Fermiamo la corsa folle verso il disastro in Iraq

I mezzi d’informazione diffondono da ieri la notizia che l’Italia si sta accingendo ad inviare in Iraq altri mille soldati.

Anche se fosse solo un “ballon d’essai” la notizia e’ inquietante, e segnala un ulteriore progredire della catastrofe bellica che sta minacciando il futuro dell’intera umanita’.

Occorre fermare questa folle deriva verso il disastro.

Ripetiamo una volta ancora che il terrorismo non si contrasta con la guerra, che e’ essa stessa terrorismo e di terrorismo seminatrice e altrice.

Il terrorismo dell’Isis si contrasta con un’azione di polizia internazionale guidata dall’Onu, con il disarmo e la smilitarizzazione dei conflitti, con l’aiuto umanitario alle popolazioni sofferenti, con la promozione della democrazia e dei diritti umani, con la pace che salva le vite.

Al governo italiano ancora una volta chiediamo di rinsavire e tornare al rispetto dell’art. 11 della Costituzione, tragicamente gia’ tante volte violato negli ultimi decenni con gli esiti orribili a tutti evidenti; al governo italiano ancora una volta chiediamo di rinsavire e impegnarsi per il rispetto delle vite umane e una politica internazionale di pace e di cooperazione tra i popoli per il bene comune; al governo italiano chiediamo come primo passo nella giusta direzione, come primo segno di buona volonta’, di revocare l’annunciata folle decisione di inviare 450 soldati italiani incontro alla morte alla diga di Mosul.

Ogni vittima ha il volto di Abele.

Salvare le vite e’ il primo dovere.

 

Appello di Beppe Sini condiviso dal teologo Benazzi Maurizio

 

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