazione, e condivisa felicita’.

*

VIII. Non passa giorno

Non passa giorno senza che nel nostro paese un marito, un fidanzato, o un ex tale, uccida la donna che sosteneva di amare, e che invece evidentemente riteneva un oggetto di sua proprieta’ del quale disporre fino alla distruzione. Non passa giorno.

E’ il maschilismo la prima radice di ogni altra violenza.

E’ la lotta contro il maschilismo il primo dovere di ogni persona decente.

E’ la lotta contro il maschilismo l’indispensabile premessa che fonda la lotta contro la guerra e contro il razzismo, contro ogni oppressione, contro ogni violenza.

Se non si lotta contro il maschilismo, tutto il resto e’ vano.

 

==============================

NONVIOLENZA. FEMMINILE PLURALE

==============================

Supplemento del notiziario telematico quotidiano “La nonviolenza e’ in cammino” (anno XVII)

Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100

Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

Numero 599 dell’11 febbraio 2016

 

Per ricevere questo foglio e’ sufficiente cliccare su:

nonviolenza-request@peacelink.it?subject=subscribe

 

Per non riceverlo piu’:

nonviolenza-request@peacelink.it?subject=unsubscribe

 

In alternativa e’ possibile andare sulla pagina web

http://web.peacelink.it/mailing_admin.html

quindi scegliere la lista “nonviolenza” nel menu’ a tendina e cliccare su “subscribe” (ed ovviamente “unsubscribe” per la disiscrizione).

 

L’informativa ai sensi del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (“Codice in materia di protezione dei dati personali”) relativa alla mailing list che diffonde questo notiziario e’ disponibile nella rete telematica alla pagina web:

http://italy.peacelink.org/peacelink/indices/index_2074.html

 

Tutti i fascicoli de “La nonviolenza e’ in cammino” dal dicembre 2004 possono essere consultati nella rete telematica alla pagina web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/

 

Gli unici indirizzi di posta elettronica utilizzabili per contattare la redazione sono: nbawac@tin.it , centropacevt@gmail.com

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...